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Mia mamma "Santa"
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Mia mamma "Santa"

Incesto con mia madre

mattia
1 anno fa · 8.435 parole · 37 min
3.6k letture

Mia mamma “Santa” by incestLove

Titolo: Mia mamma “Santa”.

Titolo capitolo: L'inizio.

Testo: Ciao a tutti i lettori di confessioni e racconti riguardanti l’argomento incesto, mi presento sono Mattia, un ragazzo di 32 anni, moro, occhi nocciola, un metro e ottantatré, taglia XL, laureato in marketing e comunicazione e titolare di un ufficio di intermediazione immobiliare e creditizia sito in Milano. Quelli che sto per riportare sono gli avvenimenti che mi hanno portato ad avere un rapporto sentimentale e fisico con mia mamma.

“lascio a voi il compito di determinare se siano o meno reali”

La mia famiglia è composta da mio padre, mia sorella Sara, una ragazza di 27 anni, mora, occhi nocciola, un metro e settantadue, taglia M e una quarta di seno, e da mia madre.

Mia madre si chiama Santa, anni 63, bionda (tinta), occhi verdi, taglia L, terza coppa c, che nonostante l’età si presenta ancora sodo, fisico leggermente robusto considerata la sua altezza di un metro e sessanta cinque. Originaria del meridione, precisamente di Napoli, si è traferita in Lombardia, a Como, all’età di 26 anni, dopo il matrimonio con mio padre, conosciuto durante gli anni del liceo. Responsabile dei rapporti con la clientela estera presso l’officina metalmeccanica di famiglia. Una donna d’altri tempi, cattolica praticante, ogni domenica si reca in chiesa per partecipare alla messa. Madre chioccia, a volte troppo presente sia nella mia vita che in quella di mia sorella, è riservata e discreta, sia nel modo di vestirsi, che nel mostrare i propri sentimenti, evitando gesti affettuosi in pubblico anche nei confronti di mio padre. Evitava qualsiasi riferimento o argomento sessuale con noi figli. Proprio per questo, non avrei mai immaginato che un giorno avremmo vissuto tutto ciò.

Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, molto complice, parlando di tutto e affrontando ogni problema insieme. Almeno fino quando, dopo la laurea, decisi di intraprendere una mia strada, comprando una casa e aprendo un'agenzia immobiliare, invece di rimanere a vivere con loro e occuparmi dell'azienda di famiglia. Tutto ciò ci portò ad allontanarci: i nostri contatti si limitavano a sporadiche chiamate e a pranzi occasionali con tutta la famiglia. Questa situazione si protrasse fino a quando, durante un controllo di routine, venimmo a sapere che mio padre era malato di cancro, una malattia che lo portò a lasciarci nell’ottobre del 2024.

La sua prematura morte: aveva solo 65 anni, fu un colpo duro per tutta la famiglia, soprattutto per mia madre, che non perse solo il marito, ma anche il compagno di una vita, con cui aveva affrontato ogni difficoltà.

Dopo il funerale, con il passare delle settimane, mamma iniziò a non uscire di casa, nemmeno per presentarsi in azienda. Usciva solo per recarsi al cimitero. Smise persino di prendersi cura del suo aspetto, non dormiva e continuava a piangere. Io e mia sorella pensammo che fosse solo una condizione passeggera, ma ci sbagliavamo: la sua situazione continuò a peggiorare, cadendo in depressione. Dopo un breve consulto, prendemmo due decisioni:

1. Mamma si sarebbe traferita a casa mia, una villetta a schiera su due piani: al piano terra si trovano la cucina e il soggiorno in open space, una lavanderia e un ufficio; al primo piano, due camere da letto, due bagni e una stanza adibita a cabina armadio. All’esterno un ampio giardino e box doppio completano la proprietà.

2. Mamma sarebbe stata seguita da una psicologa, che l’avrebbe aiutata a superare questo difficile momento.

Iniziammo a vedere i primi progressi dopo circa tre mesi: mamma riprese ad uscire di casa, non solo per recarsi al cimitero, ma anche per andare a messa, e soprattutto per incontrassi al bar con mia zia -sorella di mio padre- e con delle amiche per fare colazione assieme e per fare quattro chiacchiere. Inoltre, ricominciò a prendersi cura del proprio aspetto: si fece la tinta ai capelli, curò le unghie e tornò ad avere più attenzione per sé stessa. I primi giorni di febbraio, proprio durante una colazione con le sue amiche, alla quale l’accompagnai, venni a sapere del desiderio di mia madre di recarsi in pellegrinaggio ad Assisi. Una volta tornati a casa, mi recai nella stanza adibita ad ufficio e chiamai mia sorella al cellulare:

 Sara: Ciao fratellone, come stai?

 Io: Tutto bene, e tu?

 Sara: Bene, sempre presa con il lavoro.

 Io: Sara, lo sapevi che mamma voleva andare ad Assisi?

