Le mutande di mia zia

2 months ago

Le mutande di mia zia

Mi chiamo Petia, sono nato a Tallin il 24 maggio 2009, vivo con i miei genitori. Quella che sto per raccontarvi è stata la mia prima esperienza sessuale con una donna.

Sabato 27 Gennaio 2024, pochi mesi fa, la sorella di mio padre, è venuta a stare da noi per alcuni giorni.

Lei ha 55 anni, è più alta di me di una spanna, credo pesi 90 chilogrammi o forse più, comunque il suo peso non è importante ai fini del mio racconto. Il lunedì, subito dopo l’arrivo di zia, non sono andato a scuola, perché i miei genitori hanno deciso che avrei dovuto portare zia a fare compere.

I miei genitori sono andati a lavorare alle 6 del mattino, lei dormiva e io, non dovendo andare a scuola, in attesa che zia si svegliasse, ho acceso il PC in camera mia, ho messo le cuffie, mi sono sdraiato sul divano e ho cominciato a masturbarmi mentre visionavo un video porno sul web.

Quando zia è entrata nella mia stanza, non mi sono accorto della sua presenza essendo totalmente impegnato nella visione del video porno.

Zia si è seduta accanto a me e ha poggiato la mano sul mio pene. Mi ha spaventato e allo stesso tempo ho provato vergogna per quello che stavo facendo. Lei mi ha guardato e ha sorriso.

A causa dello spavento e della sua presenza, il mio pene si è subito rimpicciolito e l'eccitazione dovuta al video porno si è volatilizzata nel nulla.

Lei, essendosi resa conto, con la mano, che il pene si era rimpicciolito, si è chinata sul mio addome e lo ha infilato completamente in bocca.

Passati i primi attimi d’imbarazzo ho cominciato ad apprezzare quello che stava facendo, mi piaceva il modo in cui succhiava il mio pisello, mi sono eccitato e mi è tornata l’erezione. Lei, nel frattempo, si è slacciata la vestaglia, ha tolto le mutande gettandole accanto a me e si è seduta sul mio cazzo duro facendolo scivolare completamente nella fica.

I suoi seni enormi e cadenti dondolavano davanti al mio viso. Lei ha spinto uno dei suoi capezzoli nella mia bocca aiutandosi con una mano mentre con l’altra mi teneva fermo il capo. Poi ha preso le sue mutande e me le ha infilate sulla testa coprendomi la faccia. Puzzavano di urina e di umori vaginali, ma non ho provato disgusto.

Dopo avermi scopato per qualche minuto io ho avuto un orgasmo e ho sborrato nella fica di mia zia. Lei si è alzata velocemente, ha sfilato le sue mutande dalla mia testa e, dopo aver allargato le gambe, le ha strofinate tra le gambe asciugando la sborra che colava via dalla fica. Dopo aver fatto questa operazione ha gettato le sue mutande, bagnate di sperma e umori vaginali, sulla mia faccia e se n'è andata.

Non sapevo cosa fare. Tolsi via le sue mutande fradice dal mio viso, spensi il computer e tenendo le sue mutande sporche di sborra in una mano sono andato in bagno. Volevo annusarle senza che lei potesse vedere quello che stavo per fare.

Me le sono messe in faccia, facendo poggiare la parte più bagnata sul mio naso. È stato bello. Mi sono disteso nella vasca da bagno e ho cominciato a riempire la vasca con dell’acqua calda. Mentre la vasca si riempiva, io ero disteso nella vasca con gli occhi chiusi e con le mutande zuppe di sborra poggiate sul volto, le annusavo come se fossi stato inebriato dal quel profumo dolce ma allo stesso tempo leggermente acre.

Non ho sentito né visto quando lei è entrata in bagno, ha messo velocemente la mano nella vasca e mi ha afferrato forte per le palle.

Per la sorpresa e il dolore, mi sono sollevato rapidamente a sedere nella vasca e ho tolto le sue mutande sporche da mio viso facendole cadere sul pavimento.

Mi ha guardato negli occhi sorridendo e mi ha chiesto:

“Ti piace l'odore della mia biancheria sporca?”

Non sapevo cosa dire, per la seconda volta ho provato vergogna e paura mentre lei mi teneva strette le palle in una mano.

Lei si è seduta a bordo vasca, una gamba fuori e l’altra immersa nell’acqua. Era nuda, le gambe erano divaricate e mettevano bene in evidenza, ai miei occhi posti a poca distanza, la fica completamente aperta, coperta ancora di sborra e di umori che la rendevano luccicante.

Mi ha afferrato la testa per i capelli e mi ha tirato verso di sé, spingendo il capo tra le sue gambe....

“Bene, adesso leccala in modo che sia tutta pulita.”

Ho cominciato a leccarla. Era viscida, aveva un sapore salato e un odore pungente. Tenendo la mano sulla testa mi obbligava a strofinare la faccia sulla fica e con forza spingeva il mio naso nell’apertura della fica.

Mentre eseguivo i suoi ordini alla lettera e la leccavo, la vergogna e la paura, che avevo provato all’inizio, quando lei mi ha stretto i testicoli nella vasca, sono scomparse

Mi sono tranquillizzato, ho provato piacere nel leccarle la fica. A volte mi stringeva forte la testa fra le gambe, si contorceva e si rilassava. Quella situazione mi eccitava parecchio.

