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Alex un magnifico animale
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Racconto13 min di lettura

Alex un magnifico animale

Ho una figlia che vive in una altra città dove lavora e convive con una sua amica, non l’ho presa molto bene, ma poi col tempo mi sono abituata al fatto che lei ha una donna...

pennabianca
1 anno fa · 1.8k letture · 1

Mi chiamo Teresa ho quaranta sette anni e sono vedova da sette. Ho una figlia che vive in una altra città dove lavora e convive con una sua amica. All’inizio non l’ho presa molto bene, ma poi col tempo mi sono abituata al fatto che lei ha una donna come compagna nel letto. I tempi cambiano e ci si deve adeguare. Mio marito era un camionista che è morto in mezzo alla nebbia della grande pianura. I pochi soldi che mi ha dato l’assicurazione mi sono serviti per estinguere il muto di casa, così non ho altro da pensare che al mio mantenimento. Per anni ho lavorato come operaia in una lavanderia industriale, ma poi con la crisi è finito tutto. Da oltre sei mesi mi dedico a fare i lavori domestici per due persone sole ma molto facoltose. Pulisco e metto in ordine le loro case per due ore di lavoro al giorno per ogni casa e questo per me è un compenso equo. Mi pagano quindici euro l’ora. Sessanta euro al giorno per sei giorni alla settimana sono un ricavo che mi permette di vivere dignitosamente a me che vivo sola e di sprechi ne ho ben pochi. Dopo la morte di mio marito ho chiuso con divertimenti e altre frivolezze. Lavoro e la sera resto in casa, un po’ di tv e poi a letto in assoluta tranquillità. Una delle due persone a cui faccio le pulizie è Giulia. È una bella donna, esile all’apparenza può sembrare timida, in realtà è molto determinata. Ha una sua eleganza di altri tempi. Vestiti con merletti, capelli corti e bianchi, occhi chiari e sempre ben attenti a tutto quello che succede intorno a lei. La sua vera passione è un cane dalmata di due anni. Un magnifico esemplare che la signora tratta meglio e di più di un figlio. Lo adora e Alex così si chiama il cane, è sempre al fianco della donna. A farle compagnia ha anche una badante equadoregna che quando arrivo la mattina si mette in disparte e mi lascia fare il mio lavoro mentre lei chatta con il cellullare in continuazione. È un tipo scostante. Si attribuisce delle arie da superiorità perché lei la signora non fa le pulizie, ma solo il pranzo e poi nemmeno lava i piatti, li lascia a me il giorno dopo. La cosa non mi crea nessun disturbo, faccio il mio e me ne vado. Con la signora ho un bel rapporto. Mi riserva sempre un sorriso e mi tratta molto gentilmente. Due giorni addietro appena arrivo in casa la trovo sconvolta.

«Signora la supplico, mi aiuti. Dolores mi ha abbandonato. È dovuta andare all’ospedale perché hanno accoltellato suo marito e io non so come fare con Alex che deve uscire a fare la sua passeggiatina quotidiana e a fare i suoi bisognini. Lo vede come è impaziente povero amore soffre. La prego mi aiuti, le darò una ricompensa extra non tema.»

Prendo il collare e lo metto al cane e poi usciamo con lui che mi trascina rapidamente. Appena raggiunta la prima aiuola fa la pipì. Doveva essere davvero al limite. Mi piace Alex, è un cane davvero bravo e ben educato. Lo lascio fare i suoi bisognini, raccolgo tutto con il guanto e il sacchetto poi lui mi trascina verso un lato del parco dove c’è un grande recinto dove lui può correre liberamente assieme ad altri animali che quando lo vedono gli abbaiano felici. Resto circa una mezza ora a farlo correre, poi quando si è stancato gli rimetto il, collare vorrei andare verso casa, ma lui è di ben altro avviso. Mi trascina letteralmente verso una zona del parco un po’ deserta e si mette nascosto fra due cespugli. Quando ci sono in mezzo scopro che vi è anche un grosso masso. Appena mi appoggio alla pietra mi sale addosso con le zampe anteriori e mi spinge in basso. Devo distendermi per forza. Lui è più forte. All’improvviso sento che sta cercando di insinuare il suo cazzo fra le mie gambe. Per un attimo resto sbigottita, cerco di calmarlo, mi guardo in giro e non vedo nessuno. Siamo soli. Non faccio sesso da almeno un anno, e sentirmi spingere un fallo fra le cosce mi provoca una improvvisa ondata di calore che non riesco a frenare. Immediatamente mi sfilo le mutandine e guardo ancora per sicurezza, e scopro che sono assolutamente sola e poi gli arbusti ci coprono da sguardi indiscreti. Per un attimo lui non trova la via, lo agevolo con una mano e lui mi infila di colpo.

