Tra 6 mesi mi sposo, ho 25 anni, abbiamo aspettato che io finissi l’università, mentre Carlo, il mio fidanzato lavora già come agente immobiliare ed ha aperto, da un paio d’anni, una sua piccola agenzia, con la mia laurea in Economia potrò dargli una mano, abbiamo già comprato casa, con il mutuo, chiaramente, non è grande ma, all’inizio, per noi è sufficiente, anche perché non prevediamo di avere figli a meno di non decidere di adottarne uno, io non ne posso avere e lui, quando ne abbiamo parlato, non mi è sembrato per nulla dispiaciuto e, a dir la verità, mi sono sentita sollevata visto che la responsabilità, anche se non per colpa, era mia. Nonostante abbiamo già comprato casa non siamo ancora riusciti a finire di arredarla, quindi, per ora, io vivo con i miei e lui nel suo monolocale in affitto, ma spesso mi fermo da lui, i preparativi vanno avanti, la chiesa è prenotata, ci abito proprio di fronte, il ristorante anche, sul lago d’Iseo, lo stesso il pullman che servirà per gli invitati che non verranno con i propri mezzi, abbiamo limitato il numero a 80, non è stato semplicissimo ma ci siamo riusciti, anche il viaggio di nozze in Madagascar; il fotografo è un suo amico che gli fotografa anche le case che vende, per la musica un trio di miei amici dell’università, e lo zio guida la macchina di papà che ci porterà in giro. Difficile è stata la scelta del vestito, che non è ancora pronto, però ho limitato la spesa a 2.000 euro anche se i miei non avrebbero fatto alcun problema se avessi voluto prenderne uno più costoso, ma ho pensato che, del resto, si usa una volta sola, non era il caso di esagerare.
I miei genitori mi hanno educato lasciandomi molta libertà ed insegnandomi a prendermi la responsabilità delle mie azioni, devo dire che, della libertà, ne ho approfittato ampiamente, per il resto non ho mai lanciato il sasso e nascosto la mano, questo però, mi ha portato anche a non essere del tutto sincera, non le senso si raccontare cose diverse dalla verità, bensì “omettendo”, ho riscontrato che si vive meglio.
A causa di questo mi sono ritrovata un po’ “costretta” nei limiti imposti da un fidanzamento e sono passati quasi due anni prima che accettassi il fatidico anello, l’università era una scusa eccellente, ma era finita anche quella con una festa ed un serto di alloro sulla testa.
Nell’anno e mezzo che è passato sono riuscita a comportarmi bene, o quasi, ma i preparativi del matrimonio sono uno stress e ho dovuto abbassare un po’ la pressione, qualche volta, cercando però di fare molta attenzione e, soprattutto non con persone del mio solito giro, cercando però di evitare situazioni pericolose anche se, forse, sono quelle che mi intrigano di più.
Papà ha deciso di regalarci, per il matrimonio, una macchina nuova, dopo averne ragionato con Carlo, però, visto che lui ha già una macchina in leasing da un anno abbiamo pensato di comprarne una piccolina per me, ho fatto alcune visite a dei concessionari ma, nulla che mi piacesse, poi girare a Milano, se non per lavoro, è ormai impossibile, a meno che, alle prossime elezioni, si cambi finalmente la giunta con una che usi il buon senso e non l’ideologia, allora ho pensato di fare una sorpresa per Carlo che è appassionato di campeggio e, con l’aiuto e i consigli di papà, ho comprato un camper, nulla di grande, siamo in due, però superaccessoriato e sono anch’io in grado di guidarlo, del resto sono abbastanza pratica, ho imparato a guidare usando i furgoni della ditta di papà, ho preso un semi integrale, così potremo andare a fare anche qualche week end non lontano da casa, per parcheggiarlo lo mettiamo in ditta da papà che c’è tanto spazio e ho risolto anche quel problema, inoltre così ho risolto anche il problema di Oscar, il mio cagnolino, beh non proprio “ino”, è un cane da pastore scozzese di tre anni che ho trovato in canile, dove vado a fare volontariato ogni tanto, da cucciolo, mi è molto affezionato, come è normale che sia, all’inizio era un po’ geloso di Carlo, poi si è abituato, diciamo che lo “sopporta”.
Carlo è andato un paio di giorni a Roma per un incontro con la casa madre, la sua agenzia è in franchising ed io ne ho approfittato per fare due giorni in campeggio con il mio camper nuovo e con Oscar, sono andata in Val Camonica, non lontano da casa, ho trovato un bel camping in un paese che si chiama Borno, il camping Bosco Blu, bello, attrezzato, pulito e con persone simpatiche ed amichevoli, la maggior parte sono campeggiatori stanziali in casette di legno, alcune con roulotte altre no, ma c’è un bello spazio per i camper, proprio in mezzo al bosco vicino alle piste di sci, a 1.000 metri di quota, ma siamo all’inizio di settembre, non fa ancora freddo, poi sono attrezzatissima, ho anche i pannelli fotovoltaici sul tetto, mi collego lo stesso, però, alla corrente elettrica.
