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Erotika
Esecuzione delle corna di una moglie
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Racconto31 min di lettura

Esecuzione delle corna di una moglie

Parte seconda: Esecuzione 6 – La Regina all’avventura. Sono pronta. Abbigliata in stile anni settanta, molto semplice, le calze vintage creano un effetto devastante; me ne accorgo dalle occhiate di Dario. Le scarpe a mezzo tacco, nere e lucide, mi stanno divinamente e aggiungono quei cinque centimet...

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.7k letture · 0

- Posso... posso venire? -

Lui ne è felice; ora sussulto e roteo il bacino; il pene mi si rigira dentro come un birillo, voglio sentirmi piena. Non è grandissimo ma tiene duro, perfetto per resistere ai miei spasmi intrattenibili. Il mio amico arranca ma non molla. Ci sa fare, riesce a non uscire dalla figa e non si lascia “disarcionare”; vengo ancora e continuo a bagnarmi.

Sono in sollucchero e mi abbandono. Dario lo vede, e si masturba per tenersi pronto...

- Facci tu la ripresa – dice, dando la cam al nostro ospite.

Quando mi riprendo, si avvicina e mi gira, posizionandomi come una pecorella, le ginocchia sul letto e il bacino assai proteso. Lascio fare e aspetto, il suo pene è notevole: mi cerca il buco, comincia l’operazione.

Cambiare cazzo in così poco tempo fa sentire una donna assai puttana, a me capita così... e mi piace. Vorrei essere all’aperto, per strada... in una di quelle zone malfamate dove le prostitute la danno via per poco e in fretta.

Questo pensiero mi ha sempre sfiorata in questi frangenti, per fortuna la voglia poi mi passa, altrimenti potrei trovarmi davvero nei casini. Però adesso sono la puttana di quei due, e va bene così. Se Francesco mi pagasse non mi offenderei.

Dario mi tira per i fianchi, mi sfonda, forse vuole che Francesco veda in questi gesti il suo dominio; veda che io subisco una specie di punizione per aver goduto con l’altro... non so.

Francesco non vuole perdere l’erezione e desidera fottere ancora, me ne accorgo. Si stende sul letto, davanti a me: non mi scompongo. In attesa che mio marito si sfoghi, abbasso la testa e lo rendo felice con un altro pompino.

Siamo tutti al massimo!

Ogni botta di mio marito nelle natiche, corrisponde a una profonda penetrazione di Francesco, che scende fino in gola.

Dario non viene, però si calma; mi sfilo da lui e, voltandomi rapidamente, salgo cavalcioni su Francesco. Faccio tutto da sola, prima glielo tasto e poi me lo infilo.

Prima scendo a precipizio sul quel pene poi, dopo una serie di altalene, mi fermo e inizio a strusciarmi sopra. Amo quella posizione perchè, quando il pene è bello eretto, lo sento girare nella pancia.

Di lui non si vede più niente, è tutto dentro e lo sento mio.

Poco dopo, Dario si avvicina alle mie spalle! Avrei dovuto immaginarmelo. Promesse e accordi sono del tutto inutili; ogni cautela, ogni programma per procedere piano e con metodo, nel piacere va a farsi friggere.

Dario vuole fare tutto... porco insaziabile.

Prima temevo e aspettavo questo momento, adesso cerco il coraggio per non dire di no!

Mio marito abbassa la testa, mi lecca sotto, mi lecca dietro, però si spinge anche verso la vagina che sale e scende sul membro estraneo, lecca anche quello con tutto lo scroto... tutto, tra le natiche, diventa umido, bagnato...

Ecco che mi monta dietro... non vedo niente ma sento cosa succede. Francesco da sotto pure capisce, sono ferma, chino i seni gonfi sul suo viso. Cerco il massimo dell’eccitazione per trovare la forza, di subire e di godere del subire.

Lui bacia dolcemente i capezzoli e mi abbraccia i fianchi, quasi volesse confortarmi. Condivide il mio giacere, doloroso, durante la prima dilatazione.

Come al solito, sono convinta di essere preparata, ma poi mi manca il fiato, quando la testa dell’asta mi apre per la prima volta.

Francesco mi stringe, è immobile; anche Dario si ferma, dandomi il tempo di abituarmi a quella pressione. Mi si rizzano i peletti sulla nuca quando, finalmente, Dario mi sfonda.

Sento i due affari serrati tra le mie pareti, sento che si toccano... quasi, dentro di me.

Quando mi sono calmata e divaricata bene, Dario impone il ritmo e iniziano a fottere insieme, all’unisono.

Mi conviene star buona e cedere tutta... sopportando il ritmo: mi preme dietro ed io vengo spinta sul palo dell’altro; rimbalzo sulla sua pancia, e torno a salire. Ma Dario è fermo e mi affonda di nuovo.

