La mia schiava Federica come premio al concorso

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10 months ago

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Parte 1

Dopo la sessione a cui l’avevo sottoposta con conseguente perdita della verginità anale, pensai cosa avrei potuto fare per poter far scendere Federica ancora più in basso.

L’occasione si presentò quando un organizzatore di una rassegna heavy metal mi chiese se avessi una schiava da dare in premio al vincitore, ma non doveva essere un’appassionata del genere, ma la classica brava ragazza, ma che avesse accettato di essere data in pasta a un lupo.

Gli dissi che avevo da tempo una schiava che faceva al caso suo, ma che ovviamente non lo avrei fatto gratis: volevo che una tra le fidanzate dei partecipanti diventasse una mia schiava. Lui mi disse che era impossibile e che sapevo bene che le compagne dei partecipanti erano tutte appassionate di Heavy Metal e quindi non assolutamente assimilabili al prototipo della schiava.

Io gli risposi che semplicemente mi conosceva e sapeva che non ero solito fare niente per niente e se ne andò.

Seppi che nei giorni successivi cercò di contattare tutte le escort che gli capitarono a tiro con facce acqua e sapone, ma dopo capì subito che non erano credibili nel ruolo che lui voleva.

Non fui sorpreso quando lo vidi tornare da me e mi disse che potevamo trattare.

Gli risposi semplicemente che non c’era nulla da trattare doveva semplicemente dire che uno dei partecipanti avrebbe dovuto cedermi la sua ragazza come mia schiava, poi vedi tu come organizzare la cosa.

Marco se ne andò con la coda tra le gambe, ma alla fine trovò la soluzione avrei potuto scegliere la schiava tra le compagne de cinque ultimi classificati. Data la visibilità mediatica e le possibilità di carriera che il concorso musicale procurava accettarono tutti.

Gli presentai quindi Federica una ragazza mora, quinta di reggiseno, un bel culetto che si vestiva in modo sempre semplice senza vestiti, né intimo ricercato, indossava praticamente dei mutandoni (perché non aveva i soldi per poterseli permettere).

Gli spiegai che prima di diventare una delle mie schiave in trent’anni di vita aveva avuto solo tre relazioni e la cosa più trasgressiva che aveva fatto era fare un pompino. Veniva infatti da una famiglia molto cattolica, era solita frequentare l’oratorio e quindi il suo orizzonte musicale variava dagli 883, ai Pooh, a Masini e altro, ma tutto assolutamente distante dall’heavy metal, mentre da quando era diventata una delle mie schiave era stata sverginata analmente, aveva subito umiliazione pubbliche, era stata frustata, in più senza il mio apporto lei e la sua famiglia sarebbero finite in rovina, quindi, avrebbe fatto qualsiasi cosa le avessi ordinato.

L’idea si rivelò molto buona e mise un ulteriore motivo di competizione nel concorso musicale. Ciascuno dei partecipanti, infatti era spinto dalle rispettive fidanzate a dare il meglio di sé e anche di più per non dover finire negli ultimi cinque e quindi entrare nella possibilità che ognuna di loro potesse diventare una mia schiava.

La competizione fu musicalmente parlando molto buona per questo impegno profuso, anche se ci furono degli episodi ai limiti della correttezza: tentativi di corruzione con gli addetti, al suono, alle luci per poter fare qualche scorrettezza nei confronti degli avversari.

Man mano che il concorso continuava la tensione era sempre maggiore: le fidanzate dei partecipanti erano sempre più tese e la paura di essere quella che avrebbe potuto diventare una schiava era sempre più alta, finchè arrivò il giorno della premiazione.

Per suscitare maggiore suspense la proclamazione dei vincitori avvenne partendo da metà classifica e facendo partecipare e cantare importanti ospiti del mondo heavy metal tra un annuncio e un altro.