Nonostante siamo ancora a settembre, in camper si dorme bene con il piumino leggero, Oscar, come sempre, ai piedi del letto, mi piace muovermi al mattino presto e vado a correre con Oscar che mi corre al fianco senza spostarsi di un millimetro, dopo una mezz’ora, nel bosco, incontro un altro che corre, anche lui con il suo cane che però tiene al guinzaglio, un bel pastore tedesco femmina, Oscar, come uno stupido, gonfia il petto e si mette in mostra facendoci ridere, si chiama Filippo, è uno dei maestri di sci ma d’estate lavora nella sua segheria, anche la sua cagnolina è simpatica, per niente mordace, lei e Oscar cominciano a giocare in mezzo agli alberi mentre noi camminiamo e parliamo, penso abbia una quarantina d’anni, decisamente in forma, immagino che il lavoro in segheria e quello di maestro di sci ne siano responsabili, arrivati nella zona dei camper ci salutiamo, è stato un intermezzo piacevole anche se alle 8 di mattina.
Rivedo Filippo a pranzo, in un ristorante alla base delle piste, del tutto casualmente, ci ritroviamo solo noi due, il resto del locale è vuoto, del resto siamo in settimana, mi propone di mangiare insieme e accetto, non è un appuntamento del resto. Mi racconta che è sposato, ha un figlio grande che ha ereditato da lui la passione per le moto, io ho sempre avuto un po’ paura, mi sembra di andare in giro senza alcuna protezione, ma è una mia fobia, il lavoro in segheria riguarda soprattutto i tetti in legno, non deve essere leggero, immagino; mi invita a visitarla, non sono mai stata in una segheria, partono proprio dai tronchi per fare le travi ed il resto, un lavoro impegnativo e di precisione; la moglie insegna nella scuola media di un altro Paese non lontano, Esine, ho visto il cartello passando, c’è anche l’ospedale, il figlio, invece, lavora con il padre quando non è a scuola e quest’anno ha la maturità. Io non gli ho raccontato molto di me, abbiamo parlato anche molto dei nostri cani, però che sono fidanzata prossima al matrimonio gliel’ho detto e, larvatamente, gli ho anche fatto capire che vorrei sfruttare gli ultimi momenti di libertà prima di legarmi con il vincolo matrimoniale, sembrerebbe interessato alla questione, mi dice che, essendo sposato da una ventina d’anni non è sempre stato fedele alla moglie ed è sicuro che anche lei si sia presa qualche distrazione, ne erano consapevoli ma non ne avevano mai parlato e riteneva fosse meglio così, stavolta sì che fissammo un appuntamento dopo che mi lasciò al mio camper.
Al mattino ci ritrovammo nel bosco con i nostri cuccioli e continuammo la nostra passeggiata fino ad arrivate al mio camper, avevo preparato la caffettiera per il caffè ed una ciotola per l’acqua anche per la sua Principessa, dopo il caffè i due cuccioli si appropriarono del divanetto ed io chiusi la porta di separazione tra la zona giorno ed il letto, avevo ragione, aveva un fisico da trentenne e si muoveva con agilità e delicatezza, sicuramente lo avevano sperimentato diverse sue allieve della scuola di sci, dimostrò di apprezzare il sesso orale sia nel riceverlo che nel praticarlo, mi piaceva il fatto che non avesse alcuna fretta e che mi parlava come se ci conoscessimo da sempre e quando mi penetrò lo fece con assoluta calma ed un unico movimento fluido guardandomi negli occhi mentre lo faceva e fermandosi qualche istante dopo, il suo ritmo poi era regolare e interrotto a volte con cambiamenti di velocità ed affondi, tra i preliminari e il resto riuscì a farmi godere per prima seguendomi pochi istanti dopo e schizzandomi il suo seme sulla pancia dove ne raccolsi qualche goccia con le dita che poi succhiai golosa.
Un inizio di giornata assolutamente proficuo e piacevole, la doccia in camper è piccola e lasciai che ci andasse prima lui perché doveva andar via, io avevo tutta la mattina per occuparmi delle mie abluzioni, ci salutammo, dopo aver bevuto un altro caffè, con un bacio e senza alcun rimpianto, gli incontri migliori.
Tornai a Milano nel pomeriggio fermandomi prima nel ristorante che avevamo scelto per il pranzo di nozze per lasciare un assegno di acconto e ritirare copia del menù, la data si avvicinava.