Con il piede immerso nella vasca cominciò a toccarmi il cazzo in piena erezione e disse...

“Vedo che ti eccita quello che stiamo facendo.”

Lei mi ha fatto indietreggiare, è entrata nella vasta e si è messa alla pecorina in modo tale che il suo buco del culo fosse esposto perfettamente ai miei occhi.

Io ho guardato affascinato lo spacco che separava le natiche della zia, il suo buco del culo grinzoso, la vagina carnosa. Avevo voglia di seppellire l’intero volto tra le sue grandi chiappe, non avevo mai visto niente del genere e ho cominciato a baciare e leccarle con avidità il buco del culo.

Zia mi ha ordinato di infilare il cazzo dentro di lei immediatamente. Mi sono messo in ginocchio nella vasca, l'ho abbracciata cingendole i fianchi, ho cominciato a massaggiarle i seni, ho poggiato il mio pene fra le gambe di zia e lei mi ha urlato di penetrarle il buco del culo.

Ho cominciato a penetrarla nel culo, all'inizio mi ha fatto un po' male, ma poi è andato tutto bene. Il buco del culo era più stretto della sua vagina e per questo motivo ho sborrato prima di quanto avessi previsto.

Lei, dopo che io ebbi sborrato nel suo culo, si alzò, usci dalla vasca, raccolse dal pavimento le sue mutande sudice e le strofinò nuovamente fra le gambe e sul buco del culo asciugandosi dalla sborra che colava. Mi chiese di osservare attentamente quello che stava facendo e ovviamente ho accettato volentieri. È stato interessante per me. Mentre si passava le mutande fradice sui residui di cacca, sperma e succhi vaginali sparsi sulle natiche e sulla vagina, ho avvicinato il volto e ho guardato fra le sue gambe in direzione della fica e del buco del culo da quale scorreggiava senza ritegno schizzando fuori gocce di sperma miste a piccoli pezzettini di cacca.

“Adesso leccarmi dove stai guardando e pulisci tutte le tracce rimaste sul buco del culo e sulla fica. Questo è ciò che devi fare?”

Rimasi in silenzio, non sapevo cosa risponderle. Era disgustoso, ma ero fortemente attratto da quello che mi ordinava di fare.

“Bene, visto che sei in silenzio e non ti muovi, prendo l’iniziativa.” disse mia zia.

Stando in posizione eretta, poggiò un piede sul water in modo tale che tutto ciò che era presente fra le sue gambe grasse fosse ben visibile ed urlò…..

“Leccami lì per bene, sia davanti che dietro.”

Intimorito e in silenzio ho cominciato a leccarle la figa bagnata e unta. Mi è piaciuto subito l'odore e il sapore. All'odore dell'urina si aggiungeva l'odore della merda. L'ho leccata dappertutto, davanti e dietro, le ho anche infilato la lingua nell'ano.

“Sei il mio gattino! Lecca tutto e pulisci per bene.” mi ha chiamato il suo gattino ubbidiente...

Dopo aver leccato ogni traccia di sporcizia, anche le tracce più piccole, presenti fra le gambe di zia, sono rientrato nella vasca da bagno e ho lavato il mio pene con l’acqua già presente che nel frattempo si era raffreddata.

Lei cominciò a riordinare il bagno. Io ho raccolto le sue mutandine sudice di sperma dal pavimento sulle quali era rimasta anche una evidente traccia di cacca. Volevo indossarle ma non l’ho fatto, le ho avvicinate al viso e poi ho cominciato a piegarle con cura con l’intento di conservarle gelosamente.

Zia ha visto e ha esclamato come se avesse letto nei miei pensieri:

“Se vuoi indossarle… fallo pure! Non essere timido.”

Lei me le ha strappate via dalle mani e me le ha infilate con forza in bocca con due dita. Mi ha quasi soffocato e io ho ingoiato, senza volerlo, una parte di sperma ancora presente su di esse.

Verso le 11:00 del mattino siamo usciti di casa e siamo andati a fare shopping. Durante tutto il tempo abbiamo parlato del più e del meno. Le ho anche confessato che ero vergine e che non avevo mai avuto un rapporto sessuale con una donna o con una ragazza. L’esperienza avuta con lei era stata la mia prima volta.

Quando tornammo a casa, i miei genitori non erano ancora rientrati a casa. Zia ha detto che era stanca, le facevano male le gambe e si è seduta su una sedia, accendendo la TV. Ha detto che se avessi voluto leccarla, in attesa che miei genitori fossero tornati dal lavoro, non le sarebbe dispiaciuto.

Mi sono inginocchiato vicino ai suoi piedi e lei ha sollevato il vestito fino alla vita, ha tolto le mutande sulle quali era incollato un assorbente leggermente ingiallito a causa dell'urina... Ha allargato le gambe e io le ho affondato il naso in profondità nella fica. Ho abbracciato i suoi fianchi larghi e grassi e lei ha poggiato le cosce lardose sulle mie spalle per facilitare quanto stavo per farle, ha afferrato i miei capelli e ha spinto con forza il mio volto in mezzo alle cosce.