 Sara: Certo, ma non ha trovato nessuna che l’accompagnasse. E io, da quando mi occupo dell’azienda, non ho proprio tempo.

 Io: Perché non ha chiesto a me?

 Sara: Dice che ti stai già occupando di lei e non voleva darti altro un pensiero in più.

 Io: Invece mi avrebbe fatto piacere… quasi quasi le faccio una sorpresa e organizzo il viaggio.

 Sara: Secondo sarebbe davvero felice. Ora torno al lavoro, ciao.

 Io: Ciao.

Una volta terminata la telefonata, andai nel locale adibito a ufficio e accesi il computer. Mi collegai a un noto sito di prenotazioni online (Booking) e iniziai a cercare un hotel. Dopo averne confrontati alcuni, optai per il Giotto Country House & Spa, scegliendo una Camera Matrimoniale con Patio di 30 m², dotata di un letto matrimoniale large e un divano letto. La stanza offriva vista sul giardino e sulla montagna, accesso a una piscina panoramica, aria condizionata, patio privato e bagno interno. (Consiglio di dare un’occhiata alle foto della camera sul sito.). Prenotai dal lunedì alla domenica, dal 24 al 30 marzo 2025, per un costo complessivo di 1.404. Avrei solo dovuto trovare il modo di farlo sapere a mia madre, così da farle una sorpresa. Scelsi di stampare la prenotazione e metterla in una busta, per consegnargliela al dolce, durante una cena che avrei organizzato quella stessa sera. Raggiunsi mia madre, che nel frattempo era intenta a preparare il pranzo:

 Io: Mamma io dopo pranzo vado in ufficio, poi devo passare in concessionaria, avevo intenzione di comprare una nuova auto. Non preparare la cena, perché stasera volevo portarti al ristorante.

 Mamma: Va bene tesoro, hai già deciso dove andare?

 Io: Si, avrei deciso di andare al Crotto dei Platani, un ristorante sul lago di Como, che ne dici?

 Mamma: Si perfetto.

Pranzammo assieme, poi andai al lavoro.

Una volta terminato il lavoro in ufficio, mi recai da Lombarda Motori, un concessionario Audi situato in via Sumatra 12, a Milano. Una volta entrato, mi diressi al box informazioni, dove mi accolse una signora sulla cinquantina. Dopo avermi chiesto in che modo potesse essermi d’aiuto, mi fece accomodare in un piccolo salotto, in attesa che un venditore si rendesse disponibile. Dopo pochi minuti arrivò il venditore e mi accompagnò nel suo ufficio. Dopo una breve consultazione, decisi di acquistare un’Audi Q3 Sportback bianco ghiaccio, con allestimento S line, sedili in pelle e tessuto con logo S, cerchi a 5 razze da 20” e volante a 3 razze, per un costo complessivo di 61.900 euro. Firmato il contratto, mi informò che la consegna sarebbe avvenuta entro tre settimane. Dopo averlo salutato e ringraziato, uscii dalla concessionaria.

Una volta arrivato a casa, era ormai quasi ora di andare al ristorante. Andai direttamente in bagno, mi lavai, mi vestii e scesi in salotto. Da lì chiamai mia madre:

 Io: Mamma, sei pronta?

 Mamma: Sì tesoro, due minuti e scendo.

Passarono davvero solo due minuti, poi sentii i suoi passi sulla scala. Quando fece l’ultimo gradino e si mostrò ai miei occhi, rimasi a bocca aperta: era bellissima. Indossava un tailleur grigio e nero, collant chiari e décolleté nere. L’abito esaltava le sue forme, mentre le scarpe slanciavano la sua figura:

 Mamma: Tesoro, che c’è? Non vado bene vestita così?

 Io: Assolutamente il contrario, perché lo chiedi?

 Mamma: Beh, sei rimasto lì imbambolato.

 Io: Perché sei bellissima mamma.

Lei arrossì leggermente.

 Mamma: Grazie. Che dici andiamo?

 Io: Si, certo.

Scendemmo in garage, salimmo in auto e ci dirigemmo verso il ristorante. Durante il tragitto, parlammo del più e del meno, ma non potevo fare a meno di continuare a guardarla e pensare a quanto fosse bella. Dopo circa un’ora, arrivammo al Cotto dei Platani. Parcheggiamo ed entrammo. Ci avvicinammo al maître:

 Maître: Salve signori, come posso esservi d’aiuto?

 Io: Salve, ho una prenotazione a nome ………

 Maître: Si, eccola, prego seguitemi.

Il maître ci accompagnò al nostro tavolo, situato in veranda, proprio accanto al finestrone che si affacciava sul lago. Dopo averci salutato si allontanò. Poco dopo, arrivò una giovane cameriera, sui vent’anni, che ci portò i menù. Passati pochi minuti, tornò per prendere la nostra ordinazione:

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