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il vizio del gioco
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Racconto13 min di lettura

il vizio del gioco

una giovane donna combattuta tra amore per il marito e il proprio futuro

sandra
8 mesi fa · 1.2k letture · 3

Mio marito ha un brutto vizio: il gioco, che siano gratta e vinci o partite di poker o scommesse sui cavalli a lui non importa, gli basta giocare, si è quasi giocata del tutto l’eredità che gli ha lasciato il padre, io, per fortuna, ho un conto separato dove finisce il mio stipendio e la casa è intestata a me e lui non può toccarla, però lo amo e quindi, per il resto, gli lascio fare quello che vuole.

Però adesso me l’ha fatta grossa, ha contratto un debito di 15.000 euro giocando a poker, oltre al fatto che è tornato a casa senza macchina perché si era giocata anche quella, è arrivato a casa mogio mogio e ci ha messo un po’ a confessare quello che aveva fatto, io in banca, di liquido non ce li ho ma anche se li avessi non intendo buttarli via così, allora gli dissi di chiedere una dilazione e pagarli un po’ per volta ma mi disse che quella non era gente da accettare una soluzione del genere, io, gnucca, gli dissi di insistere e cominciammo a litigare, alla fine se ne uscì con

-          Vacci tu se sei capace

E poi uscì di casa; io non mi ci sono mai voluta immischiare nei suoi affari, soprattutto di quel genere ma quando tornò a casa scusandosi e dicendomi che gli avrebbero spezzato le gambe se non pagava decisi di provare a dargli una mano.

Mi feci spiegare dov’era il posto e ci andai la sera dopo in taxi, una casa abbastanza anonima, al citofono mi chiesero chi ero e cosa volevo, gli dissi che ero la moglie di Carlo Xxxxx e che ero lì per un debito di mio marito e mi aprirono la porta, era abbastanza squallido come posto, una stanza con due tavoli da gioco con persone che giocavano, mi fecero entrare in una specie di ufficio con un uomo grande e grasso seduto dietro ad una scrivania, era un tipo viscido e abbastanza disgustoso, gli spiegai il problema e gli chiesi una dilazione nel pagamento per Carlo, la sua risposta fu abbastanza lapidaria

-          Cara signora, non siamo una banca, suo marito ha in debito e quel debito va onorato, se vuole ritardarne la restituzione ci sono degli interessi da pagare ed in anticipo

-          E quanto sarebbero

-          Beh lui dovrebbe pagare entro la fine della settimana, se vuole un'altra settimana di tempo sono 3.000 euro

-          Ma lui non ha 3.000 euro

-          Peggio per lui, lo aiuti lei

-          Io non posso

-          Allora non vedo soluzioni ……. A meno che…..

-          A meno che cosa?

-          Beh lei è una bella donna, mi piace, potrei anche dare a suo marito del tempo senza applicare interessi sempre che lei sia……..gentile con me

Rimasi in silenzio per qualche minuto, mi faceva abbastanza schifo sia la situazione che il tipo, si vedevano gli aloni di sudore sotto le ascelle ed aveva una pancia che strabordava dalla cintura

-          E quanto tempo?

-          Dipende da quanto lei potrebbe essere ……. Gentile

-          Non credo sia possibile

-          Beh, a questo punto dipende da lei, faccia una cosa, la scadenza per suo marito è domenica sera, lo accompagni, magari lui riuscirà a risolvere

-          Va bene, buonasera

-          Buonasera signora.

Tornata a casa, decisamente schifata, parlo con Carlo, lui dice che forse riesce a farsi prestare dei soldi da un collega, e poi esce.

Domenica sera, sul taxi chiedo a Carlo se è riuscito a farsi prestare i soldi, mi risponde che li avrà per la era di domani, il suo collega andrà in banca lunedì mattina.

Entriamo e veniamo portati nello studio, oltre al grassone ci sono altri due uomini, decisamente hanno delle brutte facce, stringo forte la mano di Carlo

-          Buonasera, avete portato i miei soldi?

-          Li avrò per domani sera, può stare tranquillo

-          Questo non va bene Carlo, le scadenze vanno rispettate

-          Li avrò senz’altro, glielo giuro

-          Per domani sera?

-          Assolutamente,

-          Va bene, per rispetto alla sua signora glielo concedo, ma qui il lunedì siamo chiusi, le farò sapere dove incontrarci con un sms

-          Certo non si preoccupi

-          Io non mi preoccupo, può andare

Carlo ed io ci alzammo dalla sedia e facemmo per uscire

-          No, la signora resta qui, la ritroverà domani sera

-          No, decisamente no

-          Accompagnate il signore all’uscita

-          Per favore mia moglie……

-          Mi ha detto di stare tranquillo no? Perfetto, stia tranquillo anche lei.

Quando Carlo se ne va i due uomini mi fanno uscire da un'altra porta e salire su una macchina, dopo circa mezz’ora arriviamo in quello che sembra un capannone, all’interno, proprio al centro, ci sono dei mobili tra cui un letto e dei divani con sopra del cellophane,

-          Si metta comoda, aspetteremo qui. Vuole qualcosa da bere?

-          No …… grazie

-          Ok, il capo arriverà più tardi.

Mi siedo su uno dei divani spostando il cellophane, passa un ora, poi due ed infine tre, è quasi l’una di notte quando una macchina entra nel capannone, è il grassone.

-          Giornata finita, le hanno offerto qualcosa da bere e da mangiare?

-          Si grazie ma non mi  va niente

-          Contenta lei, io ho mangiato al locale

Termina la frase con un bel rutto, poi si toglie la camicia mostrando la pancia flaccida ed enorme.

-          Dobbiamo passare un po’ di tempo insieme signora, non faccia complimenti, si metta pure in libertà

-          Sto bene così grazie

-          Insisto, fa molto caldo qui, tolga quel bel vestitino

-          No grazie

-          Preferisce glielo faccia togliere dai miei ragazzi? Sarebbero felici di aiutarla

-          No no

-          Appunto, allora lo faccia da sola, ADESSO!

Lo sfilai dalla testa rimanendo in lingerie

-          Ah finalmente, devo dire che Carlo è proprio un uomo fortunato, con una così bella moglie, non mi ha ancora detto come si chiama

-          Angela

-          Quanti anni ha Angela?

-          28

Intanto si era seduto su una poltrona del salotto senza togliere la plastica, io ero rimasta in piedi dopo aver tolto il vestito, lui e gli altri due uomini mi guardavano

-          Venga più vicino Angela, ho lasciato gli occhiali da vista in macchina

mi mossi solo di un passo

-          Si, decisamente un uomo fortunato, tranne che al gioco direi, adesso Angela lei deve pagare pegno perché il suo uomo non ha rispettato la scadenza

-          Le ha detto che arriverà stasera con i soldi

-          Con un notevole ritardo di 24 ore, capisce che perderei il rispetto dei miei uomini se glielo permettessi gratis e, visto che lei è qui e lui no, tocca a lei

-          Non erano questi gli accordi

-          Noi non abbiamo nessun accordo, ricorda? Adesso venga qui e si metta in ginocchio

Intanto si era tirato giù la zip dei pantaloni, io non mi mossi

-          Ragazzi la signora ha bisogno di aiuto

-          No no, va bene

Dai pantaloni estrasse un grosso salsicciotto flaccido come la sua pancia

-          Brava, Angela, comincia a leccarmi e succhiarmi l’uccello, ahahah

Prima di andare avanti…

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