Un adolescente problematico - la zia

Francesco P
2 months ago

mi chiamo Marisa, ho 42 anni, e sono una donna in carriera. Mi sono sempre impegnata nella vita, ho studiato, fatto gavetta, cambiato lavori e scalato carriera fino a raggiungere una posizione dirigenziale. Nella mia vita non c’è mai stato posto per una famiglia, nè ho intenzione di farla: semplicemente, non rientra nei miei obiettivi, e sto bene così.

In passato ho avuto diverse relazioni stabili, ma ho sempre preferito dare priorità alla mia vita che non a quella della coppia.

Ora sono felicemente single, e di tanto in tanto mi concedo qualche scappatella per soddisfare le mie voglie, mantenendo sempre la mia libertà ed indipendenza.

Sono le 7 di sera, sono ancora in ufficio, e il display del mio iPhone si illumina. Un messaggio whatsapp di Laura.

Laura è la mia sorella minore, ha quasi 35 anni, ed il suo percorso di vita è stato molto diverso dal mio.

è rimasta incinta a 19 anni, e non se l’è sentita di abortire. Ha tenuto il bambino, lasciato l’università, e si è presa cura di lui. Da sola, perchè il padre del bambino non ne ha voluto sapere nulla, almeno finchè non sono arrivati alle vie legali, ed hanno ottenuto un -seppur misero- assegno.

Laura si è barcamenata tra mille lavoretti per tirare avanti, ora ha un lavoro part-time, anche se spesso è in difficoltà e chiede un aiuto a me o ai nostri genitori.

Prendo il telefono e leggo il messaggio

“Mary, scusa se ti disturbo, hai 5 minuti per me?”

che cosa vorrà? Digito rapida sullo schermo

“ciao Laura… certo, chiamami pure”

“è troppo imbarazzante… preferisco scrivere”

“che succede?”

“riguarda Albertino…”

Alberto è suo figlio, che ora è un ragazzo di quasi 16 anni. Aspetto che Laura continui a scrivere

“...si comporta in modo strano, e non so cosa fare”

“in che senso strano?” sono davvero perplessa

“l’ho visto a… insomma… a toccarsi”

ahhhh! tutto qui? il ragazzino si fa le seghe? e che ci sarà mai di preoccupante! mi viene quasi da ridere, , ma cerco di essere conciliante

“tranquilla Laura, guarda che è una cosa normalissima alla sua età”

“Mary il problema è che si tocca con la mia biancheria!”

“cosa!?”

“qualche settimana fa, ho sentito uno strano odore nel cesto della biancheria da lavare, e tutte le mie mutandine e reggiseni erano appiccicaticci e pieni di…”

“sperma?”

“si, dannazione! gli ho chiesto spiegazioni, e ha negato”

“magari è solo un po’ imbranato e ha pensato di pulirsi con quella. oppure si è bagnato nelle sue mutande, le ha messe nel cesto e hanno impregnato anche le tue”

“è quello che ho pensato anch’io, così ho lasciato correre, ma la cosa mi ha insospettita”

a questo punto sono sicura che ci sia dell’altro

“e…?”

“e ho notato che mi spia di nascosto, quando mi cambio. E oggi l’ho beccato in bagno a toccarsi con le mie mutandine in mano!”

“sa che lo hai visto? gli hai parlato?”

“è qui il peggio, sorellona: di fronte all’evidenza non ha più negato, ha detto di essere attratto dal mio corpo, che il mio odore lo eccita!”

“sono gli ormoni Laura, è in totale trambusto. Non ha ancora una ragazza, vero? La sua è solo una fantasia”

“fantasia!? Mary ha detto che vuole fare l’amore con me!”

“Laura calmati, io non me ne intendo di adolescenti, ma insomma, credo siano gli ormoni. è elettrizzato dalla scoperta del sesso, e tu sei la figura femminile più vicina a lui”

“ma se si masturba senza ritegno con le mutandine di sua madre, ho paura di cosa possa combinare fuori”

“su questo hai ragione, dovrebbe occuparsene Franco, parlargli”

Franco è il padre del bambino, anche se a parte aver messo incinta mia sorella e darle un piccolo assegno mensile, del padre non ha neanche l’ombra.

