IL VILLAGGIO DEL PIACERE parte seconda
Le prime luci della sera iniziavamo ad avvolgere il villaggio turistico. Marcello e Sara, nel loro bungalow, giacevano sul letto. Avevano dormito qualche ora, sfiniti, dopo quella lunga battaglia sessuale che li aveva visti protagonisti. Marcello fu il primo a svegliarsi. Aprì gli occhi e guardò al suo fianco la moglie che dormiva abbracciato a lui. Iniziò lentamente a sfiorarle la schiena, baciandola anche sul viso. Sara a quel contatto aprì gli occhi e sorrise al marito. Vide che anche Marcello le sorrideva.
Sara: “amore…” e gli diede un bacio stampato sulla bocca.
Marcello: “amore mio…ti amo.”
Sara: “…anche io e lo sai…non sei arrabbiata con me ?”
Marcello: “ e perché ? …l’unica cosa e che avrei voluto che me l’avessi detto subito quello che era successo sulla spiaggia…”
Sara: “amore volevo dirtelo…ma avevo paura, paura della tua reazione…”
Marcello: “Sara io ti amo…sei la cosa più importante della mia vita…non potrei vivere senza di te…voglio che da oggi in poi tu mi dica tutto. Vorrei che tutte le tue fantasie, voglie, i tuo turbamenti fossero anche i miei. Voglio condividere tutto con te…”
Sara: “ohhh…amore…ti amo…sei un uomo fantastico…te lo giurò…lo farò…non ti nasconderò più nulla…sarò la tua donna…fino in fondo…”
Marcello: “voglio che tu sia la mia puttana…la mia troia…” e la continuò a baciare.
Sara: “si amore…tutto quello che vuoi…”
Marcello: “…e ora alziamoci … non hai fame ? mettiamoci qualcosa addosso e andiamo al ristorante…”
Sara: “si amore…però prima vorrei farmi una doccia…”
Marcello: “no…niente doccia…voglio che rimani con l’odore del sesso addosso…voglio che tutti sentano i nostri odori sul tuo corpo…”
Sara: “oh amore che maiale… non ti facevo così porco… veramente mi vuoi così ?”
Marcello: “si…da oggi ti voglio più porca che mai…”
I due rimasero a letto un’altra decina di minuti poi si alzarono e si vestirono. Marcello indossò un costume ed una maglietta mentre Sara solo un pareo trasparente che metteva in risalto il suo corpo e la sua nudità. Uscirono dal bungalow e si avviarono verso il ristorante. Arrivati lì si guardarono intorno. Notarono che c’erano sia persone nude che altre con qualche piccolo pezzo di stoffa addosso. Cercarono un tavolo libero ma un cameriere nudo, molto prestante e con un notevole cazzo, gli comunicò che loro due erano ospiti di Guido e della moglie, i due proprietari del villaggio, al loro tavolo. La coppia per un attimo si guardò negli occhi e poi sorridendo andarono a sedersi salutando l’altra coppia, che non indossava nessun vestito. Sara notò subito lo sguardo di Guido, l’uomo che l’aveva posseduta selvaggiamente sulla spiaggia. Si senti imbarazzata, ma anche elettrizzata ed un po’ eccitata. Poi il suo sguardo si posò sulla moglie dell’uomo, Antonella. Una donna bella, molto bella, poteva avere al massimo quarant’anni, bionda, occhi azzurri, con un seno a pera e due capezzoli molto grossi ed il resto del corpo che poteva far invidia a tante ragazzine. Anche Marcello notò come l’uomo guardava sua moglie ed ebbe anche lui un brivido, misto di gelosia ed eccitazione. Quell’uomo aveva posseduto sua moglie e l’aveva fatta godere. Aveva uno sguardo magnetico ed una voce molto affabile e calda.
Guido: “allora…carissimi come è andato il primo giorno al villaggio ?”
Marcello: “…direi bene…un po’ scombussolati ma bene…”
Antonella: “siamo felici per voi…chi viene qui…poi vuole sempre ritornare…è un posto pieno di soprese”
Sara noto la malizia di Antonella nel pronunciare le ultime parole e rispose per le rime.
Sara:”…eh si…per quelle poche ore che siamo stati qui…già abbiamo avuto parecchie soprese…è un posto fantastico”
Guido: “sono contento…e sono sicuro che le soprese del villaggio vi piaceranno sempre di più.”
Sara: “speriamo…”
Mentre parlavamo furono serviti dal cameriere ed iniziarono a mangiare. Gli sguardi fra di loro si susseguivano. Sarà noto anche come Antonella la guardasse e sorridesse al marito.
