Un favore sessuale

Anna
7 hours ago

La telefonata giunse inaspettata ed il motivo ancor di più.

Giuliana, la moglie di Luigi, e di cui vi ho già riferito nel racconto "La Festa Privata", mi chiamò un pomeriggio di Maggio per dirmi che il marito sarebbe arrivato nella mia città per starci due o tre giorni per motivi di lavoro.

Poiché eravamo diventati molto intimi tutti e tre con grande confidenza ed un pò di sconforto aggiunse che non voleva che Lui la tradisse in quei giorni con qualche escort in sua assenza e che avrebbe preferito che fossi io a fargli da dama di compagnia sempre che mi fosse interessato.

Non era un obbligo, era una richiesta bizzarra e fortunatamente il suo tono divenne intrigante e rilassato dicendomi che in quel caso sarebbe stato come se fosse stata lei a trovare un'amica al marito per garantirgli i suoi sollazzi.

Sorrisi a tanta sfrontatezza. Ero stata con entrambi e con Luigi soprattutto al quale mi ero concessa ed il quale mi aveva anche presa con impeto e severità.

Mi affascinava come uomo e conosceva tutto di me.

Acconsentii e risposi che avrei aspettato conferma da lei prima di organizzarmi con Luigi sull'albergo e su come avrebbe voluto organizzare la cosa.

La mia mente cominciò a spaziare, mi sentivo improvvisamente una dama d'alto bordo e come tale iniziai a pensare all'abbigliamento.

Dopo un messaggio whatsup di Giuliano, arrivò la chiamata di Luigi. Potevo carpirne il divertito entusiasmo. Mi disse dell'albergo, della camera già prenotata e degli impegni che avrebbe avuto il giorno successivo. "Tesoro presentati verso le 14, così hai tempo per andare alla SPA dell'albergo, e se vuoi fare dei trattamenti di bellezza sentiti libera e carica tutto sul numero di camera" Io arriverò per le 19.30 aperitivo e poi cena. Ci sono due ristoranti in quel albergo uno migliore dell'altro."

Passai la serata a pensare all'outfit. La lingerie non mi preoccupava anche perché conoscendoci l'avrei tenuta per poco in quei due giorni. Misi in valigia giusto il necessario con perizoma, tanga, autoreggenti, due reggiseni coordinati con due mutandine di pizzo trasparenti e qualche costume per la SPA. Aggiunsi un tailleur pantalone gessato, un abito di lanina nero non troppo osé, scarpe décolleté nere, trucchi e creme"

Il giorno fatidico giunsi all'albergo, una hall meravigliosa piena di ospiti anche internazionali, tavolo lunghissimo in legno di mogano per il check in e altri tavoli sparsi per concierge ed altre figure della hospitality.

La camera era al settimo piano, una junior suite arredata con mobilio antico e quadri alle pareti. Moquette doppia dove i piedi quasi affondavano e due bagni. Uno di servizio ed uno en suite con una doccia molto grande e una serie di amenities per il bagno per cui avrei anche potuto evitare di portarmi metà delle creme e dei prodotti di bellezza che avevo in valigia.

Svuotai il trolley di tutto quanto riponendolo nell'armadio e nei cassetti e mi dedicai a leggere la brochure dell'albergo con i servizi tra cui la SPA. Contattai il numero e prenotai l'accesso per sauna e idromassaggio oltre ad una seduta di massaggi.

Mi cambiai indossai un bikini color turchese non troppo osé, l'accappatoio e le ciabattine e scesi direttamente al piano - 2 dove si trovava la SPA.

Avevo intenzione di stare un'ora tra saune e vasche idromassaggio per poi passare alla stanza dei massaggi dove avevo prenotato. Non c'erano molte persone, qualche uomo ed un paio di donne una molto carina e giovane. Il personale era carino e disponibile a soddisfare ogni richiesta per bevande, asciugamani e quanto altro richiesto.

Mi presi il mio tempo soprattutto nell'idromassaggio e poi nella sauna dove resistetti ben 15 minuti per passare poi ad una doccia abbastanza fredda.

Entrai nell'area massaggi e venni presa in consegna da una ragazza molto carina di origine sudamericana che mi fece stendere sul lettino ed inizio un massaggio con olio caldo davvero ben fatto e molto lento come piace a me.

Entrò ad un certo punto un massaggiatore che riuscii a vedere di soppiatto. Abbastanza moro, alto, spalle larghe e capelli neri. Indossava una maglietta blu con il logo dell'albergo ed un pantalone bianco come da infermiere e scarpa da ginnastica. Un figo atomico. Prese degli asciugamani dalla stanza e salutò velocemente prima di uscire.

Il massaggio proseguiva con una musica new age di sottofondo, le luci bassi e soffuse. Non resistetti a chiedere alla massaggiatrice chi fosse "quel figo", espressione che mi scappò senza che me ne rendessi conto. "Si chiama Ramon, è un collega, è cubano." "Si - aggiunse ridendo - ha molto successo tra le donne" " E ci credo" aggiunsi io "quasi quasi riprenoto un massaggio con lui, tu sei bravissima ci mancherebbe" e scoppiai a ridere. In effetti prenotai per il pomeriggio seguente un massaggio con Ramon.

Tornai in camera molto rilassata e assonnata per il massaggio e mi sdraia sul letto addormentandomi. Fui svegliata da Luigi che nel frattempo era entrato in camera e si era fatto una doccia. Non approfittò di me pur trovandomi in accappatoio con il solo bikini. Mi alzai e gli chiesi 15 minuti e mi sarei fatta trovare pronta per scendere a cena. Lo raggiunsi al bar dell'albergo. Talilleur pantalone blu gessato, top nero di pizzo con il primo bottone della giacca aperto e tacco nero senza collant e i miei capelli mossi e lucidi grazie alla lacca. Un bel trucco non volgare.

