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Erotika
Sara
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Racconto26 min di lettura

Sara

una vita piena di sorprese

sandra
11 mesi fa · 707 letture · 0

Sono nata e cresciuta in campagna, la nostra famiglia ha molti terreni e fabbricati, coltiviamo grano, abbiamo un vigneto ed alleviamo animali, sia bovini che equini, soprattutto cavalli arabi di buona linea di sangue, i cavalli sonno sempre stata la mia passione, hp imparato a cavalcare a 5 anni, ero piccina piccina e adesso che ne ho 16 mi ritengo  un amazzone esperta.

Ho visto nascere molti puledri ed è sempre stata un’esperienza bellissima, per la monta usiamo stalloni certificati, la forza ed il vigore che ci mette uno stallone quando monta la sua giumenta, a volte mi fanno tremare le ginocchia.

Molte persone lavorano per noi con ruoli diversi ed io per forza di cose li conosco tutti e, soprattutto, li rispetto qualsiasi lavoro svolgano per noi. Chiaramente vado ancora a scuola, al liceo, poi senz’altro farò l’università per imparare il più possibile sulla gestione di un’Azienda.

Ho portato qualche volta dei miei compagni a visitare la nostra Azienda, soprattutto la parte che riguarda le scuderie è quella che interessa di più, i ragazzi scherzano spesso guardando gli stalloni ma alcune delle mie compagne sono rimaste davvero impressionate.

A me è successo la prima volta che ho visto Ahmed, uno dei nostri stallieri, scopare con la figlia di Antonio, uno dei contadini che fa il trattorista, sembrava di vedere uno stallone che montava la sua giumenta, con forza, da dietro, spingendola ad ogni colpo contro lo steccato e mostrando la sua virilità ogni volta che si ritraeva per poi spingerla di nuovo, avevo 14 anni e loro erano più grandi e non si accorsero di me che ero in alto sopra uno dei fienili, ma alla fine mi ritrovai con le mutandine bagnate.

Una volta ricevemmo la visita di un signore arabo che venne a vedere dei cavalli, doveva essere molto ricco e importante perché i miei lo ricevettero con tutti gli onori, aveva un piccolo seguito di solo un paio di persone ed uno era il suo personale allenatore.

Furono giorni intensi, i cavalli vennero messi in mostra  e fatti vedere nella loro forma migliore, io ero, chiaramente, dappertutto, con i miei 14 anni ne sapevo già molto in più mettevo alla prova il mio inglese che studiavo dalle elementari, sia l’allenatore che il suo padrone sembravano impressionati però ero una ragazzina e anche se cresciuta per la mia età, determinati argomenti, soprattutto quelli riguardanti la monta, evitavano di tirarli fuori quando c’ero io.

Il segretario dell’arabo era più libero e mi chiedeva un sacco di cose, soprattutto su di me e la mai scuola, era un uomo dell’età di mio padre e parlammo anche delle monte dei cavalli.

Una sera mentre dopo cena facevo il giro delle scuderie come facevo spesso lo ritrovai vicino al box di un dei nostri migliori stalloni e mi disse

-          Guarda emana forza e vigore solo a guardarlo, si vede che gli piace la nuova giumenta, guarda che reazione ha

Io guardavo e restavo ammirata, poi lo stallone estrasse il suo uccello ed era enorme, a quella reazione si riferiva l’arabo

-          Si è decisamente eccitato, gli piace la nuova giumenta

-          E a lei piace lui, guarda come alza la coda e si pavoneggia

-          A qualunque giumenta piacerebbe uno stallone così

-          Anche se quando la dovesse montare le farebbe anche un po’male per quanto è grosso ed eccitato

-          Si ma le piacerebbe lo stesso, credo

-          Sicuramente le piacerebbe essere montata anche se la prima volta sarà più doloroso, perché è ancora vergine vero?

-          Si mi sembra di si, mai montata

-          Saranno una coppia splendida e a lei piacerà molto dopo la prima volta

Io come spesso in scuderia avevo un paio di shorts di jeans e degli stivaletti ed una magliettina stretta che mi lasciava scoperta la pancia perché da quando l’avevo comprata il seno mi era cresciuto un po’, con quei discorsi cominciavo a sentire un certo umidore tra le gambe e pensai fosse meglio chiuderla lì, mi veniva sempre in mente la scena di Ahmed con la figlia di Antonio, ma lui continuò

-          Anche tra uomo e donna è la stessa cosa

-          Oh lo so, non sono proprio una ragazzina , ho già 14 anni

-          Non volevo offenderti si vede che non sei più una ragazzina e sei anche molto carina

-          Non mi sono offesa, grazie

-          È vero anzi direi molto più che carina, davvero una bella giumenta ahahah

-          Ahahah già quasi pronta per il mio stallone

-          Io direi prontissima

Il discorso si fece serio d’un tratto

-          Hai un bellissimo seno ed i tuoi fianchi sono stretti e sodi

-          Lei mi confonde

-          No dico solo la verità, è quello che vedo anche se mi piacerebbe, lo ammetto, vedere di più

Non avevo capito l’allusione

-          Perché non toglie quella maglietta Sara?