Antonella: “…lo sai cara sei una bellissima donna…e tuo marito è un uomo fortunato….molto…”
Sara: “grazie…grazie per il complimento…ma anche tu sei una bellissima donna…anche Guido è fortunato…”
Antonella: “eh si anche molto…tra me, mia figlia Francesca che avete conosciuto, la nostra cameriera, la segretaria e le ospiti del villaggio è sempre attorniato da bellissime donne, giovani o mature che siano…”
Guido: “cara ma anche tu hai sempre intorno bellissimi ragazzi…fra i due camerieri, il cuoco, l’istruttore di vela, quello di sub e gli ospiti ….”
Antonella: “eh si anche tu hai ragione…aahahaha”
E si misero a ridere tutti e quattro mentre mangiavano. Ad un certo punto Sara sentì una mano sulla gamba e guardò in basso. Non era la mano di Marcello ma quella di Guido. Fu turbata e scossa da quel gesto. Avrebbe voluto spostare la mano ma non fece nulla per levarla. Guardò suo marito, ma lui era intento a parlare con Antonella. La mano oltre ad accarezzare la gamba iniziò a salire verso l’alto, insinuandosi fra le gambe lentamente. Sara cercò di non mostrare il suo imbarazzo ma quella mano le dava una sensazione di piacere. E allora allargò un po’ le cosce permettendo all’uomo di sfiorarle la fica con le dita. Lentamente la donna sentì le dita farsi largo fra le labbra della fica. Chiuse gli occhi per un attimo, poi li riaprì e vide che Marcello la guardava. Sara cercò con un gesto di far capire al marito cosa stesse succedendo, il marito sorrise e le strinse la mano sul tavolo.
Marcello aveva capito tutto. Il marito si era accorto delle manovre della mano di Guido. Anzi le si avvicinò all’orecchio, sporgendosi e le disse sussurrandogli: “amore…ti amo…sei meravigliosa…fallo continuare…” poi continuò la conversazione con Antonella. Stavano sorseggiando anche il caffè perché la cena era finita.
Sara a quelle parole sentì ancora di più salire la sua eccitazione. Sentì le labbra della figa aprirsi e bagnarsi. Sentì le dita di Guido entrarle dentro. Avrebbe voluto godere, li davanti a tutti. Avrebbe voluto farsi sbattere sul tavolo in quel momento. L’eccitazione e la ricerca del piacere ebbero il sopravvento sulla razionalità. Si perché lei fino a quel giorno era stata più che mai razionale. Sempre compunta, distinta, vivace ma sempre mantenendo le distanze con gli altri uomini. Ora invece non si riconosceva più. Un giorno, un solo giorno le era bastato per far emergere gli istinti sessuali più reconditi, la voglia di godere più animalesca. E tutto con il compiacimento e la soddisfazione del marito. In quel momento avrebbe voluto che quella sensazione di piacere non finisse più. Mentre pensava questo, sentiva la mano dell’uomo forzarle la fica, spingerla dentro. Si era un po’ abbassata sulla sedia per aprire ancora di più le gambe ma quasi al momento di raggiungere l’orgasmo fu interrotta dalla voce di Guido che levando la mano dalla sua intimità disse: “bene…che ne dite se andiamo a casa nostra a berci una bella bottiglia di un whisky scozzese praticamente introvabile ?”
Sarà si destò, guardò il marito rispondere subito: “per me va benissimo…tu sei d’accordo cara ?”
Sara: “…ehm…si…va bene…”
Tutti e quattro si alzarono dal tavolo e si avviarono per il vialetto centrale del villaggio verso la villetta dei proprietari. Marcello ed Antonella camminavano davanti conversando e ridendo, mentre e Sara e Guido li seguivano.
Guido la prese per mano e disse: …mi piaci…ti voglio ancora…ti voglio fottere…ti voglio far godere…”
Sara lo guardò continuando a camminare ma non rispose, rimanendo in silenzio. Arrivati alla villetta si accomodarono nel patio su dei bellissimi divani bianchi. Guido entrò dentro casa ed accese la filodiffusione che iniziò ad irradiare nell’aria una musica dolcissima e sensuale. Poteva farlo perché la villetta era abbastanza distante dai bungalow e poi c’era una folta vegetazione a dividerla dal resto del villaggio. Poi l’uomo porto la bottiglia e versò a tutti e quattro da bere. Dopo che ebbero assaggiato quel whisky buonissimo Guido invitò Sara a ballare. La prese per la mano e la fece alzare. La strinse a se e la donna si ritrovò con la testa sulla spalla dell’uomo. Mentre ballavano sentì che il cazzo di Guido diventava duro in mezzo alle sue gambe. Ebbe un fremito, poi ancora un altro. Sentì una mano dell’uomo scenderle sulla schiena ed insinuarsi sotto il pareo andandogli a toccare il culo.