“noo! Franco non deve saperne nulla! lo direbbe subito al giudice, e mi porterebbero via Albertino. Mary, devi parlarci tu”

“cosa!?”

“sai sempre dire la cosa giusta sorellona. Sei più autorevole di me. parla con Alberto e fallo ragionare”

sbuffo, ora devo anche improvvisarmi sessuologa di un adolescente ingestibile. Che palle.

“e va bene, lo faccio solo per te sorellina. Domani ha rientro a scuola, ricordo bene?”

“si”

“ok, digli che devo parlargli e che lo aspetto al bar di fronte scuola. tu stai tranquilla, ok?”

“ti adoro sorellona”

Poso via il telefono e sbuffo, picchettando nervosamente col tacco contro il pavimento. Riprendere a lavorare ora sarà complicato.

Poi, non riesco a capire tutta questa perversa eccitazione di Alberto verso sua madre. è una normalissima signora, i suoi 3 anni non sono portati poi così bene, dato che si è sempre trascurata. Ha un fisico a pera, con i fianchi larghi, il sedere piatto, e due grossi seni cascanti.

Tra le due, io sembro la più giovane: capelli sempre curati, poca pancia, fianchi larghi e un bel sedere, caviglie sottili, e una quinta di reggiseno come mia sorella, solo che le mie tette non sono cascanti come le sue.

Dovrei essere io, quella ambita da scopare. Ma che sto dicendo!?

Mi riscuoto da questi pensieri, e mi rituffo nel lavoro.

Guardo l’orologio, sono le cinque e mezza, e diversi marmocchi urlanti sciamano da scuola. Attraverso le lenti scure degli occhiali da sole cerco di intravedere Alberto, mentre fingo di tenere gli occhi sul portatile che ho sul tavolino del bar.

Lo vedo trotterellare verso di me, ma fingo di accorgermi di lui solo quando mi è davanti

“ciao zietta! come stai? Sempre splendida!”

è un ragazzo smilzo, alto quanto me solo se non ho i tacchi, con gli assurdi tagli di capelli dei giovani e lo smartphone sempre in mano.

Apprezzo il suo complimento, ma scelgo di mantenermi fredda

“niente convenevoli Alberto, siediti. ti ho fatto portare una coca cola. Immagino tu sappia di cosa devo parlarti”

si siede, e inizia a bere

“dimmi pure”

Prendo un profondo respiro. la sua reazione così indifferente mi spiazza, e ho passato tutta la notte a trovare le parole giuste. Fanculo, andrò a braccio. Mi chino verso di lui e abbasso il tono di voce

“sai che ciò che hai detto e fatto a tua madre è profondamente sbagliato”

le mie parole dure non sembrano scomporlo per nulla

“che c’è di sbagliato? è una donna, siamo fatti di carne, voglio solo che ce la spassiamo!”

Gli tirerei una sberla seduta stante

“è tua madre”

“quindi qualunque altra donna si, ma non lei, giusto?”

“esatto”

“perchè non tu, allora?”

questo mi lascia completamente interdetta. Sul serio!?

“non è ovvio!? sono tua zia”

“si, ma non sei mia madre. e poi, devo dire che sai anche essere più attraente”

“io non sono una tua compagna di merende”

“ho bisogno di sfogarmi. penso continuamente al sesso. Potrei far del male a qualcuna, qua fuori. Non riesco a controllarmi. anche ora, guardandoti, ho bisogno di tirarlo fuo…”

lo vedo armeggiare coi pantaloni, e metto subito un tovagliolo sulle sue gambe

“che cazzo fai sei impazzito!?” gli sibilo ringhiando

“lo vedi? non riesco a controllarmi. se tu mi soddisfassi, io potrei calmarmi. E non penserei più alla mamma in quel modo”

“niente più seghe sulla sua biancheria, niente più spiate, niente più richieste di sesso?”

