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Pandemia in montagna
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Racconto12 min di lettura

Pandemia in montagna

vita durante pandemia

apparente
1 anno fa · 714 letture · 2

Sdraiata ai bordi del letto, nuda, con le gambe allargate e penzoloni, Maira con le mani sulle grandi labbra allargava la sua figa. In piedi, nudo, con in mano il suo notevole cazzo, Alberto osservava la figa bagnata e palpitante mentre di accingeva a sbatterlo dentro e scoparla.

-       Cazzo! tesoro, quanti cazzi hai preso per averla larga così? Sembra una caverna.

-       Ho preso tutti quelli che mi hai permesso di scopare. Sono sempre meno delle fighe che hai scopato tu, brutto porco. Adesso scopami che ho voglia di godere.

Il cazzo era scivolato facilmente in figa, Maira aveva iniziato subito a gemere e poco dopo anche a godere, anche Alberto era sul punto di godere ma quando Maira se ne era accorta lo aveva pregato di trattenersi.

-       Non venire adesso, mettimelo nel culo, fammi godere anche dal culo.

Avevano una ottima intesa sessuale, il cazzo di Alberto era di un buon 20cm, ma non troppo grosso in circonferenza. Maira adorava i cazzi grossi da prendere in figa, ma non nel culo. Quelo di Alberto era perfetto per lei, lungo ma non grosso. Quando aveva sentito i primi schizzi caldi che gli riempivano l’intestino anche Maira aveva goduto. Alberto si era accasciato sul letto, adesso osservava Maira che si dirigeva verso il bagno. Era davvero una gran figona, Alta   1,70 bionda occhi chiari, una terza abbondante di seno ed un culo bello sodo, come s dice adesso era curvy, cioè formosa ma non grassa Ormai era da due anni che si frequentavano, tutte e due amavano il sesso e le trasgressioni, avevano avuto esperienze di ogni genere ed amavano frequentare locali scambisti o incontrare altre coppie con loro gusti.

Maira abitava nelle Marche, mentre Alberto viveva a Bergamo, sfruttando i voli low coast alternavano le visite. Questa volta era stata Maira a spostarsi, pria che secondo le voci la Lombardia venisse messa in quarantena. Maira tornata dal bagno si era stesa accanto ad Alberto, la televisione era accesa, le notizie come al solito riguardavano la possibilità di mettere in quarantena dei paesi in provincia Bergamo. Erano rimasti allibiti quando il telegiornale in un servizio aveva fatto vedere centinaia e centinaia di persone che quella sera avevano preso d’assalto aeroporti e stazioni. Tutti quelli del sud, scappavano dal nord era qualcosa di allucinante, in più la notizia principale era che il giorno dopo tutta la Lombardia sarebbe stata messa in quarantena. Maira ed Alberto si erano guardati in faccia, i loro sguardi erano preoccupati, vedere quella massa di persone in fuga presa dal panico aveva messo paura anche a loro.

Avevano passato un paio d’ore a pensare a qualche soluzione, la paura aveva contagiato anche loro. Quando Alberto aveva prospettato una soluzione Maira aveva subito accettato. Erano le 2 di notte, Maira non aveva ancora nemmeno disfatto la valigia, Alberto ne aveva fatta una velocemente, poi saliti in macchina si era diretti al Carrefour che Alberto sapeva aperto 24/24. Aveva preso 2 carrelli, a quanto sembrava non era i soli corsi a fare scorte, c’era altra gente, per fortuna non tante, che arraffava di tutto, Loro avevano cercato di approvvigionarsi seguendo una logica. Alle 4 dopo aver riempito 4 carrelli e riempito all’inverosimile il cofano ed i sedili dietro della Cayenne di Alberto erano partiti. Lungo la strada Alberto si era fermato in 2 bancomat a fare prelievo e recuperare qualche migliaio di euro di contante.

