Tutta una vita, un solo scopo

bondwww1 bondwww1
10 months ago

Lei era entrata in quella casa da donna libera, per dare sfogo a tutte quelle sue perversioni che la tormentavano da sempre, fin da quando era una ragazzina, ma che in passato non era mai riuscita a soddisfare in alcun modo, sebbene avesse avuto parecchi fidanzati, nessuno di loro era mai riuscito a darle ciò che lei voleva veramente con tutta se stessa, lei avrebbe voluto essere dominata e sottomessa nella maniera più assoluta e totale, ma soprattutto sentiva il bisogno di essere trattata e usata come se lei fosse solo un oggetto, un giocattolo sessuale, nonché uno strumento di piacere e che qualcuno la considerasse una sua proprietà.

Di fatto appena varcata quella porta, venne accolta in maniera calorosa dai padroni di casa che, la fecero accomodare nel salotto e le offrirono un the caldo, poi per prima cosa le chiesero se fosse ancora sicura di voler procedere oltre, ma lei non aveva dubbi e rispose che era al corrente di tutto ciò che le sarebbe successo in seguito, perché ne avevano parlato e discusso parecchio sul sito dove si erano conosciuti ed in preda ad una frenetica eccitazione da parte sua, aveva pattuito e valutato tutto insieme a loro, anche i più piccoli particolari, infatti con quella sua voce dolce e pacata, ma leggermente tremolante per l'agitazione e anche un po’ di paura, rispose loro che se avesse avuto qualche dubbio o anche la più piccola incertezza, non si sarebbe presentata alla loro porta, per cui il semplice fatto che lei sia lì, significa che vuole quella cosa più che mai, poi concluse dicendo loro che avrebbero potuto iniziare anche subito, in quanto lei non aspettava altro da parecchio tempo.

A questo punto, avendo aacertato che lei era sicura di voler subire tutto ciò che le avrebbero riservato nei giorni e nei mesi a seguire e soprattutto che lei era pienamente consenziente, venne subito accontentata senza mezzi termini, infatti quel giorno stesso si è ritrovata tutta nuda e imprigionata dentro una robusta cintura di castità tutta d'acciaio inossidabile anodizzato di un bellissimo color blu elettrico e le dissero subito che lei da quel momento non se la sarebbe più potuta togliere e che in futuro avrebbero deciso loro quando lei doveva godere, quando doveva essere scopata o masturbata.

Poi l’accompagnarono in una stanza al piano inferiore, e le spiegarono che quella stanza con il bagno annesso e quel grande letto con lo specchio di fianco, d'ora in poi sarebbe stata la sua casa, dalla quale non potrà mai uscire per tutto il tempo che lei rimarrà lì con loro, dopodiché se ne andarono lasciandola da sola, ma non prima di aver chiuso a chiave la pesante porta di sicurezza che era anche l’unica via d’uscita da quella stanza, poiché non c’erano finestre.

Lei è rimasta lì da sola, il primo istinto è stato quello di rivestirsi, si guarda intorno cercando i suoi vestiti, ma non c'è niente, e capisce che d'ora in poi sarà sempre nuda, o quasi, perché il suo sesso rimarrà sempre nascosto da quella cintura di castità.

Il giorno seguente le misero attorno al collo un grosso collare di forma conica tutto d’acciaio spesso due centimetri e alto circa una quindicina, ci hanno impiegato alcune ore, perché lo hanno saldato completamente tutto intorno al suo collo, era pesante, infatti lei ne sentiva il peso, le ricopriva completamente il collo, dalla scollatura fino sotto alla mandibola, dietro le risaliva molto in alto contro la nuca e tutto intorno le scendeva fino alle clavicole appoggiandosi sulle spalle, era chiaro che questo collare lei non se lo sarebbe mai potuto togliere e le bloccava la testa, le impediva sia di abbassare che di alzare lo sguardo e di girare liberamente la testa a destra e a sinistra, quando sembrava che avessero finito, lei stava per dire qualcosa, ma all’improvviso le hanno messo sulla faccia una specie di coperchio sempre d’acciaio, che le copriva completamente sia la bocca che gli occhi, ma c’era attaccato un grosso e rigido perno che le era sembrato essere rivestito di un materiale gommoso, quel perno le si era infilato nella bocca fino in fondo riempendogliela tutta, aderiva perfettamente al suo palato ed aveva uno spazio per posizionarvi la lingua, le impediva nel modo più assoluto di parlare, non riusciva più ad emettere neanche un misero lamento, la sua prima reazione fu quella di sottrarsi e cercare di spingerlo fuori, ma ormai era inutile non si muoveva neanche un po' e in quell’istante sentì il tipico rumore provocato da due serrature che si richiudevano dietro alla sua nuca, a questo punto si ritrovava ad essere completamente muta e cieca perché quel coperchio le copriva anche gli occhi e non lasciava passare neanche uno spiraglio di luce.

Lei sul momento ha pensato che quel coperchio sul suo volto servisse a proteggerla dalla saldatrice e che in seguito glielo avrebbero tolto.

Invece le dissero subito senza mezzi termini, che anche quel coperchio che la imbavaglia e le impedisce di vedere, lo avrebbe avuto sempre, giorno e notte, non glielo avrebbero mai tolto tranne che per il tempo strettamente necessario a poterla nutrire e per nessun altro motivo, ma anche in quelle occasioni avrebbero fatto in modo che fosse rimasta in silenzio, per cui lei non avrebbe più potuto parlare, lamentarsi o avanzare inutili richieste di qualsiasi genere, praticamente da quel momento in poi lei sarebbe stata sempre muta come un pesciolino, le dissero anche che quel coperchio facciale le nasconde completamente il volto rendendola irriconoscibile per chiunque ed è fissato con due robuste serrature, le cui chiavi verranno custodite sempre e unicamente da loro, perché nessuno dovrà mai poterglielo aprire o rimuovere permettendole di parlare, ma soprattutto da quel momento in poi, nessuno dovrà mai più vedere quel suo bellissimo viso, tranne loro.

