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La mia schiava Federica come premio al concorso
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La mia schiava Federica come premio al concorso

Da AmaPorn una trilogia del nostro bravo autore. Per contatti: [email protected] Parte 1 Dopo la sessione a cui l’avevo sottoposta con conseguente perdita della verginità anale, pensai cosa avrei potuto fare per poter far scendere Federica ancora più in basso. L’occasione si presentò...

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1 anno fa · 737 letture · 0

Da AmaPorn una trilogia del nostro bravo autore. Per contatti: [email protected]

Parte 1

Dopo la sessione a cui l’avevo sottoposta con conseguente perdita della verginità anale, pensai cosa avrei potuto fare per poter far scendere Federica ancora più in basso.

L’occasione si presentò quando un organizzatore di una rassegna heavy metal mi chiese se avessi una schiava da dare in premio al vincitore, ma non doveva essere un’appassionata del genere, ma la classica brava ragazza, ma che avesse accettato di essere data in pasta a un lupo.

Gli dissi che avevo da tempo una schiava che faceva al caso suo, ma che ovviamente non lo avrei fatto gratis: volevo che una tra le fidanzate dei partecipanti diventasse una mia schiava. Lui mi disse che era impossibile e che sapevo bene che le compagne dei partecipanti erano tutte appassionate di Heavy Metal e quindi non assolutamente assimilabili al prototipo della schiava.

Io gli risposi che semplicemente mi conosceva e sapeva che non ero solito fare niente per niente e se ne andò.

Seppi che nei giorni successivi cercò di contattare tutte le escort che gli capitarono a tiro con facce acqua e sapone, ma dopo capì subito che non erano credibili nel ruolo che lui voleva.

Non fui sorpreso quando lo vidi tornare da me e mi disse che potevamo trattare.

Gli risposi semplicemente che non c’era nulla da trattare doveva semplicemente dire che uno dei partecipanti avrebbe dovuto cedermi la sua ragazza come mia schiava, poi vedi tu come organizzare la cosa.

Marco se ne andò con la coda tra le gambe, ma alla fine trovò la soluzione avrei potuto scegliere la schiava tra le compagne de cinque ultimi classificati. Data la visibilità mediatica e le possibilità di carriera che il concorso musicale procurava accettarono tutti.

Gli presentai quindi Federica una ragazza mora, quinta di reggiseno, un bel culetto che si vestiva in modo sempre semplice senza vestiti, né intimo ricercato, indossava praticamente dei mutandoni (perché non aveva i soldi per poterseli permettere).

Gli spiegai che prima di diventare una delle mie schiave in trent’anni di vita aveva avuto solo tre relazioni e la cosa più trasgressiva che aveva fatto era fare un pompino. Veniva infatti da una famiglia molto cattolica, era solita frequentare l’oratorio e quindi il suo orizzonte musicale variava dagli 883, ai Pooh, a Masini e altro, ma tutto assolutamente distante dall’heavy metal, mentre da quando era diventata una delle mie schiave era stata sverginata analmente, aveva subito umiliazione pubbliche, era stata frustata, in più senza il mio apporto lei e la sua famiglia sarebbero finite in rovina, quindi, avrebbe fatto qualsiasi cosa le avessi ordinato.

L’idea si rivelò molto buona e mise un ulteriore motivo di competizione nel concorso musicale. Ciascuno dei partecipanti, infatti era spinto dalle rispettive fidanzate a dare il meglio di sé e anche di più per non dover finire negli ultimi cinque e quindi entrare nella possibilità che ognuna di loro potesse diventare una mia schiava.

La competizione fu musicalmente parlando molto buona per questo impegno profuso, anche se ci furono degli episodi ai limiti della correttezza: tentativi di corruzione con gli addetti, al suono, alle luci per poter fare qualche scorrettezza nei confronti degli avversari.

Man mano che il concorso continuava la tensione era sempre maggiore: le fidanzate dei partecipanti erano sempre più tese e la paura di essere quella che avrebbe potuto diventare una schiava era sempre più alta, finchè arrivò il giorno della premiazione.

Per suscitare maggiore suspense la proclamazione dei vincitori avvenne partendo da metà classifica e facendo partecipare e cantare importanti ospiti del mondo heavy metal tra un annuncio e un altro.

Dopo circa un ora era stato proclamato il vincitore: un ragazzo terribile non altissimo, tatuaggi ovunque, capigliatura non particolarmente curata, magliette sempre strappata con figure orrende disegnate sopra il contrario di un gentiluomo.

