Finalmente: primo pompino

Giovanna Esse
10 months ago

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Passò un mese senza novità, poi la sorpresa: il sabato pomeriggio successivo avrei incontrato lei, che alla fine, per me, era ancora un mistero. Non l’avevo mai vista dal vivo.

Non mi masturbai per vari giorni, terrorizzato all’idea di fare cilecca per l’emozione. Quando venne il gran giorno, invece, partii da casa abbastanza nervoso e fermamente convinto a non farmi fregare: se non trovavo la donna, non avrei tollerato un “contentino” da froci.

Non ero lì per diventare “ricchione” ma per fottere con una donna vera.

Le mie paure si dimostrarono infondate... e di parecchio!

Lei c’era ed era bellissima, giunonica, alta almeno un palmo più di me; non credo di sbagliare dicendo che, da ragazza, probabilmente era stato una modella. Altro che foto e video sgranati, dal vivo era una stanga meravigliosa, con caratteristiche uniche che avrei imparato ad apprezzare, in quelle poche ore passate insieme.

Nonostante l’altezza di 1,80 aveva piedi piccoli, come quelli di una Geisha, e molto raffinati, ginocchia appena accennate, per nulla ossute; mani affusolate e dita sottili. I suoi seni straripavano e i capezzoli non chiedevano che di essere ciucciati e morsi, tanta era la libidine che trasmettevano... infine: era una “ragazza”. Doveva avere almeno 20 anni meno di suo marito. Diciamo che era quasi mia coetanea.

Insomma, io non credo che, in vita mia avrei avuto mai il coraggio di corteggiare una donna così stupefacente, l’avrei certo ritenuta al di fuori dalla mia portata.

Invece lei era lì e di certo non per caso.

Indossava una sottoveste nera e trasparente, o forse era un baby doll ( non sono pratico ), che terminava deliziosamente proprio sul merletto delle velatissime calze nere, autoreggenti. E sempre neri, sotto le trasparenze si intravvedevano slip e reggiseno, di taglia non inferiore alla 4°! A completare la su sexy eleganza, indossava scarpe color panna, col tacco 10... che la valorizzavano e la rendevano ancor più conturbante. Prima perché ancora più slanciata e imponente e poi perché, non so spiegare, ma lo stridio tra la lingerie nera e le scarpe chiare, la rendevano ammiccante e arrapante come una puttana.

Era decisamente “troppa” per me, intimidito da tanto ben di dio. Devo ammettere che ancora una volta il marito tornò utile, anche perché la donna, nonostante tutto era evidentemente un po’ impacciata e magari anche timida.

Fu lui a rompere il ghiaccio e ci sedemmo tutti sul divano. Solo poche chiacchiere e poi mi chiese di alzarmi e mettermi comodo, in pratica mi tolsi i pantaloni. A lei invece, da seduta, già la vestaglietta si era alzata, e si vedeva la carne immacolata delle cosce, fino al blocco elastico costituito dalle mutandine.

Anche il marito si mise in piedi, caccio direttamente il cazzo dai pantaloni e poi mi abbassò le mutande davanti a lei, chiedendole di accarezzarci, se voleva. La bellissima fece un sorriso impacciato ma poi tese le mani per sollecitarci i cazzi. Il mio era barzotto ma grazie al suo tocco divenne presto rigido... ormai tutti e tre ci scioglievamo facilmente.

Mi prese la bramosia di assaggiarla, mi inginocchiai e incominciai a baciare le sue cosce, e sentire il suo odore umido attraverso le mutandine; poi intervenne lui e le tolse l’indumento.

...Le piace molto essere leccata... – disse, e io non chiedevo di meglio. Aveva la figa piccola e stretta, quasi interamente depilata, non era bagnata né colava, ma la trovai umida e profumata appena iniziai a penetrarla con la lingua. Me la godetti, senza più pensare a nulla, fino a sentirla gemere. Lui mi esortava mentre la baciava in bocca, senza toccarla.

...Dai, prendila, è tutta per te.

Ero tuffato su di lei, alzai le braccia e arrivai ai seni, il marito li fece sbordare dal reggipetto, solo per me. Agguantai le zinne morbide e i capezzoli indisponenti, salii per baciare e leccare, scesi di nuovo con la lingua in figa.

Mi sembrava di mangiarla a sazietà, mi veniva offerta senza remore e senza freni. Non avevo mai goduto in quel modo, cioè approfittando del corpo di una donna come fosse una cosa mia, un terreno da coltivare e inseminare, una pietanza eccellente da gustare.

Le misi un dito nel culo, lei se lo prese, arrendevole e disponibile.

Il marito disse poi:

...Vieni, diamoglielo un po’ in bocca.

Doveva essere una pratica che lei amava, infatti non ebbe da obbiettare e iniziò subito una pompa delicata, mentre con le dita sottili mi teneva calde le palle. Con l’altra mano stringeva il cazzo di suo marito.

