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Héliopolis...con Lara - il finale
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Racconto16 min di lettura

Héliopolis...con Lara - il finale

...segue, il finale. L’amplesso con Alexia mi liberò dallo stato catatonico in cui mi ero ritrovato, una magia inaspettata mi fu regalata da lei, la donna del sogno, quella donna che tra bellezza e mistero, giocava un ruolo fondamentale in tutta quella storia al limite del credibile e che lentamente...

Francesco Giammona
2 anni fa · 345 letture · 0

...segue, il finale.

L’amplesso con Alexia mi liberò dallo stato catatonico in cui mi ero ritrovato, una magia inaspettata mi fu regalata da lei, la donna del sogno, quella donna che tra bellezza e mistero, giocava un ruolo fondamentale in tutta quella storia al limite del credibile e che lentamente si dipanava a noi. La spettatrice Lara, la mia Lara, corse subito a stringermi in un caldo abbraccio ed io feci altrettanto riunendomi finalmente a lei e uscendo da quell’incubo (a metà). E fu in quel momento che per la prima volta incontrai lo sguardo di tutti gli spettatori presenti, riconoscendoli tutti, che con una stretta di mano mi dissero bentornato tra noi. Rividi dunque con piacere Gaston e André, decisamente attivi e in forma e ciò, contrariamente alle notizie che Lara mi riferì quel mattino, il più distaccato fu invece l’amico Pascal che da un angolo della casa, a testa bassa mostrava il suo disagio per l’accaduto, ma io volli ringraziarlo comunque, anche perché il bene ricevuto fu di gran lunga superiore al malessere involontariamente recato.

Alexia invece aveva un sorrisetto malizioso e non mostrava nessun imbarazzo!

Era chiaro che sia lei che Pascal erano i custodi di quel segreto che ora conoscevamo anche noi. Nessun altro nel villaggio sapeva e men che meno noi avremmo saputo, se Pascal non avesse portato in casa sua quel liquore di cui a quanto pare lui ne facesse il giusto uso. Io in verità avevo dato poco peso alla sua raccomandazione di pasteggiare solo a livello papillare per favorire la lenta e corretta assunzione del miracoloso unguento, ma fatto sta che quella bottiglia non doveva essere li in casa, tanto più lasciata a nostra disposizione.

Gaston e André mi dissero che il quantitativo da me bevuto avrebbe potuto dare luogo ad altri episodi saltuari e temporanei, curabili se in fase acuta solo da Alexia, ma mi consigliarono di proseguire con il solo pasteggio papillare (sia mattina che sera) allo scopo di determinare una situazione di risposta immunitaria oltre che favorire il mio benessere fisico crescente, che avrebbe allontanato il rischio della catatonia diurna, di cui loro erano ormai affetti da alcuni mesi.

Il potere curativo di Alexia era ancora oggetto dei loro studi, per capire come evitare lo stadio catatonico che li colpiva sia per liberare la nipote dall’ormai necessario e fondamentale “impegno” giornaliero per poter indurre il loro “risveglio motorio e sensitivo”. Osservando Alexia, notai che neanche quelle affermazioni destarono il ben che minimo imbarazzo in lei, anzi continuava a sfoggiare quel sorriso malizioso che per nulla lasciava pensare che quella situazione potesse in qualche modo dispiacerle, piuttosto le conferivano un potere dominante in tutta quella vicenda.

Di fatto quei due settantenni non dimostravano affatto la loro età, anzi, possedevano una tonicità corporea che normalmente puoi ritrovare in un quarantenne e loro adducono tutto questo agli effetti indotti dal liquore. Notai anche come chiaramente il loro aspetto del ringiovanimento fisico, non era sfuggito a Lara, e lo capii dagli sguardi che lei lanciava loro e dal suo assecondare ogni parola venisse da loro proferita, per contro, riceveva dai due altrettanta attenzione resa esplicita anche dai loro cazzi che svettavano in bella mostra e in gran tiro. Come, tra l’altro, continuava ad esserlo anche il mio!

