Vai al contenuto
Erotika
Tutta una vita, un solo scopo
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto37 min di lettura

Tutta una vita, un solo scopo

Lei era entrata in quella casa da donna libera, per dare sfogo a tutte quelle sue perversioni che la tormentavano da sempre, fin da quando era una ragazzina, ma che in passato non era mai riuscita a soddisfare in alcun modo, sebbene avesse avuto parecchi fidanzati, nessuno di loro era mai riuscito a...

bond_www
3 anni fa · 283 letture · 0

Lei era entrata in quella casa da donna libera, per dare sfogo a tutte quelle sue perversioni che la tormentavano da sempre, fin da quando era una ragazzina, ma che in passato non era mai riuscita a soddisfare in alcun modo, sebbene avesse avuto parecchi fidanzati, nessuno di loro era mai riuscito a darle ciò che lei voleva veramente con tutta se stessa, lei avrebbe voluto essere dominata e sottomessa nella maniera più assoluta e totale, ma soprattutto sentiva il bisogno di essere trattata e usata come se lei fosse solo un oggetto, un giocattolo sessuale, nonché uno strumento di piacere e che qualcuno la considerasse una sua proprietà.

Di fatto appena varcata quella porta, venne accolta in maniera calorosa dai padroni di casa che, la fecero accomodare nel salotto e le offrirono un the caldo, poi per prima cosa le chiesero se fosse ancora sicura di voler procedere oltre, ma lei non aveva dubbi e rispose che era al corrente di tutto ciò che le sarebbe successo in seguito, perché ne avevano parlato e discusso parecchio sul sito dove si erano conosciuti ed in preda ad una frenetica eccitazione da parte sua, aveva pattuito e valutato tutto insieme a loro, anche i più piccoli particolari, infatti con quella sua voce dolce e pacata, ma leggermente tremolante per l'agitazione e anche un po’ di paura, rispose loro che se avesse avuto qualche dubbio o anche la più piccola incertezza, non si sarebbe presentata alla loro porta, per cui il semplice fatto che lei sia lì, significa che vuole quella cosa più che mai, poi concluse dicendo loro che avrebbero potuto iniziare anche subito, in quanto lei non aspettava altro da parecchio tempo.

A questo punto, avendo aacertato che lei era sicura di voler subire tutto ciò che le avrebbero riservato nei giorni e nei mesi a seguire e soprattutto che lei era pienamente consenziente, venne subito accontentata senza mezzi termini, infatti quel giorno stesso si è ritrovata tutta nuda e imprigionata dentro una robusta cintura di castità tutta d'acciaio inossidabile anodizzato di un bellissimo color blu elettrico e le dissero subito che lei da quel momento non se la sarebbe più potuta togliere e che in futuro avrebbero deciso loro quando lei doveva godere, quando doveva essere scopata o masturbata.

Poi l’accompagnarono in una stanza al piano inferiore, e le spiegarono che quella stanza con il bagno annesso e quel grande letto con lo specchio di fianco, d'ora in poi sarebbe stata la sua casa, dalla quale non potrà mai uscire per tutto il tempo che lei rimarrà lì con loro, dopodiché se ne andarono lasciandola da sola, ma non prima di aver chiuso a chiave la pesante porta di sicurezza che era anche l’unica via d’uscita da quella stanza, poiché non c’erano finestre.

Lei è rimasta lì da sola, il primo istinto è stato quello di rivestirsi, si guarda intorno cercando i suoi vestiti, ma non c'è niente, e capisce che d'ora in poi sarà sempre nuda, o quasi, perché il suo sesso rimarrà sempre nascosto da quella cintura di castità.

Il giorno seguente le misero attorno al collo un grosso collare di forma conica tutto d’acciaio spesso due centimetri e alto circa una quindicina, ci hanno impiegato alcune ore, perché lo hanno saldato completamente tutto intorno al suo collo, era pesante, infatti lei ne sentiva il peso, le ricopriva completamente il collo, dalla scollatura fino sotto alla mandibola, dietro le risaliva molto in alto contro la nuca e tutto intorno le scendeva fino alle clavicole appoggiandosi sulle spalle, era chiaro che questo collare lei non se lo sarebbe mai potuto togliere e le bloccava la testa, le impediva sia di abbassare che di alzare lo sguardo e di girare liberamente la testa a destra e a sinistra, quando sembrava che avessero finito, lei stava per dire qualcosa, ma all’improvviso le hanno messo sulla faccia una specie di coperchio sempre d’acciaio, che le copriva completamente sia la bocca che gli occhi, ma c’era attaccato un grosso e rigido perno che le era sembrato essere rivestito di un materiale gommoso, quel perno le si era infilato nella bocca fino in fondo riempendogliela tutta, aderiva perfettamente al suo palato ed aveva uno spazio per posizionarvi la lingua, le impediva nel modo più assoluto di parlare, non riusciva più ad emettere neanche un misero lamento, la sua prima reazione fu quella di sottrarsi e cercare di spingerlo fuori, ma ormai era inutile non si muoveva neanche un po' e in quell’istante sentì il tipico rumore provocato da due serrature che si richiudevano dietro alla sua nuca, a questo punto si ritrovava ad essere completamente muta e cieca perché quel coperchio le copriva anche gli occhi e non lasciava passare neanche uno spiraglio di luce.