Ero elegante potevo passare per una manager e Luigi apprezzò ciò che vide.

La cena mi resi conto era solo un modo per fare due chiacchiere davanti un filetto alla Rossini ed un bicchiere di vino rosso. Al momento del dolce eravamo già in sintonia ed entrambi sapevamo che la mia presenza li era per altro ed io d'altra parte mi ero calata perfettamente nella parte. Mi limitai a sorridere e maliziosamente a dire "il dolce lo prendiamo in camera" al cameriere che se ne andò con sguardo pensieroso.

Arrivammo in camera e chiesi a Luigi di sedersi sulla poltrona nella stanza antistante la camera da letto. Mi tolsi la giacca e mi misi in ginocchio di fronte a lui. Feci un breve massaggio alle sue cosce quale preludio a movimenti delle mani piu sfacciati. Lo bloccai dal tentativo di slacciare la cintura "No, lascia fare a me non te ne pentirai".

Lui forse interpretava quel mio atteggiamento da gheisha come una dimostrazione di sottomissione da parte mia, quando in realtà era proprio una cosa che volevo fare per me. Avevo voglia di succhiarglielo di fargli un pompino supremo, di fargli sentire come può godere una donna fino a ricevere ed ingoiare il frutto delle proprie attenzioni.

Slacciai la cintura ed aprii la zip dei pantaloni, il suo sesso era già in tiro ed usci dai boxer...sorrisi compiaciuta ed iniziai a masturbarlo dolcemente. Ero eccitata quanto lui e cominciai dalla base con la lingua e la saliva che si era già formata nella mia bocca. Risalii sempre guardandolo negli occhi e con movimenti circolari della lingua giocai con il suo glande e poi lo presi in bocca ed cominciai a non pensare piu a lui ma solo al mio piacere...lento, continuo ed inesorabile.

Cercavo di non affrettare i tempi perché mi stavo gustando quel bel cono di carne nella mia bocca come fosse una conquista.

Luigi continuava a muoversi sulla poltrona con sospiri di piacere e come torturato dal non poter prendere in mano la situazione e sopratutto dal non potermi prendere fisicamente.

Mi piaceva quella sensazione, la pulsazione del suo sesso nella mia bocca e la mia lingua che avvolgeva il suo bel cazzo turgido, lucido e duro, di quelle dimensioni che adoro che mi fanno sentire fortunata.

Dopo alcuni minuti di impegno continuo capii che era giunto il momento ed affrettai il mio pompino per farlo venire senza sottrarmi a quella ondata di sperma che succhiai ed ingoiai guardandolo contorcersi sulla poltrona e sentendo i suoi gemiti ed i suoi spasmi. Lasciai che mi spingesse la testa perché piaceva anche a me. E sorrisi quando si lasciò andare con le spalle all'indietro mentre glielo tenevo ancora in bocca.

Mi alzai in piedi e mi versai qualcosa da bere dal frigo bar. Avevo ancora un sorriso compiaciuto quando vidi Luigi spogliarsi completamente e dirigersi verso il bagno. Dopo qualche minuto sentii lo scroscio della doccia. Il mio compito di dama da compagnia non si era concluso e d'altra parte quel pompino mi aveva letteralmente fatta calare nella parte e comunque mi sentivo desiderosa di sesso sapendo che ora era Lui ad avere il potere. Il mio era stato solo un preludio.

Mi spogliai ed entrai in bagno, il vapore disegnava l'ombra di Luigi attraverso il vetro. Entrai in doccia e mi posizionai sotto il soffione. L'acqua scendeva sul mio corpo e le sue mani non tardarono a posarsi su di me, a possedermi. Stava prendendo vigore di nuovo il suo sesso. Mi voltai e ci baciammo, una mano si era posata sul suo cazzo per giocarci come per sfidarlo, ma solo per provocarlo. Ero consapevole di quale fosse il mio ruolo da quel momento in avanti e sapevo anche cosa desiderava lui.

Mi baciò ancora e mi girò verso il vetro, appoggiai la mani e sollevai i talloni offrendomi non per gioco ma per desiderio, e Lui iniziò a strusciarsi nel mio buchetto. Ci conoscevamo bene ormai e mi prese con decisione subito li; entrava e usciva per aumentare la sua voglia e la mia eccitazione. I rumori ovattati nel bagno con il sottofondo dell'acqua che scrosciava sembravano un tutt'uno mentre mi scopava il culo sempre con piu foga e vigore. Godevo di tanta sfacciataggine e passione e cominciai a toccarmi con una mano per avere ancora piu piacere.

Si sfogò dentro di me e sembrò una cosa del tutta naturale, ci lavammo di nuovo e tornammo a letto.

Mi scopò ancora due volte tra la notte e la mattina come fosse una cosa automatica e questo mi piacque.

Il giorno seguente la routine dell'albergo e della spa per me ed il lavoro di lui.

La sera fu piu o meno la fotocopia della sera prima con la sola differenza che anziché farlo sedere sulla poltrona per deliziarlo con un succosissimo pompino, mi feci trovare in camera seduta sulla scrivania solo con tacchi e trucco pronta per essere scopata, cosa fece senza neppure spogliarsi. Era il mio antipasto per lui, era quello che volevo, era quello di cui avevo bisogno. Sono stata la sua dama di compagnia, sono stata la sua donna, e mi ha fatto sentire ciò che ero per lui. Un corpo con un'anima solo da scopare.