SI. me la sono goduta mentre dormiva... proprio così. Lei, si..!La mia vicinadi nome Ana. Me la sono goduta grazie a un sonnifero, somministratole dal Marito di nome Alberto appositamente per mé.
Ma partiamo dall'inizio "Sono Carlo”, sessuomane incallito di 70 anni, col cazzo sempre in tiro malgrado l’età, e sempre alla ricerca di cose porche da scoprire. Immaginate ora uno stendino a portata di mano, dove la figa in questione mette ad asciugare i suoi indumenti intimi. Ecco.Tutto nasce proprio da lì. Da quello stendino. I vicini... Che tema banale direte voi. Ma se il tema e banale, di certo non era banale l’ossessione che mi derivava dalla figa (come dicono gli esperti? La lei di coppia, se non sbaglio, si insomma dalla moglie dell inquilino del appartamento confinante al mio.
Vabbe, dopo ste stronzate torniamo alla mia meravigliosa ossessione. Lei, la vicina, manco a dirlo, come in tutti i racconti che si rispettino dovrebbe essere una figa da paura. E infatti é così! Una bella donna: bel viso e bel fisico. Mai ostentato e quasi sempre contenuto in un abbigliamento del tutto normale. 27anni, ben portati, mora, riccia con un culo che parla da solo e due tette strepitose...insomma immaginatevela voi come una bella figa pelosa nelle vesti di un proprio apparente anonimato. E allora? Che cosa ti ha fatto andare fuori di testa? direte voi. Lo scorso agosto (no, aspettate non me la sono trombata in quella occasione aspettate) Dicevo? Ah, si. Lo scorso agosto mi affaccio sul mio balcone e guardo il cielo cercando di intuire l’evoluzioni meteorologiche e Bang! Sbatto l’occhio su una mutandina, nera... di pizzo... tutta traforata... che era appesa sulla corda dei panni degli inquilini del appartamento adiacente sul loro balcone Un desiderio mi assale mentre mi si gonfia il cazzo. un desiderio che é un imperativo per la mia natura da sessuomane affetto da porchitudine cronica: Devo carezzarla, annusarla, maneggiarla!Mi guardo intorno. Non c’é nessuno in giro. Mi assesto il cazzo dentro i pantaloni, cercando di farlo stare comodo mentre continua a gonfiarsi e penso: Come posso arrivare a quel tesoro? Forse, con una canna da pesca! Scendo giù in cantina, individuo la canna adatta.L’afferro e risalgo le scale di corsa.
Arrivo sul mio balcone e il cuore comincia a battere forte all’impazzata. Intanto che apro la telescopica mi guardo intorno.E se mi vede qualcuno? Sti cazzi! E quando mi ricapita una occasione così? Davanti ai nostri balconi c’é un enorme prato abbandonato e in casa mia non c’é nessuno. Loro, i vicini, li ho visti uscire poco fa perciò, questo é il momento giusto. Allungo la canna e cerco di agganciare lo slip con la punta.Voglio appropriarmene... giusto per il tempo di schizzarci sopra e poi la faccio trovare come se fosse caduta casualmente sul nostro terrazzo..Fatto! Riesco ad agganciarla; la molletta che la teneva si smonta e il mio bottino cade giù.Ce l'ho! E nella mia mano. Chiudo la canna. Col cuore in gola, mi guardo di nuovo attorno per sincerarmi che non ci siano testimoni e rientro in casa per visionare con la dovuta attenzione il frutto della mia razzia. Ne saggio la consistenza del pizzo e me la porto verso il viso.Che tessuto... e che fragranza emana! Figa! Gnocca! Fregna! Topa! Sorca! Passera!... in un attimo mi passano nella mente tutti i sinonimi che conosco. Ce l’ho, ce l'ho, ce l'ho! grido dentro di me. Me la faccio scorrere tra le dita. Sgrano gli occhi, mordendomi il labbro inferiore, pensando che sia la mutandina più sexy del mondo. La immagino ammantare la figa molto pelosa come piace a me (lo so perché le donne parlano tra loro e qualche volta mia moglie e la figa in questione si confessano certe cose senza avvedersi se ci sia qualche sessuomane come me nei paraggi) Non resisto. Mi tiro giù la zip e mi avvolgo il cazzo, con quel tesoro. Con gli occhi aperti, ipnotizzato da quel contatto, immagino di poter sfiorare le carni della proprietaria col mio cazzo.Questo fa aumentare in me il desiderio di carpirle intimità. Volevo possederla. Così come ora mi stavo appropriando di quel tessuto. Avventarmi sulla sua figa, come un rapace sulla preda. Schizzo.Troppo presto, penso Ecco! Nasce proprio da lì, quella mia piacevole idea assillante. Salto a questo punto tutti i passaggi e arrivo a come mi sono deliziato godendo delle sue belle forme. Col marito, un simpatico quarantanovenne che ha girato mezzo mondo e ne ha viste di tutti i colori, ci davamo appuntamento quasi quotidianamente nel mio giardino a berci un caffe o a fumare un sigaro.E ovvio immaginare che uno degli argomenti delle nostre chiacchierate erano proprio le nostre avventure sessuali.