A lei questa improvvisa notizia fa battere forte il cuoricino, perché non è assolutamente d’accordo, avrebbe voluto protestare e urlare che quel coperchio lei non lo vuole, infatti questo particolare della maschera facciale permanente non era negli accordi, ma non riesce proprio ad emettere nulla di comprensibile, tranne quei goffi rumori e sbuffamenti, inoltre non è neppure possibile vedere l’espressione di disapprovazione sul suo volto in quanto è tutto nascosto dietro a quel metallo luccicante, ma mentre lei cerca di esternare tutta la sua rabbia mista a una certa dose di paura, non si accorge neppure che l’hanno già lasciata sola, ma tutto questo, dopo qualche ora, inizia a piacerle e si rende conto che la sta facendo eccitare, per cui pensa proprio che ci si abituerà, anche perché a questo punto non ha scelta.

Per tutta la notte ha tentato di muovere o almeno di spostare dalla sua faccia quel coperchio, anche se ormai è più che consapevole che non se lo potrà mai togliere, lei vorrebbe soltanto riuscire a muoverlo quel tanto che basta per tentare di sfilarsi quel grosso perno dalla bocca, perché la costringe a stare sempre con la bocca spalancata e dopo un po' ha iniziato a darle fastidio, inoltre il non poter mai vedere nulla di ciò che accade intorno a lei la innervosisce parecchio, ma nonostante tutti i suoi sforzi non è riuscita a spostare quella maschera facciale neanche di un solo centimetro, perché è stretta contro il suo volto e il collare che le hanno saldato intorno al collo, le sale contro la nuca e le impedisce di indietreggiare con la testa, per cui è tutto bloccato e ben saldo sul suo viso, infatti dopo ore di inutili tentativi, intervallati da reazioni isteriche di nervosismo, si è resa conto che non c’è assolutamente nulla da fare, dovrà farci l’abitudine e rassegnarsi a rimanere muta e al buio per tutto il tempo, proprio lei che è sempre stata di molte parole e non riusciva mai a stare zitta.

Poi scoppia in una risata quasi isterica, che ovviamente rimane soffocata dal suo bavaglio, perché all’improvviso si rende conto che in quella situazione ci si è ficcata proprio lei di sua spontanea volontà e non vedeva l’ora che tutto iniziasse, per cui deve rassegnarsi ad accettare di buon grado tutto ciò che le si prospetta ed assaporare tutti i piaceri che quelle situazioni presenti e future le procureranno, anche perché era stata proprio lei a richiedere espressamente, che dal momento in cui tutto fosse iniziato, lei non avrebbe più dovuto avere scelta o possibilità di ripensamento e che i padroni di casa avrebbero dovuto fare ciò che ritengono opportuno e soprattutto senza mai prendere in considerazione la sua volontà e le sue proteste..

Nei giorni seguenti hanno trafficato intorno a lei continuamente, sebbene ormai non potesse più vedere nulla, ha potuto intuire senza ombra di dubbio che le stavano applicando i ceppi ai polsi, alle caviglie e anche intorno ai polpacci ed aveva riconosciuto chiaramente il tipico rumore della saldatrice per tutto il tempo, intervallata da frequenti pause accompagnate da scrosci d’acqua, probabilmente quelle continue interruzioni servivano per non ustionarla mentre le saldavano i ceppi, lavoravano su di lei senza dirle nulla, non le davano alcuna spiegazione e quel trafficare, saldare, picchiettare e spazzolare continuò per circa tre giorni consecutivi.

Alla fine le comunicarono che per il momento avevano finito e che lei era stata equipaggiata come avevano stabilito, più qualche aggiunta che sperano lei abbia gradito, riferendosi alla maschera facciale, ma lei non potrà comunque rispondere o commentare in alcun modo.

A questo punto lei si ritrova con i ceppi ai polsi, alle caviglie e appena sopra ai polpacci, ma non li può vedere, le spiegano che sono tutti realizzati con robusto acciaio inox AISI 316L, che non provoca reazioni allergiche o irritazioni a contatto con il corpo umano, sono tutti spessi non meno di due centimetri e per un’ altezza di sette sia per i polsi che per le caviglie, mentre quelli sopra ai polpacci sono alti ben otto centimetri, sono tutti completamente saldati in ogni loro parte per cui non si possono togliere per nessun motivo, poi i ceppi dei polsi sono stati uniti l’uno all’altro, come anche quelli delle caviglie e quelli dei polpacci, sono stati uniti con grosse e pesanti catene d’acciaio, realizzate con una particolare maglia a squama di pesce, che le rende rigide e poco flessibili, anch’esse interamente saldate, a loro volta tutte queste catene, sono state unite tra loro da un’altra catena, sempre a squama di pesce, che le collega tutte al ceppo che ha intorno al collo e anche quest’ultima è stata saldata, le catene che le uniscono tra loro i polsi sono molto corte e le passano dietro ai glutei, per cui i suoi movimenti, d’ora in poi saranno notevolmente limitati, infatti non riuscirà più ad unire le mani davanti, ma neanche dietro, perché questo tipo di catena è molto rigida e non si piega, può soltanto flettere un po' fino a formare un arco, non sarà neanche più in grado di raggiungere il suo volto per toccarselo o i suoi seni e ancor meno la sua zona pubica, perché anche se la sua figa è tutta imprigionata sotto quella cintura di castità, le sue mani non dovranno mai potercisi avvicinare, perché potrebbe tentare di infilarci sotto le dita per toccarsi o masturbarsi e questo non le è permesso nel modo più assoluto, inoltre le fanno notare che anche i suoi piedi e le sue ginocchia non potranno più unirsi a causa della scarsa flessibilità di quelle catene, per cui da questo momento lei farà fatica anche a camminare.

Adesso lei sente continuamente il peso di tutto quell’acciaio che le hanno saldato addosso, che la trattiene con forza e la limita in ogni movimento, tanto che ogni gesto quotidiano, per lei è diventato complicato e le costa fatica, i padroni di casa le hanno detto che tutto quel metallo che ora lei si porta addosso, pesa più di quindici chili, le hanno fatto notare anche che l’altra estremità della catena che la trattiene, è stata immersa dentro il calcestruzzo delle fondamenta per circa due metri vicino ai piedi del letto, per cui lei non potrà più lasciare quella stanza per nessun motivo, le sarà consentito di allontanarsi dal letto di appena due metri e cinquanta centimetri, in quanto è la massima lunghezza della sua catena ed è anche la distanza sufficiente ad arrivare in bagno per tutti i suoi bisogni.