Ha tirato i capelli su e giù iniziò facendo scorrere il mio naso lungo la fica. L’odore che emanava la vagina mi eccitava. Leccai le piccole labbra salate. Succhiai il clitoride che sapeva di urina stantia e dopo circa mezz'ora che leccavo e deglutivo i suoi umori vaginali, lei, in preda a un fortissimo orgasmo, spinse via la mia testa.

Mentre stava avendo l’orgasmo, dalla fica è fuoriuscito un liquido denso e lattiginoso che mi ha colpito il viso, pensavo fosse urina ma non lo era, aveva un sapore e un odore completamente diverso dall’urina.

Terminato l’effetto del suo orgasmo si è alzata dalla sedia e ha indossato le mutande che aveva tolto precedentemente e che giacevano sul pavimento, però, prima di infilarsele ha asciugato con le mutande il liquido che era poco prima fuoriuscito dalla fica in concomitanza dell’orgasmo.

Non è andata in bagno a lavarsi, ha detto che doveva cucinare e ha cominciato a preparare qualcosa da mangiare. Ha indossato un grembiule e si è seduta nuovamente su una sedia a sbucciare le patate. Ha allargato le gambe in modo che potessi guardare bene la fica coperta dalle mutande sporche.

“Voglio che ti abbassi i pantaloni, ti metti in ginocchio davanti a me e ti masturbi. Quando stai per godere avvisami.”

Ho obbedito e ho cominciato a masturbarmi. Mi sono subito eccitato. Ho ricordato ciò che mi aveva chiesto di fare e poco prima di godere le ho detto che stavo per venire. Ha sollevato un piede e lo ha appoggiato sul mio cazzo e io ho goduto e ho sborrato sul suo piede.

Tutte le dita del piede erano coperte di sperma.

“Mi ha sporcato il piede.” lo ha sollevato e lo ha poggiato sulla mia faccia “Ora leccamelo.” ha detto in modo perentorio.

Ho afferrato con le mani il polpaccio della zia, in modo tale che il piede fosse sollevato alla stessa altezza della mia bocca e ho iniziato a leccare e a succhiarle lo sperma dal piede e dalle dita del piede. Mi piaceva l'odore dei suoi piedi sudati e del mio sperma che li ricopriva. Dopo averlo leccato per bene, ho iniziato a leccare il secondo piede anche se non era ricoperto di sborra, l’odore che esalava esercitava su di me una fortissima attrazione.

Dopo aver eseguito con cura quanto mia zia aveva ordinato, lei ha detto che era arrivato il momento di provvedere alla preparazione della cena, mi ha allontanato con forza e ha iniziato a cucinare.

Quando i miei genitori rientrarono a casa mia zia apparecchiò la tavola e tutti insieme ci sedemmo a cenare.

La sera, quando andai a letto, portai con me le mutande sporche di zia e prima di addormentarmi, pensando a lei, le ho annusate sopratutto là dove poggiava la sua figa.

Al mattino, quando i miei genitori andarono via per lavoro, ero già sveglio. Non appena ho sentito la voce di zia che mi chiamava, sono sceso dal letto, con indosso un pigiama, e mi sono precipitato velocemente nella stanza da letto di zia con il cazzo già bello e duro.

Lei era sdraiata sotto la coperta.

“Perché sei vestito? Togli immediatamente il pigiama! D'ora in poi camminerai nudo tutto il giorno davanti ai miei occhi.”

Ho sfilato subito il pigiama mettendomi nudo e lei ha sollevato la coperta e ha detto:

“Vieni sotto la coperta e leccami la fica.”

Ho infilato la testa sotto la coperta e l’ho posta tra le sue gambe, ho cominciato a leccarle le grani e le piccole labbra già bagnate che odoravano in modo pungente e persistente. Il forte odore della fica mi piaceva.

Mi ha stretto la testa con le cosce grasse tanto che a volte non riuscivo nemmeno a respirare. Poi mi ha fatto stendere supino sul letto e si è seduta sulla mia faccia con il viso rivolto al mio cazzo. Mi sentivo soffocare sotto di lei, le sue grosse chiappe m’impedivano di respirare come avrei dovuto. Mentre era seduta sul mio volto, ha iniziato a toccare e a giocare con il mio pene, poi si è chinata sulle mie gambe e lo ha messo in bocca. Mi ha baciato e succhiato il cazzo così bene che stavo per sborrare, lei si è accorta di quello che stava per succedere e si è fermata. Non appena si è resa conto che l’eiaculazione non ci sarebbe stata ha ricominciato a succhiare.

Non è riuscita a impedire che sborrassi, perché subito dopo il tentativo che aveva messo in atto per evitare la fuoriuscita dello sperma io le ho schizzato tutto nella bocca. Lei si è alzata dalla mia faccia, si è girata verso di me, mi ha fatto spalancare la bocca e ha sputato tutto lo sperma che conteneva la sua bocca nella mia gola. Ho ingoiato la mia sborra calda, aveva un sapore dolce e salato allo stesso tempo, era viscido e ho avuto difficoltà a deglutire, come se lo sperma fosse stato una colla appiccicosissima che non si staccava dalla stessa gola.

Subito dopo lei mi ha ordinato di prepararmi per andare a scuola. Prima di uscire di casa

alle 8:00 mi ha chiesto a che ora sarei tornato a casa e io le ho risposto che non sarei rientrato prima delle 14:00.

