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La festa privata
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Racconto16 min di lettura

La festa privata

La mia prima festa privata, le mie prime emozioni in un contesto libero e maturo

Anna
8 mesi fa · 937 letture · 1

Samuele era un uomo brizzolato di 58 anni che ho frequentato saltuariamente. Divorziato come me lo avevo incontrato tramite amicizie comuni e avevamo fin da subito legato per interessi, affinità e complicità. Ci incontravamo ad insaputa degli altri, a volte da lui altre volte da me e di tanto in tanto mi invitava per un we fuori città al mare o al lago. Non avevamo detto niente a nessuno perché non cercavamo una relazione tradizionale, essendo i nostri incontri molto dedicati alla conoscenza reciproca. Di lui apprezzavo che alzava il livello dell'incontro e sapeva far emergere la mia indole curiosa e non solo.

Un giorno mi invita a cena dicendomi che saremmo andati insieme ad una coppia di suoi amici che erano di un giro diverso da quello che avevamo sempre frequentato. Coppia di Brescia piu o meno della mia età, Lui 55 anni e lei 48 mi pare. Una donna bellissima e con un sorriso accattivante. Serata piacevole e allegra di quelle dove ad un certo punto noi donne ci alziamo per andare al bagno assieme e parliamo davanti allo specchio controllando il trucco etc. Tornate al tavolo Lui rivolgendosi alla moglie le chiede se mi aveva accennato alla proposta. Lei rispose che non aveva avuto il tempo perche nel bagno c'era anche un'altra donna e non si era creata l'occasione. Così curiosa come al solito mi sporsi verso di lei e chiesi "ora me lo devi dire". Mi dissero che organizzavano qualche volte delle cene con coppie di amici selezionati e le rispettive mogli, compagne e che desideravano partecipassimo anche noi. Obiettai che non eravamo ne sposati ne in una relazione ma amici che si frequentavano un po. La risposta di Lui fu piuttosto spiazzante e mi fece sorridere non poco "da quello che mi dice di te Samuele siete molto intimi e soprattutto saresti a tuo agio alle nostre feste. Conoscendo Samuele, i suoi giudizi sono sempre azzeccati". Samuele fece un segno di assenso e aggiunse che conoscendomi mi sarei trovata a mio agio ma che avrei potuto anche vivermi la serata senza dare troppa confidenza. Quelle parole mi fecero intuire qualcosa ma guardando Lei ed il suo sorriso di attesa per una mia risposta positiva, annuì un po esitante ma anche curiosa. "Vedrai, le coppie le selezioniamo accuratamente e non è mai successo nulla di sconveniente. Per qualsiasi cosa oltre a Samuele ci siamo noi due".

La festa si sarebbe tenuta due sabati dopo la cena. Samuele mi chiamò il martedì chiedendomi se avevo deciso come vestirmi. Mi escluse due soluzioni a cui avevo pensato e mi disse che le donne erano tutte eleganti e appariscenti e che quindi avrei dovuto osare. Così decise di acquistare lui il mio abito e me lo portò a casa, dicendomi di provarlo ma che non sarebbe stato presente perché altrimenti lo avrebbe stropicciato ;).

L'abito era in seta color oro abbastanza aperto sul davanti e scollatissimo sulla schiena. Sensazione sulla pelle meravigliosa e da indossare senza reggiseno perché con la schiena nuda trovo orribile le donne che lo indossano.

Samuele mi passò a prendere verso fine pomeriggio di un sabato di metà ottobre. Indossavo un cappotto nero e sotto l'abito senza collant o autoreggenti, confidando che dentro la casa non facesse freddo e scarpe con tacco 12 a spillo. Avevo anche un trolley perche avremmo dormito li.

La casa della coppia era in provincia di Brescia in collina sopra Salò. Salendo le poche curve si godeva di una vista stupenda ed aiutava l'assenza di nuvole all'orizzonte. Avevo sottoposto Samuele ad un fuoco di fila di domande chiedendogli se conoscesse le altre coppie, se lui avesse intenzione di lasciarmi sola etc etc. Domande già fatte nei giorni precedenti e risposte sempre uguali con rassicurazioni ma anche scherzi perche a suo dire sarei stata io a lasciarlo da solo durante la festa. Arrivammo nel parcheggio della casa, una villetta a due piani (in realtà a tre piani perche dal parcheggio non si vedeva un piano sottostante) molto graziosa ed un ampio piazzale. Si era appena parcheggiata un'altra macchina da cui scesero due coppie evidentemente già amiche ed organizzatesi per il viaggio. Saluti e presentazioni anche se faccio sempre fatica a ricordarmi i nomi subito e come sempre capita primo sguardo alle donne per capire se il mio abbigliamento era adatto oppure no. Entrambe con cappotti da cui si intuiva poco se non che una era probabilmente con un abito corto e l'altra con un pantalone nero. "Vedi che avrei potuto venire in pantaloni?" "Stai da dio cosi e poi bisogna vedere cosa indossa sopra lei".