A questo punto la informano con un tono di voce pieno di orgoglio e di soddisfazione, che finalmente lei è pronta, vale a dire che da questo momento lei è diventata a tutti gli effetti un oggetto sessuale, più precisamente, il loro oggetto sessuale, all’interno di quella stanza nella quale è saldamente incatenata, lei non ha più alcun diritto, è destinata ad essere usata esclusivamente per dare piacere erotico e sessuale di ogni genere e nello stesso tempo a riceverne, lei non potrà più decidere nulla, saranno sempre loro a decidere per lei e di lei, non potrà mai parlare o esprimere la sua opinione o fare richieste, non potrà mai vedere ciò che le faranno, lo potrà solo sentire sulla sua pelle o intuire, subirà senza poter discutere le situazioni più umilianti e degradanti, ma soprattutto non potrà assolutamente provare orgasmi se non saranno approvati e consentiti dai suoi padroni, si perché ora i padroni di casa sono diventati automaticamente anche i suoi padroni indiscussi, in quanto lei in quelle condizioni, ha bisogno di loro per ogni cosa, perché ormai è ridotta come un bel giocattolo, o meglio come una bellissima bambola indifesa nelle loro mani e i suoi padroni potranno fare di lei tutto ciò che vorranno.

Si è subito resa conto che ora, ridotta in quelle condizioni così estreme, lei ha bisogno di essere assistita e accudita come una neonata, infatti ora deve dipendere da loro in tutto e per tutto, perché se sparissero o se l’abbandonassero, lei lì dentro non potrebbe sopravvivere più di qualche giorno, non riuscirebbe più a nutrirsi e neppure a bere, perché non si può togliere quel bavaglio che le sigilla così bene la bocca, non riuscirebbe a toglierselo neppure se le lasciassero le chiavi, perché le sue mani non possono raggiungere il suo volto e ancor meno le serrature dietro alla sua nuca, per di più non la troveranno mai, in quanto la porta di quella stanza è ben nascosta dietro ad un mobile antico e se anche lei cercasse di fare tutto il rumore possibile, non la sentirebbe nessuno, perché la stanza dove l’hanno imprigionata così bene, è sotto terra ed è anche insonorizzata.

Ma una volta superati i disagi dei primi tempi, lei si è abituata in fretta a tutte quelle pesanti catene e a quella totale schiavitù, i giorni passavano felicemente e tutto ciò che le facevano e che le imponevano sessualmente la faceva eccitare da impazzire e le procurava un piacere immenso più volte al giorno, avrebbe voluto che tutte quelle sensazioni meravigliose potessero durare in eterno, tant’è vero che non si era mai chiesta come avrebbe fatto se un giorno avesse deciso di smettere, infatti non si era neppure preoccupata mentre le saldavano addosso tutti quei pesanti e spessi ceppi d’acciaio con le relative catene, non aveva neppure pensato a come li avrebbero potuti togliere se lei, un giorno, avesse voluto andarsene e tornare ad essere una donna libera, poiché erano stati completamente saldati ed erano tutti molto aderenti al suo corpo, infatti avevano impiegato parecchio tempo, addirittura alcuni giorni, praticamente il doverne rimuovere anche solo uno sarebbe stata un’impresa ardua.

Viene regolarmente usata come se si trattasse di un bel giocattolo sessuale, di quelli che si acquistano nei sexy shop, senza alcun riguardo nei suoi confronti, dai padroni di casa che sono marito e moglie, la usano per tutti i loro giochi e i loro capricci erotici senza porsi limiti di alcun genere e senza curarsi minimamente dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, le sue opinioni e la sua volontà non vengono neppure contemplate e tanto meno prese in considerazione, tanto più che lei non potrebbe mai esprimerle, la prestano anche ai loro ospiti, a patto che non la danneggino e che non le facciano del male e che appena finito di usarla, la ripuliscano a dovere e che la richiudano subito, vale a dire che le rimettano la cintura di castità e che riconsegnino a loro le chiavi.

Lei viene lavata e ripulita per bene dopo ogni rapporto, sia che si tratti di sesso con penetrazione vaginale o anale, di un rapporto orale o di una semplice masturbazione, per una questione puramente igienica, in quanto lei non potrà mai raggiungere i propri organi genitali per potersi ripulire, per cui dovrà essere sempre chi usa il suo corpo, la sua figa e il suo sfintere per il proprio piacere ad averne cura e tenerla sempre in ordine e ben pulita prima di rinchiuderla nella sua cintura di castità.

Dopo qualche tempo, non avendo lei alcuna possibilità di fare dell’attività fisica, tranne che per quel minimo di movimento che le consentono tutte quelle catene, ha iniziato lentamente ad ingrassare, le si sono ingrossati meravigliosamente sia il sedere che le cosce, ma i suoi seni già abbondanti, hanno iniziato invece a scenderle verso il basso, per cui i suoi padroni hanno pensato bene di rimediare a questo inconveniente, saldandole addosso un reggiseno, anche questo fatto tutto con spesse e pesanti barre cilindriche di acciaio inox che non si sarebbe più dovuto togliere, in quanto sarebbe stato interamente saldato attorno al suo corpo, le circonda il torace ed i seni uno ad uno, per poi andarsi ad unire sia davanti che dietro alla schiena, al robusto ceppo che ha intorno al collo, sempre mediante saldatura, questo reggiseno è formato principalmente da due grossi e spessi anelli bloccati ben stretti contro il suo torace, che le circondano stringendole quanto basta la base dei seni per mantenerli più tonici e farli sporgere in avanti, anziché verso il basso, ma senza esagerare perché quegli anelli non hanno alcuna possibilità di movimento e non si potranno più sfilare o togliere.

Ora lei si ritrova con il suo nuovo reggiseno d’acciaio, il ceppo intorno al collo, la maschera facciale con il bavaglio e il coperchio sugli occhi, tutti uniti e saldati tra loro, fino a diventare un pezzo unico, senza alcuna possibilità di movimento, per cui lei si ritrova con tutto il busto e la testa bloccati e immobili, non riesce più a muovere il capo da nessuna parte e non può neanche più inclinare il busto in avanti o indietro, perché l’intelaiatura del reggiseno le circonda il torace fino sotto ai seni, bloccandola fino alla vita.

Intanto i mesi passano, giorno dopo giorno, ma lei è sempre lì e non sembra averne mai abbastanza di tutta questa prigionia ed estrema costrizione, altre donne nelle sue condizioni sarebbero già impazzite dalla disperazione, invece lei vive sempre nella speranza che la sottomettano ancora di più che arrivino ad umiliarla con chissà quali fantasie erotiche, torture o imposizioni.

