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Non pensavo fosse così
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Racconto22 min di lettura

Non pensavo fosse così

Tra fantasia e realtà un poco della mia vita

Lady Marina
1 anno fa · 813 letture · 1

Non Pensavo Fosse Così

(Una Serata Diversa)

Mi succede spesso di ripensare alle mie storie passate, qualcuna mi ha lasciato dei brutti ricordi, altre invece è rimasta nella mia memoria e le rivivo molto volentieri.

Devo però ammettere che un conto sono i ricordi, pur belli che siano, io preferisco viverle in prima persona le mie esperienze, senza nessun limite; quindi vorrei raccontarvi cosa mi è capitato qualche sera fa, se avete voglia di leggermi.

Immagino abbiate detto di si, quindi inizio col preambolo dell’avventura.

Dopo qualche giorno che frequentavo un nuovo spasimante, conosciuto a casa di amici comuni, quelle riunioni noiose dove non capita mai nulla di interessante e si passa la serata a bere calici di prosecco, sempre più caldi, ed a uscire in giardino per fumare una sigaretta, così non dover ascoltare le parole inutili degli altri invitati, prima di decidere che è arrivata il momento di andarsene.

Appunto tra una sigaretta e l’altra vengo avvicinata da lui, non sapevo chi fosse, però devo dire che è un bell’uomo, un cinquantenne ben messo, capello brizzolato ed occhi scuri ed un filo di barba sale e pepe; si presenta porgendomi l’ennesimo prosecco e mi dice il suo nome, Alberto.

Anche lui come me si sta annoiando della serata e se non mi avesse notata sarebbe già andato via, invece ora ha trovato un valido motivo per restare, lo trovo molto galante, uscendo in giardino, mi prende per il braccio e mi avvicina a lui, ho l’impressione che abbia l’intenzione di baciarmi, è solo un modo perché la sua mano passi veloce sui miei fianchi e scendere un pò verso il mio culo.

Ecco, ci siamo, ho beccato il solito che dopo neppure cinque minuti mi invita gentilmente a prendergli il cazzo in bocca, nascosti tra le siepi; Alberto al momento non ha questa intenzione, vuole semplicemente avere l’opportunità di conoscermi, soprattutto mi chiede se sono single, alla mia risposta affermativa, capisco che l’interesse verso di me aumenta, al momento neppure lui ha un legame, per cui se lo desiderassi, gli piacerebbe stare con me, iniziando una sorta di corteggiamento, ci scambiamo i rispettivi numeri di cellulare.

Non sono mai stata troppo romantica, non mi piacciono melense e lunghe telefonate notturne, cenette a due in qualche ristorante e neppure ricevere fiori o scatole di cioccolatini, sono molto più realistica, se abbiamo voglia di stare insieme, basta dirselo, non sono più una ragazzina e non amo neppure perdere troppo tempo.

Il giorno dopo, infatti, sono io che lo chiamo, insomma, prendo l’iniziativa e gli chiedo se abbia voglia di uscire la sera stessa, ovviamente accetta e ci diamo appuntamento per le 21 nella solita grande piazza che si affaccia sul nostro fiume.

Durante la giornata ci scambiamo velocemente dei messaggi su whatsapp, siamo entrambi impegnati sul lavoro, ci sentiamo per telefono poco dopo le 17 e si offre di venire a prendermi a casa, cosa che odio, preferisco sempre essere indipendente ed uscire con la mia auto, anche per avere una scusa, qualora ci fosse qualcosa che mi disturbasse di potermene andare in qualunque momento senza dipendere da nessuno.

Arrivata a casa, come sempre mi dedico a me stessa, quando esco, la sera con una persona, amico o potenziale fidanzato, mi piace essere perfetta, quindi doccia e shampoo ai capelli, poi con la crema depilatoria una ripassata anche alla figa, mi piace liscia e senza nessun pelo, un ritocco anche allo smalto di mani e piedi delle unghie, mi sento a posto, devo scegliere cosa indossare, apro la cabina armadio e cerco un vestito abbastanza corto, siamo in estate e non è il caso di coprirsi troppo, lo trovo, è bianco, si mi piace, sono abbronzata e il bianco mette in risalto il mio colore, intimo ovviamente coordinato sempre bianco, reggiseno e perizoma, in vita indosso una catenella d’oro, borsa e décolleté tacco 12 rosse; mi ammiro allo specchio e mi trovo una gran gnocco, pronta per la serata con Alberto.