Da Bergamo erano andati in direzione di una delle vali, dopo una trentina di Km arrivati ad un apese di circa 5.000 abitanti, avevano deviato prendendo una strada che saliva verso la montagna, dopo 3 km c’era la prima frazione di un migliaio abitanti, dove c’era Minimarket, Tabaccaio edicola e bar. Avevano proseguito e dopo altri 3 km erano arrivati ad altra frazioncina, era il posto dove Alberto aveva la villa dui famiglia che aveva rilevato alla morte dei genitori. La frazioncina aveva un piccolo agglomerato di case intorno alla chiesa, poi sparse c’erano le altre abitazioni in piccoli agglomerati distanti fra loro. In totale i residenti non superavano i 300 abitanti, nel periodo di villeggiatura si arrivava ai 500/600 poiché c’erano tante seconde case soprattutto di milanesi. La villa di Alberto era sulla strada che collegava due frazioncine, ma isolata, c’era solo un’altra casa di fronte ci abitavano la signora Ornella ed il Marito Giorgio, si conoscevano da anni ed erano in ottimi rapporti. Giorgio era in pensione, Ornella casalinga, nonostante avesse sui 60 anni era ancora una bella donna. La villa era molto bella molto spaziosa e con un 3.000mq di giardino ed orto. Della cura del giardino se ne occupava Riccardo un signore pensionato, in cambio della possibilità di coltivare una parte del giardino in orto e di una piccola somma mensile teneva curatissimo il giardino e si occupava della piccola manutenzione. Quando serviva la figlia Elisa si occupava della pulizia della casa. Elisa aveva sui 35 anni zitella, non era una gran bellezza, ormai era rassegnata a vivere e prendersi cura dei genitori, Alberto si sentiva al sicuro in quel posto vicino a gente che conosceva.

I primi quindici giorni erano stati angoscianti, tutte le mattine il resoconto dei morti causa Covid era di centinaia, avevano paura, il timore che potesse capitare anche a loro di ammalarsi era palpabile, restavano chiusi in villa mangiavano dormivano e scopavano, ogni scopata era come se fosse l’ultima. Era passato già quasi un mese, il terrore iniziale era diventavo giustificato timore, non vivevano più isolati e tappati in casa, Elisa, con le dovute precauzioni, 3 volte a settimana andava ad aiutare per la pulizia della casa, Ricardo li riforniva di frutta e verdura che intanto iniziava a maturare nell’orto, Ornella inizialmente a distanza poi sempre più vicino faceva lunghe chiacchierate con Maira con cui aveva instaurato una bella amicizia. La frazione era abbastanza sicura dai contagi, nessuno scendeva in paese e nessuno ci veniva.

Era passato quasi un mese, ogni tanto uscivano a fare una passeggiata lungo i sentieri della frazione, ormai anche Maira aveva iniziato a conoscere quasi tutti. Nelle loro passeggiate, passavano sempre davanti alla cascina del Pierino. Era un vedono sui 70 anni, viveva solo in una cascina, aveva delle mucche delle galline ed in più allevava conigli, praticamente era quasi sufficiente. Nonostante l’età Pierino aveva un fisico da far invidia a tanti giovani che frequentavano le palestre, era alto asciutto muscoloso, la sua figura impersonava la vera forza. I muscoli erano frutto del duro lavoro di montagna e non da esercizi da palestra. Pierino li forniva a pagamento di uova e formaggio, Alberto più di una volta gli aveva chiesto qualche coniglio o pollo nostrano, ma aveva avuto un diniego perché li allevava solo per uso personale.

Maira ogni volta che uscivano a passeggiare, vestita sempre in modo molto sex, sia perché era un suo vezzo, sia per il fatto che i vestiti che aveva dietro non erano esattamente adatti alla montagna. Avevano avuto occasione di fare qualche ordine con Amazon, e le consegne avvenivano velocemente si era ripromessa di ordinare quello che gli occorreva. Fin dalle prime volte Pierino l’aveva osservata con sguardo voglioso, con Alberto avevano scherzato anche su questo. Ormai la situazione pandemia si era stabilizzata e la loro voglia di sesso trasgressivo aveva iniziato a ricomparire. Un giorno presi dalla foga dell’eccitazione, nel boschetto prospicente la cascina di Pierino, si erano appartati a farsi una scopata. Maira era appoggiata ad un albero mentre da dietro Alberto l’aveva scopata a pecorina. Solo dopo aver finito, si erano accorti che Pierino stava falciando l’erba nel prato e dalla posizione in cui era, aveva potuto assistere, ci avevano fatto una risata, spesso avevano scopato di proposito mentre qualcuno li guardava.

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