invece mi sbagliavo, quando arrivai allo studio era chiuso e non c’era nessuno, rimasi un po’ lì e poi andai a scuola, lo ritrovai sul tram al ritorno, nessuna spiegazione all’inizio solo
- ho avuto da fare
poi invece si sedette vicino a me anche per non parlare troppo forte
- rimettile domani con la mini a pieghe grigia ma tienila più alta che puoi in vita in modo che il tuo culetto alto la tenga sollevata dietro e con il tuo treccione che ci appoggia sopra sarai uno spettacolo
- ma tutti mi vedranno……..
- è giusto che tutti vedano la troia che sei con quelle mutandine che si vedranno e non si vedranno quando cammini.
- Qualcuno che conosco……
- Prendi il tram un ora dopo, ti vedrò anch’io salire.
Il giorno dopo salii sul tram alle 9 invece che alle 8, in effetti non vidi nessuno che riconoscevo però mi tirai la mini più su in vita solo dopo essere salita, qualcuno notai mi guardò mentre gli passavo davanti, anche a quell’ora nessun posto a sedere, poi dopo 4 fermate salì anche lui e rimase a guardarmi da lontano.
Arrivati al capolinea lui scese ed io dietro, mi fece cenno di passargli davanti e rimase a qualche metro da me guardandomi camminare davanti a lui, arrivati al loft si fece un caffè ad una macchinetta che aveva nello studio e poi disse
- adesso puoi spogliarti, tieni solo gli stivaletti
si spogliò anche lui, notai che non era ancora pronto del tutto però quasi, soprattutto quando mi guardò spogliarmi, io tremavo per l’eccitazione e, devo ammetterlo, anche un po’ per la paura, mi si avvicinò toccandomi i capezzoli con le dita, un brivido appena, mi offrì, come al solito, il suo cazzo alla mia bocca ed io cominciai a leccarlo e succhiarlo, si ingrossò ed indurì quasi subito, lui tirò fuori un preservativo da un cassetto e disse
- mettimelo tu
lo feci un po’ a fatica, era la prima volta, lui se lo tirò bene poi mi fece voltare e rannicchiare sul materasso del letto
- non mi farai male vero?
- Invece si, come è giusto che sia per la troietta che sei
Si mise dietro di me, eravamo quasi paralleli, molto vicino, io allargai un po’ le gambe e lui nell’orecchio
- Non allargarle troppo le voglio strette
- Mi fari più male…..
- Lo so
Il suo uccello coperto dal preservativo strisciò un po’ tra le mie grandi labbra io cercavo di tenere le gambe un po’ allargate e lui era riuscito ad arrivare alla mia fighetta già bagnata ma poi appena iniziò ad entrare superando le grandi labbra me le strinse lui con le mani, non ebbi il tempo di reagire, quasi contemporaneamente una spinta ed era tutto dentro di me che non avevo urlato ma lacrimavo, poi cominciò con colpi duri, lunghi e profondi, sforzandosi anche nella spinta
- Uhm, uhm, uhm
Reagivo così ad ogni colpo, però senza gridare, con le mani graffiai le lenzuola poi tirandole quando finalmente ebbi il mio primo orgasmo vero e anche lui uscì da me togliendosi il preservativo, mentre respiravo forte per riprendermi me lo svutò sulla faccia prima di buttarlo in un cestino ed io mi ripulii con la lingua che cercava ogni goccia di sperma sul mio volto. Cominciavo a sentirmi meglio, ci ero riuscita, non ero più vergine, la paura mi era passata e mi rannicchiai di nuovo stavolta di fianco a lui che fumava una sigaretta con le gambe incrociate, finita la sigaretta vidi che tirava fuori un altro preservativo ma di colore diverso sulla confezione, c’era scritto extra lubrificated
- Non abbiamo ancora finito troia
- Pensavo ci riposassimo solo prima di rifarlo
- Ma noi adesso non lo rifacciamo, adesso ti svergino anche il culetto, oggi servizio completo per la mia troietta preferita
La paura mi ritornò, sapevo dai giornaletti che era doloroso e poi lui sembrava godere del mio dolore, comunque mi offrì ancora il suo cazzo la leccare e succhiare
- Anche le palle stavolta
Eseguii, riuscì ad infilargli il preservativo più agevolmente di prima, mi sembrava fosse più duro del solito, il suo cazzo svettava verso l’alto, io aspettavo trepidamente, mi fece inginocchiare sul materasso come un cagnolino, stavolta non mi disse di stringere le gambe e le tenni larghe puntando con le ginocchia sul materasso, si mise dietro di me, sentii un suo dito provare l’entrata, ci mise un po’ ma poi si aprì quando bastava per puntarci contro la punta del cazzo, poi cominciò a spingere lentamente, quasi un millimetro alla volta, dando tempo al mio sfintere di abituarsi all’ospite, era comunque doloroso, avevo capito perché la scritta extra lubrificated, lo sentivo dentro di me ma non sapevo ancora di quanto era entrato poi disse
- Quasi a metà adesso cominciamo
E lì davvero le prime spinte furono dolorose stavolta non bastavamo le lenzuola, annaspavo cercando di aggrapparmi al materasso, lui mi teneva a volte per fianchi a volte una mano sulla schiena ma finiii tirandomi la testa all’indietro usando la mia treccia, stavolta il preservativo finì direttamente nel cestino
- Sei stata brava, adesso con calma vai a fare una bella doccia, non ti spaventare se vedi un po’ di sangue, è normale, restaci finchè vuoi tanto io davo uscire la farò dopo, poi ti farò sapere quando ci rivediamo adesso ho anche il tuo numero, ti chiamo come direttore sportivo del tuo team di atletica così non avrai problemi con i tuoi, mi arrivò anche un bacio sulla fronte mentre si rinfilava mutande e jeans.
Dopo una settimana ancora nessuna telefonata, poi il martedì successivo un messaggio di mamma lasciato sul tavolo della cucina : ha chiamato il tuo direttore sportivo ha detto che vi vedete al solito campo sabato alle 15 e di prendere negli spogliatoi le bandierine nere
Capii il messaggio, ancora 4 giorni, ormai il dolore era passato ma la voglia no, intanto mamma mi aveva preparato due nuove mini, una mi piaceva molto aveva anche due spacchettini laterali non troppo ampi al modo di mamma ma carini, le chiesi di aggiungerne uno sempre piccolo, per carità, di dietro, allora me ne fece addirittura una terza grigio fumo, io intanto aspettavo il sabato e mi guardavo allo specchio, il mio seno mi sembrava più grosso, mah, chissà.
Avevo comprato anche dei nuovi stivaletti non western come gli altri, ma neri, corti con il tacco più stretto alto 4 cm, decisi che avrei indossato quelli con la nuova mini grigia ed i mini slip sgambati neri di pizzo, dovevo ancora decidere cosa mettere sopra, la mamma risolse il problema mi aveva fatto un top da allacciare dietro la schiena ed il collo bianco con un giacchino corto grigio dello stesso tessuto della mini, stavo proprio bene, però mi disse : mi sa che dobbiamo comprarti un reggiseno, stai crescendo.
