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Un fantastico trio
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Racconto14 min di lettura

Un fantastico trio

coppia cuckold con amico

Anna Bolerani
10 mesi fa · 1.6k letture · 1

Ero incredibilmente eccitata, sentivo la sua lingua scivolare su e giù attraverso le mie piccole labbra, mi faceva urlare di piacere mentre mio marito si masturbava guardando la scena.

Il suo amico aveva un modo di leccare così deciso, così sicuro, che mi faceva quasi dimenticare la presenza di mio marito. Ogni volta che la sua lingua si fermava sul mio clitoride, un brivido di piacere mi attraversava la schiena, e io mi torcevo sotto di lui, cercando ancora più contatto.

Mio marito, seduto sulla poltrona di fronte a noi, aveva le mani strette attorno al suo cazzo mentre ci osservava con occhi pieni di desiderio misto a qualcosa di più ambiguo—una specie di resa che lo eccitava più di qualsiasi altra cosa. "Ti piace come ti tratta?" mi chiese con voce roca, e io annuii freneticamente, troppo presa per rispondere a parole.

L'amico, senza smettere di leccarmi, afferrò improvvisamente le mie cosce e mi divaricò ancora di più, esponendo completamente il mio corpo al suo sguardo e alla sua lingua. Sentii un getto d'aria fresca sulla mia pelle umida prima che la sua bocca tornasse a bagnarmi, questa volta più profonda, più insistente. Le sue dita scivolarono dentro di me mentre io mi aggrappavo ai cuscini sotto di me, le unghie che affondavano nel tessuto. Ogni movimento era calcolato, perfetto, come se conoscesse il mio corpo meglio di chiunque altro.

Mio marito emise un gemito soffocato mentre si masturbava più velocemente, i suoi occhi fissi su di me e sull'uomo che mi stava facendo perdere la testa. "Vuoi che vada più forte?" sussurrò l'amico, e io annuii senza fiato, incapace persino di pensare. La sua lingua si trasformò in un'arma, un vortice di pressione e movimento che mi fece contorcere come una pazza. Il rumore umido della sua bocca su di me si mescolava ai miei gemiti e ai respiri affannosi di mio marito, creando una sinfonia di desiderio che riempiva la stanza.

Fu allora che lo sentii. Mio marito, con voce tremula ma piena di bisogno: "Fatti scopare il culo, per favore, voglio vederti mentre prendi tutto lui dentro di te". Le sue parole mi colpirono come una scossa elettrica, e per un attimo rimasi immobile, mentre il mio cuore batteva all'impazzata nel petto. L'amico sollevò lo sguardo verso di me, un sorriso malizioso che gli illuminava gli occhi mentre mi teneva ancora aperta con le sue mani forti. "Lo vuoi davvero?" chiese, e io sentii il mio corpo rispondere prima ancora che potessi parlare, un brivido di eccitazione che mi attraversò dalla testa ai piedi.

"Si, lo voglio," risposi, e la mia voce era così roca che quasi non la riconobbi. La sensazione delle sue dita che uscivano da dentro di me lasciò un vuoto improvviso, ma durò solo un istante prima che sentissi la punta del suo cazzo premere contro di me, più in basso, dove ero ancora più stretta. Nonostante fossi già così bagnata, quel primo momento di penetrazione fu un misto di dolore e piacere così intenso che mi fece contrarre tutta, le dita che si aggrappavano ancora più disperatamente ai cuscini. L'amico emise un suono gutturale, trattenendosi per non spingere tutto dentro di me troppo velocemente, mentre io ansimavo, cercando di abituarmi alla sensazione.

"Fai piano," dissi, e le mie parole erano più un sospiro che un comando. La punta delle sue dita si strinsero intorno alle mie cosce mentre lui annuiva lentamente, obbedendo alla mia richiesta. Ogni centimetro che entrava sembrava bruciare e sciogliermi allo stesso tempo, e io chiudevo gli occhi, concentrandomi solo sul respiro—in dentro, in fuori—mentre il mio corpo si apriva per lui. Mio marito gemeva, la mano che si muoveva sul suo cazzo sempre più veloce mentre ci fissava, completamente perso nello spettacolo. "Dio, sei perfetta così," sussurrò l'amico, e quando finalmente mi sentii completa, completamente piena di lui, non potei fare a meno di emettere un gemito lungo e tremante.

"Ti piace vedermi così, amore?" dissi a mio marito, la voce spezzata dal piacere mentre mi torcevo sotto il corpo dell'amico. Il suo sguardo bruciava, pieno di una strana mescolanza di eccitazione e sottomissione. Annui, incapace di parlare, mentre i suoi occhi seguivano ogni movimento, ogni scossa del mio corpo mentre l'amico iniziava a muoversi dentro di me. Le prime spinte furono lente, quasi esplorative, ma quando sentii il suo cazzo sfiorare quel punto dentro di me che mi faceva vedere le stelle, urlai, le unghie che affondavano nella schiena di lui. "Eccoti," sussurrò l'amico, e il suo respiro era caldo sulla mia pelle mentre aumentava il ritmo, ogni movimento un colpo perfetto, una tortura deliziosa che mi faceva perdere il controllo.

