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papà single
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Racconto16 min di lettura

papà single

un classico inizio con un seguito non scontato

sandra
1 anno fa · 700 letture · 0

Papà single, mi devo ancora abituare all’idea del fatto che mia moglie, la mia ex moglie, ha preferito la carriera, non tanto a me quanto al figlio che 8 anni prima aveva messo al mondo con il mio modesto contributo de nove mesi precedenti e aveva deciso di vivere in un altro Continente affidando, completamente alle mie cure, nostro figlio Gianluca.

Sono proprietario di un camping in montagna, aperto tutto l’anno, attività che , alla mia ex moglie appariva troppo romantica e poco suscettibile di privilegi di tipo economico, vivere in un bungalow di legno non era la sua massima aspirazione, vivere del mio lavoro in un ambiente naturale bellissimo dentro un bosco e crescere un figlio era invece la mia.

Molte delle piazzole, complete di scarichi, acqua, luce elettrica e metano, erano occupate da clienti stanziali, le utenze venivano pagare secondo il consumo, mentre l’affitto annuale della piazzola, di circa 3.000 euro, con 40 piazzole sempre occupate, mi consentiva di vivere bene, lavorando, faticando, ma bene.

Il nostro menage, mio e di Gianluca era garantito in quanto a pulizia, biancheria e pasti, dal personale del campeggio, in più c’era una ragazza del Paese vicino che si occupava di mio figlio al pomeriggio, mentre io lavoravo, una studentessa delle superiori che lo aiutava anche nei compiti, molto seria e responsabile, nonostante avesse solo 16 anni, il padre aveva una segheria e, in più, faceva il maestro di ski durante l’inverno.

Il bar, ristorante, pizzeria del camping aveva un contratto di gestione che gli consentiva di lavorare anche con ospiti esterni alla struttura, io, oltre a percepirne l’affitto, ci guadagnavo i nostri pasti.

A volte, anche Sonia, la baby sitter, si fermava la sera a mangiare con noi per la gioia di Gianluca che aveva per lei una vera e propria adorazione e, in caso di brutto tempo, soprattutto se nevicava, si fermava a dormire in camera con lui nel letto a castello per non affrontare al buio i 10 km di strada fino al Paese.

Da quando mi ero separato non avevo avuto nessun altra storia, ero troppo impegnato con il lavoro e con Gianluca per pensare ad altro, non che non ne sentissi la mancanza, avevo , comunque, i normali istinti di un trentaduenne sano e attivo, diciamo che in quel periodo ero in “pausa”.

C’erano un paio di ospiti del camping che, sicuramente, sarebbero state “disponibili” ma avrei , poi probabilmente, avuto dei problemi, meglio evitare, la scatole dei preservativi nel mio comodino era ancora intonsa.

Era tutto il pomeriggio che la neve cadeva lenta ma costante, i ragazzi tenevano puliti i vialetti del campeggio, si sarebbero fermati verso sera per poi riprendere il mattino presto, Sonia con i suoi doposci andò a prendere tre pizze in pizzeria oltre ad un po’ di croquet di patate, Gianluca ne era ghiotto, si stava bene in casa con la stufa a pellet accesa nella zona giorno, le porte delle camere aperte in modo che il calore scaldasse anche quelle, lei e Gianluca avevano già giocato prima di cena a palle di neve, mio figlio aveva già fatto la doccia e messo il pigiama per la notte.

Dopo mangiato cascava dal sonno e Sonia lo mise a letto mentre io riempivo la lavastoviglie, in campeggio ma avevamo tutte le comodità, mentre finivo Sonia avvisò casa che si sarebbe fermata a dormire, poi fece la doccia mentre io davo un occhiata ai conti registrandoli sul pc, fatta la doccia si mise sul divano con la sua t-shirt da notte e le lunghe gambe sotto il sedere a giocare con il cellulare, verso mezzanotte la salutai ed andai nel mio bagno a fare la doccia e poi mi infilai sotto il piumone, la stufa a pellet spenta, non la lasciavo mai accesa di notte, si sarebbe riaccesa il mattino dopo alle sei, mi piaceva l’inverno, mi mettevo sotto il piumone godendo del tepore sul mio corpo, non riuscivo ad avere nulla addosso quando andavo a letto, un abitudine presa quand’ero ragazzo, a mia moglie la cosa piaceva e, quando anche lei non metteva il pigiama voleva dire che aveva voglia di fare l’amore.

Le due del mattino, avevo sete, messo l’accappatoio andai in cucina, la piccola luce del tavolino a fianco il divano accesa, solo quando mi avvicinai vidi Sonia stesa, completamente nuda che si stava masturbando, si accorse di me e cercò di coprirsi con la t-shirt che aveva tolto ma i seni rimasero scoperti

-          Sonia, tranquilla non ho visto niente

-          Io, io….. veramente?

Andai verso il frigorifero voltandole le spalle, sentii il rumore mentre si infilava la maglietta

-          Vuoi del latte? Io ne prendo con qualche biscotto

-          Si grazie

-          Caldo?