Entrammo quindi in tre coppie e si fece avanti un cameriere in livrea che ci condusse ad un guardaroba ritirando cappotti, giacconi etc. La lei coi pantaloni indossava un top scollato lasciando scoperto l'ombelico e le spalle. Poteva permetterselo perche non avrà avuto neppure 40 anni ed era veramente in forma. Dubitavo fosse la compagna o la moglie del suo accompagnatore che aveva si e no la mia età. L'altra donna abito nero sopra il ginocchio e scarpe nere. Trasparenze sul davanti ma nulla di particolarmente volgare. E poi c'ero io, che insieme alla donna piu giovane (che si chiamava Katia) avevamo già attirato gli sguardi del cameriere e della guardarobiera.

Venimmo condotti in un salone dove si trovavano già le altre coppie. In tutto eravamo cinque coppie. Presentazioni e abbracci un po piu stretti con la coppia che ci ospitava che conoscevo dalla cena. L'ospite era in smoking e così alcuni uomini . Altri in completo blu molto formale . Sguardi e complimenti erano dedicati a noi a donne e anche tra noi donne . Si capiva chi fossero le coppie che erano già state li e che si conoscevano per cui furono tutte molto carine a mettermi a mio agio e a rilassarmi. Venni accompagnata dalla padrona di casa in bagno perche ne avevo bisogno e volevo anche un attimo valutare la situazione. Lei fu molto gentile e mi disse di rilassarmi che mi sarei trovata a mio agio...ammiccandomi.

Raggiunsi gli altri ospiti in un salone molto accogliente e caldo per il brindisi iniziale. Eravamo in piedi in cerchio ed io ero finita tra Samuele ed il padrone di casa che fece un breve discorso di apertura e a beneficio delle persone che non avevamo partecipato ad altre feste in passato e accennò al buon gusto ed al divertimento.

Alzò il calice per il brindisi e brindammo tutti poi si rivolse a me mettendomi una mano sulla schiena nuda e chiedendomi se fossi a mio agio. Il contatto con la pelle ebbe un effetto quasi immediato non indossando reggiseno e confesso che fu piacevole . Risposi molto delicatamente in senso affermativo e ammiccante quando lo vidi posare lo sguardo sul mio décolleté.

L'aperitivo consisteva in tartine, bignè salati e qualche piatto freddo. C'era un tavolo con champagne e vini rossi e bianchi. Tutto molto curato.

Mi misi a discutere con una coppia per le prime presentazioni piu approfondite per conoscersi iniziando coi soliti convenevoli ma in un ambiente formale dove tutti sorridevano. Samuele intratteneva altre persone e piu distanti c'erano i padroni di casa con un'altra coppia ed il padrone ogni tanto mi buttava il suo sguardo senza nasconderlo alla moglie. "Piaci già a tutti" mi disse Samuele. "Mi continuano a dire che sei la donna piu carina e attraente che abbia portato ad una festa" "Ah, magari ti faccio fare brutta figura" "Non credo proprio anzi credo che saprai farti apprezzare da molti se non tutti. Ti piacciono? Considera che le donne sono tutte bisex" "Sai che non guardo solo alla bellezza" e me ne andai aggirandomi per la casa e spostandomi in un'altra sala dove c'era la tavola per la cena molto ben attrezzata e i nomi di battesimo dei partecipanti come segna posto. Io non ero vicina a Samuele ma tra due uomini che avevo appena conosciuto. Uno simpatico l'altro piu silenzioso. Scorsi sulla porta della stanza il padrone di casa e sorridendo gli dissi "saremo distanti" "Volevi essere piu vicina? Aspetta..." e sostituì il mio cartellino con quello di un'altra donna. "Ora va meglio? Di solito metto vicino a me chi già ho conosciuta e di te non so nulla se non quello che mi ha raccontato Samuele" Sorrisi ed entrai in un corridoio chiedendo qui cosa ci fosse. "Un bagno, una sala studio ed un ripostiglio". Mi continuava a fissare ed aprendo la prima porta che era del bagno ricambiai il sorriso lasciando uno spiraglio di luce che filtrava. Non fu molto difficile vedere riflessa sullo specchio del bagno la figura del padrone di casa che si chiuse dietro di se la porta senza girare la chiave e avvicinarsi a me.

Prima di andare avanti…

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