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Intriganti evasioni. Quarta parte
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Racconto11 min di lettura

Intriganti evasioni. Quarta parte

Incomincio a leccare e succhiare quel palo di carne vive e pulsante. Lui mi indica cosa devo fare e come farlo. Io mi applico al meglio e alla fine ottengo i suoi complimenti e la sua sborra in bocca. «Brava, succhiami anche le palle! Brava così. Adesso leccalo tutto, e con la mano gioca con le mie ...

pennabianca
3 anni fa · 310 letture · 0

Incomincio a leccare e succhiare quel palo di carne vive e pulsante. Lui mi indica cosa devo fare e come farlo. Io mi applico al meglio e alla fine ottengo i suoi complimenti e la sua sborra in bocca.

«Brava, succhiami anche le palle! Brava così. Adesso leccalo tutto, e con la mano gioca con le mie palle, mentre lo infili in gola, così da brava che mi fai sborrare. Succhialo, dai che vengo e tu ingoia tutto!»

Mi schizza in bocca dei fiotti di crema calda e densa che assaporo e trovo davvero buona. Ne spruzza tanta che fatico a ingoiarla. Succhio e lecco mentre lui geme di piacere. Mi scarica tutta la sborra in bocca, alla fine lui è molto soddisfatto. Quando ho finito lui mi sorride soddisfatto.

«Brava troietta. Tua nonna è una vera succhia cazzi e troia, ma tu in breve diventerai più zoccola di lei. Hai la stoffa della puttana, e questo mi fa tanto piacere. Se ti ribecco a spiare nelle cabine sono guai. Adesso vattene. Sparisci.»

Torno di corsa verso l’ombrellone e ci trovo mia nonna che mi chiede dove ero finita.

«Sono andata a prendere un gelato.»

Lei sorride, e mi si avvicina.

«La prossima volta che lecchi un gelato non farlo sgocciolare sul costume. Macchia ed è molto difficile da togliere.»

Abbasso lo sguardo e vedo che una goccia di sborra ha sporcato il mio reggiseno del costume rosso e si vede benissimo. Arrossisco mentre lei finge indifferenza. Dopo un’oretta ce ne torniamo a casa e pranziamo. Abitualmente la nonna dopo pranzo fa un riposino e io mi metto in veranda a leggere, ma quel giorno mi prende per mano e mi porta sul letto con lei. Sdraiate l’una accanto all’altra mi parla con un tono calmo e pacato.

«Chi ti ha offerto il gelato da succhiare.»

Esito un attimo e le rispondo.

«Il bagnino.»

Lei sorride compiaciuta.

«Mi fa piacere che la mia nipotina abbia buon gusto. Per una vecchietta come me sarà dura reggere la tua concorrenza. Sarà rimasto così soddisfatto, che adesso mi dovrò cercare un altro ossetto da spolpare.»

 La guardo e la sparo tutto d’in fiato.

«Soddisfatto? Scherzi, spero. A mala pena avrò avuto la sufficienza. Sono così inesperta che questo è stato in assoluto il mio primo e pompino! Tua nipote è così inesperta che rasenta il ridicolo»

Lei mi guarda stupita e mi abbraccia con amore.

«Adorabile porcellina, mi vuoi far credere che sei una ragazza illibata? Con una nonna come me che ha zoccoleggiato, e ancora zoccoleggia, e una madre come la tua, a cui il cazzo piace oltre modo, e ti assicuro che quel porco di tuo padre, gli ne fa gustare tanto, tu mi dici di essere inesperta e vergine? Se è così allora cambia tutto. Perché non mi hai mai chiesto nulla? Averi potuto darti tanti consigli e qualche aiuto. Dai raccontami nei dettagli quello che hai fatto al bagnino, e dimmi anche perché ai detto che eri quasi sufficiente. Mi fai capire che una certa esperienza l’avevi già fatta.»

Mi sento tranquilla. La sua voce è calma e comprensiva, che le racconto tutto e in particolare anche di aver spiato mamma, prima e lei oggi.

«Bricconcella, non si va in giro a spiare le persone. Se me lo dicevi ti potevo aiutare facendoti partecipe del gioco. A Luigi sicuramente sarebbe piaciuto tanto. Oggi mi ha detto che ti avrebbe scopato volentieri. Allora io adesso ho da proporti in patto, ma pensaci bene se lo accetti lo devi rispettare fino in fondo.»

La guardo e prometto curiosa di sapere i termini del patto.

«Io e te da oggi siamo amiche e complici. Ti puoi succhiare tutti cazzi che vuoi, ma se è vero che sei vergine, e poi che sei sotto la mia custodia, la patatina le devi tenere ben chiusa. Niente sciocchezze, e io ti insegnerò tutto che serve sapere nel sesso.»

La guardo e abbraccio con gioia. Le prometto che sarò fedele al patto, e lei mi spiega quello che c’è ancora da sapere per essere una vera succhiacazzi. Le chiedo anche di lei e il nonno, e di mia madre. Mi racconta che il nonno era un vero porco, che amava esibirla e si eccitava quando lei si mostrava tanto troia, e volte lui stesso le portava degli amici in casa per scopare insieme. Anche mia madre è una bella zoccola, le piace tanto esibirsi, ma lo fa di nascosto da me, e sopra tutto con le complicità di mio padre.