Dopo circa un ora era stato proclamato il vincitore: un ragazzo terribile non altissimo, tatuaggi ovunque, capigliatura non particolarmente curata, magliette sempre strappata con figure orrende disegnate sopra il contrario di un gentiluomo.

Federica era terrorizzata di dover andare con simile figuro.

Si capì anche chi erano gli ultimi classificati e la cui ragazza sarebbe stata scelta per diventare una delle mie schiave.

Parte 2

In un noto club privé Milanese si sarebbe svolta la settimana successiva la scelta della mia nuova schiava tra le compagne degli ultimi cinque classificati del concorso musicale Heavy Metal.

Tra il pubblico erano presenti tutti partecipanti al concorso con le loro compagne, si vedeva che coloro che erano sfuggite alla scelta erano visibilmente sollevate, compresi i loro compagni ben consci di cosa avevano chiesto alle loro compagne per sostenerli nella scalata verso il successo come stelle dell’Heavy Metal.

Nella presentazione della serata tra le amenità di rito che proferii feci presente che questa idea di scegliere una schiava tra le ultime cinque classificate era stata un’ottima idea, in quanto aveva messo parecchio pepe tra i partecipanti, ognuno dei quali aveva fatto il possibile e a volte l’impossibile per mostrare il meglio delle loro doti e capacità con una determinazione molto forte pur di non dare la loro compagna in schiavitù.

Per quanto riguardava invece le compagne dei cinque ultimi classificati, implorai tutti di fare un applauso ancora maggiore, in quanto l’amore verso i loro compagni le aveva portate ad accettare di poter finire in schiavitù pur di agevolare la carriera dei loro compagni, il che considerando le nullità totali che erano questi soggetti dal punto di vista musicale era una cosa degna di nota.

Per spiegarlo meglio chiamai sul palco il presidente della giuria che spiegò a tutti nei dettagli le imbarazzanti performance dei compagni di queste sventurate che si trovavano sul palco. Le facce di costoro e dei loro compagni erano emblematiche oltre alla possibilità di finire in schiavitù, c’era stata anche l’umiliazione pubblica davanti a tutti.

La sorpresa maggiore doveva ancora arrivare, infatti avevo deciso di far fare la scelta a una mia amica lesbica che nel farlo avrebbe potuto approfittarsi di queste ragazze davanti a tutti di queste gente, giustificando il tutto come metodo per giudicarle meglio.

Feci entrare Elena presentandola a tutti e feci entrare le cinque ragazze: Maria, Francesca, Marika, Ludovica e Monica facendole sedere sulle poltrone sopra il palco.

Avevo deciso di coinvolgere Elena perché era una mia amica mistress molto sadica che sapevo che non si sarebbe fatta impietosire da queste ragazze. Aveva circa cinquant’anni, ma portati molto bene.

Elena per prima cosa e per mettere a proprio agio le ragazze fece fare ad ognuna di loro una breve presentazione su chi erano, cosa facevano nella vita e su che cosa le avesse spinte ad accettare.

La cosa fu molto interessante, ma soprattutto si vedeva l’imbarazzo di essere esposte e umiliate così pubblicamente.

La prima a essere chiamata Fu Maria che era vestita con un vestito rosso corto e portava dei capelli molto lunghi. Questa si avvicinò ad Elena che prima la accarezzò tutta, poi iniziò a baciarla sulle labbra. Per un breve momento Maria si tirò indietro, ma lo sguardo autoritario di Elena la fece subito cambiare idea e le due si baciarono sulla lingua in modo appassionato e prolungato, anche se dalla goffaggine si capiva benissimo che Maria non aveva mai baciato una donna.

Elena alzò poi il vestito di Maria che portava degli slip neri, incominciando a palparle il sederino piccolo e segnato da un’intensa attività sportiva.

Gli sguardi delle altre ragazze erano emblematici: si stavano chiedendo in quale guaio si stavano cacciando.