Federica era terrorizzata di dover andare con simile figuro.

Si capì anche chi erano gli ultimi classificati e la cui ragazza sarebbe stata scelta per diventare una delle mie schiave.

Parte 2

In un noto club privé Milanese si sarebbe svolta la settimana successiva la scelta della mia nuova schiava tra le compagne degli ultimi cinque classificati del concorso musicale Heavy Metal.

Tra il pubblico erano presenti tutti partecipanti al concorso con le loro compagne, si vedeva che coloro che erano sfuggite alla scelta erano visibilmente sollevate, compresi i loro compagni ben consci di cosa avevano chiesto alle loro compagne per sostenerli nella scalata verso il successo come stelle dell’Heavy Metal.

Nella presentazione della serata tra le amenità di rito che proferii feci presente che questa idea di scegliere una schiava tra le ultime cinque classificate era stata un’ottima idea, in quanto aveva messo parecchio pepe tra i partecipanti, ognuno dei quali aveva fatto il possibile e a volte l’impossibile per mostrare il meglio delle loro doti e capacità con una determinazione molto forte pur di non dare la loro compagna in schiavitù.

Per quanto riguardava invece le compagne dei cinque ultimi classificati, implorai tutti di fare un applauso ancora maggiore, in quanto l’amore verso i loro compagni le aveva portate ad accettare di poter finire in schiavitù pur di agevolare la carriera dei loro compagni, il che considerando le nullità totali che erano questi soggetti dal punto di vista musicale era una cosa degna di nota.

Per spiegarlo meglio chiamai sul palco il presidente della giuria che spiegò a tutti nei dettagli le imbarazzanti performance dei compagni di queste sventurate che si trovavano sul palco. Le facce di costoro e dei loro compagni erano emblematiche oltre alla possibilità di finire in schiavitù, c’era stata anche l’umiliazione pubblica davanti a tutti.

La sorpresa maggiore doveva ancora arrivare, infatti avevo deciso di far fare la scelta a una mia amica lesbica che nel farlo avrebbe potuto approfittarsi di queste ragazze davanti a tutti di queste gente, giustificando il tutto come metodo per giudicarle meglio.

Feci entrare Elena presentandola a tutti e feci entrare le cinque ragazze: Maria, Francesca, Marika, Ludovica e Monica facendole sedere sulle poltrone sopra il palco.

Avevo deciso di coinvolgere Elena perché era una mia amica mistress molto sadica che sapevo che non si sarebbe fatta impietosire da queste ragazze. Aveva circa cinquant’anni, ma portati molto bene.

Elena per prima cosa e per mettere a proprio agio le ragazze fece fare ad ognuna di loro una breve presentazione su chi erano, cosa facevano nella vita e su che cosa le avesse spinte ad accettare.

La cosa fu molto interessante, ma soprattutto si vedeva l’imbarazzo di essere esposte e umiliate così pubblicamente.

La prima a essere chiamata Fu Maria che era vestita con un vestito rosso corto e portava dei capelli molto lunghi. Questa si avvicinò ad Elena che prima la accarezzò tutta, poi iniziò a baciarla sulle labbra. Per un breve momento Maria si tirò indietro, ma lo sguardo autoritario di Elena la fece subito cambiare idea e le due si baciarono sulla lingua in modo appassionato e prolungato, anche se dalla goffaggine si capiva benissimo che Maria non aveva mai baciato una donna.

Elena alzò poi il vestito di Maria che portava degli slip neri, incominciando a palparle il sederino piccolo e segnato da un’intensa attività sportiva.

Gli sguardi delle altre ragazze erano emblematici: si stavano chiedendo in quale guaio si stavano cacciando.

Elena chiamò quindi Francesca che indossava una gonna lunga a pois e una maglietta nera. Elena si avvicinò dandole un bacio pudico sulle labbra, per poi baciare Francesca in modo sempre più intenso e passionale. Francesca era molto più scafata di Elena e le toccò le tette, facendosi riprendere in modo molto pesante da questa in quanto non aveva diritto a gestire le danze. Elena, quindi, palpò in modo molto pesante le tette di Francesca da sopra il vestito, baciandola in modo molto intenso sulla lingua. La spregiudicatezza iniziale di Francesca spinse Elena a metterle una mano sotto la maglietta per palparle le tette prima di lasciarla andare e chiamare Marika.

Prima di andare avanti…

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