La vendetta
La vendetta è un piatto che va servito freddo, almeno cosi recita il detto, ma nel mio caso fu una azione pianificata in un pomeriggio di 5 anni fa dopo aver cacciato un paio di mesi prima da casa il mio ex marito. Scoprire dopo 15 anni tradimenti su tradimenti ed essere l'unica a saperlo è stata una tragedia emotiva che non solo non meritavo ma che non ero in grado di affrontare. Per una donna in allora prossima alla mezza età, ancora piacente, ma con il dubbio di essere sbagliata e relegata a moglie, l'idea che Lui mi avesse trattata come amica necessaria quando faceva sentire donna altre donne non lo potevo accettare. Forse quella scoperta mi ha aiutata ma non lo potevo sapere subito o almeno non lo immaginavo ancora.
Dopo averlo cacciato e dopo che erano iniziate le prime lettere tra avvocati avevo scoperto ulteriori tradimenti di cui non avevo contezza. Scoprire di avere avuto per quindici anni un malato di figa nel letto ma che non "cenava" quasi mai a casa mi feriva come donna e mi faceva sentire in difetto. La separazione fu dura e ci misi anche del mio non solo per fargliela pagare ma anche per orgoglio personale. Questa situazione gli stava creando problemi sul lavoro e conoscevo tutti i suoi colleghi e colleghe e conoscevo anche il suo capo, il quale provò in qualche modo a fare da paciere con il benestare di quello stronzo del mio ex marito.
E così un tardo pomeriggio Claudio (nome di fantasia) si presentò a casa mia dopo avermi contattata in mattinata per un incontro, premettendomi che non voleva in alcun modo creare ulteriori tensioni ma soltanto capire se poteva aiutare a rasserenare una situazione che stava creando tensioni anche sul posto di lavoro al mio ex marito.
La telefonata del mattino mi aveva imbarazzata e resa pensierosa, perche mi concentravo su quello stronzo e non su di me. Mi sentivo attaccata per quell'incontro perche mi sembrava quasi di dovermi giustificare agli occhi degli altri.
Poi ho pensato che dovevo far emergere me stessa e che un uomo probabilmente si sarebbe potuto chiedere perche il mio ex "cenava" fuori.
E così decisi che un abitino di lana non troppo lungo e abbastanza aderente potesse considerarsi un abito da casa, scollato nella schiena facendo notare l'assenza di reggiseno. Magari con un tacco non eccessivo ma comunque un tacco 8 ed un filo di trucco ma non volgare.
Claudio si presentò verso le 18 e mi salutò un po esitante vedendomi, con un bacio sulla guancia. Capivo che mi stava osservando pensando alle cena del mio ex fuori casa. Ci conoscevamo da qualche anno ed era sempre stato galante sia con me sia con le altre mogli dei colleghi di mio marito. Un uomo di 60 anni abbastanza alto e ben tenuto ma non eccessivo nei modi.
Ricordo esattamente come era vestito: camicia a righe con un maglione a V verde chiaro, pantalone di fustagno blu e mocassino color mogano. Lo feci sedere sul divano in salotto e mi misi di fianco a lui. Avevo preparato un mini aperitivo con vino bianco, patatine noccioline e qualche salatino.
Ero seduta di fianco a lui con le gambe intrecciate sul divano così che il vestitino di lana si era sollevato un po di piu lasciando scoperte metà delle cosce. Lui doveva aver capito che avendo la schiena nuda non indossavo il reggiseno ed infatti il suo sguardo ogni tanto tradiva una certa caduta mentre provava ad introdurre l'argomento della sua visita.
Lo lasciai parlare per alcuni minuti, esitante sulle cose da dirmi e osservando non solo le mie reazioni alle sue parole ma lanciandomi continui sguardi su tutto il corpo anche se di soppiatto.
Io un po lo ascoltavo e un po stavo covando la vendetta che mi dava un senso di euforia nonostante l'argomento e nonostante il pensiero dei ripetuti tradimenti.
