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Erotika
una sedicenne infoiata
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una sedicenne infoiata

una liceale estremamente decisa

sandra
7 mesi fa · 3.560 parole · 16 min
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Mi chiamo Valentina , adesso ho 16 anni e frequento la terza liceo classico a scuola tanti mi fanno il filo, ma non sono interessata ai ragazzini, la mia pima volta è stata in prima liceo, a 14 anni, sono stata sverginata da un ragazzo di 23 anni che stava facendo dei lavori nella mia scuola, avevano messo un container per l’attrezzatura in cortile ed un giorno, alla fine delle lezioni, invece di uscire dalla scuola ero andata lì con lui, dopo un pompino che avevo imparato a fare fin dai primi giorni delle superiori, mi aveva scopato alla pecorina sopra un pannello di polistirolo messo per terra, nei due mesi successivi, sempre nel container, aveva avuto anche il mio culetto, a parte i pompini facevamo sempre attenzione ed indossava il preservativo, meglio non correre rischi, diceva, però mi piaceva sentire il suo cazzo tra le labbra ed ingoiare la sua sborra calda, anche per evitare di sporcarmi i vestiti.

Da allora ho sviluppato un’inguaribile passione per il cazzo, ma per i miei compagni di scuola, anche quelli delle classi maggiori ero off limits, non mi interessavano e, quindi mi rivolgevo al di fuori della scuola, tanto che al liceo mi consideravano bella, impossibile e, probabilmente lesbica., i ragazzi tendono a dare un’etichetta alle persone.

I miei genitori erano impiegati e, nonostante non mi facessero mancare nulla del necessario, non avevano grandi possibilità e allora pensai di mettere a frutto la mia passione facendomi pagare ed andando anche con uomini molto più grandi di me, molto eccitati dal fatto di avere a disposizione una ragazzina.

Il primo, non avevo ancora 16 anni, fu il padrone del bar dove andavo al mattino, prima di entrare a scuola, a fare colazione, nel retro del locale aveva una branda ed io spesso, in quel periodo, entravo alla seconda ora, mi piaceva come mi leccava la fighetta prima di scoparmi e, oltre a non pagare mai la colazione, recuperavo una cinquantina di euro ogni volta, non molto, ma dovevo ancora imparare.

Ho cominciato a prendere lezioni di pianoforte da quando avevo 6 anni, mi è sempre piaciuto, adesso ho un nuovo insegnante privato, un ex professore del conservatorio di Bergamo, mi si siede sempre vicino, avrà una sessantina d’anni e spesso “sbaglia” appoggiando la mano sulla mia coscia quasi senza accorgersene; un giorno gli ho detto che avrei dovuto smettere di andare a lezione perché non potevamo più permettercelo e che, anzi, avrei dovuto trovare un lavoretto al  pomeriggio per aiutare i miei a casa, chiaramente non era vero ma fu la leva che gli consentì di dirmi che avrebbe fatto lezione gratis e che, anzi, mi avrebbe aiutato economicamente lui, cominciai a fare lezione senza vestiti addosso, la cosa lo eccitava moltissimo poi gli piaceva suonarmi qualcosa mentre in ginocchio sotto il pianoforte gli facevo un pompino finchè non mi veniva in bocca, invece di una volta a settimana cominciai ad andare da lui due volte, disse al telefono ai miei di non preoccuparsi per il costo perché ero la sua allieva migliore e per lui era un piacere “insegnarmi” e i miei continuavano a pagare sempre la solita cifra.

Ma a parte queste situazioni di “routine” il vero piacere e la reale soddisfazione anche economica la trovavo con i rapporti occasionali, arrivavo a prendere anche 500 euro ogni volta anche se per un “servizio” completo che comprendeva anche il mio culetto e almeno un paio d’ore di lavoro se non di più.

Internet e le chat sono la soluzione perfetta per organizzare i miei incontri.

Aveva una quarantina d’anni, si chiamava Giorgio, non era decisamente un bell’uomo ma mi aveva dato 200 euro di anticipo solo per salire in macchina con lui, facciamo una piccola gita sul lago di Como, gli ho detto che devo essere a casa per cena ma sono solo le due del pomeriggio, entriamo in auto nel campeggio, è aperto tutto l’anno, ha un bungalow in legno lì attaccato ad una roulotte, l’ambiente è carino, un po’ spartano e a Novembre non fa molto caldo, accende un radiatore elettrico appena entriamo, faccio un giro, nella roulotte ha un bagno, la cucina, la zona pranzo e due letti a castello, nella parte in legno un soggiorno e la camera matrimoniale oltre alla veranda esterna, mi dice di mettermi comoda e se voglio bere qualcosa

-          Si una coca se ce l’hai

-          Certo, la prendo in frigo

Lui si versa della vodka

-          Allora Valentina cosa mi dici di te?

-          Niente di che, studio, liceo classico e ho bisogno di soldi

-          Uhh certo, hai ragione, scusa

Mi mette in mano altri 250 euro

-          Va bene così?

-          Si certo, grazie

-          Hai visto dov’è la camera, puoi spogliarti direttamente lì

-          Ok, dammi 5 minuti

Vado in camera, sul letto c’è un piumino a fiori, tolgo il giaccone, il maglione e la canottierina che ho sotto, non porto reggiseno, poi gli stivaletti con i calzettoni ed i jeans, gli slip e mi metto a letto sotto il piumone, poi lo chiamo

-          Giorgio ?

-          Arrivo

Entra in camera e si spoglia anche lui, è molto magro, in po’ ingobbito, viene a letto con i boxer e, facendolo, mi scopre

-          Bellissima, sei un fiore

Non gli rispondo e gli metto una mano nei boxer impugnandogli il cazzo che comincia a gonfiarsi, guardandolo negli occhi comincio a leccarglielo e me lo metto in bocca

-          Oh Dio, sì

Lui intanto mi accarezza dappertutto, il suo uccello cresce e si indurisce contro il mio palato, è notevole, non avrei mai creduto, nodoso, leggermente piegato verso l’alto, sul comodino una scatola di preservativi, ne scarto uno e glielo metto poi mi viene sopra, mi penetra e comincia a scoparmi lentamente, mi piace come si muove dentro di me, i miei gemiti non sono una finzione, cambia il ritmo accellerando e, dopo un po’ ho il mio primo orgasmo, lui continua ancora per qualche minuto prima di riempire il preservativo poi esce da me, glielo tolgo facendo attenzione e lo butto in un cestino a fianco del letto poi, mentre lui è steso sul letto comincio a baciarlo sul petto scendendo verso il suo uccello che poi ripulisco con la lingua prima di rimettermelo in bocca, lui, con gli occhi chiusi mi lascia fare, ci vuole parecchio prima che sia pronto di nuovo, dandogli la schiena lo cavalco penetrandomi da sola nel culetto sul suo cazzo che svetta verso l’alto, un brivido mi percorre tutto il corpo quando arriva in fondo, i suoi coglioni sbattono sulle mie chiappe mentre faccio su e giù, lui mi tiene per i fianchi, il piacere mi assale poco dopo, mi chino leggermente in avanti mettendo le mani sulle sue ginocchia ossute ma dopo un po’ mi sento tirare per i capelli e riportare indietro, il suo sperma caldo invade il mio sfintere colandogli poi sul ventre.

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