Essendo una ragazza dai gusti un po’ particolari ho trovato un marito che fa un lavoro perfetto per me, l’autista di pullman turistici, resta fuori casa per molti fine settimana e spesso per settimane intere, è una bravo ragazzo e mi ama, dopo sposati l’ho convinto a vivere fuori città, in mezzo alla natura, abbiamo comprato una cascina mezza diroccata, ci è costata molto meno che del semplice terreno edificabile, un suo cugino che lavora nelle costruzioni ha finito di demolirla creando con le macerie una base solida in grado di isolarla perfettamente dal terreno, poi abbiamo preso una casa prefabbricata in legno a forma triangolare e ce l’abbiamo messa sopra e piantato piante a rapida crescita tutto intorno, dopo cinque anni abitiamo praticamente in mezzo ad un boschetto, non abbiamo vicini impiccioni e i nostri 4 labrador si occupano della nostra, soprattutto mia, sicurezza oltre a farmi molta compagnia.
O9ltre alla rete di recinzione, poi, abbiamo realizzato una siepe di cipressi tutto intorno, ci teniamo alla nostra privacy, abitiamo non a grandissima distanza da grossi centri come Milano, Lodi e Pavia, in leggera collina per muovermi ho una vecchia Land Rover che però è stata rimessa a nuovo, ci vado dappertutto.
Ho 27 anni, mio marito 35, non ho figli, non ne ho mai voluti e, mio marito non lo sa, mi sono fatta rimuovere le tube di Falloppio già prima di conoscerlo, corro, faccio pilates e mangio sano, tengo al mio corpo che è snello e sodo, sono alta un metro e settantacinque per 63 chilogrammi e sono completamente depilata, mora con i capelli lunghi, molto lunghi, mi arrivano al sedere, quando li lavo ci vuole parecchio per asciugarli e spazzolarli ma mi piacciono così.
Fino da ragazza ho scoperto che mi piace il sesso violento, mio marito non è il tipo è dolcissimo ed affettuoso, cerco altrove il mio piacere.
In un bar karaoke di MIlano ho conosciuto una sera un cuoco giapponese, grande e grosso, ho pensato fosse un ex giocatore di Sumo, si è esibito con New york New york decisamente allucinante, però abbiamo bevuto insieme e mi ha fatto un sacco di complimenti per i miei capelli, avevo messo un miniabito con colletto alla coreana e scollatura profonda sulla schiena con due spacchetti laterali sulle cosce, con decoltè nere con tacco 10, mi guardavano in diversi, lui, ogni tanto diceva qualche parola in giapponese, sicuramente aveva bevuto un po’ troppo e, anch’io non è che fossi proprio sobria, prima di rimettermi alla guida era il caso smaltissi un po’ di alcool, forse era il caso rimanessi a dormire a Milano, glielo dissi
- Sato, conosci un alberghetto qui vicino?
- Non ce ne sono proprio vicino, vieni da me, ci divertiamo
- Ci stiamo già divertendo
- Si ma io devo andare a casa, fammi compagnia bei capelli
- Prima devo bere un caffè doppio
- Pago io
Abitava a non più di 1oo metri dal locale, l’aria fresca della sera ci dette una sferzata, era quello che ci voleva, era un piccolo appartamento al piano rialzato di una vecchia casa non lontano dall’Arena, arredato alla giapponese, per terra un tatami, all’ingresso togliemmo le scarpe, il letto, molto basso a futon, appena entrati si tolse la camicia e i pantaloni rimanendo in mutande, senza badare a me si buttò sul letto, aveva tutto il petto e la schiena pieni di tatuaggi colorati, fino a metà braccia, dal letto mi disse
- Stendiamoci un po’ a riposare poi beviamo qualcosa
- Hai del caffè?
- C’è del the
- Ok me ne faccio un po’ ti dispiace?
Mi rispose russando, misi su il bollitore nella piccola cucina, trovai del the in una scatola di metallo su un ripiano ed una tazza, lo bevvi così caldo, senza zucchero perché non ne trovai, intanto mi guardavo intorno, c’era un ceppo di legno con una mezza dozzina di coltelli da cucina vicino ad un tagliere di legno e poi ciotole e piatti su un ripiano, decisamente spartano come appartamento, andai nel bagno, lì una grande doccia, un wc con doccetta integrata, niente bidet ed un lavabo profondo, più da cucina che da bagno, uscita dalla stanza mi trovai davanti Sato che si era alzato
- Credevo te ne fossi andata
- Dovevo andare in bagno
- Si, anch’io
Ci ritrovammo seduti a gambe incrociate sul futon a bere il the che era rimasto
- Come mai tutti quei tatuaggi?
- Sono un simbolo di appartenenza
- A una banda?
- Non proprio
- Alcune figure sono proprio spaventose
- Fanno parte della nostra cultura, e tu ne hai?
- No niente tatuaggi o piercing
- Fammi vedere, hai una pelle bianchissima
Beh poteva essere interessante, tolsi il vestito, non portavo reggiseno, solo i mini slip
- Bellissima
Mi passai i capelli sul davanti a coprirmi il seno
- Mi piacciono i tuoi capelli
Rimanendo seduto si sfilò le mutande, aveva un grosso cazzo con un anello fallico alla radice che oltre all’uccello lasciava fuori anche lo scroto
- Ho capito subito che eri una troia, a me piacciono quelle come te
Prendendomi per i capelli mi tirò la testa verso il basso
- Sai cosa devi fare vero?
Cominciai a leccare e succhiare il suo cazzo accarezzandogli lo scroto, cresceva e si gonfiava nella mia bocca, ad un certo punto era diventato davvero grosso e duro, si mise dietro di me, con due dita mi allargò le grandi lebbra e mi penetrò di colpo, cominciò a scoparmi forte, mi prese i capelli con due mani ai lati della testa e mi incrociò sotto il mento, poi li tirò all’indietro come fossero due briglie, mi toglieva il fiato, facevo fatica a respirare, emisi un rantolo ed ebbi un orgasmo, la presa si allentò leggermente, ancora un paio di affondi e poi uscì da me mettendosi poi in ginocchio a cavallo della mia faccia e sparandomi il suo sperma nella bocca, con due dita mi turava il naso obbligandomi a deglutire, inghiottii e mi passai poi la lingua sulle labbra mentre lui rideva tenendomi schiacciata sul futon con il suo peso.
Rimanendo così mi rimise il cazzo in bocca, muovendosi leggermente mi fece anche succhiare il suo scroto, quando smisi era di nuovo durissimo e pieno della mia saliva, si spostò dalla mia faccia e mi girò come fossi una bambola di pezza, senza alcuno sforzo, mi mie un braccio sotto la pancia sollevandomi e poi sentì il suo uccello spingere contro il buchino tra le chiappette
- Adesso ti faccio male troia, non è quello che volevi’
Non riesco a rispondere perché mi infila la sua grossa cappella nel culetto togliendomi il fiato e poi spinge ancora per far entrare il resto del suo cazzo, mi sembra mi stia squartando, respiro forte, soffiando come se stessi partorendo, mi viene istintivo e lui comincia il suo lento e profondo andirivieni dentro di me, le sue mani forti maltrattano i miei seni mentre mi scopa, usa ancora i miei capelli tirandoli forte all’indietro, se non mi trattenesse mi sposterei in avanti ad ogni affondo, orgasmai ancora con violenza e, stavolta, un mare di sperma inondò il mio sfintere.
