Finalmente è venerdì, e non sto più nella pelle nell’attesa di riabbracciare il mio amore.
Trascorro la mattinata a sistemare un po’ la casa e dedico il pomeriggio alla cura della mia persona. Quando Manuel arriverà, dovrà trovarmi splendida e ‘appetitosa’ come non mai.
Così, dopo uno scrub esfoliante, mi faccio un bel bagno con i sali profumati. Quindi, un accurato massaggio con la crema nutriente, l’acconciatura dei capelli e lo smalto sulle unghie di mani e piedi.
A metà pomeriggio, Manuel mi chiama informandomi che sarebbe arrivato per le diciannove. Gli chiedo cosa avrebbe gradito per cena ma mi risponde che avremmo cenato nel nostro ristorante preferito.
Perciò, telefono e prenoto il tavolo, poi mi trucco e scelgo cosa indosserò per la serata.
Decido per il miniabito nero con la cerniera davanti, modello “apri e gusta”, per il quale va matto. Questo indumento è talmente corto che richiede una precauzione, per evitare denunce per atti osceni ad ogni minimo movimento: invece del tanga, devo indossare un paio di pantaloncini che mi coprano il culo, almeno in parte.
Poco male: a Manuel piacciono tantissimo questi shorts in lycra aderentissimi, che disegnano ed esaltano alla perfezione la forma della mia patatina. Sotto di essi non metto nulla. Reggiseno in pizzo nero “push-up strategico”, sandaletti tacco dieci e sono pronta.
Non passa nemmeno mezz’ora ed ecco il mio amore, puntualissimo! Entra in casa e resta senza parole nel vedermi così agghindata.
Gli vado incontro con un sorriso smagliante e lo abbraccio con tutte le mie forze, dimostrandogli senza riserve il mio amore e il mio desiderio.
Andiamo verso l’auto e mi accorgo che, dalla felicità di rivederlo, trotterello come una bambina.
La cena a lume di candela è squisita e trascorre piacevolmente. Usciamo dal locale e arriviamo alla macchina. Prima di salire, apro completamente la cerniera del vestito.
Lui non lo nota subito, tant’è che sono costretta a dirgli: “Amore, mi aiuteresti ad allacciare la cintura di sicurezza?”
Si volta con sguardo interrogativo e, finalmente, bang! Si accorge che sono mezza nuda. Si mette a ridere molto compiaciuto della sorpresa che gli ho riservato, quindi mi bacia e mi accarezza le gambe e il pancino.
Il mio sguardo è pieno di promesse piccanti.
Mette in moto e, una volta avviati, gli prendo una mano e gliela poso tra le mie cosce. Lui non si fa pregare e inizia a pastrugnarmi la patatina. Mi sistemo più comoda nel sedile e lo lascio fare, talvolta invitandolo ad aumentare l’intensità delle carezze.
Arriviamo a casa e, come prevedibile, dopo due minuti siamo sul letto. È evidente che anche Manuel ha parecchia voglia di sesso, perciò mi lascio fare qualsiasi porcellata gli viene in mente.
Si gusta per parecchi minuti il liscio tessuto dei miei pantaloncini, leccandomela avidamente attraverso essi, poi me li toglie e quasi arriva a scoparmi con la lingua.
Ho il mio primo orgasmo con annessa squirtata, quindi lo faccio mettere supino, gli scavallo il viso e glielo prendo in bocca, appoggiando la mia vulva sulla sua bocca.
Dopo qualche minuto a sessantanove, è costretto a chiedermi di interrompere le potenti succhiate che gli sto dando, altrimenti rischia di eiaculare subito.
Rallentiamo un pochino. Quindi, con mio grande piacere, mi chiede di cavalcarlo. Mi impalo sul suo pisello e inizio a fargli qualche abile giochetto di vagina.
Desidero farlo durare ancora a lungo, perciò cerco di limitare l’intensità dell’azione dei miei muscoli vaginali.
Mentre lo scopo, sento l’impellente necessità di raccontargli cos’ho combinato in settimana e, visto che lui non mi ha ancora chiesto nulla, ci penso io ad aggiornarlo, a modo mio.
“Ti piace così, amore?” gli chiedo, tra un affondo e un movimento circolare del mio bacino.
“Oh, sì. Da morire…”
“Sono brava?”
“Certamente, amore. Sei bravissima.”
“Sono brava solo a scopare o anche nelle altre cose?” gli domando maliziosa.
“Sei brava in tutto, amore mio.”
“Sicuro? Diresti ancora che sono una brava moglie se ti confessassi un peccatuccio?”
