la volontaria

sandra
a day ago

Mio marito Claudio è dirigente in una banca d’affari a Milano, ha un ottimo stipendio e conduciamo una vita agiata, gioca a golf a Noverasco d’Opera, qui vicino, io, invece mi occupo di beneficenza, faccio la volontaria in un centro di accoglienza per immigrati, giusto un paio d’ore al giorno, per sentirmi utile.

Ho 40 anni, sposata da 18, la classica signora bene, bella, sempre curata, ben vestita ed estremamente…….annoiata. con Claudio ormai abbiamo rapporti civili ma per il resto siamo due estranei, lui ha un’amante di 22 anni che lavora nel suo ufficio, la cosa non mi sconvolge più di tanto, ne ho avuti anch’io negli anni, poi ho scoperto l’assistenza ai profughi e mi ci dedico con passione.

Il nostro non è un centro per i rimpatri, qui sono liberi di andare e venire, gli garantiamo un letto, un posto dove stare al caldo d’inverno e da mangiare, sono tutti abbastanza giovani e tutti uomini, di nazionalità, etnie e lingue diverse, facciamo anche lezioni di italiano che, più che altro servono a noi operatori per farci capire e capire cosa vogliono, nessuna velleità di integrazione, del resto neppure alla maggior parte di loro interessa, per lo più vogliono raggiungere altri Paesi europei, questa per loro è solo una tappa di un lungo viaggio.

Io passo un paio d’ore al giorno al centro occupandomi per lo più dei loro documenti ed altro tempo con alcuni di loro in un appartamento che ho affittato non lontano dal centro per soddisfare le loro altre esigenze che coincidono con le mie.

Ahmed è un bel ragazzo della Costa d’Avorio, è con noi da circa un mese, alto, robusto, è mussulmano ma non particolarmente praticante, una delle sue caratteristiche migliori è il suo cazzo notevole e la sua resistenza oltre alla capacità di recupero; adesso è davanti a me dopo aver fatto una doccia, gli piace vedermi nuda in ginocchio davanti a lui, gli succhio lo scroto tenendogli con la mano l’uccello, lo scappello e lecco dal basso verso l’alto con la lingua aperta, arrivi alla sua cappella rosea che succhio e lecco con passione, gli mordicchio il filetto, gli piace quando glielo prendo in bocca infilandomelo fino in gola insalivandolo per bene prima di mettermi in ginocchio alla pecorina per farmelo mettere nel culo, ancheggio mentre ce lo infila, mi prende per i capelli tirandomi la testa all’indietro mentre la sua nerchia striscia avanti e indietro nel mio sfintere e l’altra sua mano si allunga a stringermi il seno e torcermi i capezzoli, il suo sperma caldo poi inonda il mio intestino mentre il mio orgasmo è talmente violento che bagno per terra, a volte non riesco neppure a trattenere la pipì mentre mi sfonda il culo.

Sono appena arrivati due siriani che non fanno molta differenza tra uomini e donne, mentre uno mi scopa l’altro lo incula e viceversa, la cosa mi eccita molto ma il massimo sono tre ghanesi dal nome impronunciabile, sono di uno stesso villaggio, ho capito che sono cugini, passiamo dei pomeriggi intensi,

adorano la doppia penetrazione mentre il terzo mi scopa anche in bocca, dicono che noi italiane siamo delle bocchinare, il termine l’hanno imparato qui, in effetti mi piace molto succhiare i loro cazzi a turno mentre  gli altri due mi scopano contemporaneamente riempiendomi la figa ed il culo, Claudio apprezza il fatto che io a casa non gli creo alcun problema e sono sempre estremamente rilassata, il merito è della mia attività di “volontaria”.

Ho scoperto che, all’interno del centro, altre due volontarie si dedicano ad attività ludiche con i nostri “assistiti”, anche loro sposate, addirittura una con figli che vanno alle medie, col tempo ci siamo conosciute e confessate, sabato però abbiamo deciso di fare festa tutte insieme, 8 dei ragazzi del centro verranno trasferiti la domenica in un paese della Valtellina, abbiamo deciso di fare una festa d’addio nel mio appartamento in affitto.

Le altre due sono Sonia e Francesca, io Giulia, abbiamo preparato cibo e birre oltre ad altre bibite, niente superalcolici, i ragazzi arrivano in due gruppi, tutte e tre abbiamo avuto occasione di conoscerli in precedenza fuori dal centro, cominciamo a mangiare e a bere, ormai parlano sufficientemente italiano per capirci, se no usiamo l’inglese ed il francese, in qualche modo facciamo, poi per fargli capire meglio qual è il tema della festa li facciamo sedere accovacciati sul grande tappeto del soggiorno e cominciamo a spogliarci seguendo la musica di sottofondo, siamo tutte e tre, devo dire, delle belle donne, Sonia è la più giovane, ha 35 anni, Francesca la più grande, ne ha 42, le invidio il seno, nonostante due gravidanze è bellissimo e sodo, con i capezzoli che tendono verso l’alto, i ragazzi non sono certo duri a capire cosa vogliamo, io sono già stata presa e messa in posizione da un egiziano che è già pronto, si siede su una sedia senza pantaloni e mi prende mettendomi sopra di lui, dandogli la schiena  mi infila il suo cazzo nella figa lasciandomici cadere sopra di colpo, se iniziamo così……. altri due mi si mettono davanti in piedi e mi mostrano gli uccelli affinchè glieli lecchi e succhi, la festa è all’inizio, Sonia è alle prese con due giganti del Mali, in piedi, stretta tra i due, le gambe intorno ai fianchi di uni dei due mentre l’altro la spinge verso l’alto a forza di affondi nel suo sedere, non riesco a vedere Francesca ma credo si stia dando da fare anche lei.

L’egiziano mi viene dentro e poi si alza mentre i due che ho davanti, ai quali ho preparato il cazzo mi mettono in mezzo sdraiandoci sul tappeto di fianco, una doppia penetrazione estremamente piacevole, anche se, vista la dimensione dei cazzi dei due del Mali che stanno scopando Sonia, vorrei tanto provarli.

Intanto ho intravisto francesca con il sedere in alto e la testa sul tappeto che sta per essere inculata ancora dai suoi “ragazzi”, devo dire che questi mussulmani hanno decisamente una predilezione per il culetto, non che la cosa mi dispiaccia.

Per l’ora di cena siamo tutti e 11 sazi, oltre che di cibo anche di sesso, il mio tappeto ormai è da buttare via tanto è pieno di schizzi di sperma e piscio, i ragazzi sono tornati al centro mentre noi tre ci laviamo nella doccia e nella vasca del mio bagno, un pomeriggio da ricordare e mentre ci laviamo a vicenda non possiamo fare a meno di toccarci e baciarci, un bel modo per salutarci.