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Romina e la scoperta del sesso
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Racconto13 min di lettura

Romina e la scoperta del sesso

le prime esperienze di una quindicenne negli anni '70 a MIlano

sandra
1 anno fa · 1.1k letture · 1

Settembre 1971, nuova scuola, nuovi compagni, il primo anno delle superiori, Istituto tecnico per geometri, mi guardo in giro, noi ragazze siamo poche, nell’altra metà della scuola, la ragioneria, sono molte di più, girano un sacco di ragazzi, ci sono bandiere rosse, la contestazione studentesca, non abbiamo ancora cominciato che viene annunciata un’assemblea, non mi interessa anche se passano classe per classe a chiamarci, mi sa che non sarà il massimo frequentare questa scuola.

Per arrivare devo prendere il tram al capolinea e scendere in Piazza Missori, poi un pezzo a piedi, le medie erano sotto casa, il tram è sempre pieno e decisamente non puntuale, papà mi ha regalato un Ciao della Piaggio, spero di poter venire a scuola con quello quando non c’è brutto tempo.

A volte davanti a scuola ci sono i picchetti e non ci lasciano entrare perché c’è qualche manifestazione e, secondo loro, dobbiamo andarci tutti, io, quando vedo il picchetto vado a fare un giro in centro e poi torno a casa, anche se mamma non è molto contenta, seguire le lezioni così , per me , è quasi impossibile, non ci riesco proprio, a volte vado al cinema oppure bighellono vicino alle Colonne di San Lorenzo dove c’è, quasi sempre, qualcuno che suona. Nei cinema che, al mattino fanno spettacoli, non c’è mai tanta gente, sono cinema d’essai e noi minorenni non potremmo entrare ma tutti chiudono un occhio e i film non sono un granchè, la maggior parte commedie sexy e, ogni tanto qualcosa di più “erotico” per una quattordicenne che ha iniziato ad interessarsi al sesso da circa un anno non sono comunque il massimo ma si passa la mattinata e poi non ci sono quasi mai scene “esplicite”. L’importante è non mettersi mai in mezzo ma sempre all'inizio o alla fine della fila , anche così si rimedia lo stesso qualche toccata di coscia, qualche mano che si appoggia inavvertitamente sul tuo ginocchio o qualche gomito che il vicino a braccia conserte ti fa strisciare sul seno. Nel buio si intravede anche qualcuno che si fa una sega, io non mi sono mai masturbata in uno dei cinema, ammetto di farlo ma solo a casa mia, di notte, nel mio letto.

A marzo compirò 15 anni, non mi dispiacerebbe cominciare a d avere un ragazzo con il quale fare un po’ di pratica anche se in modo non completo, diciamo che sono sesso-curiosa. Per il resto sono come tutte le ragazze della mai età, mi piace ballare, ascoltare musica, porto jeans e minigonne ma non ho mai ancora preso una cotta per qualcuno.

I cambiamenti del mio corpo sono sempre più evidenti, ho comprato il mio primo reggiseno, sono già più alta di mamma, facendo atletica leggera, nello spogliatoio, dopo la doccia confrontiamo sempre i nostri corpi che crescono e mutano.

La scuola è sempre il mio chiodo fisso, mi è sempre piaciuto studiare ma in queste condizioni non ce la faccio ed i miei voti, ed in alcuni casi i non voti, fotografano l’esatta situazione, mia madre pensa io esageri e un giorno decide di venire a scuola con me, c’è il picchetto, il brigadiere in borghese davanti all’istituto la dissuade a provare ad entrare e, allora, lei capisce.

Il prossimo anno andrò in una scuola privata e cercherò di recuperare il tempo perduto.

Finalmente arriva l’estate e le vacanze, vorrei il mio primo bikini ma mamma insiste per il costume intero, passiamo le nostre ferie a Rapallo, come al solito, il mio rientro è slittato a mezzanotte e, nella mia compagnia, dove siamo tuti cresciuti praticamente insieme, adesso facciamo anche giochi diversi, ho scoperto che mi piace fare i pompini, mi piace il sapore dello sperma sulla lingua e a volte ingoio pure, mi piace mentre un ragazzo mi tocca e mi mette due dita nella mia fighetta masturbandomi e, a volte, anche un dito nel culetto, ho imparato a fare una sega mentre faccio un pompino, sto scoprendo il sesso, l’amore non ancora ma il sesso sì e comincio ad avere voglia di qualcosa di più.

