Le mutande di mia zia
Mi chiamo Petia, sono nato a Tallin il 24 maggio 2009, vivo con i miei genitori. Quella che sto per raccontarvi è stata la mia prima esperienza sessuale con una donna.
Sabato 27 Gennaio 2024, pochi mesi fa, la sorella di mio padre, è venuta a stare da noi per alcuni giorni.
Lei ha 55 anni, è più alta di me di una spanna, credo pesi 90 chilogrammi o forse più, comunque il suo peso non è importante ai fini del mio racconto. Il lunedì, subito dopo l’arrivo di zia, non sono andato a scuola, perché i miei genitori hanno deciso che avrei dovuto portare zia a fare compere.
I miei genitori sono andati a lavorare alle 6 del mattino, lei dormiva e io, non dovendo andare a scuola, in attesa che zia si svegliasse, ho acceso il PC in camera mia, ho messo le cuffie, mi sono sdraiato sul divano e ho cominciato a masturbarmi mentre visionavo un video porno sul web.
Quando zia è entrata nella mia stanza, non mi sono accorto della sua presenza essendo totalmente impegnato nella visione del video porno.
Zia si è seduta accanto a me e ha poggiato la mano sul mio pene. Mi ha spaventato e allo stesso tempo ho provato vergogna per quello che stavo facendo. Lei mi ha guardato e ha sorriso.
A causa dello spavento e della sua presenza, il mio pene si è subito rimpicciolito e l'eccitazione dovuta al video porno si è volatilizzata nel nulla.
Lei, essendosi resa conto, con la mano, che il pene si era rimpicciolito, si è chinata sul mio addome e lo ha infilato completamente in bocca.
Passati i primi attimi d’imbarazzo ho cominciato ad apprezzare quello che stava facendo, mi piaceva il modo in cui succhiava il mio pisello, mi sono eccitato e mi è tornata l’erezione. Lei, nel frattempo, si è slacciata la vestaglia, ha tolto le mutande gettandole accanto a me e si è seduta sul mio cazzo duro facendolo scivolare completamente nella fica.
I suoi seni enormi e cadenti dondolavano davanti al mio viso. Lei ha spinto uno dei suoi capezzoli nella mia bocca aiutandosi con una mano mentre con l’altra mi teneva fermo il capo. Poi ha preso le sue mutande e me le ha infilate sulla testa coprendomi la faccia. Puzzavano di urina e di umori vaginali, ma non ho provato disgusto.
Dopo avermi scopato per qualche minuto io ho avuto un orgasmo e ho sborrato nella fica di mia zia. Lei si è alzata velocemente, ha sfilato le sue mutande dalla mia testa e, dopo aver allargato le gambe, le ha strofinate tra le gambe asciugando la sborra che colava via dalla fica. Dopo aver fatto questa operazione ha gettato le sue mutande, bagnate di sperma e umori vaginali, sulla mia faccia e se n'è andata.
Non sapevo cosa fare. Tolsi via le sue mutande fradice dal mio viso, spensi il computer e tenendo le sue mutande sporche di sborra in una mano sono andato in bagno. Volevo annusarle senza che lei potesse vedere quello che stavo per fare.
Me le sono messe in faccia, facendo poggiare la parte più bagnata sul mio naso. È stato bello. Mi sono disteso nella vasca da bagno e ho cominciato a riempire la vasca con dell’acqua calda. Mentre la vasca si riempiva, io ero disteso nella vasca con gli occhi chiusi e con le mutande zuppe di sborra poggiate sul volto, le annusavo come se fossi stato inebriato dal quel profumo dolce ma allo stesso tempo leggermente acre.
Non ho sentito né visto quando lei è entrata in bagno, ha messo velocemente la mano nella vasca e mi ha afferrato forte per le palle.
Per la sorpresa e il dolore, mi sono sollevato rapidamente a sedere nella vasca e ho tolto le sue mutande sporche da mio viso facendole cadere sul pavimento.
Mi ha guardato negli occhi sorridendo e mi ha chiesto:
“Ti piace l'odore della mia biancheria sporca?”
Non sapevo cosa dire, per la seconda volta ho provato vergogna e paura mentre lei mi teneva strette le palle in una mano.
