Una chiavata da sogno
Ire pov's
Tra me e Manuel non c'è mai stato nulla di serio; lavoriamo insieme, ci scambiamo battute un po' spinte e siamo usciti assieme qualche volta.
Quelle poche volte che siamo usciti, la serata terminava con io che finivo a ritrovarmi nuda nel suo letto, con il suo cazzo dentro di me.
È stato il sesso migliore della mia vita, ma comunque la differenza di età c'è, io diciannove e lui trenta.
Non me ne frega niente a me però ho paura del giudizio delle persone sul lavoro e ho paura che Manuel non abbia la mia stessa idea.
Sogno una vita insieme a lui...
È il mio principe azzurro in versione napoletana...
È alto, moro, capelli corti, palestrato e con due occhi color cioccolato; tutti gli dicono che ha un carattere di merda, ma non è vero perché è onesto, gentile e anche se a volte è un rompi coglioni, io ho sempre una buona impressione di lui.
La cosa che mi colpisce ancora di più di lui e che mi fa bagnare in un secondo è quando mi dice cose sporche in napoletano.
Se dovessi trovarmi davanti un tipo napoletano e uno del nord Italia, sceglierei mille volte quello napoletano, perché non c'è nulla di più eccitante che sentire parlare quel dialetto mentre si sta scopando.
Non vedo l'ora di uscire stasera con Manuel così posso scoparmelo per ore, voglio avere di nuovo il suo cazzo dentro di me, succhiarglielo e bere tutta la sua sborra.
Sono al lavoro e a pensare a queste cose mi fanno eccitare e distrarre.
Eccolo lì che mi fissa... è stupendo vestito da lavoro, ma senza vestiti è tutt'altra cosa.
Manuel: 《Hey pucchiacchella come stai?》
Giuro a volte odio questo nomignolo che mi da.
Ire: 《Tutto bene tu?》
Manuel: 《Bene ora che sono qui con te.》
Ire: 《Che leccaculo che sei!》
Manuel: 《Mi piace leccare qualcos'altro, al culo amo dargli solo schiaffi o morsi.》
Ire: 《Eh lo so che ti piace far così.》
Manuel: 《Chissà come mai?》
Ire: 《Nessuno può saperlo!》
Manuel: 《Sai cosa ti servirebbe per farti addolcire?》
Ire: 《Che cosa? Dai sentiamo.》
Manuel: 《La minchia ti servirebbe.》
Ire: 《Si però la tua di minchia, non voglio quella di altri.》
Perché tutte le volte che parliamo finiamo per fare discorsi così perversi?
Manuel: 《E io voglio la tua fessa.》
Ire: 《Stasera l'avrai come al solito. Potrai averla per ore se mi fai rimanere a dormire da te.》
Manuel: 《Va bene pucchiacchella mia.》
Ire: 《Solo tua e di nessun altro.》
Devo lasciargli intendere che io voglio solo lui e che nessun altro ragazzo mi interessa.
Spero che il tempo passa veloce perché ho voglia di lui.
Devo ammettere che all'inizio ero interessata ad un altro ragazzo che lavora assieme a noi, però non so cosa, ma c'è stato qualcosa che mi ha portato a provare attrazione verso Manuel e ho messo gli occhi su di lui desiderandolo sempre di più.
Mi capita spesso di sognarlo la notte e di svegliarmi per masturbarmi da quanto cazzo sono bagnata.
Ho appena finito da poco di lavorare e mi sto dirigendo verso casa sua, penso di aver preso dei semafori rossi e sto pure superando i limiti di velocità per essere lì prima a casa sua.
Busso alla porta, ma nessuno mi apre.
Me ne vado è inutile che sto qui ad aspettarlo, sarà per un'altra volta oppure mi troverò qualcun altro con cui scopare stasera.
Sono quasi arrivata alla macchina e sento delle mani prendermi per i fianchi e tirarmi verso il suo petto.
Manuel: 《Dove volevi scappare pucchiacchella? Hai cambiato idea su noi due?》
Ire: 《Ho visto che non aprivi e allora me ne volevo andare. E poi si potrei aver chiamato idea su noi due.》
Manuel: 《Come mai non vuoi più scopare con me?》
Ire: 《Non ho detto questo.》
Manuel: 《Allora spiegati meglio pucchiacchella.》
Ire: 《Mi sono innamorata di te e vorrei qualcosa di più del semplice sesso. Voglio che tu sia mio in tutto i sensi perché cazzo io ti amo, ma non so se tu provi le stesse cose.》
Non mi risponde, quindi decido di andarmene, appoggio la mia roba in auto e poi succede il finimondo...
Mi prende per un braccio.
Mi fa girare verso di lui.
Mi appoggia contro la portiera.
E mi bacia con passione.
Sembra che pure lui provi le mie stesse cose.
Come se mi amasse, ma avesse paura di ammetterlo.
Non posso continuare a baciarlo dopo essermi dichiarata e non aver avuto nessuna risposta.
Lo allontano come è giusto che faccia, voglio prima una risposta.
Manuel: 《Dove scappi pucchiacchella?》
Ire: 《A casa, dammi la borsa che vado.》
Manuel: 《Perché te ne vai?》
Ire: 《È inutile che rimango qui se non riesci a darmi una cazzo di risposta.》
Manuel: 《Il bacio era una risposta.》
Ire: 《Il bacio? E cosa avrebbe voluto dire questo "bacio"?》
Manuel: 《Che ti amo pure io e che vorrei che tu fossi la mia ragazza, magari anche per tutta la vita e chi se ne fotte 'e differenza 'e età. 》
Mi prende in braccio e mi porta fino a casa sua.
Entriamo, appoggia giù la mia borsa sul tavolo e mi porta in camera.
Mi posa lentamente sul letto e mi bacia.
Missà che questa non sarà una scopata.
Faremo l'amore.
Farò l'amore con l'uomo che amo.
Il mio amore napoletano.
Tra un bacio e l'altro ci spogliamo.
Abbiamo scopato tantissime volte, ma oggi è diverso.
Nell'aria si sentono cose diverse rispetto al solito.
Si china tra le mie gambe e inizia a leccarmi la figa e a penetrarla con due dita.
Sa come farmi godere e come sento che stacca la bocca dal clitoride gli spingo giù la testa.
Voglio sempre di più, voglio venire nella sua bocca e poi baciarlo per sentire come gli sta bene il mio sapore in bocca.
Mi si offusca la vista dall'eccitazione e dalle cose che mi sta facendo provare mentre mi mangia la figa.
Si stacca dalle mie gambe, mi bacia e in un attimo è dentro di me con il suo cazzo enorme.
Entra ed esce sempre più velocemente.
Dentro e fuori.
Veloce e lento.
Finché non sente stringere la figa intorno al cazzo...
E veniamo entrambi nello stesso momento.
Guarda i nostri umori colare insieme e mi dice quello che voglio sentire.
"Ti amo pucchiacchella mia, ti ho sempre amata per tutto questo tempo".
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