Durante tutta la mattinata, mentre ero a scuola, non ho fatto altro che pensare a lei e al sesso avuto con lei e, una volta terminata la giornata scolastica, sono tornato a casa di corsa, ma lei non era in casa. È tornata alle 17:00, circa un'ora prima del rientro dei miei genitori.

“Perché sei vestito?” mi ha urlato “Ti ho detto di restare nudo dentro casa. Spogliati velocemente e vieni da me.”

Mi sono spogliato e mi sono fiondato davanti a lei. Lei mi ha massaggiato il cazzo che subito si è rizzato. Ha detto che era molto stanca e mi ha ordinato di spogliarla ed io ho obbedito.

Le ho tolto prima la camicetta, la gonna, poi il reggiseno e le mutande, mettendola completamente nuda d’avanti ai miei occhi.

Il corpo giunonico di zia mi ha fatto quasi perdere la ragione, 90 chilogrammi di libidine. Il seno cascava sulla pancia, era enorme con due capezzoli giganti, grandi come i pollici, i suoi fianchi erano larghi, la pancia morbida si ripiegava su se stessa a formare una grande ciambella, l’inguine era peloso, le cosce avevano misure gigantesche. Uno spettacolo mozzafiato per i miei occhi.

Sentivo odore di sudore dalle sue ascelle. Lei sollevò le braccia le annusò e mi ordinò di leccarle entrambe una per volta. Dopo averla abbracciata in vita ho iniziato a leccare la prima. L'ascella aveva un sapore aspro e salato. L’odore era forte, pungente ma nonostante ciò mi piaceva tantissimo.

Dopo aver leccato abbondantemente la prima ascella, sono passato a leccare la seconda.

Lei mentre leccavo ha afferrato con forza le mie spalle e mi ha spinto verso il basso costringendomi a mettermi in ginocchio.

Una volta in ginocchio, ho iniziato a baciarle la pancia e ho infilato la lingua nell’ombelico. Aveva un sapore rancido, un odore fortissimo simile a quello che esala un formaggio maleodorante ma mi piaceva quel gusto.

Sono poi passato a leccarle il pube ricoperto di peli, l’odore era molto gradevole. Ho anche provato ad accoccolarmi e a leccarla fra le gambe, ma lei mi ha impedito di andare oltre, mi ha fatto scostare ed è andata a sdraiarsi sul divano, ordinandomi in modo perentorio:

“Leccami fra le cosce adesso!”

Inginocchiandomi nuovamente davanti a lei, ho iniziato prima a baciarle, poi a leccarle, nella speranza che lei allargasse le gambe per leccarle nel mezzo. Ma ciò non è avvenuto.

Ha detto urlando: “BASTA! I tuoi genitori arriveranno tra pochi minuti. Non provare a masturbarti fino a domani mattina.”

Dopo essermi rivestito, sono andato nella mia stanza a fare i compiti.

Il mattino seguente, subito dopo che i miei genitori erano andati via, sono andato da lei nudo come sapevo di dover fare. Lei gettò via la coperta mostrandosi completamente nuda. Mi avvicinai al letto con il cazzo già duro, zia si girò sul fianco e lo prese in bocca.

Mi chiese di sdraiarmi sul suo corpo morbido e di penetrarla.

Dopo pochi secondi, dal momento in cui l’ho penetrata, ho sborrato nella fica di zia. Lei mi ha spinto via con forza e ha detto:

“Va ad asciugarti il cazzo con le mie mutande e torna subito da me a leccarmi.”

Mi asciugai e tornai da lei. Giaceva con le gambe divaricate. Mi sdraiai tra loro, abbracciandola ai fianchi e affondai le mie labbra nella sua calda fica piena di sborra.

Lei prese le mie mani e le pose sul suo seno.

Le accarezzavo il seno e i capezzoli e leccavo e succhiavo lo sperma dalla sua vagina fino a quando non giunse l’ora di andare a scuola.

Prima che uscissi di casa mi ha chiesto:

“Ti è piaciuto leccarmi?”

“SÌ.” le ho risposto.

“Vuoi che non mi asciughi finché non ritorni da suola?” ha domandato zia.

Ho risposto affermativamente e sono andato via.

Tornato a casa da scuola, mi sono subito spogliato nel corridoio e ho trovato zia, completamente nuda, seduta sul divano nel soggiorno che guardava la TV. Mi sono avvicinato e mi sono fermato di fronte a lei. Ho guardato fra le sue gambe e ho visto i peli della fica aggrumati in cordoncini sui quali erano presenti chiazze bianche di sperma o di non so cosa.

Zia ha iniziato ad accarezzarmi il pene che è subito diventato duro. Si è distesa sul divano e ha detto:

“Scopami e accarezzami il seno.”

Sono salito sul suo corpo e l’ho penetrata, massaggiandole i seni. Come le volte precedenti son venuto rapidamente. Mi ha allontanato da lei e mi ha detto di sdraiarmi sul pavimento.

Zia si alzò dal divano, tenendo la sua mano premuta sulla fica, per impedire che la sborra colasse via dalla vagina, poi si è avvicinata a me, si è chinata e si è seduta sul mio volto, ha tolto la mano che teneva tra le cosce e ha premuto la fica sulla mia bocca. Lo sperma mi colò immediatamente in gola. Avvertì un forte odore di urina.