Ad un certo punto lo interruppi ed affrontandolo chiesi "mi spieghi da uomo perche lui "cenava" fuori quando aveva la cena in casa? Ti sembra una brutta cena? Dimmelo da uomo" e mi esposi sollevando il petto ed alzando leggermente il vestitino ma senza esagerare. "no, no certamente, figurati io non ti giudico anzi ti assicuro che ti capisco e lui ha sbagliato" "Dimmi che un uomo non sarebbe contento di tornare a casa e vedermi cosi, perche io sono sempre cosi e potrei essere anche piu provocante" "No certo figurati io infatti non capisco tuo marito ma cerchiamo di trovare un accordo ". Mi alzai e gli dissi di venire con me. Lo portai in camera ed aprii la cabina armadio "guarda che biancheria indosso, guarda gli abiti , guarda le scarpe, dici che sono una donna poco curata? che non so essere femminile?". Era attonito e senza parole ma mi accorsi che tradiva una certa eccitazione. Mi bastò uno sguardo li sotto per intuirlo e questo mi eccitò perche comunque era piu di quanto immaginassi.
Mi avvicinai a lui premendo il mio petto al suo corpo e chiesi se lui avrebbe cenato sempre fuori e se questa cena poteva essere disprezzabile e mi misi una sua mano sul seno che non ritrasse ma rimase attaccata sino a quando strinse leggermente . Sembrava chiudesse gli occhi per chiedere perdono e mi scappò quasi da ridere. "ecco la cena ad iniziare dall'antipasto", e gli apri la zip infilando la mano li e sentendo che Claudio era super eccitato "no, mah aspetta", ma non mi levò la mano e lasciò che continuassi a massaggiarlo su e giu tirandolo fuori . "Dimmi come la cavo" e mi misi in ginocchio per accogliere il suo sesso nella mia bocca. Sospirava senza ritrarsi e capivo che il paciere era diventato un mio fan ahaha.
Andai avanti ancora un po ma mi stavo eccitando anche io e gli dissi che ora toccava a lui diventare cuoco e darmi la cena. Presi da un cassetto due preservativi. "Ecco questi li ho beccati nelle tasche di quello stronzo, direi che è perfetto se li usi su di me visto che con me le poche volte che si ricordava di avere la cena in casa non li usava". Lo sentii entrare pieno e provai una sensazione molto trasgressiva , Per un attimo non pensai al motivo per cui lo stavo facendo ma pensavo proprio che quell'uomo mi desiderava e lo intuivo da come lo stava facendo da come mi stava prendendo. Mi stava possedendo e godetti apertamente di tanta forza e virilità. Ormai ero io che cercavo lui spostandomi indietro ed in avanti per sentire il suo sesso che mi penetrava con profondità.
Claudio iniziò a perdere le sue inibizioni schiaffeggiandomi il sedere, stringendomi il seno con una mano e sospirando.
"Cambia il preservativo e prendi anche il mio culetto".
Mi leccò dietro mi infilò per prima cosa due dita e mi montò poderosamente.
Gemevo, urlavo e godevo anche perché non venivo scopata da tempo e non venivo penetrata dietro da anni ormai.
Sentivo che stava gemendo sempre di piu e gli dissi "ora offrirmi un sorbetto di fine cena" si staccò, levò il preservativo, mi misi seduta a bordo letto con lui in piedi e ripresi a succhiarlo e masturbarlo fino a quando non spruzzò nella mia bocca e un po sul viso. Continuai a succhiarlo e farmi colare il suo seme anche se un po ne bevvi e glielo feci capire. Ripulii con la lingua e fissandolo mi alzai per uscire dalla stanza.
"Ora dimmi, come era la cena? Il servizio è stato di tuo gradimento? la cuoca cucina bene?".
Balbettò qualcosa ancora choccato dall'avermi scopata in quel modo e dall'aver ricevuto le mie attenzioni, cosa che evidentemente non era abituato a ricevere a casa con sua moglie.
Inutile dire che fu dalla mia parte a quel punto riconoscendo l'idiozia del mio ex . Mi scrisse nelle settimane a seguire ma quello che volevo fargli capire lo avevo già fatto e non avevo intenzione di diventare la sua amante, non era per quello che mi ero concessa.
Quella esperienza però mi aiutò in futuro, anche se non potevo ancora capirlo
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