Lei sul momento ha pensato che quel coperchio sul suo volto servisse a proteggerla dalla saldatrice e che in seguito glielo avrebbero tolto.

Invece le dissero subito senza mezzi termini, che anche quel coperchio che la imbavaglia e le impedisce di vedere, lo avrebbe avuto sempre, giorno e notte, non glielo avrebbero mai tolto tranne che per il tempo strettamente necessario a poterla nutrire e per nessun altro motivo, ma anche in quelle occasioni avrebbero fatto in modo che fosse rimasta in silenzio, per cui lei non avrebbe più potuto parlare, lamentarsi o avanzare inutili richieste di qualsiasi genere, praticamente da quel momento in poi lei sarebbe stata sempre muta come un pesciolino, le dissero anche che quel coperchio facciale le nasconde completamente il volto rendendola irriconoscibile per chiunque ed è fissato con due robuste serrature, le cui chiavi verranno custodite sempre e unicamente da loro, perché nessuno dovrà mai poterglielo aprire o rimuovere permettendole di parlare, ma soprattutto da quel momento in poi, nessuno dovrà mai più vedere quel suo bellissimo viso, tranne loro.

A lei questa improvvisa notizia fa battere forte il cuoricino, perché non è assolutamente d’accordo, avrebbe voluto protestare e urlare che quel coperchio lei non lo vuole, infatti questo particolare della maschera facciale permanente non era negli accordi, ma non riesce proprio ad emettere nulla di comprensibile, tranne quei goffi rumori e sbuffamenti, inoltre non è neppure possibile vedere l’espressione di disapprovazione sul suo volto in quanto è tutto nascosto dietro a quel metallo luccicante, ma mentre lei cerca di esternare tutta la sua rabbia mista a una certa dose di paura, non si accorge neppure che l’hanno già lasciata sola, ma tutto questo, dopo qualche ora, inizia a piacerle e si rende conto che la sta facendo eccitare, per cui pensa proprio che ci si abituerà, anche perché a questo punto non ha scelta.

Per tutta la notte ha tentato di muovere o almeno di spostare dalla sua faccia quel coperchio, anche se ormai è più che consapevole che non se lo potrà mai togliere, lei vorrebbe soltanto riuscire a muoverlo quel tanto che basta per tentare di sfilarsi quel grosso perno dalla bocca, perché la costringe a stare sempre con la bocca spalancata e dopo un po' ha iniziato a darle fastidio, inoltre il non poter mai vedere nulla di ciò che accade intorno a lei la innervosisce parecchio, ma nonostante tutti i suoi sforzi non è riuscita a spostare quella maschera facciale neanche di un solo centimetro, perché è stretta contro il suo volto e il collare che le hanno saldato intorno al collo, le sale contro la nuca e le impedisce di indietreggiare con la testa, per cui è tutto bloccato e ben saldo sul suo viso, infatti dopo ore di inutili tentativi, intervallati da reazioni isteriche di nervosismo, si è resa conto che non c’è assolutamente nulla da fare, dovrà farci l’abitudine e rassegnarsi a rimanere muta e al buio per tutto il tempo, proprio lei che è sempre stata di molte parole e non riusciva mai a stare zitta.

Poi scoppia in una risata quasi isterica, che ovviamente rimane soffocata dal suo bavaglio, perché all’improvviso si rende conto che in quella situazione ci si è ficcata proprio lei di sua spontanea volontà e non vedeva l’ora che tutto iniziasse, per cui deve rassegnarsi ad accettare di buon grado tutto ciò che le si prospetta ed assaporare tutti i piaceri che quelle situazioni presenti e future le procureranno, anche perché era stata proprio lei a richiedere espressamente, che dal momento in cui tutto fosse iniziato, lei non avrebbe più dovuto avere scelta o possibilità di ripensamento e che i padroni di casa avrebbero dovuto fare ciò che ritengono opportuno e soprattutto senza mai prendere in considerazione la sua volontà e le sue proteste..

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 6 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista