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due sorelle
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Racconto14 min di lettura

due sorelle

quando alla fine il DNA è lo stesso

sandra
1 anno fa · 1.6k letture · 0

Il rapporto tra me e mia sorella Giada è sempre stato conflittuale, fin da quando eravamo piccole, sempre in competizione, per l’amore dei nostri genitori, a scuola, con i ragazzi, ho sempre pensato che sarebbe stata capace di qualsiasi cosa pur di prevalere su di me; il fatto che adesso, da grandi, abitiamo in due città diverse ha consentito alla nostra rivalità di attenuarsi ma non di scomparire per sempre.

Le nostre telefonate sono , a prima vista amichevoli, ma lei deve sempre mettere lì qualche frase per polemizzare con me. l’ultima volta che ci siamo viste è stato per il funerale di nostro padre, mamma già non c’era più, lei arrivò con il compagno di allora io, chiaramente, con mio marito e riuscimmo anche a discutere sulla scritta che avevo fatto mettere sul loculo.

Lei vive a Roma, so che ha fatto carriera, lavora in un ministero ed è sicuramente molto brava ma, conoscendola, avrà sicuramente preso qualche scorciatoia aiutata anche dal fatto di essere molto bella.

Da ragazzine avevamo anche cominciato ad approcciarci al sesso facendolo tra di noi, spesso di notte una entrava nel letto dell’altra, lì non c’era rivalità, solo voglia.

Tra di noi solo un anno di differenza ma, mentre io a 20 anni mi sono sposata con Umberto lei penso ne abbia cambiati almeno 5 o 6 e, ancora non ha una stabilità affettiva, neppure lontanamente simile alla mia.

Adesso ha 27 anni, sarebbe ora che il nostro rapporto crescesse e migliorasse una volta per tutte, io e Umberto stiamo anche pensando di avere un figlio, ora che lui ha raggiunto un certo livello nel suo lavoro e sarebbe bello lei diventasse una brava zia.

Per Natale, proprio  per questo, invitammo lei ed il suo compagno del momento che non conoscevamo, a passarlo con noi a Milano, abbiamo una casa abbastanza grande ed una bella camera degli ospiti con il proprio bagno, pensai nicchiasse un po’ ma accettò quasi subito e allora cominciai a sistemare casa, non volevo fare brutta figura.

Arrivarono il 22 dicembre, lei bella come il sole avvolta nella sua pelliccia sintetica, abbiamo sempre amato gli animali, la sorpresa fu il suo compagno che riconobbi subito, un ex calciatore e proprio della mia squadra del cuore, la Lazio certo aveva qualche anno più di lei ma mi sembrò in formissima per un quarantenne.

Umberto avrebbe lavorato fino al 24 mattina, in ufficio erano incasinati perché un paio di dipendenti erano malati, però sarebbe stato fermo fino a dopo Capo d’anno.

Per la sera, al suo ritorno avevo preparato una bella cenetta e tutti e quattro a tavola passammo una serata piacevole, senza le solite battutine di Giada, anche il suo compagno si dimostrò di compagnia, insomma andai a letto contenta.

Il mattino dopo aver fatto colazione uscimmo  tutti e tre insieme, visto che Umberto non tornava mai a casa per pranzo rimanemmo fuori, in centro, poi al ritorno il compagno di Giada, non voglio fare nomi, disse che voleva far vedere la sua auto perché venendo da Roma aveva sentito un rumorino strano e aveva telefonato al concessionario di Milano che, nonostante fosse il 23 dicembre gli disse di andarci.

Giada disse che voleva andare a riposare mentre io preparai i contorni per la sera, la cena l’avrebbe portata Umberto passando da una rosticceria che conosceva, dopo un paio d’ore Giada mi chiamò, era a letto, nuda come era solita fare e mi disse di andare vicino a lei, dovevamo raccontarci anni di lontananza, io non ero abituata come lei comunque rimasi in intimo e mi infilai sotto il piumone con lei.

Passammo il tempo come non avevamo mai fatto prima, mi sembrava di essere tornate ragazzine parlando dei nostri futuri uomini e delle nostre curiosità, abbracciate sotto il piumone intanto le nostre mani cominciarono a indagare una sul corpo dell’altra, e Giada mi baciò sulla bocca, non un bacio tra sorelle, ma da amanti, rimasi sorpresa per un momento ma poi risposi alla sua lingua che cercava la mia, lei mi sganciò il reggiseno cominciando poi a succhiarmi un capezzolo, eravamo proprio abbracciate, il corpo dell’una contro quello dell’altra, ormai ero presa, la sua mano infilata nelle mie mutandine che cercava il mio sesso e le sue dita che lo trovarono.

