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Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold
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Racconto21 min di lettura

Il Piacere di essere Cornuto - La prima volta Cuckold

Era una sera d’inverno e Bologna, mandai un messaggio alla mia compagna, chiedendole se volesse accompagnarmi in un Club Privé vicino al centro città.

Francesco
1 anno fa · 1.7k letture · 0

Era una sera d’inverno e Bologna, con le luci della notte, era bellissima. Dopo cena, mandai un messaggio a Laura, la mia compagna, chiedendole se volesse accompagnarmi in un Club Privé vicino al centro città. Volevo trascorrere insieme a lei una serata piccante. Diversa dal solito. La risposta, inizialmente titubante e incerta, cambiò dopo alcune mie rassicurazioni. Accettò. Si poteva fare.

Insieme, avevamo partecipato ad alcune feste a tema in un altro locale sul litorale romagnolo e il clima che si respirava era sempre dei migliori. In queste occasioni, le risate non mancarono mai così come i commenti sui “personaggi” che frequentavano questi luoghi. All’epoca dei fatti che vi sto per raccontare (davvero accaduti) io, Francesco, avevo 35 anni e la mia splendida lei, Laura, 38. Fisicamente nella norma, io alto 180 cm, 76 kg, capelli corti e occhi marroni. Lei invece alta 162 cm, 52 kg, seconda piena di seno e capelli lunghi mossi castani. Normali persone che, senza dubbio, in mezzo a una folla passerebbero inosservate. Degli insospettabili.

Ma torniamo alla serata. Ore 22:00 appuntamento sotto casa mia. Puntuale come sempre, Laura scese dalla macchina con abito corto nero e dei magnifici décolleté con tacco dieci centimetri. Entrati in macchina partimmo subito in direzione della tangenziale per avviarci al locale. La mia mano non perse occasione di accarezzare le splendide gambe e scoprire la balza delle autoreggenti. Per questo genere di calze ho sempre avuto una particolare debolezza e la reazione fu quasi fulminea. L’erezione, infatti, non stentò ad arrivare.

Era piacevole sentirlo arzillo nei pantaloni e sensibile a questi intriganti stimoli che fanno viaggiare con l’immaginazione. La strada scorse veloce così come le chiacchiere e la solita promessa di vedere solo quello che sarebbe successo senza alcuna aspettativa o programma. Questo aspetto era un cardine fondamentale di queste serate. Libertà assoluta.

Il mio grande desiderio maturato in quei tempi era vederla fare sesso con un altro uomo. Nelle mie fantasie erotiche era diventato un pensiero ricorrente e sempre presente durante le masturbazioni. Come sappiamo però la fantasia è una cosa e la realtà un’altra. Non sempre coincidono. Ero senza dubbio curioso. Se anche solo una di quelle scene immaginate avesse preso forma, come avrei reagito? E Laura? L’accordo però era sempre il medesimo. Nessuna forzatura e nessuna aspettativa. Arrivati al parcheggio del locale, attendemmo l’apertura e, dopo soli dieci minuti, le porte si aprirono.

Essendo la prima volta in quella struttura, salimmo le scale per poterne vedere i vari ambienti. Raggiungemmo la zona del bar con le consuete luci soffuse, divanetti e angolo buffet. Un corridoio parallelo invece portava alla zona chiamata “dei single” ovvero un’area con stanze tutte separate tra di loro con porte chiudibili dall’interno. Notai con piacere, il buon gusto dell’arredamento e l’ottima disposizione degli spazi. Le stanze permettevano agli ospiti di poter apporre una catenella per poter essere guardati dagli esterni della stanza. Il gioco intrigante del guardare ma non toccare. Oppure potevano chiudere la porta godendo di una completa privacy.

Continuammo il nostro giro salendo un’altra rampa di scale verso la zona riservata alle coppie. Si presentava chiusa da vetrate trasparenti e permettevano agli spettatori di poter guardare dall’esterno. Molto intrigante! Concludemmo il nostro giro ritornando nella zona bar. Dopo aver sorseggiato un bicchiere di prosecco, la tensione iniziale sparì, sostituita da un senso di eccitazione diffusa e complicità. Il locale si stava popolando di bella gente e l’atmosfera si fece più leggera. Laura guardò con un misto di malizia e timidezza, come se fosse ancora incerta ma allo stesso tempo desiderosa di continuare quella nuova esperienza.

Decidemmo di tornare nella zona riservata alle coppie, questa volta con più sicurezza e desiderosi di andare oltre. I corridoi del club, illuminati da luci soffuse e circondati da specchi, davano la sensazione di essere in un mondo parallelo, dove tutto era possibile e ogni desiderio poteva diventare realtà.

Prima di fare il nostro ingresso alla zona, ci abbracciamo con tenerezza e le labbra s’incontrarono in un bacio lungo e tenero. I corpi si strofinarono, si cercarono, si desiderarono. Con le mani percorsi centimetri di pelle, anche quella più nascosta fino a raggiungere l’interno delle sue mutandine. Il sesso era bagnato, eccitato e voglioso. Non persi l’occasione per sfilarle fino a farle uscire dai piedi.

Le infilai all’interno della tasca dei miei pantaloni e le dissi all’orecchio: “queste non ti servono stasera!”

Era sicuramente una provocazione, ma innocente. Prendemmo coraggio e, con la chiave consegnataci all’ingresso, entrammo nella stanza delle coppie. La sala era ampia e i divani tutt’intorno foderati di rosso acceso. Il colore della passione. Al centro un enorme lettone che poteva ospitare una ventina di persone. Inizialmente, rimanemmo in una parte più defilata ma non distante dalla scena principale.