«Mia cara figliola, il seme della troiaggine è molto insito nel DNA delle femmine della nostra famiglia e tu prometti molto bene.»

Facciamo in una bella risata e ce ne torniamo al mare. Quando siamo sotto l’ombrellone vediamo Luigi, la moglie è a prendere il caffè, la nonna gli parla a voce bassa, lui annuisce e mi guarda. Quando torna sua moglie la nonna la invita a fare una passeggiata, dicendo che ha bisogno di sgranchirsi le gambe. Appena se ne sono andate Luigi mi guarda, mi fa un cenno con il capo, e si allontana verso le cabine io lo seguo. Appena dentro la sua lui mi guarda, si siede sulla sedia e estrae un bel cazzo già quasi duro.

«Tua nonna mi ha detto che hai bisogno di fare un po’ di pratica. Spogliati del reggiseno e poi succhiami il cazzo.»

Lo guardo un po’ titubante.

«Stai tranquilla, ha detto che non ti devo scopare, ma non ha detto nulla per le tue tette che mi fanno impazzire. Dai vieni qui che ti insegno come si fa una bella spagnola.»

Mi inginocchio, lui sporge in fuori il bacino e mette il suo cazzo, che adesso è bello duro fra le mie tette, mi invita a masturbarlo con il movimento del seno. Bellissimo! Mi piace vederlo ansimare, godere come un porco, per la mia prestazione.

«Dai leccalo quando spunta sotto alla tua faccia! Cazzo! che spettacolo! Hai due seni stupendi! Mi piace, leccalo tutto, anche le palle! Sei stupenda! Mi fai godere, sei meglio di tua nonna!».

Mi rendo conto che sono io a gestire il suo piacere, mi diverto a farlo impazzire. Lo succhio e poi lecco, lo metto fra seni a mio piacimento. Lui si contorce e mi supplica di farlo sborrare. Lo torturo ancora un poco, il tempo di accarezzarmi la micetta da sopra il costume e raggiungere il mio piacere, che lo faccio schizzare in bocca. Lo succhio forte e lui sborra. Gode gemendo molto forte. Mi riversa in bocca tanta sborra calda e densa. Il sapore è diverso da quella del bagnino, ma è gradevole e fatico un poco a ingoiarla tutta. Ne cade un poco sul seno, lui me la spalma massaggiando i capezzoli duri, mi fa venire ancora. Lecco e succhio fino a spremere anche l’ultima goccia, poi lui mi invita ad andarmene per non destare sospetti. Esco e vado in mare a fare il bagno, perché il sotto del mio costume presenta una vistosa macchia umida, all’altezza della mia micetta che ha sbrodolato tantissimo. Quando esco, mi distendo sul mio lettino, tornano la nonna e la signora Adele, che si guarda in torno a cercare Luigi. Poi lo vede che viene dalla parte del bar con una bottiglia di acqua in mano. Mi nonna mi guarda e con un cenno del capo le faccio capire che è tutto a posto. Nei giorni a seguire mi sono sbizzarrita a succhiare tanti bei cazzoni, anche cinque o sei al giorno, e con tutti facevo un patto molto chiaro, la patatina non si tocca. Solo una volta uno ha cercato di scoparmi, ma io l’ho mandato al diavolo, dicendo se che se provava a insistere lo denunciavo perché ero minorenne. Quando sono arrivati i miei genitori, i giochi giornalieri sono stati limitati dalla loro presenza, ma tutto era solo rimandato alla sera, quando loro se ne andavano in giro per locali, e io e mia nonna ci divertivamo molto. La sera dell’ultima domenica appena usciti i miei genitori per andare ad una sagra di birra, bevanda che a mia nonna non piace, noi ci siamo messe in tiro da urlo per passare una indimenticabile serata. Lei gonna corta di lino nero con topo bianco, niente intimo ne sopra ne sotto, sandali con tacco vertiginoso. Io mini elasticizzata bianca, trasparente, praticamente nuda, zero intimo, e top azzurro, sandali a zeppa da vertigine. Sembravamo due battone a caccia di clienti. Mentre camminavamo per la passeggiata sentivo i commenti dei maschi che ci hanno proposto di tutto. Ero così eccitata che pensavo si sarebbe visto il piacere colare dalle cosce. Seduta al tavolo di un bar a sorseggiare un drink, mia nonna ha accavallato le gambe e due maschi al tavolo vicino al nostro hanno sollevato i calici in segno di gratitudine per lo spettacolo offerto. Lei mi ha guardato e sorriso, poi ha sollevato il suo per ricambiare, e un attimo dopo erano davanti a noi due splendidi esempi di uomini vogliosi, con il pacco già duro e voluminoso. Uno moro e l’altro biondo, ci hanno offerto un giro in auto sulle colline che noi abbiamo accettato. Quando siamo saliti sulla loro auto uno splendido maggiolone cabrio, io sono salita dietro con il biondo di nome Riccardo e lei davanti con Tommaso il moro. Appena partiti e imboccata la strada verso le colline Ric, ha messo una mano sulle mie cosce, ma mia nonna si è girata e ha messo in chiaro le cose.

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