In ospedale faccio un pompino

Carletto Duro
3 months ago

MI è piaciuto un racconto molto arrapante di @esyl e lo riporto per voi.

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La mia mamma, quando mi lavava, mi prendeva l'uccellino in mano e mi diceva che il mio era "un po' particolare". Lì per lì non capivo perchè, anche se notavo che il mio prepuzio era a forma di trombetta, cioè aveva una protuberanza molle che mi dava fastidio quando facevo la pipì perchè il getto dell'urina mi andava storta e finiva sui bordi della tazza, anzichè dentro. A 12 anni così mia mamma mi portò da un dottore specialista che mi fece stendere sul lettino. Con mia vergogna mi abbassò calzoni e mutande e mi prese il cazzetto fra le dita. "E' una fimosi" disse il medico, una protuberanza che nell'adolescenza può dare fastidio e essere anche antigenica, per cui è meglio fare una piccola operazione chirurgica. La cosa mi spaventò molto e per due anni non ne volli sapere.

A scuola sentivo i miei compagni che parlavano di seghe, sborra, ecc. ma io ancora nulla. Un pomeriggio che ero in bagno che mi facevo la doccia, toccandomi il cazzetto vidi che diventava duro e dopo averlo maneggiato un po' mi uscì uno schizzo di liquido bianco denso: capii che era la famosa sborra!

Da quel momento cominciai a masturbarmi regolarmente, ovviamente sfruttavo ogni momento di assenza dei miei per segarmi.

Ma quel prepuzio sulla cappella in effetti mi dava fastidio, anche perchè i miei amici parlavano di "scappellarsi il cazzo", cosa che a me non riusciva. Così, a 14 anni, andai di nuovo dal medico che poche settimane dopo mi fece ricoverare per l'intervento. In ospedale mi misero in una stanza con un ragazzo di 25 anni, molto affabile con cui parlavo di fumetti, calcio, ecc. Nell'altra stanza invece c'erano uomini più maturi che passavano il tempo a giocare a carte e parlare di cibo e di donne. Uno di loro poi raccontava di scopate bestiali con puttanone di qualsiasi età e io di notte ci ripensavo e mi segavo. Inizialmente non dissi che dovevano operarmi di fimosi perchè mi vergognavo, dissi che ero lì per una ciste da asportare. 

Una volta, andando in bagno notai che sopra lo sciaquone c'erano delle riviste. Salii sulla tazza, le presi e rimasi sbalordito quando vidi che erano le famose "Le ore". Mamma mia.... vidi foto di donne che succhiavano cazzi e si facevano scopare in tutti i buchi da stalloni bestiali! Inultile dire che mi segavo e poi rimettevo tutto a posto. Una volta però, eravamo dopo cena, dimenticai di chiudere la porta e con mia enorme vergogna entrò Piero, uno di quegli uomimi maturi. "Sssshhhh" mi disse - "Non aver paura sono tuo amico" e poi "Non cè da vergognarsi a guardare le riviste porno, anzi ti fanno bene!" Poi prese ad accarezzarmi dicendomi "Come sei bello, magro, tutto liscio, sembri quasi una femmina!" "MI fai vedere il tuo uccellino?" E io "Nooo, assolutamente" (lo dicevo perchè mi vergognavo del mio prepuzio). Allora lui disse: "Vabbè, lo vuoi vedere il cazzo di un uomo maturo?" E io, un po' per curiosità e un po' per libidine, dissi "Si, dai"

Così lui si abbassò i pantaloni del pigiama e le mutande e tirò fuori il suo cazzo mollo. Lui era un tipo sui 50anni, con un po' di pancia e molto peloso. Mi disse: "Dai, toccalo un po'" - mi prese la manina e me lo fece toccare. Era così caldo e man mano che lo segavo s'induriva sempre più. A quel punto notai che il suo si scappellava mentre il mio cazzetto no... ecco la differenza!

Intanto lui prese una rivista porno in mano dove si vedeva una donna che succhiava un cazzo enorme e disse: "Dai... fai anche tu come questa, fammi sentire la tua bocca calda!" 

Io non capivo più nulla, avevo timore che qualcuno ci sentisse, ma la voglia era troppa. Così mi accovacciai e cominciai a leccarglielo... ma poco dopo disse: "Ora ciuccia, dai"

Non so perchè ma quel gesto mi venne naturale, mi sentivo un porcellino e la cosa mi eccitava. "Ahh siiii, lo sai che sei proprio bravo? Sei meglio di una donna!" In quel momento avevo un gran voglia di tirare fuori il mio pistolino e godere ma non potevo perchè mi vergognavo.

Ad un certo punto lui disse "Cazzo.... mi fai sborrare!" Feci appena in tempo a togliermelo dalla bocca che lui mi schizzò in faccia la sua sborra calda. Mi alzai e vidi nello specchio il mio viso con lo sperma che mi colava dalle guancie, dalle labbra..."mamma mia... guardami... sono come una troia di quelle riviste!" pensai. Intanto lui si puliva con la carta igienica e si ricomponeva ed uscì dal bagno con circospezione per non sputtanarmi. Anch'io mi ripulii ma quell'esperienza mi fece capire che la cosa mi piaceva.

Ovviamente la cosa non finì lì. Era estate e fuori dal padiglione dell'ospedale c'era un parco dove era facile imboscarsi. Così con Piero ci vedemmo altre volte, di sera. In genere si accontentava di un pompino ma una volta divenne più focoso e cercò di spogliarmi ma io nel buio mi feci palpare solo il culetto.

Poi venne il giorno dell'operazione e tutti seppero che ero lì per la fimosi. Alcuni sogghignavano, altri dicevano: "vedrai che ti circoncidono". Infatti fu proprio così. L'operazione venne bene ma, dopo l'anestesia, mi ritrovai col cazzetto molto dolorante. Mi avevano tagliato il prepuzio e la pelle viva l'avevano girata all'indietro. Intorno alla cappella avevo una garza che mi stringeva e un catetere per fare la pipì. Non vi dico il dolore che provavo durante le medicazioni. I miei compagni mi incoraggiavno dicendomi "Ora che ti hanno fatto la punta al cazzo vedrai come ti diverti!" mi disse uno. Anche Piero, prima di essere dimesso, mi venne vicino e mi diede un bigliettino col suo numero di telefono. Capivo che voleva scoparmi ma solo il pensiero di fare sesso mi dava dei dolori tremendi. Fui dimesso e per fortuna dopo un mese il dolore alla cappella sparì. Ripresi a masturbarmi, ma ora i miei pensieri sessuali erano rivolti solo agli uomini.

Decisi anche di rivedere Piero che mi aiutò in questo percorso di esperienze omosessuali. Ma questa è un'altra storia.

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