Subito dopo si rimise in piedi e si andò a sedere su una sedia. Divaricò le gambe in modo osceno puntando il dito in corrispondenza dell'inguine.

Mi sono inginocchiato in mezzo alle cosce grasse e ho cominciato a leccare. Tutto intorno era salato, odorava di sperma rinsecchito e di sperma fresco che fuoriusciva ancora dalla fica. Ho leccato tutto. Sentivo odore di urina e di sudore, tutto aveva un sapore acido ed io ero in estasi totale. L'ho leccata per tre ore, fino all'arrivo dei miei genitori.

Quando eravamo a cena, quella sera, la zia ha chiesto ai miei genitori se potevo tenerle compagnia il giorno dopo e saltare la scuola perché l’indomani lei avrebbe avuto bisogno di me per alcune faccende. Loro hanno acconsentito.

Il mattino dopo, come già era successo precedentemente, non appena è stato possibile, sono uscito dalla mia stanza nudo e mi sono recato nella stanza di zia. Lei non era nella stanza e io non trovandola mi spostai in cucina.

Lei mi ha chiamato dal bagno e mi ha chiesto di portarle la carta igienica. Ho preso dal ripostiglio quanto mi aveva chiesto e l’ho raggiunta in bagno.

L’odore delle feci era soffocante, le ho passato il rotolo di carta igienica ma mi ha fermato e ha detto:

“Forse potresti pulirmi tu con la carta igienica o magari leccarmi il buco del culo per rimuovere la cacca?”

Lei si sollevò dalla tazza del bagno tenendo le gambe divaricate e domandò: “Come leccherai il mio buco del culo?”

Ho messo da parte il rotolo di carta mi sono seduto sul pavimento. Lei si è avvicinata alla mia faccia, si è girata di schiena e mi ha mostrato il buco del culo ancora sporco di feci. Con le mani ho allargato le sue grandi natiche calde e ho guardato con attenzione. C'era un forte odore di merda, una macchia marrone di cacca circondava il buco del culo. Nonostante provassi disgusto ho iniziato a leccare i resti della sua merda. Dopo poco tempo ero già abituato all'odore e al sapore della merda e ho avuto una erezione.

Dopo aver leccato tutto ciò che era visibile, ho penetrato il buco del culo con la lingua. Lei ha detto che dopo averla ripulita per bene dalle feci avrei dovuto lubrificare correttamente il buco con la saliva e successivamente penetrarlo. Ho sbavato abbondantemente nell’ano, mi sono alzato in piedi alle sue spalle, ho afferrato le tette enormi con le mani e ho infilato il cazzo duro nel culo.

L'ho scopata nel culo mentre le massaggiavo i seni e le strizzavo i capezzoli. Lei ha allontanato una mia mano dal seno e l’ho portata sulla fica premendo le mie dita sul clitoride. Ho cominciato ad accarezzarla lì, facendo scorrere le dita nella sua vagina fradicia e calda.

Come al solito io ho goduto velocemente e lei ha subito detto:

“Bene! Adesso lecca via tutto da lì.”

Mi sono riseduto sul pavimento, ho allargato le natiche e, aprendo la bocca, ho seppelito il mio volto tra le natica poggiando la bocca sull’ano. Cominciò a colarmi tutto in bocca. Uscivano ancora pezzi di merda abbastanza grandi, li ho ingoiati insieme allo sperma.

Dopo aver terminato di ripulire e ingoiare tutto ciò che era fuoriuscito dal buco del culo lei si è raddrizzata e si è lavata. Anche io mi son lavato e sono andato in cucina. Abbiamo fatto colazione e mentre mangiavamo mi ha chiesto se mi fosse piaciuto quello che avevamo fatto pochi minuti prima.

Ho risposto affermativamente e lei mi ha chiesto se mi avesse fatto piacere passare a casa sua le prossime vacanze estive. L’idea di trascorrere le vacanze estive a casa sua mi ha reso alquanto euforico e le ho subito risposto che sarei stato felicissimo di accettare.

Dopo la colazione ho lavato i piatti e siamo andati in camera mia. Si è stesa sul mio letto a pancia in giù e ha detto:

“Siediti sulla mia schiena e fammi un massaggio. Baciami la schiena, il culo, le gambe, bacia ogni centimetro della mia pelle.”

Mi sono seduto sul suo grande culo morbido e ho cominciato a leccarla, ad accarezzarle la schiena e a baciarla. Poi mi sono spostato a sedere sulle sue gambe e ho cominciato a massaggiarle il culo, allargandole le natiche. Dopo mi sono sdraiato fra le sue gambe e ho cominciato a leccarle il buco del culo. Lei si è seduta alla pecorina e ha allargato le chiappe con le mani. Io mi sono sdraiato sotto di lei a pancia in su e ho cominciato a leccarle la fica già completamente fradicia. Il sedere puzzava piacevolmente di merda. Quando zia raggiunse l’orgasmo si accascio sul letto, anzi sul mio corpo.

Io mi liberai dal peso del suo corpo che poggiava pesantemente sul mio viso e mi spostai ai suoi piedi e cominciai ad accarezzarli e baciarli, succhiando una per una tutte le dita

Lei si è girata supina sul letto e mi ha detto di leccarle il seno. Dopo averla abbracciata, ho cominciato a leccarle le tette, accarezzandole i capezzoli.

