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Erotika
Corna consensuali.
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Racconto16 min di lettura

Corna consensuali.

Mi chiamo Giorgio, ho 49 anni e sono sposato da 26 anni con Angela, che ha la mia stessa età. Dal nostro matrimonio, è nato un figlio, maschio, di nome Luca, che ha 23 anni. Sono un uomo di media statura, un po’ in sovrappeso ed una vistosa calvizie che mi costringe a tenere la testa rasata. Angela,...

pennabianca
3 anni fa · 567 letture · 0

«Immagina che, mentre ti scopo, un altro te lo infila in bocca. Succhia troia! Succhia quest’altro cazzo che, dopo, ti chiaverà.»

Ha avuto un orgasmo devastante, che l’ha fatta tremare tutta e godere tantissimo. Anch’io però non ho resistito molto e le sono subito venuto dentro. Al mattino, dopo colazione, ci siamo avventurati fra le dune e subito ci siamo resi conto che vi era un mondo per noi totalmente sconosciuto. Donne completamente nude che si esibivano davanti ad alcuni maschi, che si masturbavano in loro onore. Ho visto gli occhi di Angela brillare per lo stupore e, nello stesso tempo, i suoi capezzoli gonfiarsi immediatamente, indice di una vera e propria eccitazione. Dopo aver girovagato, abbiamo deciso di metterci sdraiati in un piccolo avvallamento fra due dune, a ridosso di un rigoglioso cespuglio, che offriva un minimo di refrigerio alla forte calura che già si avvertiva. Seduti sulla sabbia fine di quella duna, siamo rimasti da soli per circa un’oretta, poi, è giunto vicino a noi un uomo alto, massiccio, bello e con un cazzo poderoso. Il tizio ci ha visto e si seduto a pochi metri da noi. Per diversi minuti c'è stato solo uno scambio di sguardi tra lui e noi. Ci osservava e, lentamente, si accarezzava il cazzo. Sembrava interessato ad Angela, che, però, mostrava indifferenza. Allora, quasi per rompere il ghiaccio, le ho chiesto quale impressione le avesse fatto quell’uomo seduto a poca distanza da noi.

«È un bell’uomo ed ha anche una bella dotazione.»

Mi è stato subito chiaro che non le era sfuggita quella peculiarità che, anche se in fase di riposo, era una gran bella verga più importante della mia. Le ho sorriso e proposto un suggerimento, giusto per vedere come reagiva.

«Perché non provi ad allargare un po’ le cosce, così da vedere l'effetto che fa?»

Incoraggiata dal mio suggerimento a farsi vedere ed osare, lei ha inarcato le gambe e le ha aperte in maniera tale che quell’uomo potesse avere una perfetta visione della sua fica. Ero elettrizzato da come si stava evolvendo la situazione. Così ho provato a sondare un po’ il terreno.

«Vuoi che lo avvicini? Questo potrebbe esser la persona che stiamo cercando, per vivere l'esperienza che tanto desidero: vederti chiavata da un altro uomo.»

Lei non ha risposto, però osservavo con quanto interesse Angela continuava a fissare lo sconosciuto e questo mi faceva eccitare al massimo. Ho allungato una mano fra le sue cosce ed ho sentito la figa bagnata. Per circa una mezz’ora, fra noi è continuato lo scambio di sguardi, mentre io, con delicatezza, proseguivo ad accarezzare la fica di Angela, che era sempre più bagnata. Quando le ho chiesto se voleva giocare con quel tizio, lei mi ha guardato con occhi languidi, quasi prossima a godere, perché le mie dita ora erano infilate dentro la sua fica e, con un filo di voce, ha risposto alla mia domanda.

«Amore, decidi tu, perché in questo momento non sono in grado di avere la mente lucida: sento che il piacere stravolge ogni mio pensiero.»

