«Non credo ti debba spiegare come si incula una donna. Un culo, è sempre un culo, quindi, se non hai nulla in contrario, lo vorrei sentire dentro di me».
Lui sorride, poi si posiziona dietro di lei e, dopo averlo lubrificato con del gel, indossa un preservativo e, mentre io le reggo i glutei aperti, lui lo spinge con un solo affondo dentro di lei, che protesta.
«Cazzo! Fai piano! Non sono vergine, ma ti faccio notare che io sono una donna, e, contemporaneamente al tuo, ho un altro buco che, in questo momento, è ingombro del cazzo di quel porco che ti ha appena sfondato il culo!»
Leo la guarda solo un attimo stupito, poi si scusa, dicendole che, in genere, non è abituato, a penetrare qualcuno che ha già un altro cazzo in corpo. La cosa suscita una creta ilarità tra tutti e tre, poi cominciamo a scoparla con foga, facendola subito godere moltissimo. È un orgasmo dopo l’altro quello che lei prova sotto i colpi dei nostri cazzi, che le slargano entrambi i buchi. Dopo l’ennesimo orgasmo, lei si volta a guardare Leo in faccia e gli rivolge una richiesta specifica:
«Quando sarai pronto a venire, vorrei gustare il tuo piacere in bocca».
Lui mi guarda compiaciuto e prende a pomparle il culo con sempre più vigore, poi, dopo l’ennesimo orgasmo di mia moglie, di colpo si sfila, strappa il preservativo e si porta con il cazzo davanti alla faccia di mia moglie, che avvicina alla sua guancia la mia, dandomi, in quel preciso istante, l'esatta contezza del gioco che vuol mettere in atto: vuole condividere con me la sborrata di Leo. Lui si sega con forza e, ben presto, ci regala tre schizzi di crema bianca. Il primo colpisce mia moglie fra le labbra, mentre gli altri due li riceviamo in faccia entrambi. Lei afferra il cazzo di Leo e lo lecca appena, poi lo porta alla mia bocca e ve lo spinge dentro, affinché io lo succhi fin in fondo. Esaudisco il suo desiderio, e poi lo ripasso a lei, che completa l’operazione. Leo si siede di lato, mentre mia moglie mi lecca la sborra che ho sul viso. La raccoglie con la lingua e la spalma sulle mie labbra, per poi baciarmi intensamente. Intanto ho inarcato le gambe e, dal basso, la sbatto sempre più forte, fin quando sento il piacere arrivare; a quel punto lei si stacca da me, dicendomi che vuole in bocca anche la mia sborra. Scivola di lato, porta un braccio intorno al collo di Leo, che capisce il gioco: mi avvicino alle guance di loro due e, inginocchiato, mi sego velocemente, finché gli schizzo in faccia due getti di sborra, che loro ricevono e si scambiano, leccandosi con avidità. Restiamo tutti e tre immobili, ci guardiamo negli occhi e noto con piacere che mia moglie presenta, in viso, un'espressione soddisfatta e appagata. Lei si alza e va in bagno, mentre io e Leo restiamo ad attenderla sul letto.
«Amico mio, hai una donna fantastica al tuo fianco; sono sicuro che il futuro per te sarà ricco di esperienze sempre più belle».
Dopo qualche momento, lei ritorna e, a mia volta, vado in bagno per darmi una rinfrescata. Quando torno in camera, li trovo che sono allegri e scherzano: è evidente che stanno parlando di me, ma, al mio sopraggiungere, entrambi cambiano discorso, lasciandomi con la curiosità di ricevere una spiegazione. Rapidamente io e lei ci rivestiamo e, salutato Leo, con la nostra auto torniamo a casa. Durante il viaggio di ritorno, lei si stende sul sedile ed appoggia la testa alla mia spalla. Le chiedo quale sia la sua impressione sulla serata e le sue parole mi riempiono di gioia.
«Mi è piaciuto molto; ero curiosa e desideravo vedere come l’uomo che amo fosse in grado di far godere un altro uomo».
Parla con voce bassa, mentre la sua mano torna ad accarezzare il mio sesso e questo suscita in me ancor più interesse nei suoi confronti.
«Ti eccita così tanto quello che abbiamo fatto, che ti piacerebbe rifarlo?»