-          Ma io

-          Non abbia paura, non ci vede nessuno ci siamo solo noi due

-          Ma io non ho mai….

-          Lo faccia la prego

Sfilai la maglietta da sopra la testa con un brivido

-          Posso toccarlo Sara?

Feci solo un cenno con la testa e lui mi prese il seno con le due mani, altro brivido

-          Bello, sodo e i capezzoli si stanno già indurendo se ne rende conto Sara?

Altro cenno di assenso

-          Tolga anche quei pantaloncini Sara mi lasci ammirare i suoi fianchi

Ancora un attimo di ritrosia poi li abbassai ma non volevo fargli vedere le mie mutandine da bambina e così le tolsi insieme ai pantaloncini rimanendo solo con gli stivali, le sue due mani passarono dai miei seni al mio culetto e mi strinse a se

-          E adesso Sara sente la mia eccitazione?, sono come quello stallone

-          Si, ecco io………

-          Non abbia paura

Si aprì la cerniera dei pantaloni ed il suo cazzo duro dal colore un po’ ambrato con un mucchietto di peli in fondo saltò fuori quasi da solo

-          Non ho paura ma io no ho mai ……….

Mi fece girare come aveva fatto Ahmed ed appoggiare le mani allo steccato, poi sentii il suo coso duro infilarsi da dietro tra le me gambe cominciando a spingere, istintivamente le allargai e mi appoggiai di più contro lo steccato

-          Ahi

-          Tranquilla è solo un attimo

Cominciò a spingere sempre più forte spingendomi contro lo steccato poi usciva un po’ e spingeva di nuovo e poi ancora e poi ancora

-          Va meglio così vero?

Feci cenno di si mentre ancora arrivava un’altra spinta e poi un altra ancora, morsi quasi il legno quando ebbi il mio primo orgasmo mentre lui ancora non si fermava ma poi sentii il cado del suo sperma sul mio culetto e lui che si appoggiava tutto a me da dietro tirando fuori il suo uccello dalla mia fighetta, mi teneva stretta a se da dietro con le mani sul mio seno, i capezzoli mi facevano quasi male da quanto erano duri.

Guardando l’orologio vidi che erano già passate le dieci, probabilmente pensavano io fossi già andata a dormire, in effetti mi sentivo stanca come se avessi fatto un grosso lavoro, c’era un box appena ripulito lì vicino e l’arabo mi portò a stendermi sul fieno, sempre solo con gli stivaletti addosso e anche lui però continuò a spogliarsi, poi si strinse ancora a me e mi disse

-          Vedi guardalo adesso come è rilassato, toccalo non avere paura, ormai siete amici

Lo accarezzai lentamente un po’ tremolante all’inizio,

-          Senti ha già un'altra reazione, comincia a diventare di nuovo duro per il tuo piacere, se lo baci sarà quasi pronto

Accostai le labbra alla punta del suo pene che veramente si stava già ingrossando di nuovo, lui me lo spinse di più in bocca

-          Lecca lentamente, brava così

Stavolta mi venne sopra e cominciò a scoparmi baciandomi ed accarezzandomi dappertutto, mi piaceva tantissimo anche se sentivo che era grosso e nodoso e a tratti sentivo delle leggere fitte, stavolta mi schizzò il suo sperma sul mio pancino mentre io bagnavo  la paglia con il mio  orgasmo.

Era passata la mezzanotte quando ce ne andammo dalla scuderia facendo attenzione a non fare rumore ed io ero diventata la sua giumenta per una notte.

Due giorni dopo ripartirono per tornare in Arabia Saudita e non lo rividi mai più.

Dopo qualche giorno mamma che è sempre stata attenta mi ferma in cortile e mi dice

-          Tesoro tutto bene? Sei pallida da qualche giorno

-          Sto bene mamma è solo la scuola, troppo da fare

-          Ok comunque se vuoi chiamo il dottore e andiamo a farci un giro

-          Io sapevo già cosa avrebbe trovato di diverso il dottore ma la cosa finì lì.

 

Parlando con una mia compagna che aveva il ragazzo che era più grande di lei le raccontai della perdita della mia verginità anche senza spiegarle come, lei allora mi disse che lei non era più vergine anche nel culetto e che la cosa gli era piaciuta tanto anche se all’inizio era stato un po’ doloroso, mi raccontò che addirittura le sembrava di godere con maggiore intensità, mah sarebbe successo anche a me sicuramente prima o poi, non avevo ancora 15 anni.

Prima di andare avanti…

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