Per la nuova scuola scendo dal tram qualche fermata prima di Missori, il “24” è comunque pieno, anche se salire al capolinea mi permette quasi sempre di sedermi con lo zainetto tra le gambe, quando ho la mini, però, c’è sempre qualcuno che sbircia. Nella nuova scuola siamo in pochi in classe, però sono la più piccola, sono tutti più grandi e ho solo una compagna che, però ha già 18 anni, gli altri tutti uomini, io ho deciso di fare insieme il biennio primo e secondo anno anche se dovrò dare un esame alla fine.

Saranno passati 15 giorno dall’inizio della scuola, una mattina, con il tram pieno come al solito, ho lo zainetto semi vuoto e non lo tengo in spalla, la mia fermata è Sabotino, siamo tutti stipati come sardine, ho qualcuno dietro, proprio appiccicato, mi accorgo che la mia mini è sollevata dietro e lui è praticamente contro le mie mutandine ma non posso muovermi, adesso sono io che sento la sua virilità crescere contro la sottile stoffa dei mie slip, vorrei spostarmi ma mento a me stessa perché mi accorgo anzi di spingere più indietro il mio culetto, ormai è quasi la mia fermata, un sussurro nell’orecchio

-          Non scendere come fai di solito, resta su

Vuol dire che mi aveva già visto e continuo a rimanere attaccata alla sbarra in alto con una mano senza osare muovermi mentre la pressione dietro di me aumenta, gente scende e gente sale, la situazione non cambia, ormai abbiamo superato anche il Duomo, cerco di voltarmi per guardarlo ma riesco a vedere solo che è più alto di me, arrivati in Piazza Fontana scendiamo quasi tutti e posso vederlo bene, penso abbia almeno trent’anni, alto, magro con un paio di Rayban e i jeans, mi guarda, guardo lui, siamo proprio di fronte e quasi appiccicati

-          Ti guardo da qualche giorno, mi piaci molto e oggi poi mi hai fatto quasi impazzire dalla voglia, per quello ti ho chiesto di non scendere, ho capito che hai voglia anche tu, conosco un posto, ti va?

Mi tende una mano, non gli rispondo, sono un po’ stralunata e ho le mutandine bagnate, gli prendo la mano e lo seguo. Arriviamo in Corso Vittorio Emanuele, sotto i portici, ad un certo punto c’è una serranda scorrevole che lui, con la chiave apre e richiude dietro di noi, scendiamo dei gradini, è una sala giochi con tanti video games e un piccolo biliardo con le biglie numerate, di fronte a me mi slaccia i bottoni della camicetta mettendo a nudo il mio unico reggiseno, la mini scivola per terra, prendendo le mie mutandine per l’elastico le fa scendere lungo le mie gambe e alzandomi i piedi me le toglie del tutto, mentre è chinato così comincia  a baciarmi la fighetta umidissima, poi i rimette in piedi e tira giù la cerniera dei jeans estraendone il cazzo già rigidissimo e, decisamente grosso rispetto a quelli che ho già visto a Rapallo, mi prende per la vit sollevandomi sul biliardo e facendomici stendere sopra, poi mi raggiunge

-          Ti prego, fai piano, per me è la prima volta

Si ferma all’improvviso

-          Ma tu vuoi?

Faccio cenno di si con la testa, mi bacia e si mette tra le mie cosce, sento il suo sesso spingere ed allargarmi le grandi labbra e poi continuare, si ferma ancora poi succede, un leggero dolore ma mi sento riempita da quel cazzo imponente, mi bacia, mi guarda mentre comincia la sua danza dentro di me, lo voglio sentire ancora di più e gli allaccio le mie gambe dietro la schiena, non ho mai provato un piacere simile quando mi masturbo, non trattengo i miei gemiti né il mio orgasmo quando esplode, poi sento il suo sperma caldo sulla mia pancia e posso riprendere fiato, lui sempre su di me mi bacia ed accarezza

Prima di andare avanti…

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