Lei si è seduta a bordo vasca, una gamba fuori e l’altra immersa nell’acqua. Era nuda, le gambe erano divaricate e mettevano bene in evidenza, ai miei occhi posti a poca distanza, la fica completamente aperta, coperta ancora di sborra e di umori che la rendevano luccicante.
Mi ha afferrato la testa per i capelli e mi ha tirato verso di sé, spingendo il capo tra le sue gambe....
“Bene, adesso leccala in modo che sia tutta pulita.”
Ho cominciato a leccarla. Era viscida, aveva un sapore salato e un odore pungente. Tenendo la mano sulla testa mi obbligava a strofinare la faccia sulla fica e con forza spingeva il mio naso nell’apertura della fica.
Mentre eseguivo i suoi ordini alla lettera e la leccavo, la vergogna e la paura, che avevo provato all’inizio, quando lei mi ha stretto i testicoli nella vasca, sono scomparse
Mi sono tranquillizzato, ho provato piacere nel leccarle la fica. A volte mi stringeva forte la testa fra le gambe, si contorceva e si rilassava. Quella situazione mi eccitava parecchio.
Con il piede immerso nella vasca cominciò a toccarmi il cazzo in piena erezione e disse...
“Vedo che ti eccita quello che stiamo facendo.”
Lei mi ha fatto indietreggiare, è entrata nella vasta e si è messa alla pecorina in modo tale che il suo buco del culo fosse esposto perfettamente ai miei occhi.
Io ho guardato affascinato lo spacco che separava le natiche della zia, il suo buco del culo grinzoso, la vagina carnosa. Avevo voglia di seppellire l’intero volto tra le sue grandi chiappe, non avevo mai visto niente del genere e ho cominciato a baciare e leccarle con avidità il buco del culo.
Zia mi ha ordinato di infilare il cazzo dentro di lei immediatamente. Mi sono messo in ginocchio nella vasca, l'ho abbracciata cingendole i fianchi, ho cominciato a massaggiarle i seni, ho poggiato il mio pene fra le gambe di zia e lei mi ha urlato di penetrarle il buco del culo.
Ho cominciato a penetrarla nel culo, all'inizio mi ha fatto un po' male, ma poi è andato tutto bene. Il buco del culo era più stretto della sua vagina e per questo motivo ho sborrato prima di quanto avessi previsto.
Lei, dopo che io ebbi sborrato nel suo culo, si alzò, usci dalla vasca, raccolse dal pavimento le sue mutande sudice e le strofinò nuovamente fra le gambe e sul buco del culo asciugandosi dalla sborra che colava. Mi chiese di osservare attentamente quello che stava facendo e ovviamente ho accettato volentieri. È stato interessante per me. Mentre si passava le mutande fradice sui residui di cacca, sperma e succhi vaginali sparsi sulle natiche e sulla vagina, ho avvicinato il volto e ho guardato fra le sue gambe in direzione della fica e del buco del culo da quale scorreggiava senza ritegno schizzando fuori gocce di sperma miste a piccoli pezzettini di cacca.
“Adesso leccarmi dove stai guardando e pulisci tutte le tracce rimaste sul buco del culo e sulla fica. Questo è ciò che devi fare?”
Rimasi in silenzio, non sapevo cosa risponderle. Era disgustoso, ma ero fortemente attratto da quello che mi ordinava di fare.
“Bene, visto che sei in silenzio e non ti muovi, prendo l’iniziativa.” disse mia zia.
Stando in posizione eretta, poggiò un piede sul water in modo tale che tutto ciò che era presente fra le sue gambe grasse fosse ben visibile ed urlò…..
“Leccami lì per bene, sia davanti che dietro.”
Intimorito e in silenzio ho cominciato a leccarle la figa bagnata e unta. Mi è piaciuto subito l'odore e il sapore. All'odore dell'urina si aggiungeva l'odore della merda. L'ho leccata dappertutto, davanti e dietro, le ho anche infilato la lingua nell'ano.
“Sei il mio gattino! Lecca tutto e pulisci per bene.” mi ha chiamato il suo gattino ubbidiente...
Dopo aver leccato ogni traccia di sporcizia, anche le tracce più piccole, presenti fra le gambe di zia, sono rientrato nella vasca da bagno e ho lavato il mio pene con l’acqua già presente che nel frattempo si era raffreddata.