«…aaahhhh… Oddio! Mi spacca!»

Lo sento entrare con forza. Sono più in alto rispetto a lui e questo non gli consente di spingerlo tutto dentro. Ho un brivido di paura e quindi ne limito l’introduzione, ma non per questo rinuncio al piacere che mi sta dando. Mi fotte velocemente. Godo come mai in passato io riesca ricordare, nemmeno con quella buonanima di mio marito che mi scopava tutte le sere ho goduto così tanto. Ad un tratto lui cerca di affondare dentro di me, ma io lo blocco e lui improvvisamente mi scarica dentro un fiume di caldissimo seme che mi stravolge procurandomi un ennesimo orgasmo. Godo e grido il mio piacere.

«…aahh…si dai..ooooohhh vengo! Alex…Mi uccidi!»

Resto immobile con lui che dopo essere venuto scende e si mette a leccarmi la fica da cui sgorga copioso il suo seme. Lo devo allontanare perché mi sta facendo godere ancora e le gambe non mi reggono. Mi pulisco alla meglio, rimetto le mutandine e poi mi incammino verso casa cercando di recuperare una certa espressione che non tradisca quanto ho provato. Appena dentro Giulia mi viene incontro, le restituisco il cane e me ne vado in bagno dove mi faccio un veloce bidet. Quando esco mi metto a svolgere i miei compiti lei e Alex sono seduti in terrazzo e lei lo coccola come sempre. Lavoro alacremente cercando di non incrociare mai lo sguardo della signora, mi sento come se gli avessi rubato qualche cosa. Lei ci tiene molto al suo animale e potrebbe aversene a male del fatto che me lo sono scopato. Dopo due ore ho finito e vado a salutarla, ma lei parlando dolcemente mi fa una proposta.

«Teresa le posso chiedere una cosa? Lei se non sbaglio vive sola giusto?»

Annuisco e cerco di capire cosa vuole.

«Dolores, mi ha chiamato e mi ha detto che suo marito è molto grave e non può tornare a dormire qui con me. Io a sessanta due anni mi sento sola e la notte ho paura dormire senza sapere che in qualunque caso posso contare su di una altra persona presente in questa casa. Alex mi garantisce la sicurezza, ma ho bisogno di non sentirmi sola. La prego, le darò un lauto compenso per dormire in questa casa con me.»

La guardo stupita.

«Signora, mi sta dicendo che mi paga per dormire in casa sua? Ma non scherziamo! Io non ho tanti soldi e lavoro per vivere, ma questa mi sembra una cosa esagerata. Se lei si sente tranquilla del fatto che io dormo nella sua casa lo farò, ma non voglio soldi. Non mi sembra giusto.»

Ora è lei che ha lo sguardo stupito.

«Davvero mi farebbe compagnia senza compenso? Io praticamente pago Dolores per questo. Sembra che mi faccia un favore il fatto di cucinare anche per me. Lei mi stupisce. Apprezzo la sua lealtà e il suo rispetto. Anzi se per te va bene diamoci del tu, mi sento più serena se abbiamo una certa confidenza.»

Gli chiedo solo di poter andare casa mia per prendere il mio pigiama e alcune cosa per il cambio. Lei guarda l’orologio e mi fa notare che è quasi ora di pranzo, potrei andare dopo se adesso mi fa piacere potremmo pranzare insieme. Accetto e apro il frigo. Dentro c’è solo carne e verdure. Le chiedo cosa vorrebbe mangiare e lei con un lungo sospiro mi chiede della pasta.

«Dolores, non ama la pasta. Lei mangia solo carne e verdure e la sera solo minestre di verdure.»

Pranziamo insieme sempre con Alex fra di noi che ci osserva in silenzio. Mentre mangiamo lei mi chiede una cosa con un tono un po’ preoccupato.

«È stato bravo Alex al parco? Sai con Dolores, si comporta in modo un po’ strano almeno così dice lei.»

La guardo e cerco di trovare una risposta che non dica niente e tutto.

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