Poi mi ha chiesto di portarle il caffè. Preparato il caffè, sono tornato da lei e le ho consegnato la tazza. Si sedette con le gambe divaricate, cominciò a sorseggiare il caffè e notò le sue mutande che tenevo nascoste sotto il cuscino. Lei si è alzata di scatto, ha preso le sue mutande e me le ha infilate sulla testa.

“Alzati! Andiamo! Devo fare una cosa.” ha detto.

Mi sono alzato, lei mi ha preso per il pene e mi ha trascinato con sé nel bagno.

“Ora lavami.” ha detto.

Mi ha tolto le mutande dalla testa ed è entrata nella vasca da bagno. Sono entrato in vasca con lei. Ho chiuso la tenda e ho aperto la doccia. Ho bagnato tutto il suo corpo e le ho insaponato la schiena e il petto con le mani. Poi ho insaponato le gambe, il sedere e l'inguine. Ho strofinato il mio pene eretto contro il suo corpo e lei mi ha guardato e ha sorriso. Le ho sciacquato via tutto il sapone e l'ho asciugata con un asciugamano.

“Sdraiati e aspettami, torno subito.” ha esclamato.

Quando è rientrata in bagno teneva i collant in mano. Senza dire nulla, mi ha legato mani e piedi con i collant e mi ha messo nuovamente le mutande sulla testa, infilando la parte più sudicia di quelle mutande in bocca. Subito dopo si è accovacciata sulla mia faccia e ha iniziato a pisciare. Un flusso di urina calda mi ha colpito il viso e la bocca.

Dopo aver finito di urinarmi in bocca ha affermato:

“Resterai così in questa posizione finché non sarò tornata a casa.” ed è andata via.

Le mutande mi coprivano il viso. Avevo la bocca piena di piscio salato. Mi bruciavano gli occhi ma mi piaceva tutto quello che stava accadendo. L'odore e il gusto dell’urina mi eccitavano.

Sentì sbattere e chiudere la porta di casa, compresi che zia era uscita di casa.

Avevo paura che i miei genitori tornassero e mi trovassero così conciato. Non sapendo cosa fare nell’attesa ho cominciato a succhiare la parte delle mutandine che avevo in bocca. Cominciavo a sentire freddo. Non so per quanto tempo sono rimasto lì così. Mi sono persino appisolato.

Zia tornò a casa e venne a trovarmi in bagno dopo essersi completamente denudata. Entrò in vasca e sollevò le mutandine, liberandomi il viso, lasciandole solo a coprire i miei occhi.

“Apri la bocca e non chiuderla! Voglio vedere quanta schiuma la mia urina forma nella tua bocca.” disse.

L'urina calda mi colpì il naso e poi la bocca. Mi sono quasi soffocato mentre la deglutivo. Dopo avermi pisciato in bocca, mi ha slegato. Ha aperto la doccia e ha iniziato a versarmi dell'acqua addosso.

“Ti è piaciuto?”

Ho risposto di sì, cos'altro avrei potuto rispondere visto che qualsiasi cosa lei facesse mi eccitava da impazzire.

Zia è uscita dalla vasca e si è seduta sulla tavoletta del cesso...

“Togliti le mutande dalla testa e mettile da parte, lasciale asciugare, lavati e raggiungi qui la tua padrona strisciando sul pavimento.

Mi sono tolto le mutandine bagnate dalla testa, sulle quali lei non aveva versato l'acqua. Le ho poggiate nell'angolo della vasca, mi son lavato e, come lei aveva ordinato, ho strisciato verso di lei a quattro zampe.

“Sdraiati sul pavimento accanto a me, voglio metterti i piedi addosso. Voglio sottometterti.”

Ha poggiato un piede sul mio cazzo e ha cominciato a massaggiarlo. Lo strofinò con forza e quando le sue unghie affondarono nel pene mi causò dolore.

Non so come e perché, ma il dolore provato mi ha fatto sborrare. Ha inzuppato le dita dei piedi nello sperma e me le ha infilate in bocca. Le ho succhiate. Quando non c'era più sperma, mi ha chiesto di mettermi a quattro zampe, di raggiungere la fica e di leccarla fra le gambe.

Cominciai a leccarla, odorava di urina. Non ero eccitato, ma per me è stato comunque molto piacevole. Poi siamo andati in cucina a mangiare. Dopo aver mangiato, mi diede un bicchiere e si alzò, mettendo un piede sullo sgabello.

“Portalo a me, devo riempirlo.”

Presi il bicchiere, mi inginocchiai davanti a lei e glielo porsi. Ho visto il bicchiere riempirsi della sua urina gialla e torbida. Una volta riempito ha detto:

“Bevi!”

L'ho bevuto tutto d’un fiato. Finito di bere l’ho messo da parte e ho ricominciato a leccarla.

Lei mi a preso la mano, mi ha fatto mettere in piedi e mi ha portato in soggiorno, si è sdraiata sul divano, ha sollevato le gambe tenendole ben divaricate e ha detto di massaggiare con le mie mani la fica.

