Siamo andate a una piccola festa a casa di Kamila. Una cosa fra amiche, ha detto.
Ci eravamo viste qualche sera fa in un locale, salutate da un tavolo all'altro. Kamila sempre bella, gli occhi pieni di malizia. Era con una ragazza che non avevo mai visto. Una mora tatuata con i capelli rasati sopra le orecchi. Di quelle che quando le vedi dici "lesbica" pure se sei al buio bendata. Piercing vari. Naso, orecchie, guancia. Ho subito immaginato altre parti del corpo bucate e inanellate. Pallida. Occhi cerchiati. Rossetto viola scuro. Insomma a metà fra emo e tossica. Ma per quanto ne so' di Kamila escludo la seconda.
Si chiama Siobhan.
"Non è un nome irlandese?" chiedo.
Si. Siobhan è irlandese. E quando dico: "pensavo che le irlandesi fossero tutte rosse"...mi spiego perchè quel pallore. Sarebbe rossa se non fosse tinta.
Ha un suo fascino da elfo. Così pallida, gli occhi verde chiaro, mora. Un contrasto molto bello.
E' magra però. Sembra un ragazzo magro.
Kamila ha i capelli sciolti, chissà che caldo. Mi sembrano più scuri dell'ultima volta che ci siamo viste. E scopate. Un vestito bianco il cui unico scopo è contenere e strizzare le coppe del seno, offrendole alla vista ondeggianti morbide a ogni movimento. Difficile staccare gli occhi. Quando si alza per allungarsi a baciarmi vedo le gambe nude, abbronzate.
Uno strano contrasto fra lei, rigogliosa di salute e Siobhan, quasi emaciata.
Sioabhan tiene gli occhi bassi. Risponde Kamila per lei. O le dice di rispondere, solo allora partecipa alla breve conversazione. Siobahn è chiaramente una sottomessa.
La guardo intenzionalmente in modo duro, scrutandola come valutando un oggetto al mercato, lei tiene gli occhi bassi e si muove a disagio sulla sedia. Guarda Kamila e poi me.
Tolgo lo sguardo per un attimo ma poi torno rapida a guardarla e colgo il lampo verde dei suoi occhi che fuggono.
Kamila sorride.
E dopo qualche giorno ci invita a questa festa.
Viene anche Eva, che l'altra volta non c'era e ha intravisto Kamila solo al pub.
Ha detto "molto informale" quindi andiamo io con un vestitino di cotone crema stampato floreale e sandali, pantaloni e maglietta leggerissime Ali e Eva con una idea di minigonna e canottiera rossa. Quando dico "idea" intendo che saranno due dita sotto l'inguine mentre è in piedi. Se si siede, è in mutande. Per punizione la mandiamo seduta davanti con il tassista.
Me ne pento subito quando vedo che guida senza guardare mai fuori.
"Se vuoi dopo te la facciamo guardare bene, ma adesso guida eh?"
Arriviamo sane e salve a casa di Kamila però. Eva mentre scende sculetta ridendo e il tassista si fa il segno della croce. Mi scappa da ridere.
Saliamo. Viene a aprire Kamila. I suoi "ragazzi" non ci sono. Non chiedo perchè. C'è un po' di gente. Forse qualche faccia che ho già visto. Inizio a riconoscere qualcuno in questa città.
Non vedo Siobahn inizialmente e mi sorprende. Poi la trovo in cucina, alle prese con delle bottiglie di vino che non riesce a aprire. L'aiuto.
Le chiedo: "sei la ragazza di Kamila?"
Mi risponde cauta: "in un certo senso..."
Preciso: "sei sua?"
Ora è chiaro. "Si", risponde.
Mi piace il suo disagio. Il leggero ondeggiare da un piede a un altro. Gli occhi che sfuggono. Le mani che fanno piccoli movimenti che coinvolgono le spalle, il collo. E' come se aspettasse un ordine, un colpo, un tocco. Il classico atteggiamente della preda, pronta a scappare. Ma... dove?