Io e Laura non siamo mai stati degli esibizionisti e nemmeno ci consideravamo da “palco principale”. Non era per noi. Questo non per timidezza o pudore poiché avevamo un buon rapporto con il nostro corpo, anche in pubblico. Qualche anno prima ci era capitato infatti di fare nudismo in una spiaggia al mare e di toglierci i costumi. Le sensazioni erano state piacevoli e d’imbarazzo, nemmeno l’ombra.

Qualche coppia iniziò a entrare. Io e lei, per rompere il ghiaccio e un leggero stato d’inadeguatezza, iniziammo a baciarci con dolcezza aumentando gradualmente l’intensità. Le mani si cercarono e, con delicatezza, ci sdraiammo uno accanto all’altro incuranti di tutto intorno a noi. Nei nostri pensieri eravamo solo io e lei. Di tutto il resto, non ci accorgemmo di nulla per la successiva mezz’ora. Eravamo come ovattati nel nostro mondo.

Ci spogliammo a vicenda e i suoi seni conquistano non solo la libertà ma anche le attenzioni della mia lingua. I capezzoli turgidi, eccitati e duri come non mai. I polpastrelli li toccarono creando delle piccole scosse di piacere sul suo corpo mentre scesi ancora fino a raggiungere la vagina. Una figa liscia e quasi tutta depilata che lasciava solo una piccola striscetta superiore di peluria. Così era come piaceva a lei. Intrigante ai miei occhi. Un profumo inebriante che sconvolgeva la testa.

La lingua percorse i suoi centimetri esterni fino a esplorarne la cavità. Il sesso orale era una componente fondamentale nei nostri approcci e, anche in quella occasione, non mancai di dimostrarle quanto mi piacesse. Il suo primo orgasmo non tardò ad arrivare e le smorfie di estasi si palesarono sul viso. Le mani spingevano sulla mia testa amplificando quel contatto e i piedi rigidi a spingere sulla schiena. Il corpo di Laura raccontava, attimo dopo attimo, il crescendo di quel piacere fino all’esplosione. Attimi d’inebriante intensità.

Quando riprendemmo il contatto con la realtà, e i corpi si rilassarono, osservammo che la stanza si era popolata. La nostra bolla era talmente sigillata che non ci accorgemmo di nulla. Anche altre coppie stavano amoreggiando in promiscuità tra loro ed era una visione piuttosto eccitante. Nell’aria c’era un inebriante profumo di sesso. Tra tutte queste, una catturò la nostra attenzione. Erano proprio davanti a noi con lei inginocchiata al suo uomo a praticare sesso orale. Laura si accorse subito di come li osservavo.

A un orecchio mi disse: “se vuoi, puoi provarci con lei”.

Io colsi il suo invito e mi avvicinai a loro. Con dolcezza, sfiorai con le dita la ragazza lungo la schiena fino ad arrivare al sedere. Nei miei pensieri però non c’era alcuna attrazione. Nessun interesse. Le mie attenzioni erano solo per la mia compagna.

Ritornai quindi sui miei passi e ci spostammo sull’enorme letto che occupava il centro della stanza. Laura si sedette mentre io rimasi in piedi. Il sesso puntava verso il suo viso e notò con piacere la mia eccitazione. Lo toccò, lo accarezzò e dopo qualche secondo di esitazione, si avvicinò per accoglierlo. Il pene diventare sempre più duro con il calore della bocca. Potevo toccare il cielo solo allungando un dito. Gli occhi guardavano la testa ondulare mentre il sesso entrava e usciva al contatto delle labbra.

Sollevai lo sguardo, eccitato dalla situazione, e gli occhi s’incontrarono con il lui della coppia che stavamo osservando poco prima. Un bel ragazzo sulla trentina con fisico asciutto e soprattutto un’ottima dotazione. Il gesto fu istintivo e, senza alcuna esitazione, lo invitai con un cenno a venire più vicino. Ma che cavolo stavo facendo? Lo stavo invitando tra noi? Lo stavo offrendo a Laura? Mi sentivo come un automa incapace di essere razionale. L’istinto prese il sopravvento di me.

Si avvicinò. Il sangue iniziò a bollirmi dentro e un caldo intenso mi avvolse con prepotenza. Il suo cazzo era splendido e, senza dubbio, molto più interessante del mio. Un pensiero s’insinuò nella testa: “lui poteva essere l’occasione giusta”.

Laura, appena accorta della presenza estranea, si staccò da me. Rimase immobile e disorientata sul da farsi. Mi guardò negli occhi in attesa che io prendessi una posizione oppure le indicassi qualche volontà. La risposta arrivò quasi immediata. Presi la sua mano e l’appoggiai sopra al pene in erezione del ragazzo. La scelta era stata fatta. Esplicita e chiara sulle mie volontà. Nei suoi occhi vidi il desiderio di provare questa novità ma allo stesso tempo timore e tanta incertezza. Le sue mani si muovevano su entrambi i sessi e la mia eccitazione era molto vicina al punto di non ritorno.

“Mi stai facendo eccitare da matti!” Dissi con gli occhi semi sbarrati.

Lei rispose subito con tono di sfida: “Non mi dirai che stai per venire?”

Con voce flebile ed estasiato riuscii solo a dire: “Se continui ancora trenta secondi, esplodo! Prendiglielo in bocca, voglio guardarti”.

Prima di andare avanti…

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