L'ho accarezzata, ho fatto scorrere le dita nel suo inguine bagnato e viscido. Ho iniziato prima a penetrarla con due dita, poi sono passato a tre, e, quando sono passato a quattro, le dita entravano ancora liberamente ed allora ho deciso di infilare l’intera mano nella vagina di zia. Muovevo nella spacco vaginale, avanti e indietro, l’intera mano chiusa a formare un pugno che affondava nella fica fino a metà avambraccio.

Di tanto in tanto lei premeva la mia testa sul clitoride e io lo leccavo e succhiavo.

Mi ha preso la mano che la penetrava, l’ha tirata fuori e me le ha infilata in bocca. Ho leccato le sue secrezioni bianche e dopo aver leccato la mano ho ripreso a penetrarla con il pugno chiuso.

La nostra giornata si è conclusa così. Nel bagno recuperai le mutande bagnate, ci affondai la faccia e mi godetti l'odore per un po'. Poi le mise in una borsa, nascondendole nella stanza.

A letto, prima di addormentarmi, le ho tirate fuori e le messe sul viso godendone a lungo l'odore.

Il mattino successivo mi sono svegliato presto. Quello sarebbe stato l'ultimo giorno di permanenza della zia a casa dei miei, sarebbe partita quella stessa sera. Non volevo che andasse via ma non potevo fare nulla perché lei restasse.

Ho tirato fuori le mutande, me lo sono messo sul viso e ho iniziato a godermi il suo odore.

Le annusavo e mi masturbavo contemporaneamente. Quando i miei genitori sono andati a lavorare mia zia è entrata in stanza senza che io mi accorgessi della sua presenza.

“Da quanto ho capito, non hai più bisogno di me.” ha detto a voce alta.

Sorpreso ho tolto le mutandine dal viso e lei si è seduta accanto a me.

Le ho chiesto scusa e le ho detto che ho davvero bisogno di lei, che mi sento molto bene con lei, che mi piacciono molto i suoi odori, che sono pronto a fare qualunque cosa lei dica o voglia. Mi sono inginocchiato davanti a lei e le ho baciato le ginocchia.

Lei ha preso le sue mutandine e me le ha messe in bocca. Mi ha detto di sdraiarmi a pancia in giù sulle sue ginocchia. Mi sono sdraiato e lei ha cominciato a sculacciarmi sul sedere, prima con il palmo della mano e poi con le pantofole. Avevo il sedere in fiamme. Dopo aver reso il mio culo violaceo per le sculacciate mi ha letteralmente scaraventato giù dalle ginocchia e ha strappato via le mutande dalla mia bocca. Ho intuito che era giunto il momento di leccarla.

Mi ha fatto distendere sul pavimento, si è seduta a gambe larghe su di me, ha afferrato con forza la mia testa e mi ha detto di aprire il più possibile la bocca e bere senza fare alcuna obiezione.

Ha iniziato a pisciare. La sua urina mi scorreva in bocca. Ho avuto appena il tempo di ingoiarla. Dopo avermi pisciato in bocca, si è alzata e ha cominciato a strofinarmi il pene eretto con il piede. Poi si è seduta in modo che il cazzo duro le entrasse completamente nella fica e ha cominciato a scoparmi.

Ho guardato i suoi seni ondeggiare e ho allungato la mano per toccarli ma in risposta ho ricevuto da lei un forte ceffone sul viso. Ho goduto ancora una volta dentro di lei, si è alzata per poi risedersi sulla mia faccia e il mio sperma è fluito nella mia bocca.

Ho leccato e ingoiato tutto e lei si è alzata.

“Ti è piaciuto il mio cocktail?”

Ho risposto sì.

“Allora forse vuoi anche che ti cachi in bocca?”

Lei stava sopra il mio viso, io guardavo la sua bellezza dal basso. Ho mosso la lingua lungo il suo buco buco del culo. L'ho sentito mentre si allargava e subito dopo mi ha defecato in bocca, ho inghiottito subito, il sapore era leggermente amaro.

Dopo avermi letteralmente cacato in bocca ha detto di andare a scuola e al mio rientro a casa ci avrebbe riprovato.

Quando sono tornato a casa, mi sono subito spogliato nel corridoio e sono entrato nella cucina. Lei era seduta come una regina sul suo trono.

Mi sono avvicinato a lei che mi ha stretto forte con la mano il mio pene non ancora eretto.

“Bene! Come va il tuo culo? Ti fa male?”

Ho risposto di no. Mi ha girato di lato e ha cominciato a massaggiarmi il pene e il culo. Ero eccitato.

“In ginocchio!” ha ordinato.

Mi sono inginocchiato davanti a lei e ho abbassato la testa.

“Ragazzaccio, ti piaccio?? Rispondimi! Quanto ti piaccio?”

Strofinò il pene con il piede.

Ho iniziato dicendo che lei è la donna più bella del mondo. Ho detto che aveva un corpo meraviglioso, un seno fantastico e gambe mozzafiato.

Poi mi ha chiesto chi pensavo di essere per lei. Ho risposto che ero un umile servitore e un giocattolo nelle sue mani.

Mi ha spinto via e mi ha detto:

“Striscia sul pavimento, raggiungimi nella tua stanza e chiuditi la bocca con le mutande.”

Strisciai via, mi misi in bocca le sue mutande ancora bagnate e, come aveva detto andai verso di lei.

Era seduta sulla sedia della mia scrivania, mi ha fatto adagiare sul suo grembo nudo e ho capito in quel preciso momento che mi avrebbe sculacciato di nuovo.

Mi ha accarezzato il sedere e poi mi ha sculacciato forte con il palmo della mano. Mi è piaciuto e mi sono eccitato.

“Ora scoprirai cosa proviamo noi donne quando ci penetrano il culo.” Iniziò a muovere qualcosa tra le mie natiche, le allargò con una mano mentre con l’altra la sentii frugare nel mio buco del culo. Afferrò qualcosa che non capì e subito dopo ho provato dolore intenso. Un forte dolore causato da qualcosa che mi stava trafiggendo.

Le mutandine in bocca mi impedivano di urlare troppo. Ho sborrato velocemente.. Mi ha buttato giù dalle sue ginocchia e mi sono messo carponi davanti a lei.

Teneva in mano un lungo cetriolo e ho compreso che quello era stato l’oggetto che zia aveva spinto in profondità nel mio culo.

C'era il mio sperma sul pavimento. Ha spinto la scrivania con i piedi più lontano e mi ha ordinato di mostrarle il culo restando in ginocchio a quattro zampe di fronte a lei. Mi ha scostato le gambe e mentre con una mano stringeva forte il cazzo con l’altra infilò il cetriolo nel mio buco del culo.

Il dolore era minore rispetto a quanto era successo pochi secondi prima, ma faceva comunque molto male. L'ho sentita estrarlo completamente e poi reinserirlo. Non so quanto tempo passò a far scivolare avanti e indietro il cetriolo nel mio culo, comunque il dolore si attenuò.

Dopo avermi sodomizzato, ha tirato fuori il cetriolo e ha ordinato di leccare prima il cetriolo e poi tutto lo sperma gocciolato sul pavimento dal pavimento. Ho ubbidito come sempre ai suoi ordini. Mentre leccavo, le sue gambe erano poggiate sulla mia schiena.

Poi mi ha detto di sdraiarmi sul pavimento e si è sistemata sulla mia faccia. Fra le sue gambe era tutto bagnato e ho iniziato a leccare. Mi ha pisciato in faccia e immediatamente la sua urina mi è colata in bocca.

Ho bevuto e quasi soffocavo. Non appena sono uscite le ultime gocce, ho ricominciato a leccare sia la fica che il culo.

Ho sentito con la lingua l’ano di zia che si allargava. Una grande quantità di merda è entrata nella mia bocca. Era puzzolente, densa, ruvida con un sapore amaro. Ho deglutito con difficoltà. La merda mi è entrata anche nel naso.

Si è sollevata e ha mostrato il culo coperto di merda.

“Ragazzo adesso devi fare in modo che torni tutto pulito. Asciugati con le mutande e leccami, manca poco tempo al rientro dei tuoi genitori.

Mi sono asciugata la bocca e il naso con le mutande bagnate. Avevo un po' di nausea.

Si è seduta sul tavolo alla pecorina, allargando le gambe e io ho cominciato a leccare ciò che era rimasto appiccicato al culo e alla fica. Con le mani le tenevo separate le natiche.

Mi piaceva l'odore, ma non il sapore. Ho leccato via tutto, ma l'odore è rimasto.

“Ti è piaciuto quello che ti ho fatto?”

Ho risposto sì.

“Quando verrai a trovarmi riprenderemo a giocare così come abbiamo fatto in questi giorni. Ti lascio le mie mutande sporche così non mi dimenticherai. Ricordati di riportarmele così come sono in questo istante quando verrai a trovarmi in estate. Non devi assolutamente lavarle.

Forse io tornerò a trovarti prima dell’arrivo dell’estate. Adesso vai, lavati, vestiti e nascondi le mie mutande.”

Posi le mutande in un sacchetto di celofan per evitare che l’odore svanisse. Non volevo davvero che zia andasse via perché tutto era appena iniziato. Dopo essermi vestito, andai in cucina e mi sedetti ai suoi piedi. Mi sistemai fra le sue gambe e cominciai ad accarezzare la fica con la lingua. Mi accarezzò la testa. Io ho continuato a leccarla finché non ho sentito la chiave nella porta che ci avvisava del rientro dei miei genitori.

Zia è andata via quella stessa sera...

Mi manca davvero tanto adesso. Le sue mutande col passare dei giorno si sono asciutte anche se non hanno perso l’odore.

Mi piace annusarle e ricordare come abbiamo trascorso il tempo insieme. Mi eccita il ricordo di mia zia. Non vedo l'ora di andare a trovarla per essere nuovamente in suo potere.

Quando sono per strada guardo le donne della sua età e sento forte il desiderio di mettere la faccia tra le loro gambe e godermi l'odore e il sapore della fica salata e bagnata.

A distanza di qualche mesa da quella esperienza ho deciso di trovare su Internet un donna fisicamente simile che abbia la stessa età di zia. Spero di aver fortuna in questo.

A scuola, alcuni giorni fa, quasi mi inginocchiavo davanti all'insegnante quando mi ha sgridato. Mentre urlava ho desiderato baciarle i piedi.

I miei compagni e le mie compagne di classe non mi interessano affatto. Voglio essere uno schiavo, desidero sottomettermi non a una, ma a più donne contemporaneamente per esaudire ogni loro desiderio.....

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