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l'hostess russa
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Racconto11 min di lettura

l'hostess russa

un marito che scopre di eccitarsi solo quando la moglie riceve attenzioni particolari da altri uomini

sandra
11 mesi fa · 950 letture · 0

Quando ho sposato Andrea, 3 anni fa, non avrei mai pensato succedesse quello che è capitato; io mi chiamo Giulia, ho 26 anni e ho conosciuto mio marito facendo il lavoro di Hostess in una compagnia aerea russa, lui italiano, galante, carino, mi ha conquistato subito, siamo andati a letto nel mio albergo la stessa sera che ci siamo conosciuti, lui faceva il broker finanziario e allora era quasi all’inizio della sua carriera ma era molto sicuro di se stesso e mi piacque subito anche questo suo atteggiamento.

Io rispetto gli standard della compagna dove lavoravo, 1,80 senza tacchi, sono bionda con gli occhi azzurri e peso adesso 68 kg, e vivo in Italia, sono una che si nota anche perché, nonostante la mia altezza mi sono sempre piaciute le scarpe con il tacco, soprattutto sandali,  difficile che ne porti un paio con uno inferiore agli 8 cm, il resto con le mie gambe lunghe ed il resto mi fa notare quando sono fuori, poi mi sono sempre piaciuti i miniabiti, anche molto aderenti che evidenzino il mio seno ed il resto.

Andrea è sempre stato un po’ geloso ma mi esibiva orgoglioso, per me il sesso è sempre stato importante tra di noi e lui, ad esempio, è stato il primo uomo al quale abbia concesso il mio culetto alto e sodo, devo dire con mio piacere e non ho mai avuto remore circa la masturbazione comune o il sesso orale.

Una sera tornò a casa e mi disse

-          Domani devo presentarti una persona, l’ho invitato a cena, ti dispiace?

-          No no figurati, devo preparare qualcosa di particolare?

-          Guarda tu, cucini sempre cose buone non sarà un problema

La sera dopo avevo preparato come al solito anche la tavola in modo particolare, il nostro tavolo rotondo coperto da una tovaglia ecrù in pizzo lavorato a mano che arrivava a terra e tutto il resto, avevo messo uno dei miei soliti vestitini con il davanti incrociato sui miei seni ed una bella scollatura sulla schiena oltre a dei sandalini molto carini con il tacco stretto alto 8 cm.

Andrea arrivò a casa con il nostro ospite, un uomo alto, sui 40 probabilmente sportivo visto il fisico, con un naso importante, io ho sempre notato queste cose, praticamente mentre loro parlavano di lavoro io facevo la padrona di casa quasi silente, ricevetti un sacco di complimenti oltre che per il mio aspetto anche per la mia cucina e sembrava andare tutto bene, durante il secondo, però sentii una mano sulla mia coscia e no era quella di Andrea, rimasi un po’ sorpresa ma, soprattutto imbarazzata anche perché continuava ad accarezzarmi la coscia e a salire impercettibilmente verso l’alto spostandosi anche verso l’interno, tanto che strinsi leggermente le gambe.

Andrea non si era accorto di nulla ed il nostro ospite sembrava non stesse facendo nulla di particolare dall’esterno, però la pressione continuava, al dolce era ormai sotto la mia gonna quasi a contatto con i miei mini slip di pizzo, ogni tanto si spostava secondo le posate che dovevamo usare ma poi tornava al suo posto sempre più vicina all’obbiettivo che avevo capito ormai erano le mie mutandine o meglio, quello che coprivano.

Dopo il caffè, mentre cercavo di alzarmi, la mano mi strinse forte la coscia facendomi desistere dal tentativo, ormai le sue dita andavano su e giù nel solco, coperto dagli slip, tra le mie grandi labbra ed ero anche imbarazzata perché mi stavo bagnando mentre lui, praticamente, mi stava masturbando sotto la tovaglia ed io dovevo resistere anche agli stimoli che mi stava dando, ai liquori al nostro ospite cadde una delle posate che ancora non avevo finito di togliere ma mi impedì di raccoglierla perché se chinò lui molto più in fretta, facendolo sentii subito un dito forte, per qualche secondo, spingere tra le mei grandi labbra tanto che ebbi un piccolo sussulto che però Andrea non colse impegnato com’era nei suoi soliti discorsi economici, se Dio volle la cena finì e l’ospite ringraziò guardandomi negli occhi e se ne andò, io corsi subito in bagno anche perché l’ultimo stimolo mi stava facendo godere, mai stato così per me, forse la situazione e l’imbarazzo chiaramente non ne feci parola con Andrea, misi i miei minislip tra le cose da lavare e ne presi un altro paio.

-          Beh mi sembra sia andato tutto benissimo, sei stata bravissima

Andrea mi dette un bacio sulla guancia e mentre io mettevo via e ripulivo la cucina andò a letto. il giorno dopo mi disse, scusandosi, che quel tipo di cene facevano  parte del suo lavoro, gli risposi di non preoccuparsi di nulla ma non ero molto convinta. Nel pomeriggio arrivarono dei fiori dal nostro ospite della sera prima per ringraziarmi dell’ospitalità. Era scritto proprio così sul biglietto con Ospitalità con la O maiuscola.

Due giorno dopo, al mattino suona il citofono ed era lui che chiedeva se ci fosse Andrea, gli risposi chiaramente di no ma non potei impedirgli di salire un minuto e si spiegò il tutto, almeno provvisoriamente, mentre bevevamo il caffè si scusò per la sera precedente ma mi disse che Andrea si era vantato molto della sua bellezza e del fatto che a lei sarebbe piaciuto se mi fossi preso qualche libertà e che a lui non avrebbe dato fastidio, alle sue parole non riconobbi mio marito.

-          Non le è dispiaciuto vero Giulia? Come mi ha detto Andrea no?

-          Devo sembrarle un po’ strana ma non mi è affatto dispiaciuto

-          Meno male, anche perché a me è piaciuto molto, mi scusi sa e poi lei era davvero bellissima con quel miniabito

-          Grazie ma adesso devo lasciarla tra poco devo uscire

-          Non si preoccupi e grazie ancora, magari ci rivedremo a cena qualche volta e mi strizzò l’occhio uscendo.

Come avrei potuto parlarne con Andrea? Non ci sarei riuscita, forse aveva qualche problema sul lavoro e mi aveva usato per alleviare qualche suo problema con il nostro ospite, decisi che non gli avrei detto niente.

Dopo una settimana la comunicazione di un altro invito a cena ed io mi comportai come al solito, con la solita attenzione ai particolari, stavolta scelsi un miniabito senza spalline ma molto aderente e un po’ più lungo dell’altro, con ai due lati due strisce di pizzo trasparenti che lasciavano intravedere i laccetti del tanga, gli slip sarebbero stati troppo evidenti e che aveva le coppe del reggiseno incorporate, stavolta usai dei sandalini color argento come il vestito.

Il nostro ospite era un uomo di colore, anche lui molto alto, sui 50 anni e con delle mani enormi, con Andrea parlavano un po’ in italiano un po’ in francese ed inglese, facevo un po’ fatica a seguirli, non avevo la padronanza di Andrea, forse per l’inglese si ma per il resto…… avevo ancora, dopo tre anni, qualche problema con l’italiano.

Prima di andare avanti…

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