Ho rivolto di nuovo lo sguardo verso quel maschio e, al solo il pensiero che quella verga che aveva tra le mani e che, lentamente, aumentava di spessore potesse piantarsi nella fica di mia moglie, mi faceva indurire così tanto il cazzo, da farmi male. Con un cenno del capo, gli ha fatto capire che poteva avvicinarsi e lui, senza un attimo di esitazione, ha preso il suo telo e lo ha steso accanto al nostro, dal lato di Angela, così da averla in mezzo a noi due. Ha cercato con lo sguardo un mio cenno e, poi, ha allungato una mano sulla coscia di mia moglie, che subito ha avuto un fremito nel sentire quel contatto. Ho fatto le presentazioni ed ho scoperto che il tizio si chiamava Pablo, di origine messicana, ma residente da tanti anni qui, a Gran Canaria. Mentre parlava, Angela lo guardava con occhi languidi, mentre lui continuava ad accarezzarle la coscia, senza osare spingersi fino alla fica. Io continuavo ad accarezzarla e, ad un tratto, mi sono accorto che dalla figa di mia moglie cominciava a fuoruscire un flusso più caldo e intenso di umori, mentre i suoi capezzoli erano induriti al massimo. Pablo indugiava con le carezze, mentre parlava con noi e, ben presto, si è creato un buon feeling: attorno a noi c'era un'atmosfera languida e dolce. Con un sorriso, Angela ha poggiato una sua mano sulla coscia di Pablo, molto vicino all'inguine. Il cazzo, a quel contatto, ha subito reagito e si è fatto di marmo. Pablo ha rivolto uno sguardo prima ad Angela, che gli ha sorriso, e poi verso di me, che ho risposto con una strizzatina d'occhio, mentre la mano di mia moglie continuava a scorrere sulla sua coscia, sempre più vicina a quel cazzo che ora svettava in tutta la sua potenza virile. Pablo si è sdraiato accanto a lei, facendole ammirare e toccare il suo bel corpo che, per le carezze che riceveva, produceva notevoli effetti sulla consistenza del cazzo. Angela, allora, ha afferrato quell’asta, misurandone lo spessore, poi, con l’altra mano ha afferrato anche il mio, per valutare la diversa dimensione. Prese a masturbarci lentamente entrambi: finalmente aveva fra le mani due cazzi veri. Era la prima volta: non aveva mai avuto un altro cazzo, oltre al mio, in mano, mentre ora si godeva il piacere di masturbare un perfetto sconosciuto, sotto i miei occhi. Ho guardato mia moglie e l’ho invitata a prenderlo in bocca.

«Perché non lo prendi in bocca e gli fai sentire quanto sei brava a succhiare il cazzo.»

Lei non ha esitato. Si è inginocchiata tra le gambe di Pablo, in modo che io avessi una buona visione di ciò che stava per fare, poi ha mosso lentamente la bocca verso quel membro duro e svettante. Lo ha stretto forte nella mano, ha tirato la pelle verso il basso facendo emergere la grossa cappella rossa, che sovrastava quella splendida verga. Poi ha fatto scorrere la lingua sul glande e ci ha giocato, circondandolo. Sentivo la sua fica molto bagnata, mentre lei ha aperto la bocca per accogliere il membro di Pablo. Poi ha serrato le labbra intorno al tronco e ha cominciato muovere la testa su e giù. Lui ha sospirato, mentre si godeva la bocca di mia moglie. La masturbavo e continuavo a segarmi, mentre ero piacevolmente sorpreso dal fatto non aveva esitato a succhiare il cazzo di un perfetto sconosciuto, davanti a me. Lui mi ha guardato e, sorridendo, ha apprezzato quello che stava provando.

«Che troia che è tua moglie! È una vera puttana, succhiacazzi.»

L’ho guardato compiaciuto ed ho convenuto con lui che era veramente una gran puttana. Ho anche aggiunto che, se voleva poteva sborrare nella sua bocca, perché la troia lo avrebbe ingoiato tutto. Lui ha sorriso, mentre io osservavo senza perdere nessun dettaglio di ciò che stava facendo mia moglie. La stavo masturbando sempre più forte, quando, ad un tratto, lei, con un grido soffocato a causa della bocca piena, mi ha fatto capire che stava godendo: la cosa mi ha eccitato così tanto che, anch’io sono venuto, schizzandole sul culo e fra le cosce, una copiosa sborrata. Lei si è staccata per un attimo da quel cazzo e, quando si è girata, i nostri occhi si sono incrociati; i suoi brillavano di estremo piacere. Pablo ha afferrato mia moglie per i capelli ed ha preso a fotterle la bocca, facendo arrivare il suo cazzo fin nella gola di Angela. La scopava con ritmo accelerato, finché, con un grido, ha cominciato a sborrare.

Prima di andare avanti…

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