Avevo dato la chiave al compagno di Giada ma non mi aspettavo di sentire la sua voce

-          Ah eccovi, però la cosa si fa interessante

-          Stupido vuoi stare lì a guardare o ci raggiungi?

Arrivò subito, sentii le sue mani sul mio corpo mentre Giada riprese a baciarmi, fu lui a sfilarmi le mutandine e poi sentii la sua lingua sul mio sesso umido, allargai leggermente le cosce ed il suo cazzo ci si infilò dopo poco cercando l’ingresso della mia figa, non mi aspettavo fosse così, era grosso, molto più di Umberto, trattenni il respiro mentre mi penetrava lasciandolo andare quando arrivò in fondo, mi scopava con impegno, i suoi affondi mi provocavano piacere

-          Tua sorella ha la figa stretta, si vede che non è molto frequentata

-          Beh meglio per te, ma non dimenticarti della mia

Mi scopò molto più a lungo di mio marito e alla fine uscì da me spruzzando in faccia a Giada il suo sperma che a bocca aperta lo aspettava, poi sempre con le labbra e la lingua piene del suo seme ricominciò a baciarmi facendomene sentire il sapore.

Poi tutte e due scendemmo con la bocca a cercare il suo uccello che si rinvigorì dopo un po’ cercando, come promesso, la figa di Giada.

In otto anni non avevo mai tradito mio marito, c’era voluta mia sorella per farmelo fare. Alla fine io e Giada andammo a fare la doccia insieme ed io mi preparai per il ritorno di Umberto, anche loro due si sistemarono.

La notte volli che Umberto mi prendesse scopandomi nel culetto, e mentre lo faceva immaginavo che il compagno di Giada mi scopasse contemporaneamente, venni almeno tre volte mentre lo faceva.

Il mattino dopo, il 24, Umberto andò via presto per essere certo di essere a casa per le 13, io fatto il caffè lo portai anche ai miei ospiti, dopo averlo bevuto mi ritrascinarono a letto con loro, la mia vestaglia, l’unica cosa che indossavo, finì sul pavimento mentre lui mi baciava e Giada mi leccava il buchino dello sfintere, era stato un bene che la notte ci avessi fatto entrare Umberto, perché il cazzo del suo compagno, pur a fatica e a tratti, riuscì ad entrare senza farmi troppo male, anche se quando cominciò a muoversi dentro di me un po’ di dolore lo sentii ma il piacere ne superò l’intensità.

Stavolta il suo sperma finì nel mio intestino continuando a colare fuori quando tirò fuori il suo uccello ed io rimasi lì stesa a pancia sotto mentre lui e Giada continuavano i loro giochini.

Nel pomeriggio io e Giada preparammo il cenone per la sera, c’era un sacco di roba da mangiare e, come da tradizione della nostra famiglia, al mattino dopo i regali pranzammo con gli avanzi della sera prima.

Il 26 fu una giornata di assoluto relax. Poltrimmo tutti e quattro, un po’ guardando sky ed un po’ giocando a carte.

Il 27 mattina la telefonata che nessuno vorrebbe ricevere durante le feste di Natale, l’amministratore delegato della società di Umberto che non si trovava con i dati della relazione che mio marito aveva preparato per l’assemblea dei soci, solo che lui era a Sestriere e volle che Umberto lo raggiungesse, mi promise che sarebbe stato di ritorno per il 28 sera, ero incazzata ma non potevo farci niente.

Dopo mangiato il compagno di Giada disse che doveva vedersi con alcuni suoi ex compagni di squadra di quando giocava nelle giovanili, avrebbero fatto una rimpatriata e Giada

-          Li conosco?

-          Solo uno, Marco, l’anno scorso è venuto a Roma da noi, ricordi?

-          Si, decisamente, ho un ricordo chiaro di Marco

-          Beh ma se volete la rimpatriata potete farla qui, non createvi problema, chiamiamo un delivery e ceniamo tutti insieme

Prima di andare avanti…

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