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Sesso con spettatore "pagante"
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Racconto34 min di lettura

Sesso con spettatore "pagante"

Vacanze con "vista" erotica a Saint Tropez

Monica e Manuel Drake
2 anni fa · 595 letture · 1

 Le nostre vacanze estive per quell’anno avrebbero avuto come meta finale la Spagna, ma per spezzare un po’ il lungo viaggio, dato che ci andammo in auto, decidemmo di fare tappa a Saint-Tropez, dove ci saremmo fermati per tre giorni.

 Per lavoro avevo girato mezzo mondo, ma non ero mai stata in Costa Azzurra, mentre Manuel ne fu un frequentatore abbastanza assiduo prima che ci conoscessimo. Mi declamò il senso di libertà e di anti-conformismo di alcune località e fui entusiasta di andarci.

 Partimmo da casa al mattino molto presto e, dopo un sereno viaggio di 460 chilometri in circa sei ore, durante il quale ci alternammo alla guida della mia cabrio, arrivammo all’Hotel che avevamo prenotato. Giusto il tempo per sistemare le nostre cose e fare un rapido spuntino, dopodiché ci fiondammo in una delle numerose spiagge naturiste presenti nei dintorni della cittadina.

 Oziammo al sole e facemmo un po’ di bagni in attesa dell’ora di cena.

 Rientrati in albergo eravamo un po’ stanchi per il viaggio, per cui decidemmo che quella prima serata sarebbe stata molto tranquilla. Scendemmo al ristorante, cenammo e concludemmo con una passeggiata al porto, che è anche il centro vitale della cittadina.

 La giornata seguente andammo in una spiaggia diversa, più lontana e meno frequentata. La sabbia e l’acqua erano meravigliosi. I frequentatori, prevalentemente naturisti, erano molto rispettosi della privacy altrui, tutti molto sereni e sicuramente non ‘caciaroni’, a differenza di quello che si trova sulle spiagge tradizionali.

 Dopo un paio d’ore di bagni, tintarella e lettura, andammo a farci una passeggiata sulla battigia. Durante il nostro camminare, notammo un certo andirivieni di persone dalla spiaggia alla pineta confinante. Dato che in quella zona non c’era un parcheggio, incuriositi andammo in esplorazione.

 A differenza di alcune altre spiagge naturiste, ad esempio quelle di Cap d’Agde, a Saint-Tropez fare sesso in spiaggia non è tollerato, così i frequentatori che non possono resistere ai loro ardori si riversano nella pineta, lontani da occhi che non vogliono guardare ma, coloro che lo desiderano, possono addentrarsi già pochi metri tra gli alberi e i cespugli per godersi scene degne dei più audaci film porno.

 Così vedemmo coppie etero, coppie omo, varie combinazioni numeriche di bisex, ammucchiate e via dicendo.

 Poi, c’era la moltitudine di guardoni ed auto-erotisti che gravitava attorno ai vari teatrini sessuali.

 I nostri gusti in fatto di situazioni erotiche sono più cerebrali e necessitano di un divenire più intrigante per esserne coinvolti, così tutto quel sesso ostentato non ci eccitò e ritornammo al nostro posto in spiaggia.

 Trovammo molto più eccitanti, per fare un paio di esempi, la coppia di trentenni che era ad una decina di metri alla nostra sinistra, dove lui era sdraiato, probabilmente assopito, e la ragazza rannicchiata con la testa appoggiata sulla pancia del compagno, così che il suo viso era a meno di una spanna dal suo membro. Anche se non avvenne, il fatto che le sarebbe bastato abbassare la testa di pochi centimetri per prenderglielo in bocca, per noi rappresentò una scena molto più coinvolgente, piuttosto che vederle fare il pompino in diretta.

 Oppure, la coppia che era dietro di noi: lei, una bella mora, forse cinquantenne, era sdraiata e leggeva, reggendo il libro con una mano; il suo uomo le stava molto vicino, appoggiato su un fianco. Notammo che lui muoveva quasi impercettibilmente il bacino e capimmo che la compagna glielo stava impugnando, molto discretamente, con la mano libera.

 Proseguirono per qualche minuto, poi lui, evidentemente prossimo all’orgasmo, allungò la mano sulla patatina di lei, gliela pastrugnò per qualche secondo e quindi la ritirò. Era venuto senza grandi clamori; recuperò un asciugamano che mise tra loro, premurandosi di pulire il fianco della compagna sul quale arrivò la spruzzata di sperma, poi le diede un bacio che lei ricambiò sorridendogli e si mise a leggere anche lui.

 La giornata trascorse in totale relax, fornendoci altri spunti di osservazione e confronto tra i nostri gusti e quello delle altre persone.

 Rientrammo in hotel verso le 18, cosi avemmo tutto il tempo di farci belli per la serata. L’ambiente dell’albergo dove alloggiavamo era molto moderno e lussuoso, e il livello della clientela era al di sopra della media, se non piuttosto elevato in fatto di eleganza. Convenni con Manuel che il mio abbigliamento per le restanti due serate che ci rimanevano non avrebbe potuto essere quello sfoggiato a Kos o in Corsica, dove c’era una maggiore rilassatezza.