I suoi padroni capiscono tutto questo semplicemente dal fatto che la sorprendono spesso tutta umida o addirittura bagnata dagli umori vaginali tra le sue cosce, dovuti all’eccitazione che lei prova a causa di quella intensa sensazione di schiavitù totale in cui si trova, a volte anche se nessuno di loro l’ha toccata o stimolata, tutto questo a loro risulta evidente anche se lei non può dirlo, perché non le hanno più permesso di parlare ormai da parecchi mesi, in pratica lei non ha più potuto dire nulla da quando l’hanno imbavagliata per la prima volta, perché quando le toglievano il coperchio con il bavaglio per nutrirla, se lei tentava di parlare, glielo rimettevano immediatamente e la lasciavano a digiuno e assetata fino alla sera, infatti dopo un paio di volte che si era ripetuta questa scena, lei aveva capito che doveva stare rigorosamente in silenzio altrimenti l’avrebbero subito imbavagliata.

L’assoluta e costante impossibilità di parlare e di mostrare le espressioni facciali del suo volto, è una cosa su cui i suoi padroni non transigono, perché questo porta al totale annullamento della sua volontà.

Quando viene nutrita, la fanno sedere sul letto sempre con lo sguardo verso il muro, ma lei con quel suo collare d’acciaio che le blocca il collo, non può abbassare od alzare lo sguardo e neppure girare la testa, per cui non riesce a vedere nulla, infatti lei non si è mai vista con i ceppi e tutte quelle catene che la trattengono e che le impediscono di muoversi liberamente e non sa neppure che aspetto possa avere quel suo bel reggiseno d’acciaio che le hanno messo di recente.

Una mattina, senza dirle nulla, l’hanno legata per bene in modo da immobilizzarla completamente, poi le hanno bucato tutti e due i capezzoli da una parte all’altra, lei ha avuto paura per il forte e inaspettato dolore che ha provato, ma non può vedere nulla di ciò che le stanno facendo e loro non le parlano, d’istinto aveva cercato di sottrarsi per il dolore, ma non si può muovere neanche un po’ perché l hanno legata così stretta che quando tenta di muoversi quelle corde le fanno un male incredibile, trafficano in silenzio attorno ai suoi grossi seni, poi sente nuovamente il rumore ormai familiare della saldatrice, per brevi momenti, ma che si ripetono più volte, poi si fermano e rimangono in silenzio per qualche minuto, dopodiché la slegano e sente che se ne vanno, lei rimane li sola senza sapere cosa le hanno fatto, avrebbe voluto chiedere, ma non poteva, allora cerca di toccarsi un seno per capire, tira quelle catene quasi fino a farsi male ma è tutto inutile, le sue mani non ci arriveranno mai, allora rimane lì rassegnata con la sua curiosità, mentre sente chiaramente qualcosa di pesante attaccato ai suoi capezzoli tutti doloranti, quegli oggetti devono essere abbastanza grandi perché quando lei si muove loro ondeggiano di continuo e sbattono qua e la.

In realtà le hanno forato i capezzoli per infilarvi dei grossi anelli d’acciaio, poi li hanno richiusi e saldati uno ad uno, così anche questi saranno permanenti, infatti lei aveva intuito che le avessero applicato dei piercing, ma loro non le dicono nulla, per cui lei può soltanto immaginarli.

E’ trascorso qualche altro mese, ma ormai lei è lì in quella casa già da quasi un anno, a questo punto decidono di iniziare anche a tatuare il suo corpo, un po’ alla volta, iniziarono col marchiarla a caratteri cubitali con scritte che dicono che lei è di loro proprietà ed è la loro schiava e poi con scritte di ogni genere, dalle oscenità a frasi profonde, continuarono per mesi e mesi, tanto che in breve tempo ne fu interamente coperta, dal volto compreso fino ai piedi, lei sapeva benissimo che la stavano tatuando dappertutto, perché i tatuaggi facevano parte delle cose che aveva concordato di dover subire prima che iniziasse tutto, ma non aveva mai potuto vedere il suo corpo con quei tatuaggi, per cui non immaginava neppure quanti fossero e cosa rappresentassero, l'unica cosa di cui era certa è che qualunque cosa le avessero disegnato sul corpo ci sarebbe rimasto per sempre.

Ogni volta prima di iniziare a tatuarla, la mettono sul letto e la legano stretta con delle corde morbide, ma robuste, la legano completamente, braccia e gambe, in modo che lei non si possa muovere per nessun motivo, perché non potendo vedere nulla, il pizzicare della macchinetta per i tatuaggi, potrebbe farla contrarre improvvisamente o muovere col rischio di rovinare il disegno o la scritta che le stanno facendo.

Invece altre volte, quando la preparano per essere tatuata, prima le aprono e le tolgono la cintura di castità, poi la legano molto stretta, più stretta del solito, tanto da farle quasi male, ma la legano in modo tale che si possa raggiungere sia la sua vagina che il suo clitoride, poi quando lei è completamente immobile, la sua padrona inizia a tatuarla, mentre il suo padrone inizia invece a toccarla, a penetrarla davanti e dietro con falli e vibratori e a praticarle dei lunghissimi rapporti orali, continuerà a giocare con il suo sesso e a masturbarla per tutto il tempo che durerà il tatuaggio, mentre lei proverà orgasmi ripetutamente senza poterli esternare in nessun modo e senza poter muovere nulla, in pratica sarebbero orgasmi invisibili, se non fosse per il fiume di umori vaginali che iniziano a scendere e a bagnare le sue cosce, ma dopo un po’ lei non ne potrà più e sarà sfinita, lui però non smetterà di leccarla e di penetrarla con tutto ciò che vorrà, giocherà con la sua schiava, il suo giocattolo, finché ne avrà voglia, o almeno finché la padrona non avrà finito di tatuarla.

Ad un certo punto i suoi padroni decisero che era giunto il momento di permetterle di vedere il suo corpo interamente tatuato da cima a fondo con tutte quelle scritte e disegni, infatti le tolsero la maschera facciale con il relativo bavaglio e le infilarono subito nella bocca un altro grosso bavaglio provvisorio, di quelli con la pallina che si affrettarono a chiudere dietro alla sua nuca con un lucchetto, poi la posizionano di fronte a quel grande specchio che ha sempre avuto di fianco al letto, la lasciano lì così perché lei si possa guardare per bene, in modo che possa leggere tutto ciò che le avevano scritto addosso, dal suo sguardo era ovvio che era rimasta stupita, o più probabilmente scioccata, nel vedere il suo corpo tutto coperto da scritte e simboli da cima a fondo, forse lei si aspettava qualche scritta e qualche disegno qua e là, ma di certo non immaginava di essere stata tutta ricoperta in quel modo, quel bavaglio provvisorio che le hanno messo in bocca era molto grosso e anche ben stretto, per cui non le avrebbe permesso di esprimere nessun tipo di opinione, infatti i suoi pensieri in merito rimasero soltanto per lei.