Lei non mi risponde, ma ha aperto i pantaloni ed ha tirato fuori il mio sesso, che risponde alle sollecitazioni cui lei lo sta sottoponendo. Lo sega lentamente e, quando sente che si sta indurendo di nuovo, si abbassa e lo prende in bocca, succhiandolo avidamente.
«Amore, fermati! Questa cosa mi fa impazzire così tanto, che rischiamo di andare a sbattere. Se hai solo un momento di pazienza, fra poco saremo a casa nostra, e potrai divertirti a tuo piacimento».
Poco dopo ci ritroviamo nel nostro appartamento e, distesi nel letto, riprendiamo il gioco, interrotto in auto. La sento particolarmente calda e vogliosa, poi, quando il mio cazzo e duro come il ferro, lei si gira e mi invita a prenderla dietro.
«Adesso scopami il culo! Voglio che tu senta la differenza fra il mio e quello di Leo. Sono quasi sicura che il suo ha qualcosa di più, che lo rende più desiderabile ed eccitante, ma spero che a te possa piacere molto, anche il mio».
L’afferro per i fianchi e le pompo il culo con forza ed impeto, facendola godere. Lei si masturba e, dopo aver raggiunto un orgasmo devastante, si gira e mi chiede di venirle dentro, perché vuole sentire il mio piacere riversarsi nelle sue viscere. La sbatto come un ossesso e, alla fine, vengo, pensando di non averle potuto donare più di uno schizzo: avevo le palle completamente svuotate. Mi sfilo da lei, che si distende al mio fianco e la sua mano accarezza il mio petto mentre il nostro respiro sta tornando regolare. Allora trovo il momento giusto per chiederle, se ciò che ha voluto provare, era dettato da una certa forma di gelosia che traspariva dalle sue parole.
«Non sono gelosa; volevo solo saper da te quale differenza trovavi tra il mio ed il culo di Leo. La gelosia l’ho provata un’altra volta con te, mentre ora ho capito, che era solo un gioco di sesso, cui mi sarebbe piaciuto partecipare fin dall’inizio».
Sollevo il capo, la guardo dritto negli occhi, cercando di capire le sue parole e lei, dopo essersi allungata verso di me ed avermi baciato sulle labbra, riprende il discorso, e mi fornisce ulteriori spiegazioni che implicitamente le ho chiesto.
«È successo un po’ di tempo fa; una sera che io andavo a cena con le mie amiche e, per raggiungere il ristorante, ho sbagliato strada; ad un incrocio ti ho visto passare davanti a me. Hai fatto poca strada ed ho notato che la tua auto si è fermata; tu sei sceso ed hai iniziato a salire la scalinata che porta all’appartamento di Leo. Incuriosita ti ho seguito e ti ho visto entrare in casa sua. Non so spiegarti il motivo per cui ho disdetto la cena con le mie amiche, e sono rimasta lì a guardare, per tutto il tempo, in cui sei rimasto nella sua casa. Ero indecisa, rosa dalla gelosia, tentata dal desiderio di suonare a quella porta. Quando ti ho visto uscire, salutato da Leo sulla porta, sono rimasta stupita nel vedere che, dietro di lui, c’erano altri due uomini e questo ha di colpo spento ogni mia gelosia, mentre, al contrario, mi è insorto forte il desiderio di capire cosa stava cambiando in mio marito. Quando siamo andati al mare, ho scelto volutamente di mettermi sdraiata vicino a quella coppia gay, perché volevo capire il tuo interesse nei loro confronti e, quando mi hai chiesto il parere su di loro, ho capito che era giunto il momento delle spiegazioni. Il resto non ho bisogno di raccontartelo, ad eccezione di una cosa che non sai e che non ho mai raccontato a nessuno; a questo punto, mi sembra giusto rendertene partecipe dal momento che sei la persona che più amo al mondo».
La guardo un po’ stupito e mi rendo conto che il destino ci ha giocato uno strano scherzo, ma capisco anche che, essendo due persone intelligenti, abbiamo riflettuto prima di lasciarci travolgere dalle emozioni che quel gioco ci dava. La guardo, le sorrido e la esorto a continuare il suo racconto.
