Mi chiamo Elena, ho 24 anni, sono alta, bionda, occhi azzurri, bocca ampia e labbra carnose, perfette per far pompini, il seno è di una quarta abbondante, ho il ventre piatto e, come cornice ad un bellissimo paio di cosce, ho un culetto tondo ed alto, abbondantemente aperto e sfondato. Lavoro come impiegata in un ufficio di pratiche auto e vivo con i miei genitori, che mi considerano una brava ragazza, senza sapere che, al contrario, mi piace tanto il cazzo, così da non farmelo mancare in ogni occasione, come in questo periodo che mi faccio montare da Antonio, un cliente che ha una rivendita di auto usate e, spesso e volentieri, capita in ufficio per dei passaggi di proprietà. Antonio è un bel cinquantenne, molto porco e, anche se non ha un cazzo enorme, è molto resistente e, proprio questa notte l'ho ospitato nel mio letto, in considerazione del fatto che i miei genitori sono assenti per il week end; per tutta la notte, mi ha sfondato ogni buco e mi ha riempito con delle ingenti quantità di sbroda. Era la prima volta che lo ospitavo a casa mia, perché, in genere, per non dare nell'occhio, mi porta in un motel, dove mi scopa e mi fa urlare di piacere. È sposato ed ha una moglie alquanto gelosa, per questo, quando ieri sera mi ha detto che era libero, non ho esitato ad invitarlo a casa mia; tanto per non dare nell'occhio, ma, evidentemente a qualcuno la cosa non è sfuggita e questo qualcuno non è altri che Giulio, il mio vicino di casa! Lo conosco da tanti anni ed ho sempre notato che mi guarda con occhi carichi di desiderio; tanto più che, da circa tre anni, è rimasto vedovo e, in più di un'occasione, ho notato che si mette dietro le tende della finestra a guardarmi, quando prendo il sole il giardino; poi, più di una volta, mi son divertita a scoprire il seno, ben sapendo che lui si sarebbe ammazzato di seghe. Mi ha sempre eccitato molto questa cosa e più volte ho avuto anche la sensazione che lui volesse qualcosa di più da me, ma sapendo dell'amicizia che ha con i miei genitori, non si è mai spinto oltre il guardare; si arrapa molto a guardarmi e, naturalmente, quando lo vedo, di proposito lo stuzzico sculettando sotto i suoi occhi. Non potevo immaginare quello che sarebbe successo dopo circa tre ore che avevo mandato via il mio amante, che mi aveva veramente scopato alla grande. Ero ancora distesa sul letto e, dentro di me, avvertivo ancora forti le sensazioni provate nel farmi sbattere da quel maschio così risoluto e dominante, che, con il suo modo di fare, mi ha trasformata nel suo giocattolo, nella sua puttana da scopare ogni volta che ne ha voglia. Come dicevo, ero distesa sul letto, quando, improvvisamente, ho sentito suonare alla porta e, poiché non aspettavo nessuno, ho indossato una lunga t-shirt e delle semplici mutandine, e con ai piedi le ciabattine, sono andata ad aprire e mi sono trovata davanti il signor Giulio, che mi ha salutato molto cordialmente.
«Buongiorno, Elena, sono in casa i tuoi genitori?»
Gli ho sorriso e gli ho risposto.
«No, mamma e papà sono fuori per il weekend; torneranno domani pomeriggio!»
Ho visto che ha fatto un sorrisetto strano, poi mi ha dato un'occhiata dalla testa ai piedi ed è entrato, chiudendo la porta dietro di sé.
«Adesso capisco perché hai fatto baldoria tutta la notte!»
L'ho guardato stupita e poi ho cercato di giustificarmi in qualche modo.
«Ma no... non ho fatto niente... ero da sola… che dice!»
Mi ha guardato con un tono molto deciso. Mi ha mostrato il suo smartphone, dove c'erano le foto di Antonio che usciva da casa mia alle 6:00 di mattina.
«A giudicare da come ti ho sentito urlare per tutta la notte, vuol dire che Antonio, che è il proprietario dell'autosalone in fondo alla via, quello che ha la moglie molto gelosa, ti deve aver fatto godere tanto! È da un po' di tempo che ti diverti a provocarmi a tette nude e sculettare ogni volta che mi vedi; ora, poiché i tuoi genitori son convinti che sei una santarellina, voglio divertirmi un po' anch'io!»
Mi ha preso una mano e l'ha appoggiata sul pacco, facendomi sentire qualcosa di estremamente voluminoso nascosto sotto la stoffa dei pantaloni. L'ho guardato stupita ed ho cercato una via d'uscita.
«Mi dispiace, signor Giulio, non era mia intenzione di disturbarla e… le assicuro che non mi permetterò mai più di provocarla.»
Lui si è messo a ridere.
«È troppo tardi, mia cara puttanella! Sicuramente non vorrai che la moglie di Antonio scopra che ti scopi suo marito, perché, oltre che sollevare un casino con lui, lo direbbe anche ai tuoi genitori, facendo sorgere un casino ancor più grosso! Lascio a te la scelta: ti metti giù in ginocchio a succhiarmi il cazzo, oppure ti assumi le tue responsabilità ed accetti le conseguenze?»
Mi ha messo un braccio intorno alla vita e mi ha attirato a sé, ha messo la sua bocca contro la mia e, per un attimo, ho rifiutato il bacio, ma lui ha messo l'altra mano dietro la mia testa e, con prepotenza, mi ha infilato la sua lingua in bocca; intanto la mano che mi teneva intorno alla vita è scesa e con decisione si è infilata sotto la t-shirt, trovando il mio culetto scoperto: ha preso a palparlo, mentre sentivo qualcosa di molto grosso crescere e premere contro la mia fighetta, schiacciata contro il suo pacco. Mi ha baciato ed abbiamo limonato un po', perché tutta questa situazione mi stava eccitando davvero tanto. Dopo Antonio, ero la seconda persona che con questo fare deciso mi stava dominando e questa è una cosa che mi fa subito eccitare in maniera incredibile. Quando ci siamo staccati, mi ha fissato dritta negli occhi.
«Lo senti che bel cazzo preme contro il tuo corpo? Sono sicuro che ti piacerà, perché ti ho sentito godere tutta la notte, in quanto la tua camera è proprio adiacente alla mia! Ho sentito come quel porco di Antonio ti ha fatto mugolare per tutta la notte. Dai, abbassati e prendilo in bocca!»
Il suo tono deciso, autoritario e soprattutto dominante, mi ha fatto letteralmente illanguidire e, senza neanche rendermene conto, in maniera alquanto frenetica ho preso ad aprire la cintura e poi i bottoni, facendo cadere ai piedi i suoi pantaloni e, quando ho messo le mani dentro le sue mutande, l'ho guardato con occhi stupiti, perché sentivo qualcosa di veramente enorme nella mia mano. Mi ha fissato negli occhi ed ha sorriso, mentre ora le sue mani mi hanno spinto verso il basso e io mi son resa conto che ero già affascinata da quello che sentivo; quando mi son trovata davanti quel mostro, ho solo spalancato la bocca ed ho cominciato a leccarlo. Era davvero grosso, abbastanza lungo con delle grosse venature che loro rendevano ancora più bello; in cima, svettava una splendida cappella rossa, che è stata subito oggetto delle attenzioni della mia lingua! Lui ha subito avuto parole di compiacimento con me.