Elena chiamò quindi Francesca che indossava una gonna lunga a pois e una maglietta nera. Elena si avvicinò dandole un bacio pudico sulle labbra, per poi baciare Francesca in modo sempre più intenso e passionale. Francesca era molto più scafata di Elena e le toccò le tette, facendosi riprendere in modo molto pesante da questa in quanto non aveva diritto a gestire le danze. Elena, quindi, palpò in modo molto pesante le tette di Francesca da sopra il vestito, baciandola in modo molto intenso sulla lingua. La spregiudicatezza iniziale di Francesca spinse Elena a metterle una mano sotto la maglietta per palparle le tette prima di lasciarla andare e chiamare Marika.

Marika aveva un vestito blu, molto corto e pur vedendo essendo sensibilmente imbarazzata cercò di mostrarsi più intraprendente possibile pensando che facendo così, si sarebbe mostrata poco sottomessa e non sarebbe stata scelta da Elena come la mia prossima schiava. Elena allora le mise una mano sotto la gonna, spostando il perizoma e pizzicandole il clitoride con le unghie, cosa che la fece urlare sia di dolore che di piacere si vedeva che non era abituata a farsi toccare così da una donna.

Elena chiamò quindi Ludovica vestita con una maglietta grigia e una gonna molto corta di Jeans. Elena la baciò molto intensamente sulle labbra e sulla lingua. Stava cercando di essere molto spigliata, ma fu molto imbarazzata all’ordine di Elena di toccarle le tette attraverso il vestito si vedeva chiaramente che era la prima volta che toccava una donna dall’imbarazzo del suo viso. Elena allora si scoprì il vestito ordinandole di toccarle le tette: dopo primo imbarazzo Ludovica obbedì e palpò le tette di Elena che decise che per ora poteva bastare e chiamò Monica.

Monica era l’unica vera tettona del gruppo. Indossava una maglietta blu e dei leggings neri. Elena baciò Monica sulle labbra prima in modo leggero e poi in modo sempre più pesante, toccandole in modo molto volgare le tette da sopra la maglietta blu, fino a strusciare le sue tette su quelle della ragazza. Decise quindi che per il momento anche per Monica poteva bastare.

Elena ordinò quindi a tutte le ragazze di spogliarsi completamente, cosa che fecero prontamente chiedendo poi a loro di toccarsi le tette fino a far diventare i capezzoli belli duri.

Elena chiamò quindi Maria, mentre ordinò alle altre ragazze di baciarsi tra loro. Il comportamento delle ragazze però non era di soddisfazione di Elena in quanto i baci erano troppo pudici e non si toccavano le tette.

Dopo essere state riprese le ragazze si baciarono in modo molto più appassionato e cominciarono a toccarsi le tette in modo sensuale.

Intanto Elena aveva ordinato a Maria di spogliarla. Maria aveva delle tette non grandissime, ma molto ben fatte che Elena cominciò a succhiare e baciare, fino a scendere lentamente lungo il pancino e quindi a leccarle la figa, le sensazioni per Maria erano molto forti era la prima volta che veniva leccata sulla figa da una donna scafata ed esperta. Elena poi la fece girare palpandole il bel culetto.

Una alla volta le ragazze subirono tutte questo trattamento, i loro visi erano emblematici sotto le linguate sapienti ed esperte di Elena godevano come delle pazze provando delle sensazioni che non avevano mai provato prima, cosa di cui si accorsero anche i loro compagni che stavano osservando tra il pubblico.

Per loro nulla sarebbe stato come prima, così come le loro sensazioni la giornata di oggi avrebbe rappresentato uno spartiacque, dopo di che Elena diede il suo annuncio.

La donna disse che erano state tutte brave, che si erano comportate tutte bene, ma che la prescelta era Monica avendo il padrone una preferenza per le tettone.

