LA SCOPERTA DEL PIACERE ANALE
La scoperta del piacere anale Erano le 19,30 avevo finito di studiare, mi stavo preparando per l'esame di maturità. Sono sempre stato molto timido e questo rendeva complicato il mio rapporto con le ragazze. Non riuscivo mai a trovare l'approccio giusto per poter invitare ad uscire quelle che mi piacevano. Mi accontentavo di fantasticare nella mia stanza amplessi coinvolgenti che mi aiutavano nella masturbazione che era l'unico modo di dare sfogo ai miei desideri sessuali.Uscii e mangiai un panino al chiosco vicino casa poi decisi di andare al Cinema. Non volevo prendere l'auto per andare in centro ed avere problemi di parcheggio. Avevo preso la patente da poco ed ancora non mi sentivo ancora del tutto pronto per affrontare il traffico del sabato sera. Decisi di andare all'unico cinema del mio quartiere anche se non avevo idea di che film proiettassero, non ci ero mai stato.All'ingresso c'era un discreto movimento. Gente che chiacchierava e fumava. Feci il biglietto ed entrati. Le luci erano ancora accese e notai che a parte due coppiette sedute nell'ultime file, il resto era composto da un pubblico di maschi, giovani e meno giovani. Le file più avanti erano quasi vuote e mi sedetti in una di quelle alla prima poltroncina accanto al corridoio. Dopo un po' le luci si spensero e tutta la gente che stazionava nell'atrio entrò e presero posto. La mia fila si riempì e accanto a me si sedette un signore ben vestito sulla sessantina.Sullo schermo apparve il titolo che era tutto un programma: La lavandaia. Ben preso sullo schermo iniziarono a susseguirsi immagini hard molto esplicite.La ragazza protagonista era molto carina, seno prosperoso, fianchi larghi e ben formati e un bel sederone rotondo che spiccava nella scena della doccia dove veniva ripresa di spalle mentre si lavava. La storia era la solita trama incentrata sulle prestazioni di questa ragazza che si prestava a prestazioni sessuali più o meno spinte con i clienti della lavanderia dove lei lavorava.Nel buio della sala sentivo il respiro pesante degli uomini presenti e qualche rumore di mano che si muoveva sulle gambe. Anche io mi stavo eccitando ma non osavo farmi venire una mano in tasca per non dare nell'occhio. Accanto a me il signore anziano aveva aperto le gambe e con la mano destra si stava palpando il cavallo dei pantaloni dove si vedeva un bel rigonfiamento. Nonostante fossi molto eccitato mi sentivo in imbarazzo per quello che stavo vedendo e per quello che stava facendo il mio vicino.D'improvviso sentii una mano sfiorarmi il ginocchio. Era la mano sinistra del signore che mi stava accanto. Rimasi paralizzato dall'emozione. Non sapevo cosa fare. La mano si fermò sul mio ginocchio per qualche istante poi lentamente si spostò verso l'interno della mia coscia. Mi stavo eccitando tantissimo e non riuscivo ad avere la forza di fermare quella mano.Lentamente quella mano mi salì sulla coscia e raggiunse la mia patta dei pantaloni dove il mio cazzo era durissimo. La mano si fermò sopra il mio cazzo e poi lentamente iniziò a premere e massaggiare la mia erezione. L'emozione che provavo era indescrivibile. Era la prima volta che qualcuno mi toccava in quel modo. La mano del signore iniziò a palparmi il cazzo attraverso i pantaloni mentre io non sapevo cosa fare. Mi girai di scatto verso di lui e nella penombra lo vidi guardarmi fisso negli occhi mentre continuava a massaggiarmi il cazzo.Mi sentivo completamente impotente. Non riuscivo a reagire. La sua mano continuava a premere sul mio cazzo facendomi salire un'ondata di piacere che non avevo mai provato prima. D'improvviso sentii la sua mano entrarmi nella patta dei pantaloni ed afferrarmi il cazzo attraverso gli slip. Era una sensazione incredibile. Il suo tocco era deciso ma morbido e mi stava facendo impazzire di piacere.Mi guardai intorno per vedere se qualcuno si fosse accorto di quello che stava succedendo ma nella penombra tutti erano concentrati sullo schermo dove la lavandaia stava prendendo un grosso cazzo nero nella figa. Sentivo solo il rumore dei respiri affannati e qualche gemito soffocato. La mano del signore continuava a palparmi il cazzo attraverso gli slip e poi lentamente entrò dentro gli slip afferrandomi direttamente il cazzo nudo. La sua mano era calda ed asciutta e la sensazione era elettrizzante. Mi sentivo pervadere da un piacere indescrivibile mentre lui mi masturbava lentamente.D'improvviso sentii la sua mano fermarsi e poi afferrarmi il polso. Mi trascinò la mano sulla sua gamba e la portò sul suo cavallo. Attraverso i pantaloni sentii un enorme rigonfiamento. Mi fece pressione sulla mano e capii che volevo che lo palpassi. Così iniziai timidamente a palpargli il cazzo attraverso i pantaloni. Era enorme, molto più grosso del mio. Mentre lo palpeggiavo lui ricominciò a masturbarmi con decisione e rapidità. Il piacere era così forte che stavo per venire da un momento all'altro.Sentii il suo respiro