Non ci credo, sto davvero riflettendo sulla sua proposta?

“assolutamente, mi comporterò benissimo. ma devo averti, adesso”

Allunga una mano sulla mia coscia, dove termina la gonna ed iniziano le calze.

La allontano con un gesto stizzito

“va bene, ma non qui. Vieni, andiamo in macchina”

ho parcheggiato in un garage sotterraneo, in una zona abbastanza riservata, e per fortuna il mio suv ha i vetri posteriori oscurati. Spero solo di fare in fretta.

Mentre camminiamo nel parcheggio, oltre al rimbombare dei miei tacchi sul cemento, sento i suoi occhi fissi su di me: cammina qualche passo dietro di me, e sento che sta fissando con insistenza il mio culo e le mie gambe.

Indosso un tailleur avano, giacca e gonna, una camicetta bianca e collant color carne. Non mi dispiacciono i ragazzi più giovani, ma lui è davvero giovane. ed è mio nipote cazzo!

Ma non posso negare a me stessa che questa surreale situazione mi stia eccitando.

Dannazione, costa sto dicendo!?

Devo solo giocare un po’ con lui, farlo venire, e sarà tutto finito. è un ragazzino, e io sono una bella donna, lo farò venire in un attimo.

Siamo alla macchina, apro la portiera e lui mi afferra dai fianchi, premendosi contro il mio culo. Sento la sua erezione!

“non fare il cretino ed entra in macchina! non deve vederci nessuno” gli ringhio divincolandomi dalla sua presa, ed entro in macchina. Lui mi segue e chiude la portiera.

La sua erezione è ben evidente nonostante i pantaloni

“non vedi l’ora che lo tiri fuori, vero zietta?”

ma come si permette!? piccolo stronzetto

“ricordati che lo sto facendo solo per farti smettere di tormentare tua madre”

“io penso che sotto sotto non vedevi l’ora invece. Ma anch’io non vedo l’ora di guardare quanto è porca la mia zietta”

Allunga le mani verso di me, sbottonandomi la camicetta. Lo lascio fare, esibendo il mio reggiseno bianco, che lui fissa vogliosamente

“queste meravigliose tette hanno bisogno di stare libere” dice mentre sposta le coppe del reggiseno, liberando i miei capezzoli chiari

“wow, sono davvero più belle di quelle di mamma”

e si fionda su un capezzolo, prendendolo tra le labbra.

trattengo a stento un gemito, una sensazione di calore mi pervade, mentre la sua lingua gioca con la mia areola ed il capezzolo si fa più turgido

“mmhh, che tette meravigliose” mugugna, mentre passa all’altro capezzolo.

Con una mano mi strizza un seno, con l’altra va sulla coscia, risale sotto la gonna, e mi tocca sulle mutandine

“sento la tua fica calda…” mugugna senza smettere di succhiarmi un capezzolo, “...vediamo se profuma di porca più di quella di mamma”

Quando la sua bocca lascia il mio seno, sono così in fiamme che vorrei continuasse.

Solleva la mia gonna in modo da divaricare le mie gambe, e si china premendo la faccia contro le mie mutandine.

sento il suo naso strusciare contro il mio clitoride, la sua bocca contro le mie grandi labbra.

Sposta le mutandine, e la sua lingua accarezza le mie grandi labbra.

“mmmh che buon profumo di troia, e sei già umida zietta”

Gemo, non riesco più a trattenermi. Mi sta piacendo, e non posso pensare ad altro.

Utilizza le mutandine per sfregare contro le grandi labbra, sono dilatata e mi sto bagnando.

Non riesco a crederci, ma voglio che mi scopi!

E sembra avermi letto nel pensiero

“non essere egoista zietta, anche io voglio godere”

“spogliati, e facciamola finita” gli dico con un filo di voce.

