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Claudia, Erika e le altre
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Racconto44 min di lettura

Claudia, Erika e le altre

sesso, amore, sottomissione

sandra
1 anno fa · 745 letture · 1

Fino a quando arriva Fausto a bussare alla serranda tutti e tre fanno il giro del mio corpo due volte, la scopata iniziale era solo l’aperitivo, salgo sul furgone di Fausto a pezzi con il sederino che brucia e la mia fighetta che ha bisogno di una buona lavanda vaginale, glielo dico e lui

-          Hai voluto scommettere tu, però avrei guardato volentieri mentre ti scopavano

-          Stronzo

Non mi aspettavo la sberla che mi arrivò

-          Non chiamarmi mai più così

-          Scusa stavo scherzando

-          Ok ok adesso cambiati che ti porto a casa

Passai la domenica tranquilla e feci anche un paio di lavande vaginali ed anali.

Fausto suona il campanello, sono solo le nove, mamma ha la solita vestaglia

-          mi offri un caffè?

-          Certo entra, non ti aspettavo

-          Io non resistevo dovevo vederti

-          Ma non mi sono ancora neanche truccata, ho fatto solo la doccia

-          Sei bellissima così, fatti guardare

E le slaccia la vestaglia

-          Ti scoperei per tutto il giorno, ma non mi posso fermare, magari il tempo per un pompino, dai inginocchiati

Lei non se lo fa ripetere, adora il suo cazzo e comincia subito a succhiarlo con impegno, lui giocherella sempre con i suoi capezzoli, basta un quarto d’ora perché le scarichi in gola il suo sperma e poi la lasci in ginocchio a guardarlo mentre se ne va

-          Devo risolvere un problema, se ce la faccio torno

-          Ti posso aiutare?

-          Non so ancora, vedremo.

Dopo un paio d’ore ritorna

-          Risolto?

-          No è più difficile del previsto, senti Claudia oggi va al maneggio vero?

-          Si, ma sono i signori dell’altra volta?

-          Magari quelli sono davvero dei signori questi sono albanesi, decisamente non sono tranquilli come gli altri, dai ti passo a prendere per l’una e ne parliamo

Quando passa a prenderla si fa trovare già davanti al portone e sale subito sul furgone

-          allora qual è il problema?

-          Soldi

-          E quanti?

-          Non ti preoccupare, ho fatto un lavoro per loro che non è riuscito bene e adesso mi trovo un debito, sono riuscito ad avere 10 giorni di tempo per pagarli e così non ho problemi ma ho dovuto promettergli una donna per farli divertire oggi pomeriggio, non te lo chiederei ma,,,,,,

-          Non ti preoccupare, cosa m faranno mai che non abbia già fatto e poi per te, lo sai…….

Lei non sapeva che quegli albanesi erano un clan e si sarebbe trovata 10 uomini adulti da soddisfare con ogni parte del suo corpo, senza considerare che a loro piaceva anche infliggere dolore usando quello che avevano a disposizione, furono 5 ore di piacere e dolore, il marito la trovò a letto perché non si sentiva bene ed ebbe poi bisogno di qualche giorno per riprendersi e Fausto le mandò un mazzo di fiori che lei giustificò con un favore fatto ad una amica.

Passarono almeno una quindicina di giorni dai fatti della gara automobilistica e degli albanesi, Fausto andò a prendere Claudia a scuola, lei avrebbe compiuto 17 anni la domenica, si aspettava una festa da Fausto, ormai erano insieme d quasi un anno

-          Sai pensavo tua mamma è proprio una bella donna

-          Lo so, le assomiglio molto infatti

-          Ah se non avessi conosciuto prima te le avrei fatto il filo

-          Dai piantala

-          No no, sul serio e devo dirti che ho anche fantasticato su voi due che lesbicate mentre vi guardo e poi vi scopo tutte e due

-          Ma cosa vai a pensare, io e mamma

-          Beh non credo sia poi così strano, immagino lo facciano in molti, se no non avrebbero coniato il termine”incesto”

-          Non credo ci riuscirei

-          Perché non giocheresti con la tua mamma sul suo letto, nude tutte e due mentre la baci e vi masturbate a vicenda, magari anche con qualche oggettino carino

-          Naaaa non mi ci vedo

-          Ok era solo una fantasticheria

Quel pomeriggio lo passarono insieme  tranquilli sul furgone.

Fabio al citofono

-          Ciaooo facciamo colazione insieme?

-          Si volentieri, devo uscire tra poco,

-          Ok. Ti aspetto giù

Andarono in un bar in zona Ripamonti e seduti ad un tavolino ordinarono cappuccino, succo di frutta e brioches

-          Stanotte ho sognato che le due donne che amo facevano l’amore insieme e poi  con me, pensa che sogno strano

-          Figurati io e mia figlia come due lesbiche e tu che guardi e poi scopi entrambe, davvero un sogno

-          Già che storia dove vai stamattina?

-          Visita medica, ginecologo

-          Wow e ti scopa?

-          È solo il mio medico

-          Ma scommetto vorrebbe

-          Forse ma non è cosa

-          Perché non è un bel tipo?

-          Beh si ma non ci ho mai pensato

-          Vabbè è la giornata dei pensieri strani

-          Tu invece

-          Ah io lavoro tutto il giorno fino a stasera, spero che il pensiero di te e Claudia insieme non mi distragga, ahahah.