“Quale peccatuccio?” mi chiede, guardandomi con espressione che più interrogativa non si potrebbe.
“Ah, ah, ah!” rido di gusto senza aggiungere altro. Voglio farlo morire dalla curiosità. Nel frattempo, continuo a scoparlo lentamente perché deve durare ancora.
“Dai, confessa il tuo peccatuccio…” mi supplica divertito.
“Mah, vediamo… Se fai il bravo e prometti che non ti arrabbi…”
“Promesso, amore. Lo sai che non mi arrabbio per i tuoi peccatucci…”
“E va bene, confesso: mercoledì ho fatto un po’… La porcellina, diciamo…” gli spiego, con il tono di voce della bambina birichina.
“Hai fatto la porcellina? Dove e con chi?” chiede fintamente preoccupato.
“Ehm… Con un ragazzo molto gentile che mi ha aiutata a portare a casa la spesa…” e proseguo a raccontare quanto ho combinato con il garzone del negozio di gastronomia.
Lui ascolta divertito la mia narrazione, ma riesco appena a concludere la parte dove il tipo mi fa squirtare, quando Manuel mi avvisa che non riesce più a trattenere l’orgasmo e che deve sborrare. Così, aumento la velocità e l’intensità della scopata. Passa meno di un minuto e mi riempie di sperma.
Lascio che si svuoti per bene e che riprenda fiato, quindi mi corico accanto a lui e proseguo la narrazione.
Manuel mi mette due dita all’imbocco della vagina e inizia a deliziarmela. Il mio racconto si interrompe diverse volte, perché la mia mente vola al ricordo di quei momenti.
Infine, arrivo anche io ad un orgasmo squassante e squirto come una fontana.
Una volta placati i sensi, mi accerto che Manuel non sia arrabbiato per il ‘diversivo’ che mi sono concessa con il giovanotto.
“Perché dovrei essere arrabbiato? Lo sai che mi fa solamente piacere quando decidi di prenderti qualche ‘distrazione’” dice, rassicurandomi e togliendomi un certo senso di colpa che mi stava attanagliando da allora.
“Anzi,” aggiunge, con l’aria di quello a cui è venuta un’idea geniale, “perché non completi la mia felicità, incontrando ancora il ragazzo?”
“Ma tu sei matto!” esclamo sorpresa.
“Perché, amore? Dai, non dirmi che non ti è rimasta la curiosità di come sarebbe prenderti quel giovane e grosso pisello….”
“Beh, diciamo che di curiosità per i giovani e grossi piselli me ne sono tolte parecchie, soprattutto prima di conoscere te. Adesso mi interessa anche a chi appartiene il pisello in questione, e lui è solo un ragazzo, sebbene gentile e a modo.”
“Dai, amore. Almeno, lo faresti per me? Mi piacerebbe tanto vedere che lo cavalchi come hai fatto con il mio, poco fa.”
“Quanto sei porcello, amore!” concludo, baciandolo appassionatamente. Lui sa che la mia risposta è comunque “Sì”, ma che non sono così sfacciata da dirgliela a parole.
Spengo la luce e ci addormentiamo abbracciati.
Durante il fine settimana non torniamo più sull’argomento. La domenica facciamo ancora l’amore e nemmeno in quest’occasione ne parliamo.
Io non ho certamente fretta di vivermi l’esperienza, così lascio che sia Manuel a tornare alla carica, se e quando ne avrà voglia.
Quando siamo in vacanza, facciamo sesso mediamente un giorno sì e uno no ma, nella settimana successiva, noto che Manuel mi tampina con minore frequenza. Quando questo accade, penso subito che sia colpa mia o che lui abbia qualche preoccupazione, così rizzo le antenne e cerco di capire cos’è che non va.
Prima di chiedergli qualsiasi cosa, valuto se è arrabbiato con me, ma non mi sembra essere il caso questa volta. Quindi, gli domando se sul lavoro va tutto bene, ma lui mi rassicura che va tutto a meraviglia.
Per cui, non riesco a comprendere come mai siano ben quattro giorni che non mi fa approcci sessuali, pur essendo sempre molto affettuoso e attento nei miei confronti.
Sento il desiderio crescere, perciò decido di fare io un approccio molto esplicito.
Approfittando di una pausa rilassante, dopo aver consumato il pranzo al sacco durante un’escursione, mi sdraio accanto a lui e, con la scusa di prendere un po’ di tintarella, mi spoglio completamente, tenendo indosso solo un micro-tanga giallo.