Voglio essere scopata, ma al tempo stesso voglio che questa storia finisca: il mio corpo deve averlo eccitato, mi basterà toccarlo, e quando sarà venuto mi lascerà in pace!

“non così in fretta” si abbassa i pantaloni e tira fuori il cazzo.

Un cazzo di dimensioni davvero notevoli, per uno della sua età. Le vene sembrano pulsare, e sulla cappella rosea spunta una invitante gocciolina.

Gli farò la migliore sega della sua vita, e sarà una meraviglia anche per me.

Accarezzo i suoi testicoli

“li senti come sono gonfi zietta? hanno bisogno di una maiala come te per svuotarsi”

afferro il cazzo dalla base, lo stringo forte, e muovo la mano su e giù ruotando il polso.

Mi mette di nuovo una mano sulla fica, premendo le mutande dentro le grandi labbra.

Aumento il ritmo della sega.

Strizza il mio clitoride.

Non resisto, mi chino in avanti e prendo il suo cazzo in bocca.

é davvero notevole, faccio fatica a prenderlo tutto!

“woow, continua!” mi incita lui, e lo sento muovere il bacino mentre non smetto di succhiare e gli accarezzo le palle.

Sono sicura che così verrà subito, e la cosa mi sta dispiacendo

“sto venendo!” esclama, mentre trattiene la mia testa contro il suo cazzo, che freme mentre la sborra calda mi finisce dritta in gola. è tantissima, ma quanta ne fa?

Mi tiene la testa ferma contro il suo cazzo finchè non ho bevuto l’ultima goccia del suo sperma

“wow, l’hai bevuta tutta! lo sapevo che sei una gran porca!”

“ora possiamo andare?” gli rispondo dopo aver ingoiato; ho bisogno di conservare l’ultimo barlume di lucidità, anche se sono tutta un fuoco.

“che? ma no, devo svuotarmi per bene, io devo socparti!”

“non puoi chiedermi questo!”

si che puoi, si. fallo, scopami.

“non posso? la tua figa non chiede altro, non è vero?”

riporta la mano tra le mie cosce. sono tutta bagnata!

“togliti le mutandine” faccio come dice.

le prende dalle mie mani. sono umide

“guarda, ti sei bagnata come una troia…” se le porta al volto, le annusa vigorosamente

“...mmmmmh non avevo dubbi, hanno davvero un profumo migliore di quelle di mamma. La tua bocca avvolge il cazzo davvero bene, ora vediamo la tua figa”

Dovrei oppormi, ma non voglio. Voglio che mi scopi. il suo cazzo è di nuovo duro come prima, è meraviglioso, e lo voglio dentro di me.

mi tiene le gambe divaricate, per quanto possibile nei sedili posteriori di un’auto. Da quanti anni non lo facevo in macchina?

Mi ha così stonata che non penso neppure che, nonostante ci siano i vetri oscurati, se qualcuno passasse qui vicino, potrebbe vederci, una ultraquarantenne a fare la troia con un adolescente.

Sfrega la cappella contro il clitoride, sfrega le mie grandi labbra, ormai dilatate.

Gemo

“oh si zietta, fammi sentire come godi”

tocca il mio seno, gemo ancora.

Il suo cazzo si fa strada dentro di me. Grido. è così duro!

Ho una gamba sul poggiatesta posteriore, e l’altra sul poggiatesta anteriore. lui troneggia sopra le mie cosce oscenamente divaricate, ammira con aria perversa il mio corpo, e spinge il suo cazzo dentro di me.

“sei così figa che vorrei sborrarti ovunque”

ad ogni oscenità spinge più forte. lo sento tutto

“la tua fica è fatta per accogliere cazzi, vuole essere trapanata”

spinge più veloce, ma io ne voglio di più. lo voglio tutto

“aspetta…” gli dico ansimante, “...prendimi da dietro”

Completamente fuori controllo, mi giro di spalle, mettendomi carponi sul sedile posteriore, e sollevo la gonna, esibendo completamente il mio culo

Dalla rapidità con cui infila il suo cazzo nella mia fica direi che ha apprezzato

riprende a spingere, e ora lo sento molto di più. le sue palle sbattono contro il mio clitoride ad ogni spinta, ed io godo come una matta, ormai senza ritegno.