Dopo un paio d’ore le hanno rimesso la sua maschera facciale con il suo bavaglio ed è tornata ad essere di nuovo al buio, non le hanno dato neppure il tempo di poter fare un commento sui suoi tatuaggi, in quanto lei non ha più il diritto di esprimere opinioni in merito al suo corpo, ma le hanno detto che glieli avrebbero fatti vedere una volta al mese, perché non avevano ancora finito di decorarla, terminarono dicendole che c’era ancora molto da fare su di lei e quando avranno finito, il suo corpo sarà qualcosa di veramente unico, una vera opera d’arte.

Ma mentre loro parlavano lei era distratta dal pensiero di tutte quelle scritte, disegni e volgarità che ormai avrà per sempre sulla sua pelle, inoltre aveva potuto vedere per la prima volta tutti i ceppi che le avevano saldato addosso, quelle catene che le sono sembrate enormi e finalmente ha potuto ammirare quel suo robustissimo reggiseno d’acciaio che lei non riusciva ad immaginare, sebbene glielo avessero descritto dopo che glielo avevano saldato tutto attorno.

Inoltre ha avuto la conferma che le avevano applicato ai capezzoli quei grossi anelli d’acciaio che lei aveva solo potuto immaginare, senza mai poterseli vedere o toccare, ma si è resa conto che in realtà sono più grandi di come li aveva immaginati.

Tutto ciò che aveva visto durante quelle due ore nello specchio, tenne occupati i suoi pensieri per parecchi giorni e spesso la portavano ad eccitarsi come una porcellina, ma senza però poter fare nulla per soddisfare le copiose voglie che le venivano, in quanto ogni suo orgasmo deve essere autorizzato e consentito dai suoi padroni.

Infatti è proprio per questo che le sue mani sono bloccate a debita distanza dai suoi organi sessuali e dai suoi seni, perché non deve mai potersi toccare per godere ed è anche uno dei motivo per cui lei è costantemente rinchiusa dentro a quella sua bella cintura di castità, proprio perché quella spessa piastra d’acciaio che le tiene stretta e ben coperta tutta la figa, dal clitoride all’ano, la rende insensibile e non le consente di premere o strofinarsi da qualche parte per stimolarsi il clitoride o qualche altra zona sensibile, cosa che potrebbe portarla a raggiungere degli orgasmi non autorizzati.

Neppure in questo caso lei si era posta il problema che sarebbe sorto il giorno in cui lei avesse voluto smettere e tornare ad essere libera, infatti a causa della forte eccitazione perversa che tutto ciò le procurava di continuo, non si era neppure resa conto che stava superando un limite, oltre il quale lei non sarebbe più potuta tornare indietro.

Qualche tempo dopo, i suoi padroni decisero di limitarla ancora di più nei suoi movimenti, perché avevano notato che lei si abituava ed adattava in fretta a tutte quelle catene e a quelle costrizioni, per cui le aggiunsero un’altra catena che le avrebbe unito le catene dei polsi dietro di lei con il collare attorno al suo collo, ma questa catena la fecero passare in mezzo alle sue gambe e davanti ai suoi grossi seni per poi andarla a saldare al collare sotto al suo mento, in questo modo avrebbe reso ancora più difficoltoso raggiungere l’interno delle sue cosce per poterla scopare, ma tutte queste difficoltà rendono la cosa ancora più intrigante ed eccitante.

Nai mesi successivi continuarono a tatuarla, ma quando tutto il suo corpo ormai era pieno di scritte e di insulti che lei si sarebbe portata addosso per tutta la vita, iniziarono a tatuarle anche tutti gli spazi liberi, anche quelli più piccoli e nascosti, colorandola interamente di verde, viola e rosso, in meno di un anno le fu colorato tutto il corpo, compreso il suo ano, l’interno della vagina e della bocca, ogni suo orifizio fu tatuato in profondità fin dove poterono arrivare.

A questo punto lei, per il mondo esterno, al di fuori di quella casa e della gente che la frequenta, è completamente deturpata, non avrebbe più potuto mostrarsi in pubblico o avere rapporti nella società cosiddetta “normale”, tranne che per i suoi padroni e tutti i loro ospiti che la trovano meravigliosa ed eccitante, infatti quando arrivarono al punto che non c’era più nulla da poter tatuare, le ripassarono tutte le saldature dei ceppi, delle catene, del collare e del reggiseno, in pratica rinforzarono il più possibile tutte le saldature fatte in precedenza per renderle ancora più sicure ed impossibili da rimuovere, in quanto anche lei si era resa conto che ormai nelle sue condizioni, tutta dipinta corpo e volto, tanto da sembrare una bambola satanica e con tutte quelle volgarità scritte per sempre sul ogni parte del suo corpo e del suo viso, non avrebbe mai potuto mostrarsi in pubblico senza sentirsi in forte imbarazzo e vergognarsi anche solo di mostrare la faccia, non avrebbe mai più potuto andarsene da quella casa e sarebbe rimasta per sempre lì come schiava sessuale senza nessun diritto, come un giocattolo, dove tutti possono usarla sessualmente col permesso dei suoi padroni, che le tolgono il bavaglio e il coperchio degli occhi solo ed esclusivamente per nutrirla.

I padroni di casa, da quel giorno in cui lei entrò in quella casa per non uscirne mai più, avevano fatto affidamento sul fatto che lei si sarebbe lasciata prendere la mano da quel suo forte desiderio perverso di essere dominata, sottomessa e costretta alla più assoluta schiavitù, tanto da superare inconsciamente qualsiasi limite, anche il punto di non ritorno, infatti così è stato e lei ora sarà il loro giocattolo, la loro schiava sessuale per tutta la vita, faranno di lei tutto ciò che vorranno e lei a questo punto non avrà più alternative.