Poco dopo si dedico a spompinare pure lui... poi ci accostammo, credo che lei lo aspettasse, in quel modo riusciva a prendere in bocca entrambi i glandi e buona parte dei nostri pescioni arrapati.

Ormai non era più la timida signora di prima, ma si era eccitata di brutto anche lei.

Ero più io che, invece non riuscivo a lasciarmi andare del tutto; devo ammetterlo, era veramente un’esperienza troppo forte, e mi veniva offerta tutta insieme. Comunque, nonostante l’emozione, per fortuna sostenni a lungo l’erezione e questo fu apprezzato.

Il marito si distaccò da noi e, dopo, mi porse un preservativo. Non potevo biasimarli, dopotutto ero un estraneo. Lei si staccò e prese l’iniziativa di voltarsi e poggiarsi con le mani al divano; si mise a 90 gradi, mostrando il suo culo bianco, perfetto, dove il solco del suo buco e la figa erano la sola ombra centrale.

Attese con pazienza che indossassi il profilattico, la vestaglietta alzata e senza mutande, per permettermi di usufruire con comodità della mia preda.

Il cazzo si ammosciò lievemente, così mi chinai e, cosa che non avevo mai fatto in vita mia. oltre a leccarle la figa le leccai anche i buco del culo. Fu favoloso, era morbido, arrendevole e profumato, un piacere umido per intenditori.

Appena mi ripresi, cercando di arrivare alla sua altezza provai a ficcarla, ma la toccavo solo con la capocchia. Fu lei a chinarsi gentilmente per accogliere il mio cazzo, più spesso che mai, che penetrò senza trovare resistenze, ma solo un anfratto di calore e piacere.

Mi sentivo in paradiso, scopare amabilmente in quella femminona, donata da suo marito su un piatto d’argento, mi dava la sensazione di essere invitato a guidare una Ferrari, dopo una vita passata nella Panda!

Oltre al piacere sessuale provavo una vera euforia generale.

Dopo una sana scopata, ci trasferimmo nella camera matrimoniale e ci stendemmo sule lettone. Il marito fu molto discreto e la sua azione fu ancora più arrapante, per il mio pene: con discrezione ci lasciò soli, nella penombra.

Lei aprì le cosce e io le salii sopra, finalmente avevo anche a disposizione le zinne polpose e i capezzoli da suggere. La chiavavo con costanza e lei gemeva, finche non venne, chiedendomelo prima, con voce emozionante.

...Posso venire? – disse.

Io non sapevo se dire sì... non mi era mai successo.

Il marito ci stava ascoltando da dietro la porta, entrò e le prese la mano. Fu lui stesso a incitarla per raggiungere l’orgasmo e lei, subito dopo, si lasciò andare e “partì”.

Smaniava sotto di me, gemeva e scartava un po’ sui lati, come attraversata dalla corrente elettrica. Io sono lungo a sburrare, così non ero ancora pronto, fu un bene perché riuscii a protrarre la sua goduria per diversi minuti, senza fermarmi.

Le uscii da dentro e mi misi al suo fianco, per farla riprendere.

...Ti voglio fare un po’ di lato, ...dissi, e l’aiutai a posizionarsi, un po’ chinata per facilitare la penetrazione più a fondo. Fu una posizione fantastica, me la tiravo al cazzo per il fianco, scopando sempre più in fretta e sempre più scoordinato. Le nostre carni si univano, nella mollezza di quell’amplesso riposante e piacevole.

Lui, tornato in camera, si accovacciò sull’atra sponda e, sapendo che le piaceva molto, le apriva la fessa con le dita.

Colpo su colpo, spingendo fino alle palle, la sentii soffiare e sbuffare per la pompata, iniziò ad arrivare ancora una volta, con i soliti fremiti... non riuscii a resistere e, mentre andavo avanti e indietro, quasi senza accorgermene, iniziai a riempire il profilattico con la più abbondante sborrata della mia vita.

Il marito mi tolse il condom e poi mi leccò il cazzo per pulirlo; non ebbi da ridire, in passato avevo già ricevuto il pompino da lui.

In quel modo ebbi la conferma che lei sapeva della sua bisessualità.

Ci rilassammo, quieti sul letto, tra qualche chiacchiera e qualche battutina.

Lui era supino, nudo, e si carezzava il cazzo.

Io ero al centro... lei si rigirò e, con delicatezza, prese in bocca il mio cazzo, che era ancora moscio.

Iniziò un pompino delicato, era lampante che se lo stava godendo. Pian piano me lo intostò, e continuò a sollecitarmi senza tregua, con ferma decisione, su e giù, fuori e poi tutto in gola, tenendomi per lo scroto.

Sussultai e mi inarcai, sovreccitato, con gli occhi serrati, finché, dopo molti minuti, non trattenni il secondo fiotto... ed ebbi l’onore e il piacere di sborrarla tutto in bocca.

Non ci avrei mai sperato, ma lei continuò, succhiò e bevve tutto lo sperma, ricevendo, subito dopo, le coccole e i complimenti del marito.

continua...

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