“gemi ancora, troia” mi incita lui, tenendomi dai fianchi e tirandomi uno schiaffo sul culo

“oh si, si, si! scopami così!”

“ti piace sentirlo tutto dentro zietta?” ed un altro schiaffo sull’altra natica

“si, si! ancora!”

per qualche istante non sento le sue mani afferrarmi, ma continua a spingere come un forsennato, riempiendomi di oscenità.

Ed io continuo a godere e gemere senza ritegno

“voglio venirti dentro e riempirti tutta” mi dice dopo un po’

non lo sento nemmeno. sono totalmente presa dal mio, di orgasmo.

Preme il suo bacino contro il mio, mentre dentro di me sento il suo cazzo fremere e inondarmi di fiotti di sperma caldo.

Ansimiamo entrambi, anch’io ho avuto il mio orgasmo, e sto cercando di rimettere insieme i miei cocci.

Almeno, ora sembra davvero soddisfatto, dato che ha rimesso il cazzo nei pantaloni

“queste le tengo io” dice prendendo le mie mutandine prima che io possa riprendermele

“cosa? no!” esclamo

“perchè no? preferisci che mi seghi su quelle di mamma?”

“avevi promesso di smettere con questa storia!”

“si, ma tu sei così porca ed eccitante che avrò bisogno di qualcosa di tuo su cui sfogarmi”

“ma…”

“non temere, mamma non le scoprirà. te le riporterò quando saranno così piene di sborra da poterle strizzare”

“è troppo pericoloso, devi ridarmele!”

“nono, qui l’unica che deve ridare qualcosa, sei tu” e condisce questa frase ambigua infilandomi la mano tra cosce e toccando la mia fica bagnata. Il mio bacino sussulta

“cos… credevo avessimo finito”

“per ora si, e faremmo bene ad andare, o mi tornerà di nuovo duro e vorrò fotterti ancora”

scopare ancora, noi due

“Alberto non deve saperlo nessuno…”

“non preoccuparti. tu pensa solo a farti chiavare quando ne avrò voglia. E la cosa non sembra essere un problema per te, visto quanto sei maiala”

Non riesco nemmeno a controbattere, forse perchè si, una parte di me è davvero contenta di continuare a scopare questo bel cazzo giovane.

Mi sistemo alla meglio, lo porto fino a due isolati da casa, perchè non voglio rischiare di incrociare mia sorella, nello stato in cui mi trovo.

Volo a casa, mi faccio una doccia, e mi fiondo sul divano, ripensando a questa giornata.

E a quelle che seguiranno…

Prendo il telefono, c’è un messaggio. Di mia sorella Laura

“Albertino ha detto che gli hai parlato, e che sei stata molto convincente. Mi ha promesso che non farà nulla di indecente. Grazie Mary, sei un tesoro”

Non farà nulla di indecente? certo, a parte chiavare sua zia.

“lo terrai d’occhio?”

le chiedo… quel bastardo si è tenuto le mie mutandine! Ed intende persino riempirle di sborra! come farà a non farsi scoprire?

“si, almeno per un po’”

merda!

“se posso darti un consiglio… meglio di no. Sentirsi gli occhi puntati addosso potrebbe fargli ritornare certe… voglie. Ignoralo invece. Lasciagli spazio. Questo contribuirà a fargli tenere l’attenzione altrove”

mia sorella mi crede convincente. in questo momento ho davvero bisogno di esserlo

“si, forse hai ragione. Grazie ancora sorellona, non so come farei senza di te”

Ci salutiamo, cancello i messaggi e fisso il telefono con aria da ebete.

Mi chiedo quando Alberto vorrà scoparmi di nuovo…

Author: darkside

Contact: darksideofthemoon988@libero.it

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