Non ho più alcun controllo sul mio corpo, l’orgasmo parte e non si ferma più; è un’altalena di continui piaceri. Il disagio è del tutto scomparso, vorrei che finissero mai. La profanazione estrema non mi provoca più alcun dolore né alcuna remora, prenderne due, contemporaneamente, adesso mi sembra del tutto naturale.

Dario non ce la fa più, vuole venire, ma riesce a fermarsi... va via e mi lascia sola con l’altro.

Ne abbiamo parlato spesso in segreto: ora succede davvero!

Sono alla mercé di un uomo che non conosco e lui può decidere ciò che gli pare... su di me. Un attimo di disagio mi attraversa; registro il “cambiamento” anche nell’atteggiamento di quel vecchio signore. Rallenta il ritmo, poi si ferma.

- Mamma mia – dice – riposiamo un poco, vuoi? Non sono più un giovanotto... –

A malincuore smonto dal pene, adesso ha perso un poco del suo vigore. Mi chiede del bagno, ci va e socchiude la porta.

Di Dario nessuna traccia, non un rumore.

Quando l’altro torna, sapendomi sola s’impone e si mette sopra di me ma sottosopra. Adesso ce l’ha “barzotto” però me lo schiaffa in bocca ugualmente. Poi, ricambia e parte col sessantanove; mi apro al massimo è una delle cose che mi piace di più.

Dario è sparito, noi non abbiamo fretta; ci giriamo sul fianco, per non stancarci pur continuando a leccare con estrema dolcezza.

11 – Il vizio prevale... sempre...

E’ un lavorio sensuale e delicato. Sento che lui si riprende; lo sento salire di giri, ricomincia per me quella sensazione di stare per esplodere come fossi un vulcano in procinto di eruttare, un piacere senza freni.

Lecca e succhia tanto forte da farmi accapponare la pelle.

Capisco il perché di tanto fervore, quando quasi mi urla: - Succhiami il cazzo, prendilo tutto! – Capisco che fa, vuole che il mio uomo senta che sta abusando di me...

- Ti piace, troia? – lo dice ad alta voce e mi spinge il pene in bocca, è tornato duro... il nostro gioco lo rende irruento.

Vorrei farmi sentire ma non posso parlare. Immagino le dolci pene di Dario che adesso sa in che mani sono finita.

La pompa dura, ma la sua erezione rimane forte. Godo nel sentire il suo membro pulsarmi in bocca.

Ancora, a voce alta, si rivolge a me (ma parla a Dario):

- Adesso devo farti il culo, dimmi che lo desideri, dai! –

- Sì – rispondo, soggiogata – va bene. –

- Ti voglio tutta mia: oggi voglio tutto da te, anche l’ano... –

- Va bene! – la voce è sottomessa perchè mi piace esserlo in quel momento e poi faccio in modo che Dario senta la mia dipendenza fisica da Francesco.

 - Anche se tuo marito non c’è... t’inculerò; non aspetto il permesso, vieni, fammi da buco, puttana! -

- Fammi come vuoi... - confermo arrendevole – ma non sarebbe meglio chiedere a mio marito se posso darti il sedere? Che ne dici, ci siamo appena conosciuti... – Adesso recito, voglio eccitarli come tori infuriati.

- No, non c’è tempo, non devi preoccuparti... ora sei mia e comando io. Lui lo sa che gli facciamo le corna! – un sorriso malefico si dipinge sul suo volto mentre si viene a mettere comodo alle mie spalle. Indossa solo la canottiera, anch’io sono solo col reggiseno ridotto a una striscia che mi sostiene i seni, gonfi, martoriati dalle continue sollecitazioni di tante manate virili. Come prevedevo, ogni scusa è stata buona per succhiare, toccare e stirare le mie tette morbide e appetitose.

Siamo entrambi sul fianco; mi accomodo meglio, la testa sul cuscino e i lunghi capelli sul viso. Mi adagio come dovessi dormire.

Il vecchio non demorde, il suo pene tiene ancora la consistenza e lui è eccitato.

Lo sento armeggiare dietro... lascio fare: l’attesa mi toglie il respiro.

Quando mi entra dietro, sento la profonda dilatazione, il disagio, ma non mi fa più male... lo prendo con tutto il desiderio, fisico e mentale, di essere fatta così. Però sottolineo l’entrata con un lungo “Aaaahh!” sospirato, pieno di piacere e libidine.

Dario sa! Forse adesso ci spia e vede un estraneo che si dimena dietro sua moglie.

Francesco pompa sul fianco e preme; per farsi forza si aggrappa con le mani dove può, pur di puntellarsi per entrare profondamente, tipico dei maschi.

Mi prende i seni; si attacca ai fianchi... il suo parossismo mi fa impazzire. Mi desidera troppo, si sente, vuole sfogarsi, vuole lasciarmi il segno dentro e, allo stesso tempo, prendere sensazioni, emozioni, piacere... non sa se mai gli capiterà un dono “regale” come questo. Il piacergli tanto m’inebria tutta.

Prima di andare avanti…

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