Del fatto che sarebbe andata a finire così, i suoi padroni ne avevano avuto la certezza mentre le saldavano addosso tutti quei ceppi d’acciaio e quelle catene, perché fu un lavoro molto lungo, ci vollero dei giorni, dovendone saldare un pezzo alla volta in numerose riprese per non ustionarla, per cui era evidente che in seguito toglierle tutto quell’acciaio per poterla liberare senza procurarle dei danni, sarebbe stata un’impresa ancora più ardua se non quasi impossibile, ma lei, sebbene se ne fosse resa conto, non ha mai fatto nessuna obbiezione, anzi, non si è neppure posta il problema, da quel momento loro avevano capito che lei avrebbe superato ogni limite e sarebbe diventata il loro giocattolo sessuale per sempre.

Non le tolgono la cintura di castità neppure per fare i suoi bisogni, perché riesce a fare tutto attraverso le fessure previste per quello, ma ogni volta che deve andare in bagno, lei poi fa una gran fatica per pulirsi e lavarsi, perché sia i ceppi che le catene che le bloccano le braccia, come anche tutte le altre, non possono mai essere rimosse e non le consentono in nessun modo di raggiungere il suo organo sessuale, questo perché a lei, da quando è entrata in quella casa, non le è più consentito di toccare con le sue mani i propri organi sessuali per nessun motivo, nonostante lei abbia sempre ben stretta quella cintura di castità, ..infatti periodicamente la puliscono e la lavano accuratamente i suoi padroni, in modo che lei risulti sempre tutta pulita e profumata.

Lei è lì, in quell’angolo della stanza fin dal primo giorno in cui l’ hanno incatenata, non ha mai potuto spostarsi oltre la lunghezza della sua catena, infatti entro il corto raggio di spostamento che le è consentito le hanno messo anche un piccolo tavolino a breve distanza dal letto sul quale dorme e sul quale viene usata per il sesso e per tutti i giochi erotici a cui la sottopongono.

Con tutte quelle catene che la imprigionano e che non si possono mai togliere, risulta un po’ difficoltoso avere con lei dei rapporti sessuali con penetrazione sia vaginale che anale, perché le corte catene che le trattengono le gambe non le consentono di allargare le cosce quanto basta a rendere facilmente raggiungibili i suoi buchi, inoltre anche quella catena che le passa in mezzo alle gambe è di intralcio, ma con un po’ di sforzo e fantasia quasi tutti riescono ad usarla e a farle di tutto, invece lei a causa di tutte queste difficoltà, a volte non riesce neanche a raggiungere l’orgasmo, ma questo ai suoi padroni non importa, perché lei in quanto sottomessa e schiava sessuale, non ne ha diritto, la cosa importante è che riesca a soddisfare tutte le voglie di chi la sta usando in quel momento, se poi lei riesce anche a godere è meglio per lei, altrimenti è lo stesso.

Inoltre lei non è particolarmente attratta ed eccitata dal rapporto sessuale con penetrazione in se stesso, ovvero dalla classica scopata, ma bensì lei viene portata ai massimi livelli di eccitazione sia sessualmente che mentalmente da quella sua condizione di estrema schiavitù, dalla prigionia e dalla totale costrizione a cui è sottoposta ininterrottamente, e soprattutto dal essere usata come un oggetto, una bambola gonfiabile, come un giocattolo inanimato senza volontà, con cui gli altri si sfogano sessualmente e quando la scopano, quando la penetrano sia davanti che dietro, a lei piace solo il semplice fatto che tutto questo le viene imposto e fatto brutalmente, senza che nessuno pensi anche lontanamente di prendere in considerazione la sua volontà in merito.

Di solito lei è tutta contenta quando i suoi padroni o qualcuno dei loro ospiti, dopo averle aperto e sfilata da in mezzo alle gambe la cintura di castità, sente che la stanno legando sul letto o sul pavimento, perché sa che di solito quando lei è legata non si riesce a scoparla ne davanti ne dietro, per cui vuol dire che giocheranno con tutti i suoi buchini in tutti i modi che vorranno, la leccheranno, la masturberanno, la penetreranno con oggetti, in pratica le faranno tutto ciò che vorranno senza che lei possa farci nulla, ma di certo la faranno godere da impazzire, infatti lei ovviamente non potrà mai scegliere cosa le sarà fatto, ma preferisce il rapporto orale o anche la semplice stimolazione manuale o con oggetti, semplicemente perché riescono a stimolarla facilmente e a lungo, in questi casi lei riesce sempre ad avere degli orgasmi spettacolari, anche se non può manifestarli, perché è sempre imbavagliata e il suo volto è sempre coperto, in quanto il suo viso può essere visto e guardato soltanto dai suoi padroni, ma lo si può intuire facilmente dall’abbondanza dei suoi umori vaginali.

In certe occasioni, quando i suoi padroni hanno più ospiti, lei viene liberata dalla cintura di castità e poi viene legata stretta ed immobile subito a inizio serata, con il suo sesso bene in vista, ma non troppo raggiungibile, infatti la bloccano anche con altre catene e grossi lucchetti in posizione tale per cui le sue gambe risultino parzialmente serrate e la fissano saldamente al letto, in modo che nessuno la possa muovere o girare in altre posizioni, tutto questo le viene fatto per rendere impossibile l'introduzione del pene dentro di lei, sia davanti che dietro, in pratica non potrà essere scopata per tutto il tempo, i suoi padroni le fanno questo per evitare che la sporchino dentro, poi viene lasciata lì a disposizione di tutti e tutti potranno giocarci per tutto il tempo che vorranno ed ogni volta che ne avranno voglia, lei sarà sempre lì, legata immobile per dare piacere a loro tutta la notte, mentre faranno con il suo corpo tutto ciò che riterranno opportuno, verrà slegata soltanto al mattino dopo, quando anche l’ultimo ospite se ne sarà andato.

In questi casi, dopo essere stata tutta la sera e tutta la notte stretta e immobilizzata da quelle corde e da quelle catene aggiuntive, quando la slegano il suo corpo è tutto dolorante e intorpidito, tanto che a volte non riesce a muoversi per qualche ora, ha tutti i solchi delle corde incisi nella sua carne e l’impronta profonda delle catene sulla schiena e sulle natiche, perché l’hanno tenuta stretta e vi è rimasta appoggiata sopra per tutto il tempo, ma nonostante tutti i fastidi e vari dolori che si ritrova ogni volta al giorno dopo, lei è felice come un angioletto perché l’hanno usata a loro piacimento, l’hanno accarezzata, toccata, masturbata e fatta godere per tutta la notte.