avvicinarsi al mio orecchio e sussurrò: "Non venire ora. Prendi il mio cazzo in mano e masturbami." La sua voce era roca ed autoritaria. Rimasi senza fiato. Non avevo mai toccato un altro cazzo in vita mia. Esitai un attimo ma poi obbedii. Con mano tremante slacciai la patta dei suoi pantaloni e infilai la mano dentro. Sentii subito la sua erezione calda e dura attraverso gli slip di seta. Lui sospirò di piacere mentre la mia mano esplorava la forma del suo membro. Era lungo e spesso, ancora più grande di quanto immaginassi. Con cautela sfilai il cazzo fuori dagli slip e lo afferrai nudo. La pelle era liscia e tesa sul glande tumefatto. Iniziai a masturbarlo lentamente, imitando il movimento che lui stava facendo a me. Sentivo il suo respiro farsi più affannato mentre aumentavo il ritmo. La sala era immersa nel buio e nei gemiti del film, mentre le nostre mani lavoravano freneticamente sui rispettivi cazzi. Sembrava un sogno proibito, qualcosa di surreale eppure potentemente reale.Quando sentii che stava per esplodere, lui fermò la mia mano bruscamente. "Aspetta," ansimò. Tirò fuori dei fazzolettini sgualciti dalla giacca e me li porse con gesto secco. "Quando sborri, pulisciti subito con questi." Le sue parole mi fecero trasalire: sapeva che ero sull'orlo. Riprese a massaggiarmi con vigore, la sua mano esperta che sfregava proprio sotto il glande dove sono più sensibile. Il piacere si accumulava come un'onda nel mio basso ventre, irresistibile. Mi irrigidii tutto quando sentii le contrazioni partire dalla radice del cazzo. "Sto venendo..." gemetti senza controllo. Lui accelerò ancora mentre il primo getto caldo mi schizzava sugli slip e sulla mano. Fu un'esplosione lunga, violenta, che mi lasciò tremante e senza fiato. Mi ripiegai su me stesso mentre gli ultimi spasmi mi scuotevano. Mollai il suo cazzo e mi ripulii. Poi lui mi disse sottovoce. io esco ho la macchina qui fuori. Tu aspetta qualche minuto poi esci anche tu.Mi alzai piano quando le luci si riaccesero, confuso e tremante ancora per l'adrenalina. Mi sistemai i pantaloni umidi mentre gli altri spettatori si alzavano rumorosamente. Il mio vicino era già sparito tra la folla. Uscito nel fresco della sera, il sudore mi si gelò sulla pelle. Non vedevo nessun sessantenne nei dintorni. "Psst." Il sibilo veniva da un vicolo buio accanto al cinema. Quando mi avvicinai, riconobbi la sagoma elegante appoggiata a una berlina grigia. Aprì il portiere passeggero senza parlare. Entrai. L'odore di pelle e tabacco mi avvolse nell'abitacolo silenzioso.Partì senza accendere le luci, guidando lento verso la periferia. "Chiamami Aldo," disse finalmente, la voce più calda che in sala. Le sue dita tamburellavano sul volante mentre svoltava in strade che non riconoscevo. Mi chiesi dove stessimo andando, ma la domanda morì in gola. Il ronzio del motore e il calore del sedile mi fecero rilassare i muscoli tesi. Dopo venti minuti, parcheggiò davanti a una villetta con persiane chiuse. "Qui non ci abita nessuno da anni staremo tranquilli. Poi prese dal portafoglio una banconota da 50 euro e me la porse. "Sei stato bravo al cinema, tieni prendi. Te li sei meritati. Sai ci sono ragazzi che per toccarmi chiedono molto di più, ma tu sei stato onesto non hai fatto storie." Presi i soldi, mi facevano comodo anche se non me lo aspettavo."E' molto che frequenti il cinema? Non ti avevo mai visto.""Infatti non ci ero mai stato."" E dove battevi prima?"Quelle parole mi schiarirono subito le idee. Quel cinema era un ritrovo dove persone mature incontravano ragazzi a pagamento."E la prima volta per me" dissi imbarazzato "non lo avevo mai fatto.""Davvero? disse lui meravigliato ed appoggiandomi la mano sulla coscia."Si davvero, a me piacciono le ragazze.""Ma a quanto pare non solo le ragazze... Ho sentito come stringevi il mio cazzo con cura. Ti piaceva farlo. Non è così? E ti e piaciuto anche farti segare da un uomo, ammettilo.""Si mi e piaciuto."Poi mentre la sua mano tornava ad accarezzare il mio cazzo sopra i pantaloni disse: ""Se fai quello che ti dico posso farti godere ancora di più." La sua voce era un basso ronzio nell'abitacolo buio. Le dita mi scivolarono lungo la cerniera dei jeans, sciolte come serpenti. "Ti prego..." mormorai, già incapace di pensare. Sentii la fredda chiusura lampo aprirsi mentre lui sussurrava: "Sdraiati sul sedile." Obbligai il corpo a distendersi, la schiena contro la pelle del sedile. Quando le sue dita affondarono negli slip per estrarre il mio cazzo, un brivido mi percorse dalla nuca alle caviglie. "Adesso respira," ordinò, e sentii il suo alito caldo avvicinarsi all'inguine. La lingua mi sfiorò il frenulo, umida e precisa come uno strumento. Gemetti, afferrando i braccioli del sedile mentre iniziava a succhiare con ritmo lento e profondo. Ogni risucchio mi faceva sprofondare in un vortice di calore. "Così... lascia andare tutto," borbottò contro la mia pelle, le labbra che vibravano lungo l'asta.