Parte 3

Era arrivato il momento di consegnare Federica al vincitore. Lei era molto contrariata di quanto doveva fare e cercò di resistere in ogni modo, ma sapeva benissimo che avrei potuto chiederle in ogni momento la restituzione del debito che aveva con me se non avesse obbedito anche se era terrorizzata da quello che le stava per succedere.

La accompagnai a casa del vincitore vestita con un abito sexy trasparente elasticizzato. Era chiaramente imbarazzata non era abituata a vestire elegantemente e neanche in modo troppo sexy, era cresciuta all’oratorio e tutto ciò per lei rappresentava peccato.

Una volta arrivati a casa del vincitore del concorso heavy metal, questi mi chiese se potevo restare ad assistere, così la cagna sarebbe stata ancora più obbediente.

Decisi di accettare vedere Federica che scendeva sempre più in basso mi eccitava terribilmente.

Il vincitore del concorso si chiamava Marco: un ragazzo sulla trentina, pieno di tatuaggi, forse aveva più tatuaggi di pelle, indossava una maglietta degli Iron Maiden e un paio di pantaloni neri.

Per prima cosa fece mettere a Federica una maglietta di Marylin Manson, dei pantaloni neri e un trucco nero molto marcato e le fece una foto ricordo. Vedere quella che fino a qualche tempo era una brava ragazza, che ascoltava cantanti come 883 e Laura Pausini con quel trucco pesante e con la maglietta di uno dei cantanti più discutibili che siano mai esistiti era sintomatico del fatto di quanto ormai fosse scesa in basso.

Marco la portò quindi in bagno: le mise il cazzo in bocca iniziando a pisciare, avrebbe dovuto tenere la bocca fino a deglutire tutto. Per Federica fu una prova molto duro finora al massimo aveva al massimo pulito con la sua lingua il cazzo sporco di piscio.

Proprio per questo Federica non riuscì ad ingoiare tutta la pipì di Marco, cosa che lo fece adirare molto facendole capire che non sarebbe finita li, ma soprattutto che per lei sarebbe stato un giorno complicato.

Marco la punì: la fece spogliare e con una frusta bull whip iniziò a colpirla in modo molto pesante il culo fino a che il sedere diventò tutto rosso. Era solo all’inizio della sessione e faceva già fatica sedersi dal dolore provocato dei colpi, la prova a cui era soggetta si stava rivelando ogni secondo che passava sempre più dura.

Marco mise poi due mollette sui capezzoli di Federica: le faceva male, ma si vedeva che era abituata a farlo, infatti sopportava il dolore abbastanza bene. Marco quindi aumentò le mollette mettendo circa una decina di mollette su tutte le sue tette.

L’uomo prese poi un frustino di quelli a manina e cominciò a colpire con violenza ognuna delle mollette: il dolore per Federica era sempre più lancinante ogni volta che colpiva una delle mollette sembrava quasi che qualcuno cercasse di toglierle le tette dal corpo.

Una volta tolte le mollette prese un attaccapanni di quelli che si usano per attaccare le gonne e lo pinzò sulle tette, anche questa volta il dolore era forte, ma superabile. Federica si rendeva benissimo conto che non sarebbe finita così; infatti, Marco mise dei pesi sempre maggiori sull’attaccapanni e Federica faceva sempre più fatica a far restare l’attaccapanni sulle tette che si stava infatti togliendo da solo.

Allora Marco le disse “sulle tette abbiamo quasi finito, c’è solo un ultima cosa…”

Pinzò delle mollette di quelle che si usano per attaccare le tende che si caratterizzano per il fatto di stringere molto. Appena Marco le pinzò sulle tette di Federica questa emise un urlo che si sentì probabilmente a chilometri distanza. Ero quasi tentato di intervenire per fermarlo, ma le tolse quasi subito, cosa che mi dette modo di vedere che al di là dell’abbigliamento il ragazzo sapeva cosa faceva e fin dove poteva spingersi.

Allora Marco prese due vassoi e disse” devi tenerli in mano e sarai punita se cadrà il vassoio.

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