Lo lascio aspettare solo qualche minuto, poi lo vedo e gli vado incontro, ho dal primo momento una migliore impressione di lui, davvero un bell’uomo, si, mi piace.

Ci scambiamo un bacio sulle guance, poi mi prende sotto braccio e mi conduce verso i tavolini di un bar, una scena già vissuta altre volte, mi meraviglio della scarsa fantasia degli uomini, accavallo le gambe sedendomi.

Ordiniamo qualcosa da bere, anche se siamo in un orario avanzato, chiediamo due aperitivi con qualcosa da sgranocchiare, li sorseggiamo guardandoci negli occhi, ammetto che mi sento bene in sua compagnia, davvero rilassata, la conversazione con lui è piacevolissima, sorrido spesso, mi accendo una sigaretta, noto che segue il movimento della mia mano quando la porto verso le labbra; finiti i nostri drinks, ci dirigiamo verso i portici, non so cosa voglia fare, in questa zona non ci sono che altri bar, forse avrà parcheggiato la sua auto qui vicino, invece, appena raggiungiamo un punto meno illuminato, mi fa fermare, avvicina la testa alla mia, mi bacia sulle labbra, ricambio con piacere, abbracciati, limoniamo per qualche minuto.

Le sue mani corrono lungo i miei fianchi, accarezza la pelle delle mie cosce, il mio vestito ha uno spacco davanti, non so come abbia potuto, mi tocca la figa coperta dal sottile strato di pizzo del perizoma, sorpresa, piacevolmente, lo lascio fare, d’altra parte siamo per strada, anche se appartati, potrebbe sempre passare qualcuno, sempre baciandoci, sposta la leggera barriera che copre il mio sesso e comincia a sditalinarmi; piego all’indietro la testa, mi bacia sul collo, sto impazzendo dal piacere.

Anche Alberto è eccitato, il suo cazzo preme duro contro di me, vorrei ricambiare e toccarlo, mi chiede se voglio andare a casa sua, oppure da me; lui, abita abbastanza vicino, quindi scegliamo da lui, è più comodo.

Il tragitto a piedi, anche se sono solo poche centinaia di metri è parecchio lungo, ci fermiamo per un bacio, oppure per una veloce toccata di cazzo e di figa, la situazione si fa sempre più calda.

Finalmente arriviamo da lui, saliamo i due piani di scale fino al suo appartamento, non posso più resistere dall’accarezzargli il cazzo, apro la zip dei jeans che indossa, infilo all’interno dei boxer una mano e lo libero, ha un’erezione davvero importante, è grosso, ma mi impressiona maggiormente più la lunghezza, per me si avvicina ai 27, 28 centimetri, certamente una bella dotazione.

Lo scappello e lo sego, mentre le nostre lingue sono intrecciate in un bacio pieno di passione e desiderio, mi piego sulle ginocchia e riesco a prenderlo in bocca, inizio a fargli un pompino insalivandolo tutto, ad Alberto piace parecchio, ansima.

Continuo per alcuni minuti, mi piace succhiargli il cazzo, riesco a prenderlo tutto in bocca, appoggiando le labbra sulla sua pancia, con le dita tocco anche le palle gonfie e grosse, anche lui è completamente depilato.

Lo voglio, voglio farmi scopare da lui.

Andiamo nella sua camera da letto, appena entrata resto ulteriormente sorpresa dall’arredamento della stanza, sembra di essere in un motel, al centro un grande letto rotondo coperto da una soffice trapunta, le pareti sono a specchio,, così come una parte del soffitto ribassato, nel quale sono incastonati dei faretti led a luce rossa, il grande schermo della televisione è posizionato difronte, non c’è altro.

Non so dove appoggiare i miei vestiti, inizio a spogliarmi facendo cadere a terra prima il vestito che ho sfilato dai fianchi, il reggiseno, tengo addosso solo il perizoma e le scarpe, anche Alberto si spoglia velocemente, restando anche lui con i boxer che faticano a contenere il cazzo duro; sul letto abbracciati limoniamo a lungo e lui riprende a sditalinarmi la figa, un dito entra ed esce veloce ed io sono in un lago.

Prima di andare avanti…

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