"Cosi continua non ti fermare- gli dissi," gemetti, sentendo il mio corpo reagire in modi che non credevo possibili. Ogni penetrazione era più profonda della precedente, ogni ritirata una promessa di ritorno. L'amico mi teneva stretta, le sue mani che mi afferravano i fianchi con una forza quasi brutale, segnandomi la pelle. Sentivo le gocce di sudore che gli scendevano lungo il petto mentre si muoveva, il suolo umido dei nostri corpi che si scontravano riempiendo la stanza di un odore intenso, primitivo. Mio marito si era avvicinato, incapace di resistere, e ora ci osservava da pochi centimetri di distanza, la mano che si muoveva freneticamente sul suo cazzo mentre fissava il punto in cui l'amico e io eravamo uniti. "Dio, guardati," disse, e nella sua voce c'era qualcosa di spezzato, di incredulo.

Il cazzo dell'amico sembrava incredibilmente grande dentro di me, ogni spinta che allargava i miei limiti. Eppure, più lui mi premeva, più il mio corpo rispondeva, stringendosi intorno a lui come per non lasciarlo andare. "Ti piace, vero?" mi sussurrò all'orecchio, la voce roca, e io annuii, incapace di mentire. Sentivo che stavo perdendo il controllo, che il piacere stava costruendosi dentro di me in un modo che non avevo mai sperimentato prima. Le mie gambe tremavano, i muscoli che si tendevano e rilasciavano in un ritmo frenetico, mentre le sue spinte diventavano sempre più selvagge, meno controllate.

"È bellissimo vederti con questo enorme cazzo nel culo," mi disse mio marito, la voce strozzata mentre si accovacciava accanto a noi, gli occhi fissi su dove eravamo uniti. La sua mano continuava a muoversi sul suo cazzo, ma ora era più lenta, come se volesse prolungare il momento il più possibile. "Sei così stretta, così perfetta... Dio, voglio vederti venire proprio così." Le sue parole mi trafissero, aggiungendo un altro strato di eccitazione al fuoco che già mi divorava. Sentii l'amico cambiare angolazione, e all'improvviso ogni suo movimento sembrava colpire quel punto dentro di me che mi faceva urlare, le mani che affondavano nelle lenzuola.

"Falla godere," ripeté mio marito, questa volta direttamente all'amico, e la sua voce era così piena di desiderio che mi fece venire i brividi. "Voglio vederti farla esplodere." L'amico annuì, senza mai perdere il ritmo, ma ora le sue ginocchia si strinsero sotto di me mentre aumentava ulteriormente la velocità. Sentii il suo respiro diventare più affannoso, la pelle bagnata che si schiantava contro la mia ad ogni spinta. Le dita di mio marito si insinuarono tra i miei capelli, tirandomi la testa all'indietro mentre mi obbligava a guardarlo negli occhi. "Sei la mia piccola troia, vero?" sussurrò, e io gemetti, annuendo freneticamente, perché in quel momento ero esattamente quello—sua, ma completamente in balia dell'amico che mi stava facendo perdere la testa.

Il suono dei nostri corpi che si incontravano riempì la stanza, un ritmo umido e cadenzato che sembrava accelerare con ogni secondo. L'amico abbassò la testa verso la mia spalla, i suoi denti che affondavano nella mia pelle mentre tratteneva un gemito. "Sto per venire," mi avvertì, la voce strozzata, e io lo sentii irrigidirsi dentro di me. Mio marito si spostò dietro di lui, fissando il punto in cui ci univamo con occhi pieni di avidità. "Sì, sborrale dentro," lo incitò, e quando l'amico finalmente esplose, fu come se il mio corpo lo succhiasse tutto dentro, ogni contrazione che lo spremeva fino all'ultima goccia. Il calore del suo orgasmo mi riempì, e io urlai, sentendo le mie stesse convulsioni iniziare a montare, troppo vicine per essere fermate.

Le dita di mio marito si strinsero attorno al mio polso mentre mi tirava su, lasciando scivolare via l'amico da me con un suono bagnato che mi fece arrossire. "Ora tocca a me," sussurrò, e prima che potessi rispondere, mi spinse giù sul letto, la mia schiena che si inarcava mentre lui si posizionava dietro di me. Sentii la punta del suo cazzo sfiorare il mio ingresso ancora tremante, e qualcosa nel modo in cui trattenne il respiro mi fece capire che anche lui era sull'orlo. "Guarda com'è bagnata per te," disse l'amico, osservandoci dalla poltrona mentre si asciugava il sudore dalla fronte.

Mio marito entrò in un solo colpo, e il gemito che mi strappò fu più di dolore che di piacere—ero troppo sensibile, troppo aperta, eppure quando iniziò a muoversi, l'angolazione cambiò tutto. Le sue mani mi afferrarono i fianchi con una presa che sapevo mi avrebbe lasciato i lividi, ogni spinta che mi faceva scivolare avanti sul lenzuolo umido. L'amico si avvicinò, il suo cazzo ancora semiduro, e senza chiedere mi infilò le dita in bocca. Il sapore di me e di lui mi fece contrarre intorno a mio marito, che rispose con un ringhio. "Non finire ancora," lo supplicai, ma la voce mi si ruppe quando l'amico affondò due dita dentro di me da davanti, il pollice che massaggiava il mio clitoride con una pressione perfetta.

Prima di andare avanti…

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