-          Si

-          Ci vuoi il cacao?

-          Grazie

Portai le due tazze sul tavolino di fronte al divano con la scatola dei biscotti ed i tovaglioli di carta, avevo deciso di far finta di niente per non imbarazzarla, pensavo, però, che era proprio cresciuta, era davvero una bella ragazza.

-          Io non riuscivo a dormire

-          Capita

-          Tu, invece?

Era da un po’ che ci davamo del tu

-          Avevo sete e forse anche un po’ di fame, la pizza di stasera era l’unica cosa che ho mangiato in tutto il giorno

-          Ah ecco

-          Poi un po’ di latte caldo va sempre bene

-          Si, piace anche a me prima di andare a dormire

-          Quando ne hai voglia non fare complimenti, fattelo e basta

-          Grazie, va bene

-          Allora dimmi, a scuola tutto bene?

-          Si si, niente di complicato

-          Tuo papà mi ha detto che sei molto brava

-          Papà esagera, me la cavo

-          Beh, grazie a te Gianluca ama la scuola e questo mi fa piacere

-          È un bravo bambino

-          Cosa farai dopo, l’università?

-          Non  lo so ancora, devo pensarci, tu ci sei andato?

-          Si io si, ma non ho mai fatto quello in cui mi sono laureato

-          Cioè?

-          Ho fatto ingegneria ma non ho mai fatto l’ingegnere, del resto non sarei stato molto bravo, l’ho fatta solo per accontentare i miei, avrei dovuto fare altro.

-          Ecco, io vorrei fare proprio una facoltà che mi servisse per il lavoro

-          E che lavoro vorresti fare?

-          Ahahah è questo che ancora non so

Ero riuscito nell’intento di non farle pensare a quello che stava facendo quando l’avevo interrotta. O almeno così credevo.

-          Beh pensaci e poi decidi, ma deve essere una tua decisione, non devi fare qualcosa per accontentare gli altri.

-          Certo, lo farò.

-          Beh adesso torno a letto, tu fai pure come vuoi, notte

-          Ciao, buona notte

Il mattino dopo la situazione neve peggiora, decido di non mandare a scuola Gianluca  e anche Sonia decide che non sia il caso, ne’ per mio figlio che, comunque, dovrebbe solo arrivare in Paese ne’ per lei che, oltretutto, dovrebbe prendere un pullman che la porti in valle. Noi ci limitiamo a tenere puliti i vialetti e le vie di accesso e movimentazione all’interno del camping, per la stagione è un buon inizio.

Giornata, comunque, abbastanza impegnativa, la sera dal ristorante ci portano un bell’arrosto di vitello con le patate al forno ed una torta di mele, Gianluca ci ha dato dentro durante il giorno in mezzo alla neve, riesco, nonostante sia stanco, a fargli fare una doccia e appena si mette a letto si addormenta, anch’io ci vado presto lasciando Sonia impegnata a studiare, è uno dei rari momenti in cui riesco a leggere qualche pagina di un buon libro prima di spegnere la luca, appena spenta però, la porta della mia camera si apre e Sonia entra in camera mia

-          Io comunque avrei pensato a quello che voglio fare

Riaccendo la luce sul comodino abbastanza incuriosito da questa entrata

-          Voglio fare l’amore con te

Di solito non resto senza parole ma questa volta…… lei è in piedi a fianco del mio letto, completamente nuda, non riesco a distogliere lo sguardo ma ribatto

-          Sonia cosa dici? Ho il doppio dei tuoi anni

-          Non mi importa

Solleva il piumone e ci si infila sotto al mio fianco e poi mi abbraccia

-          No Sonia, senti

La sua mano è sul mio membro che non dorme, la sua bocca cerca la mia, il suo giovane seno preme contro il mio petto, le sue labbra sono morbide e calde, rispondo al bacio anche se non vorrei, la sua mano impugna il mio cazzo che si rizza ed indurisce naturalmente, la stringo contro di me continuando a baciarla, cosa cazzo sto facendo?

-          Ti prego, fai piano, è la prima volta

rotoliamo rimanendo allacciati, ora è sotto di me, la mia cappella si insinua tra le sue grandi labbra, sento l’umido della sua fighetta vergine, comincio ad entrare in lei, la guardo on faccia mentre la penetro, una smorfia di dolore ed un “ahh” quando supero il suo imene, lei mi stringe ancora più forte mentre inizio a scoparla, le sue gambe si intrecciano dietro alle mie, e ricominciamo a baciarci, geme, si lamenta, viene una prima volta, cerco di fare attenzione, non voglio farle male ma è lei che mi chiede di continuare, un altro orgasmo l’assale insieme al mio che, però, riesco ad avere uscendo da lei e riempendole la pancia con il mio sperma, il suo corpo trema mentre orgasma abbracciandomi forte, mi morde sulla spalla, l’accarezzo mentre cerco la sua bocca per baciarla ancora, poi si appoggia sul mio petto respirando forte.

Prima di andare avanti…

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