Unico a portare i vestiti era invece Pascal e per quanto ciò potesse ritenersi strano, in quel luogo dove il nudismo è la regola, soprattutto in casa, noi pensavamo che il suo comportamento fosse legato solo a una sorta di strana “pudicizia” personale, ma, non era così e presto scopriremo il vero perché.

Nel frattempo, notai che la mia Lara evidentemente in preda a strane scalmane iniziò a strusciarsi con i due zii gemelli che attorniandola insieme si lasciarono andare in una sorte di danza, ove corpi e desiderio esprimevano quel palese interesse sessuale, che non destò in me alcun sentimento di gelosia e ciò forse per la mia “colpa” di aver fatto sesso dinanzi a lei/loro con l’adorabile nipotina sciamana.

Per cui tornando a Lara e vedendola in quella situazione, scoprii pure di essere quasi lo spettatore contento oltre che cornuto al tempo stesso. Lara si era ormai lanciata in una performance sessuale con Gaston e André per me del tutto inusuale, che vi confesso di non aver mai visto nulla di simile neanche nei migliori film porno. I due insieme riuscirono a possederla sia davanti che dietro, dopo averla ben lubrificata con le loro lingue, scena che fin qui potrebbe considerarsi normale anzi quasi banale;

Ma, praticamente riuscirono insieme, stando in piedi a tenerla in mezzo a loro, incastrata e sollevata da terra, sostenendola solo con i loro cazzi, loro erano alti uguale almeno 1,80 mt. mentre Lara è alta circa 1,65 mt., quindi lei poggiando solo su quelle rigide nerchie che all’unisono la penetravano nei due orifizi possibili, veniva manualmente sollevata dai fianchi per far si che la sua vagina potesse scivolare in su ed in giù, sui loro cazzi in una sincronia perfetta, lei con le sue gambe cinse Gaston, temendo di perdere la presa ma ciò era praticamente impossibile!

Gli orgasmi che lei riuscì ad avere furono davvero tanti, e la mimica del suo viso rappresentava chiaramente il suo piacere totale, ma il massimo fu raggiunto quando i due insieme la innalzarono e insieme la infarcirono di sperma. Quell’intreccio di corpi, pian pano e tra gli affanni inizio a distendere i muscoli resi tesi dal picco di piacere raggiunto. Lentamente la sfilarono dai loro (ancor) irti membri e la riposero sul tappeto, avendo cura di scansare quella pozzanghera di liquidi che si era creata sotto di loro. Lara, appagata e serena, si distese stanca accovacciandosi su sé stessa, cercando lentamente di recuperare la sua proverbiale consapevolezza fisica e mentale.

Io cornuto ero quasi fiero di quel suo intenso momento di rilassato e libero piacere, mi chinai per darle un mio amorevole bacio ricevendo in cambio un sereno e compiaciuto sorriso. Dopo poco ci congedammo da quella casa, salutammo tutti in un caloroso abbraccio, con l’impegno di rivederci l’indomani al calar del sole.

In tanti anni di matrimonio io e Lara non avevamo mai realizzato un’esperienza simile, forse avevamo solo tratteggiato fantasie durante in nostri momenti di sesso sfrenato, ma mai attuato o vissuto nulla di simile nella nostra realtà di coppia. Ne eravamo entrambi consci di come la nostra vita da tempo stava scivolando nel conformismo deprimente che certo non poteva alimentare spifferi di libertà né, la ricerca di novità che in una sana complicità riescono a donare vigore ed ossigeno ai sentimenti stessi.

In appena due giorni sull’isola scoprimmo frontiere mai raggiunte e quella sera lungo la strada di ritorno, illuminata dalle sole stelle, per far rientro al nostro alloggio noi due insieme e forse per la prima volta incrociavamo i nostri pensieri e i nostri sentimenti alla luce di quell’esperienza coinvolgente, appena vissuta.

Eravamo entrambi appagati ed anche abbastanza sereni sebbene un po’ stanchi, aprimmo l’uscio di casa e dopo una doccia veloce insieme, ci lasciammo cadere sul letto per distendere le tensioni di quell’inaspettata e intensa giornata e lo facemmo stringendoci in un caldo abbraccio che subito saldò i nostri corpi e ci unì nel sonno di una notte.

Prima di andare avanti…

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