Invece quando la scopano che sia davanti o che sia dietro, per lei è sempre una gran fatica, è impegnata per tutto il tempo in posizioni scomode e contorte, che con tutte le sue limitazioni nei movimenti, risultano impegnative da mantenere a lungo, perché lei ha il dovere di agevolare e favorire in tutti i modi il piacere di chi in quel momento la sta usando, ma quelle catene la trattengono ovunque, non riesce ad allargare le gambe, non riesce neppure ad alzarle, perché si ritrova quelle catene anche tra le cosce, per cui diventano un ostacolo, ma lei deve comunque fare di tutto per aiutare i suoi padroni o chi per loro a raggiungere l’appagamento sessuale con il suo corpo, altrimenti le rimetteranno subito la cintura di castità e non le verrà più tolta per alcuni giorni e per un po' non riceverà attenzioni sessuali.

Ormai lei è lì in quella casa, o meglio in quella stanza, che per lei è diventata il mondo intero, da ben otto anni, perché col passare del tempo, era diventato scontato per tutti che lei sarebbe stata per sempre lì incatenata in quella casa e in quelle condizioni di assoluta schiavitù e sia lei che i suoi padroni ormai non consideravano neanche più lontanamente la possibilità di liberarla e di lasciarla tornare nel mondo libero, perché ormai quel mondo non faceva più per lei e non l’avrebbe più accettata, in buona parte per il suo aspetto, ma anche per il fatto che lei è talmente abituata a vivere in quel modo, che non sarebbe più in grado di vivere diversamente, non saprebbe più gestire autonomamente la propria vita, qui sono sempre altri a decidere per lei ogni cosa, anche le più piccole decisioni vengono prese al posto suo e la sua mente ormai si è adattata a questa situazione diventando pigra e incapace prendere una qualsiasi decisione, anche la più insignificante, per cui se si ritrovasse libera andrebbe nel panico alla minima difficoltà che si ritroverebbe ad affrontare.

Dopo tutti questi anni, fuori da lì, ovvero nel mondo libero, non la cerca più nessuno, anche perché lei per tutti i conoscenti e amiche è andata via per cercare di rifarsi una vita, come aveva detto a tutti prima di entrare in quella casa, in modo da giustificare la sua lunga assenza, per cui ora l’hanno dimenticata come se fosse una persona del loro passato e a nessuno verrebbe in mente di cercarla.

Di conseguenza i suoi padroni, forti di tutte queste certezze, sono con lei ogni volta un po' più crudeli e man mano che il tempo passa diventano sempre più sadici nei suoi confronti, …ma a lei tutto ciò non dispiace neanche un po’, poiché tende ad abituarsi facilmente alle situazioni, lei è sempre alla ricerca di nuove emozioni, per cui tutti quei comportamenti e giochi che sembrano atroci crudeltà nei suoi confronti la portano comunque a provare ogni volta nuove sensazioni e sempre ad inevitabilmente a provare dei meravigliosi e più intensi orgasmi.

Ci sono volte che si rende necessario impartirle delle punizioni, per esempio quando non soddisfa adeguatamente i suoi padroni sessualmente, oppure uno dei loro ospiti è rimasto insoddisfatto dall'impegno che lei ci ha messo nel soddisfarlo, o per qualsiasi altro motivo, ma in realtà, il più delle volte i suoi padroni si inventano una scusa per punirla, soltanto per puro sadismo e divertimento loro, ma anche per ricordarle ogni volta che lei non è altro che una schiava e un oggetto sessuale destinato al loro piacere.

Ma soprattutto questi periodi di punizione, che le vengono impartiti almeno una decina di volte nell’arco dell'anno, sono necessari per annullare sempre di più la sua forza di volontà e renderla sempre più remissiva e rassegnata, anche se molto probabilmente a questo punto in lei la rassegnazione sarà già totale e della sua volontà non vi sarà rimasto più nulla già da tempo.

In questi casi i suoi padroni le mettono un pannolone per anziani, di quelli per l'incontinenza, poi la distendono sul letto con il volto verso il soffitto e la incatenano al telaio metallico del letto, usano sia catene che corde, legano, incatenano e fissano ogni suo arto e anche il busto, finché lei non sarà tutta bloccata e completamente immobile, tanto che lei non potrà più muovere assolutamente nulla e la lasceranno lì così per giorni e non avrà più nessuna possibilità di potersi muovere fino al termine della pena, il tempo dipende soltanto da quanto era grave la sua mancanza, di solito la durata delle immobilizzazioni punitive a cui viene sottoposta va da un minimo di cinque giorni, fino anche ad una decina di giorni o anche più, durante questi periodi punitivi i suoi padroni la puliscono e la lavano regolarmente, ma una sola volta al giorno e mai ad intervalli regolari, questo per impedirle di avere un riferimento temporale che le consenta di capire quanti giorni ha già trascorso in punizione, poiché per renderla completamente immobile e hanno dovuto legarla molto stretta, le controllano ogni volta tutte le legature per essere sicuri che non le causino lesioni o danni permanenti.

Per lei queste punizioni, sebbene non verrà stimolata in alcun modo per tutto il tempo della loro durata, inizialmente sono un piacere e una fonte di incredibile eccitazione, infatti con quelle sue forti perversioni, il fatto ritrovarsi tutta legata, incatenata e costretta all'immobilità più assoluta, come se fosse una statua caduta nel letto, senza neanche sapere per quanto tempo la terranno lì così, la fa eccitare tanto che per un po’ di tempo lei avrà la sua bella fighetta umida e bagnata di continuo, anche se è tutta stretta sotto a quella sua immancabile cintura di castità, tant'è vero che qualche volta, è capitato che mentre tentava inutilmente di dimenarsi, per assaporare e godere appieno di tutte quelle corde e catene che la terranno ferma e bloccata per giorni, lei è addirittura riuscita ad avere degli orgasmi, che ovviamente ha dovuto cercare di nascondere e fare in modo che nessuno se ne accorgesse, perché quegli orgasmi non autorizzati dai suoi padroni, avrebbero comportato un ulteriore periodo di punizione.