-          Dai accompagnami alla fermata.

Per il 17esimmo compleanno di Claudia organizzò una festa in un locale al pomeriggio con tanto di torta e candeline, poi le diede un pacchetto come regalo dicendole di aprirlo a casa nella sua cameretta.

Tutta eccitata dopo cena scartò il pacchettino, dentro un dildo flessibile con due teste che ne aveva visti solo su internet in qualche sexy shop, che stupido pensò, ma non glielo avrebbe mai detto

Dopo qualche giorno Fabio buttò ancora lì il discorso

-          Ti è piaciuto il regalo?

-          Si, una cosa particolare

-          Beh puoi usarlo contemporaneamente davanti e dietro

-          Proverò

-          Oppure con la tua mamma

-          Se se con la mamma

-          Beh che c’è sarebbe come se vi scopaste

-          Non credo succederà

-          Mai dire mai ma se succedesse chiamami

-          Ahahah va bene

-          Oggi sei impegnata?

-          Mamma mi ha preso appuntamento dal ginecologo

-          Lo stesso dove va lei?

-          Si e vi fate scopare?

-          Naaa cosa vai a pensare, potrebbe essere mio padre

-          Beh lui probabilmente lo farebbe, sei così bella

-          Ma va

-          Senti mi sembra ti sia cresciuto ancora un po’ il seno che dici?

-          Si forse un po’ si

-          Dai allora ci vediamo domani.

Fabio parcheggiò il furgone dall’altro  lato della strada rispetto alla scuola e la vide uscire con le compagne,  lei vide il furgone e attraversò la strada  di corsa, i lunghi capelli neri tenuti da una fascia gialla sulla testa incorniciavano un viso perfetto, da attrice, il suo corpo flessuoso si muoveva evidenziando la sua sensualità, si frequentavano da quattro mesi, Erika si riteneva fortunata che un ragazzo come Fausto avesse notato lei che aveva solo 16 anni  e gli si era concessa completamente dopo appena un mese, dopo che lui l’aveva accompagnata al consultorio per farsi dare la pillola, a lui non piacevano i preservativi.

Lei non aveva più il papà, viveva con la mamma che faceva l’avvocato del lavoro ma spessissimo era da sola anche la sera perché alla mamma piaceva uscire, l’aveva raccontato anche a Fabio che una sera l’aveva quasi incrociata mentre elegante saliva su una mercedes, con i capelli acconciati con una grossa treccia che le ricadeva sulle spalle nude, lei aveva trentacinque anni e aveva partecipato da giovane a diversi concorsi di bellezza, Fabio capì da dove aveva preso la sua, Erika.

-          Domani ti porto sul lago

-          Bello, volentieri

-          Devo parlare con un tizio che mi deve dare della roba vediamo se riesco ad avere un po’ di sconto perché i soldi non mi bastano

-          Speriamo dai

-          Ti ho comprato un vestitino che magari ti vede con me così carina e mi abbassa il prezzo

-          Ok ci proviamo

Erika si mette il vestitino che le ha comprato Fabio, decisamente corto, le sue gambe lunghe come quelle di  mamma lo fanno sembrare quasi più corto, inoltre i sandalini con il tacco la fanno sembrare più grande. Quando arrivano sul lago in una specie di cantiere navale scendono e Fausto parla con un marocchino enorme che continua a scuotere la testa, uno spettatore esterno direbbe che è una scena già vista, vanno vicino ad Erika e stavolta è Fausto che scuote la testa fino poi ad andarsene continuando a scuoterla lasciando Erika con il marocchino che la porta nel capannone.

-          Guarda che bella troietta mi ha portato Fausto, sei proprio il mio tipo, fatti vedere bene, togli quel vestito e vieni qui

Lei lo raggiunse lasciando cadere l’abitino sotto aveva solo le sue solite mutandine bianche ancora un po’ da bambina che lui le strappò cominciando a palpeggiarla ovunque, poi si spogliò anche lui mostrandole il suo grosso pene e facendola inginocchiare mentre stava seduto sul lettino per farsi fare un pompino, lei non praticissima però lo fece e lui sembrò soddisfatto quando le scaricò il suo sperma in gola, poi la fece stendere sul lettino con lui e continuò a palpeggiarla dandole il suo cazzo in mano perché lo segasse, non passò molto tempo che era di nuovo pronto, la prese per la vita portandola sopra di se e puntando il cazzo al suo culetto ce la calò sopra non senza grugnire per la strettezza dello sfintere e facendole sentire molto dolore che poi scemò quando cominciò a farcela ballare sopra facendola godere fino a quando lei si mosse da sola per consentire a lui di giocare con i suoi seni pieni e sodi. le inondò l’intestino svuotandosi dentro di lei e poi pretese che lei continuasse a leccarglielo anche se glielo aveva messo nel culo, quando fu ancora pronto le andò sopra schiacciandola con il suo peso e le infilò il grosso gazzo nella fighetta muovendosi sopra di lei come un forsennato spingendo il suo coso fino in fondo e guardandola in faccia per vedere la sua espressione quando  lo faceva, lei godette comunque molto, quel grosso arnese strisciava sulle pareti del suo sfintere prima e della sua vagina poi provocandole dolore e piacere ricevendone alla fine un'altra inondazione di sperma, poi potè lavarsi e rivestirsi prima che tornasse Fausto che prese io suo pacco e ottenne il suo sconto.

Prima di andare avanti…

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