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Erotika
Silvia e le stelle
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Silvia e le stelle

ua ragazza intraprendente

sandra
1 anno fa · 4.363 parole · 19 min
700 letture

Ho sempre avuta la  passione delle stelle, papà mi ha regalato a 14 anni un telescopio, non è che si veda tantissimo ma a me basta per sognare. Il nostro appartamento fa parte di una serie di condomini costruiti negli anni 60, in effetti siamo circondati da 4 strade , una parte del condominio guarda all’esterno ed un’altra parte all’interno dove siamo separati da due cortili molto grandi, ormai ho preso l’abitudine o forse il vizio, di frugare con il mio telescopio nelle case di fronte, a parte le finestre dei bagni che hanno i vetri smerigliati, tutti gli altri ambienti delle case, a meno che non tengano le tapparelle abbassate, riesco a vederle bene.

Come si dice “la curiosità è femmina” ma per me è diventato un passatempo, ormai ho 16 anni e alcune cose che vedo sono anche abbastanza intriganti e devo ammettere che quando guardo determinate cose non posso fare a meno di  masturbarmi e lo faccio anche di notte quando ci ripenso, soprattutto perché non ho mai avuto ancora un rapporto completo, a parte qualche masturbazione reciproca con qualche mio compagno e un po’ di sesso orale praticato, non mi dispiace per niente, non ho ancora provato il sesso vero.

C’è una coppia che non tira mai giù le tapparelle e a cui piace farlo con la luce accesa che è la mia preferita, immagino non siano insieme da molto perché lo fanno dappertutto, dalla cucina alla camera da letto e, grazie agli ingrandimenti del mio telescopio lei gode parecchio delle dimensioni del pene del suo compagno o marito, non lo so, ho valutato che non sia enorme ma sicuramente grande, chissà cosa prova lei, chiaramente non posso sentire le voci ma dall’espressione del volto la deve soddisfare parecchio, Dio che voglia, spero di trovare un ragazzo così, come il suo.

Ogni tanto li vedo in giro in quartiere insieme e lui un paio di volte sul tram, lei devo ammettere che è molto carina, bionda come me ma più alta, nel confronto non ci perdo tantissimo, ho anch’io gambe lunghe ed un bel culetto, ma il seno, lì non ci siamo, lei avrà almeno una quarta, io a malapena ho una seconda ma crescerà a detta di mamma, poi lei ha un modo di camminare che fa girare gli uomini, saranno  i tacchi, io ancora non li porto quasi mai.

Al quarto piano della mia scala c’è un professore di matematica, insegna in un liceo privato, ha la passione della musica, suona il piano, dovrò iniziare ad andarci per delle ripetizioni private, mamma si è già messa d’accordo con lui, anche lei è appassionata di musica classica. Si sono visti qualche volta e si sono accordati, è un po’ più vecchio di papà e a differenza sua è completamente calvo, vive da solo, però ha un cagnolino, un meticcio peloso e simpatico, non abbaia mai.

Qualche giorno fa è successa una cosa che mi ha creato un po’ di imbarazzo, è suonato il telefono e quando sono andata a rispondere, dalla sua camera aveva già risposto mamma, non ho riattaccato subito e ho sentito la voce di un uomo che le diceva “ va bene, domani mandami tua figlia alle quattro, vedrò a che punto è” e fin qui tutto bene, avevo capito che si trattava del professore, a parte che si davano del tu, ma poi lei gli aveva detto anche “io salgo tra poco, posso fermarmi solo un oretta però” e lui, “”per  oggi vedrò di farmela bastare”, forse pensai voleva imparare a suonare il piano e lui le insegnava, però rimasi dubbiosa e non volevo far capire a mamma che l’avevo sentita, chiedendole qualcosa in merito.

Quando mamma uscì aspettai 5 minuti e poi le andai dietro, nessun  suono di pianoforte, mah, chissà, quando rientrò ad una prima vista sembrava tutto normale poi mi resi conto, invece che c’era qualcosa che non andava, aveva saltato un bottone della sua camicetta, non è che tra lei ed il professore……. Mah no, impossibile, non mamma.

Il giorno dopo andai alla mia prima lezione, non ero la sola, prima di me c’era una ragazza più grande che incrociai nel corridoio, devo ammettere che era bravo, quando spiegava riuscivo a capirlo anch’io che, in matematica, ero una capra.

Da un balconcino interno alle scale, da dove si buttava la spazzatura in un condotto che portava ai bidoni si riesce a vedere, forse, qualcosa in casa del professore, aspetterò che mamma ci vada , sempre che lo faccia  ancora. Quando rientro dopo la seconda lezione mamma esce, dallo spioncino vedo che non prende l’ascensore e sale per la scala, starà andando su da lui ?

Aspetto i soliti 5 minuti, le vado dietro ed esco sul balconcino, sporgendomi un po’ non si vede molto poi vedo le immagini riflesse da uno specchio nell’ingresso, lui è in piedi di spalle, la vestaglia da camera che aveva addosso prima aperta, riconosco il vestito di mamma anche se vedo solo un pezzo della sua schiena, lei è chinata in avanti e lui, che è dietro di lei, la sta scopando , wow, non capisco se normalmente oppure no, nel senso del culo, però la prende per i capelli tirandole indietro la testa e si vede chiaramente che spinge dentro di lei. resto interdetta, incredula e devo dire leggermente eccitata, scappo a casa, ancora non ci credo, però ho trovato un posto di osservazione valido.

Il giorno dopo, per curiosità, prima di iniziare la mia lezione torno sul balconcino per vedere se si vede qualcosa, la ragazza che c’è prima di me fa due ore anziché una, quest’anno è al primo di università, il professore ha lasciato ancora aperta la porta della cucina e si vede lo specchio nel corridoio che riflette il tavolo della sala dove anch’io mi siedo quando vado da lui, manca ancora una mezz’ora alla fine della lezione, lui è seduto ma lei no, è in ginocchio davanti a lui con la testa tra le sue gambe, e di fianco si riesce a vedere qualcosa di più di ieri, gli sta facendo un pompino e, devo ammettere, che cazzo. Vedo lei fermarsi con l’uccello in bocca e, dopo un po’ prendere un fazzolettino e pulirsi la bocca, hai capito il professore, sarà parte del pagamento delle lezioni?

Corro a casa, ho un quarto d’ora, mi cambio mettendo la mini di jeans ed un top di lino corto stretto così che i capezzoli delle mie tettine siano più evidenti, mi sembra siano cresciute un po’, mah non so, faccio in tempo a risalire mentre lei sta uscendo dalla sua porta, la sua vestaglia da camera nasconde a malapena il bozzo che ancora si intravede sul davanti, wow.

Facciamo lezione normalmente e cerco di mettere in evidenza le mie gambe sedendomi senza aggiustarmi la gonna un po’ distante dal tavolo, ma ci lancia solo uno sguardo, ci vuole un approccio diverso, ci penserò.

Il lunedì ho lezione, vado da lui e, quando ci sediamo gli dico che avrei bisogno di parlargli

-          Certo dimmi Silvia, che problema hai?

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