Dopo aver sondato la sua apertura mentale, in una di queste occasioni, colgo l’attimo propizio e gli confesso che la moglie sua me la scoperei volentieri. Uso altri termini, ovviamente ma la sostanza é la stessa. Ma se io nel confessarmi ho usato dei termini soft, il marito manifesta senza barocchismi che lui ha il desiderio di vederla trombata da un altro. E mi racconta che durante le loro sessioni amorose, accenna spesso alla moglie questa sua fantasia. "E lei?" chiedo io...Lui mi risponde, accompagnando le parole con un sospiro profondo, che lei non ne vuole proprio sapere di simili sconcezze. Anche se, mi confida ancora, quando gli dice queste cose, lei vibra, si bagna in maniera copiosa, godendo violentemente. Insisto: Ma dai! Magari ha paura del tuo giudizio?! Dovresti insistere, rassicurarla che non la considereresti una mignotta se te lo confessasse anche lei. Ma lui ribadisce che é stato finora inutile il suo sforzo nel farle comprendere i vantaggi per entrambi. Afferma di aver provato in mille modi a renderla edotta sugli aspetti erotici e benefici, che si creerebbero in simili occasioni. Ma, niente! Nulla l'avrebbe mai convinta. Era stata categorica e irremovibile. Ed era stata categorica anche l'ultima volta, proprio pochi giorni prima: lui le aveva confessato che lo eccitava il modo in cui gli uomini la osservano tutte le mattine mentre attende alla fermata dell'autobus.Già! la fermata dell'autobus. A quella ultima frase la mia mente parte e si allontana...La moglie, era diventata un punto di riferimento dei pendolari che prendevano la stessa linea.Tutti a cercare di intuire come si sarebbe vestita il giorno dopo, o a indovinare le dimensioni della gonna, o il colore del reggiseno e delle mutandine. Senza contare quelli che invece, sognavano quanto sarebbe stato delizioso farsi ciucciare il cazzo da quella bocca sorridente o infilarglielo in tutti i buchi possibili, culo compreso.Torno in me e riprendo il discorso con lui. E, con una certa titubanza e col cazzo in vistosa erezione a stento trattenuto dai calzoncini estivi che indosso, gli chiedo:
Ma... insomma... tu lo faresti? Vorresti che scopasse con un altro in tua presenza? Si. Anche ora, in questo momento fu la sua risposta. Ed io incalzo: Magari lo faresti per mitigare la possibilità di soffrire di corna? O lo faresti per lei? Solo per lei, intendo? Qui, lui ha un'impennata, si erge diritto sulla sedia e mi si avvicina e mi sussurra con fermezza: Manco per il cazzo! Lo farei perché piace a me l'idea di vederla infilzata dallo spiedo di un altro! La farei sbattere, anche se lei fosse incosciente. Anzi sai che ti dico? A te piace, inutile negarlo. hai il cazzo in tiro anche ora e vorresti fartela? E chi nega?! Se vorrei? E me lo chiedi? Anche se lei non partecipasse attivamente? Era chiaro che mi stava lanciando un'esca. Un'esca alla quale non potevo mancare di abboccare...Cioe? Voglio dire: le riempiresti la figa anche se lei dormisse? Non ti seguo..." dissi, sperando di aver capito dove voleva parare. E lui: "Da un paio di settimane prende un mezzo sonnifero. Stasera gliene somministrerò una dose normale devo dirvi cosa? risposi?Naaahh! Non c’é bisogno! Chi é arrivato a leggere fin qui é come me, affetto da porchitudine allo stadio più acuto e quindi sa cosa risposi Detto fatto! La mia famiglia é al mare per tutta la settimana Concordammo tempi e modalità in un baleno. Sono sul pianerottolo, davanti la loro soglia. Non ho nemmeno acceso la luce delle scale. Sono le 24.30 Lui apre la porta, socchiudendola é buio sul pianerottolo, attendo pochi secondi ancora, prima di entrare. La casa é in penombra i pochi punti luce illuminano gli ambienti in modo che ci si possa muovere senza pericolo di inciampare o sbattere addosso a qualche mobile. Mi dirigo in camera da letto so bene dove si trova: al lato della mia.
Lui é in piedi, poggiato con una spalla addosso l'angolo dell’armadio, in una posizione che gli consente una totale visuale del letto dove giace lei. Buffo: ci salutiamo, come se ci fossimo incontrati per caso. Lei, finalmente! é qui, davanti a me inerte e inerme. Guardo il marito interrogandolo con un alzata di sopracciglio. La sua risposta é un sorriso mentre annuisce moderatamente col capo: e sussurra: Dorme vai tranquillo. Io mi accomodo qui, su questa poltroncina: voglio godermi lo spettacolo. Ma ricorda il patto: quando stai per svuotare i coglioni dentro di lei mi devi avvisare. Si, si. Certo! Non temere. Raccolgo le idee. Vorrei già infilarle il cazzo fin dentro l’utero ma non devo aver fretta. Voglio assaporare ogni piccola parte di questa azione profanatoria.