"ti chiederò a lei allora " dico.
La vedo trasalire. Anche i piedi si muovono. E' come se si torcesse tutta. Come se l'avesse colpita una scarica elettrica.
La lascio alle prese con un vassoio di bicchieri. Ma per come è nervosa non so se arriveranno di là.
Torno in salone e Eva sta dando spettacolo ballando. Non è l'unica che balla, ma è la più sexy. Ali sta parlando con un tipo attempato.
Non vedo Kamila.
Come mio solito mi sistemo in un angolo con un bicchiere di qualcosa che sembra poco alcolico e guardo la gente. Al secondo sorso che va giù fresco capisco che il dolce maschera l'alcol e che devo stare attenta.
Mi si avvicina un tipo sui 50, fisico malmesso, sguardo rapace, che come prima cosa mi chiede come mai sono a Barcellona e che lavoro faccio.
"sono da un'amica e sono una ricercatrice" dico.
"ah che genere di ricerche?" insiste
"ricerche archeologiche relative al periodo del medio impero romano"
E' un argomento perfetto perché tutti possono dire "ah interessante" ma non frega niente a nessuno e muore lì.
Al limite ho già pronte due o tre risposte per un livello successivo di curiosità ma anche questa volta non serve.
"io lavoro in una banca. sono il direttore" dice con sussieguo.
Reprimo un chi se ne frega e rispondo con le sue parole "ah interessante".
Mi salva Kamila. Chiede scusa a Ignacio e mi porta via.
Mi viene da ridere. Le dico: "Kami, mi dai Siobahn, ti dò Eva?"
Scoppia a ridere anche lei. "Tu sei pazza, italiana" dice, ma come una cosa incredibilmente divertente... "perchè no? ma solo se ho anche te, si?"
Sto al gioco.
"Come sarebbe..." dico " 2 x1 ? non ci conviene..."
"no mia cara io voglio te, lo sai no?"
" e io voglio te, Kami... anzi... I want your cunt" e le metto una mano fra le gambe stringendola.
Si ferma. Respira. "Dopo... dopo ... io... noi... dopo... ti voglio"
Il resto della festa scorre veloce. Mi siedo su un divano vicino a Ali, mentre Eva rimorchia a destra e a sinistra, e lei mi dice qualche pettegolezzo su quelli che conosce.
Poi anche Eva, sudata e accaldata, viene a sedersi vicina, bevendo qualcosa.
Le dico: "Eva ti abbiamo data a Kamila per stasera.."
e lei non fa una piega.
"Ah? si... ok... mi piace molto... ballare, bere, sesso, fare fiesta... io ci sto sempre"
Non faccio in tempo a dirle che stavo scherzando che arriva Kamila con Siobahn.
Siobahn si siede vicina. Sempre così nervosa e taciturna.
Kami si allontana di nuovo per i suoi doveri di padrona di casa.
Mi alzo e dico "Siobahn, mi accompagni in bagno?"
Lei fa segno di si con la testa e si alza. La seguo.
Alla porta si ferma indicandola, ma io le faccio cenno con la testa di entrare, e la spingo lievemente con la mano sul fianco.
Di nuovo quello sguardo da preda. Sento il clitoride inturgidirsi.
Chiudo la porta alle mie spalle.
Siobahn mi guarda interrogativa.
Con una mano le accarezzo il viso, le labbra. Siamo molto vicine. Nei suoi occhi di un verde così chiaro vedo piccole pagliuzze dorate. Mi tuffo nei suoi occhi le mie labbra toccano le sue. Respiro il suo respiro. L'odore della sua pelle. Il suo profumo.
Un pensiero velocissimo mi passa per la testa: l'odore sul suo viso è quello intimo di Kamila.
Lecco le sue labbra. Entro nella sua bocca. Incontro la sua lingua.
Ha i capelli corti e non posso prenderla come mi piacerebbe, ma la mano sulla nuca basta per spingerla verso la mia bocca.