 Così, dopo essermi fatta una bella doccia con tanto di scrub rinfrescante all’eucalipto, passai alla mia preparazione.

 Quando prenotammo l’hotel fummo consapevoli del livello dello stesso, ma non del tipo di clientela che, ovviamente, non compariva nelle foto della struttura. Grazie alla nostra buona abitudine di mettere sempre in valigia abiti e scarpe per ogni possibile occasione si possa presentare, dal semplice aperitivo alla gran serata a teatro, avevo con me qualche vestito di livello superiore da indossare.

 Scelsi quello bianco in seta, molto fasciante, lungo appena sotto il ginocchio ma con un profondo, anzi, profondissimo spacco anteriore.

 Un tale spacco non permette di sedermi senza che la mia patatina sia inesorabilmente esposta, per cui indossai un piccolo perizoma color carne, in modo che la parte non risaltasse troppo e si potesse confondere con le gambe.

 Ai piedi misi i sandaletti Swarovski ai quali, per il trucco degli occhi, abbinavo sempre un po’ di glitter altrettanto scintillante.

 Infine, raccolsi i miei lunghi boccoli biondi in una bella e ampia treccia che faceva molto ‘bon-ton’ e che fermai con una fascetta anch’essa ricoperta di piccoli cristalli.

 Dopo le ultime maniacali rifiniture, come di consueto, non feci mancare al mio amore la mia comparsa scenografica, entrando nel salotto della nostra suite facendo qualche ‘pirouette’.

 Manuel rimase a bocca aperta, sorpreso di vedermi così agghindata, sebbene la nostra sarebbe dovuta essere una vacanza all’insegna della disinvoltura e della leggerezza.

 Mi venne incontro, mi cinse i fianchi guardandomi intensamente negli occhi e mi disse: “Ci sarà mai una sera che non farai strage?”

 Gli sorrisi complice, poi scendemmo al piano terra dove ci aspettava un’ottima cenetta romantica nel lounge.

 Dopo cena, non avevamo molta voglia di uscire, per via della giornata di mare che aveva assorbito gran parte delle nostre energie. Così passammo all’esplorazione del grande albergo, alla ricerca di un posto dove rilassarci e magari ascoltare un po’ di musica.

 Tra le varie proposte, in un grande salone da ballo c’era musica latino-americana (che Manuel non gradisce) e, in una sala più piccola, un ensemble jazz (che però sono io a non sopportarlo).

 Fortunatamente, c’era anche la discoteca, così optammo per quest’ultima. Era un ambiente molto raccolto e raffinato, la musica era fantastica e ad un volume che consentiva di conversare tranquillamente a chi sedeva nei salottini. Ne occupammo uno e subito arrivò una cameriera molto carina che prima guardò intensamente me e poi si mangiò con gli occhi mio marito, alla quale ordinammo un paio di Mojitos.

 “Questa volta sei tu ad aver fatto la prima conquista!” dissi a Manuel, manifestandogli il mio orgoglio.

 “Le mie sono conquiste di riflesso alla tua bellezza. Le donne vedono te e pensano che se una così splendida creatura sta con quell’uomo, quest’ultimo debba avere qualche notevole risorsa: la più banale è la ricchezza ma, nel nostro caso, nemmeno lontanamente si immaginano le mille cose che ci legano e che i soldi sono al millesimo posto di questa lista.”

 Conversammo ancora qualche minuto, poi gli chiesi se aveva voglia di ballare. Declinò l’invito ma insistette che ci andassi io. Fui inizialmente un po’ riluttante, ma poi mi decisi.

 Il mio problema, se vogliamo chiamarlo così, è che, essendo una ballerina professionista, non riesco a ballare ‘tranquilla’ o ‘normale’. Bensì, inizio cercando di contenermi, ma poi mi lascio trasportare dalla musica e non riesco ad evitare di muovermi ‘da professionista’, con giravolte, passi laterali, incroci delle gambe e tutto quello che si vede nei balletti di danza moderna.

 Tutto ciò senza che ci sia da parte mia una volontà di esibizionismo, ma genera negli altri due sentimenti avversi: ammirazione e invidia. Così, spesso mi si crea intorno il cerchio di gente che batte le mani e scandisce il ritmo, ma sono anche frequenti sgambetti e pestate di piedi, del tutto volontari, da parte esclusivamente femminile.

 Quella sera cercai di controllarmi e mi godetti il momento spensierato. Guardavo spesso in direzione di Manuel che mi osservava ammirato e lo ricambiavo flirtando con gli occhi.

 Dovetti anche svincolarmi da parecchi pavoni che, con cadenza regolare, venivano a farmi la ruota e a sciorinarmi mille complimenti e altrettante proposte, molte delle quali anche piuttosto esplicite. Dopo ogni respingimento, guardavo Manuel e lui rideva compiaciuto delle mie conquiste.

 Tornai al nostro tavolo a prendere un po’ di fiato e a dissetarmi, e Manuel osservò: “Se fossi single, proverei un’enorme invidia per la facilità che hai ad avere ai tuoi piedi il novantanove percento degli uomini, e anche un certo numero di donne.”

Prima di andare avanti…

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