Ma di solito dopo il secondo giorno di punizione, la sua eccitazione inizia a diminuire e gradualmente ha inizio la vera e propria punizione, in quanto quella assoluta impossibilità di fare anche il più piccolo movimento inizia a diventare sempre più fastidiosa, e con il terzo giorno la sua situazione diventa insopportabile, perché tutte quelle corde e catene, sempre strette nelle stesse posizioni, le segnano profondamente la pelle e le fanno male, le sue articolazioni si sono tutte intorpidite già da un pezzo, sente dei fastidiosi pruriti e pizzicori su tutto il corpo, specialmente su gambe e braccia, ma lei non può far nulla per alleviarli e le sembrano sempre più insopportabili, quando le scappa la pipì lei cerca di trattenerla fino a quando l'accudiranno, ma lei non sa quando questo avverrà, perché non ha più la cognizione del tempo, infatti dal giorno in cui l’hanno incatenata in quella stanza, lei non ha più potuto sapere se è giorno, notte o mattina, per cui il più delle volte finisce che non ce la fa più a trattenersi e la pipì se la deve fare addosso, o meglio nel pannolone che le fanno indossare apposta, ma il dovere rimanere ore ed ore con il suo sesso e anche il culo tutto pieno di urina e ritrovarsi tutta bagnata, sporca e puzzolente come una latrina a cielo aperto le da incredibilmente fastidio, perché la sua cintura di castità impedisce al pannolone di mantenerla asciutta, ma lei non potrà farci nulla e rimarrà in punizione comunque per tutto il tempo che i suoi padroni decideranno.

Mediamente, salvo particolari eccezioni, ogni volta viene tenuta in punizione almeno per tutta una settimana, di solito dopo quattro o cinque giorni costretta in quelle condizioni, il dolore di tutte quelle corde e catene che la stringono dappertutto, ormai è diventato insopportabile, infatti lei non può più dormire e non riesce neanche riposarsi, i suoi arti sono così intorpiditi che non reagiscono più per la prolungata e forzata immobilità o probabilmente perché quelle corde stringono troppo, lei è disperata e cerca inutilmente di urlare per tutto il tempo, ma emette solo dei goffi rumori nasali, cerca invano di attirare la loro attenzione e piange in preda alla disperazione e a quei dolori continui che ha dappertutto, ma i suoi padroni, sebbene non trapeli quasi nulla della sua disperazione, loro sanno come si sente, ma non si lasciano impietosire e a questo punto smettono anche di darle cibo, perché quella continua sofferenza e la sua disperazione potrebbe causarle i conati di vomito che nella sua situazione sarebbero alquanto pericolosi, di fatto non le toglieranno neanche più la maschera dal viso con il relativo bavaglio, ma bensì le danno soltanto da bere attraverso un piccolo foro previsto per i casi di emergenza, è un forellino che attraversa la maschera facciale e percorre tutto il perno che la imbavaglia e comunica con l'interno della sua bocca, che normalmente è chiuso con un tappo a vite.

A questo punto verrà lasciata alla sua disperazione fino al termine del periodo di punizione, infatti dopo il quarto giorno, oltre a non darle nulla da mangiare, non le faranno neanche più la pulizia delle parti intime, per cui lei a questo punto sarà costretta a farsi tutto addosso, o meglio dentro alla cintura, in breve tempo sarà tutta sporca, oltre che della sua urina, anche delle sue feci e il suo corpo avrà un odore nauseabondo che lei sentirà di continuo, fino a quando sarà liberata.

Al termine della punizione i suoi padroni la slegano, le tolgono lentamente tutte quelle corde e quelle catene, le tolgono il pannolone, le aprono la cintura di castità e la lavano accuratamente disinfettando tutte le sue parti intime per alleviare l'irritazione che di solito si ritrova dopo essere rimasta immersa per qualche giorno con il bacino e tutti i suoi orifizi nella sua urina e nelle sue feci, la profumano abbondantemente, infine le rimettono la cintura di castità come sempre e la lasciano da sola.

Lei rimarrà lì immobile, per ore, non riesce a muovere nulla, tutti i suoi arti tutti intorpiditi e doloranti, quelle corde e quelle catene che l’hanno tenuta stretta per parecchi giorni, le hanno lasciato dei solchi nella carne così profondi che qualcuno addirittura sanguina, ma lei non li può vedere, però ne sente il dolore dappertutto e per tutto il giorno non riuscirà ad alzarsi dal letto e a stare in piedi, poi sente i suoi padroni entrare nella stanza, l’aiutano a sedersi sul bordo del letto e la nutrono, infatti lei aveva una fame tremenda per il lungo digiuno che le avevano imposto.

Neanche un ora dopo li sente mentre le aprono la cintura di castità e si mettono a giocare con lei, ovvero con la sua figa e il suo ano, anche se è ancora tutta dolorante e incapace di muoversi neanche di quel poco che di solito le è consentito, ma a loro non importa, la usano comunque finche ne hanno voglia e lei dopo tanta astinenza e sofferenza, ha avuto addirittura due meravigliosi orgasmi quasi uno dopo l’altro, poi la richiudono di nuovo e se ne vanno, così anche questa punizione è terminata e riprende di nuovo la vita di tutti i giorni o meglio la schiavitù di tutti i giorni, che però lei adora così tanto da sopportare tutto questo e altro.

…e comunque non le dispiace neanche tanto quando la puniscono, quando le fanno male e quando la fanno piangere e disperare, perché in fondo lei è una schiava, è un oggetto sessuale e questa è la sua vita, lo scopo per cui esiste, quello di dare piacere e far godere in tutti modi chi la possiede e se riesce a godere anche lei, tanto meglio!.

Infatti lei era entrata in quella casa da donna libera, ma per non uscirne mai più, infondo dentro di sé lo sapeva già quello stesso giorno in cui aveva varcato la soglia di quella casa !

Ne ha avuto poi la certezza mentre le saldavano addosso tutti quei ceppi d’acciaio e quelle pesanti catene, per tutto il tempo che avevano impiegato ad imprigionarla, lei aveva avuto la pelle d’oca di continuo lungo tutto il corpo, si sentiva la figa costantemente bagnata e turgida per l’eccitazione nonostante gliel'avessero già rinchiusa al sicuro dentro a quella spessa cintura di castità, si rendeva conto che nessuno le avrebbe mai più tolto quelle catene e quei ceppi che le avevano saldato con tanta cura e precisione, lei sarebbe rimasta lì incatenata in quella casa per sempre, sarebbe stata la loro schiava docile e silenziosa per tutta la vita, destinata unicamente a dare piacere sessuale ai suoi padroni e a soddisfare in silenzio ogni loro desiderio perverso!

..e così è stato!

…ma lei, a distanza di anni, ne è ancora entusiasta e felice come se fosse il primo giorno.

Erotika

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