Mi chiamo Antonio, sono alto un metro e settanta, per settantacinque kg di peso, capelli e occhi scuri, magro, fisico abbastanza normale, un ragazzo come tanti, e ho completato il tirocinio per diventare medico. Sono fidanzato da tre anni, con Sara, biondina con due begli occhioni azzurri, alta un metro e cinquanta, per cinquanta kg, terza di seno e un gran bel culo. Lavora come segretaria presso un'azienda grafica. Poco tempo dopo che ho finito il tirocinio, quando mancano appena tre mesi al nostro matrimonio, Sara ha ereditato una bella casetta a schiera nel quartiere vecchio della nostra città. Comunque sono case costruite in una zona abbastanza bella, che meritava una certa ristrutturazione, ma idonea a concederci la possibilità di convivere, quindi abbiamo provveduto a fare una bella ristrutturazione. Anche la casa accanto alla nostra era in vendita da quasi un anno, ma nessuno sembrava interessato ad acquistarla. Io e la mia fidanzata abbiamo pensato che, forse, il prezzo richiesto era troppo alto. È una casa molto bella, con molti extra, ma decisamente troppo cara. Solo quando il prezzo è stato ridotto, in solo pochi giorni è stata venduta. Un pomeriggio abbiamo conosciuto il nuovo vicino. Il suo nome è Augusto ed ha 50 anni; divorziato per 15 anni, non si è più risposato. Una grande azienda commerciale lo ha assunto come dirigente, perché effettivamente è una persona che non sa stare senza far nulla; sa fare di tutto e noi ci siamo subito sentiti tranquilli ad avere un vicino come lui. Ad esempio, mi ha consigliato come ornare il giardino e altre piccole cose molto utili, nelle quali sono davvero una frana.
Ho notato che Sara era molto ben disposta verso di lui; spesso li vedevo parlare fra loro e ridere di gusto. Il suo aspetto fisico è alto e muscoloso, magro, molto bello ed educato. Quasi ogni volta che lo vediamo, durante la sera o nei fine settimana, indossa solo un paio di pantaloncini da jogging. Ha un'abbronzatura incredibile! Ci sono cose di lui che mi piacciono molto, cosi ho iniziato ad elaborare nella mia mente l'immagine di lui con Sara. Di recente ho iniziato a stuzzicare Sara, evidenziando di aver notato con quanto interesse Augusto la guardasse. Lei si schermiva, sostenendo che lui aveva ben ventiquattro anni più di lei, che era canuto e che, probabilmente, non gli si rizzava più; perciò che importanza poteva avere il fatto di esser attratto da lei? Ma io insistevo, ribadendo un vecchio detto delle mie parti:
«Sol perché c'è neve sul tetto, non significa che non ci sia fuoco nel camino.»
Intanto, però, ho capito che questi miei discorsi avevano fatto breccia in Sara, tant'è che ha cominciato ad osservarlo con sempre più interesse. Ma adesso voglio che sia lei a raccontare il suo punto di vista sulla storia.
Sara
Quello che il mio adorato marito, nonché meraviglioso cornuto, ignora, e che io conosco il nostro vicino da prima di lui. L’azienda dove lavora è sempre a stretto contatto con la mia e quando lui, la prima volta, è venuto a parlare con il mio capo, gli avevo sentito dire che stava cercando una casa dove poter vivere. A quel punto, sono stata proprio io a suggerirgli di acquistare quella vicina alla nostra, cosa che lui ha fatto con immenso piacere, perché quando mi ha visto per la prima volta, ha indugiato a lungo con il suo sguardo su di me e questo mi ha fatto bagnare oltremodo. Naturalmente, in seguito, quando per la prima volta mi ha visto insieme ad Antonio, si è reso conto che io non avevo riferito al mio fidanzato del suggerimento datogli e questo lo ha spronato ad esser più audace con me. In ordine a quella circostanza, avevo preferito tacere col mio fidanzato, perché volevo vedere fin dove il tizio si fosse spinto con me, avendo intuito che, come persona matura, ma dall’aspetto ben curato, aveva suscitato il mio interesse. Così ho iniziato ad abbigliarmi in maniera più audace, soprattutto quando ero in giardino o quando, per un qualche motivo, dovevo entrare in casa sua assieme ad Antonio. Mi è stato subito chiaro che ad Antonio piaceva che Augusto mi guardasse e non cercasse di nascondere che mi stava ammirando, soprattutto mi intrigava molto sentirmi desiderata da quel maschio, così affascinante. Naturalmente il gioco eccitava molto anche il mio fidanzato, che non perdeva occasione, la sera, nel nostro letto, per scoparmi con foga e rinnovato vigore. Poi, un sabato mattina, mentre Antonio era fuori, impegnato con degli amici a fare un giro in bici, ho visto che, alla porta di Augusto, si sono presentati due uomini più o meno della sua stessa età. Uno lo conoscevo bene, perché altri non era che il mio capo, mentre l’altro era sicuramente il proprietario dell’azienda dove lavora Augusto e questo mi ha intrigato molto. Da tempo, sento su di me, lo sguardo del mio capo ed ho capito che vorrebbe scoparmi, ma è anche evidente il fatto che, essendo una sua dipendente, non può spingersi oltre certe formalità di facciata. Ora, però, a vederli tutti e tre seduti vicino alla piscina, a ridere e scherzare, mi ha provocato una certa voglia di giocare un po’ con loro. Così, indossata una delle canottiere di Antonio, che su di me appariva come un prendisole corto, ho suonato alla porta del vicino. Augusto è venuto ad aprire e, dal modo in cui mi ha guardato, ho capito che si è fatto un'idea di quella che poi era la realtà: quella canottiera era l'unico indumento che avessi addosso.
«Scusami, mi era venuta voglia di un caffè, ma ho scoperto che abbiamo finito le cialde. Posso approfittare della tua ospitalità?»
Dopo un attimo di stupore, mi ha invitato ad entrare e, appena dentro, ho notato una mal celata semi erezione nei suoi pantaloncini, messi su per venir ad aprire la porta. Augusto si è reso conto che avevo notato l'effetto che gli avevo provocato, ma, soprattutto, ho intuito che fosse felice nel sapere che me ne fossi accorta.
«Accomodati pure, lo stavo preparando anche per i miei ospiti, che saranno di sicuro felici di poterlo gustare insieme te.»
Dalla cucina, siamo passati sul retro della casa, dove, una volta fuori, seduti sulle sdraio accanto alla piscina, c’erano le persone che avevo visto entrare. Carlo, il mio datore di lavoro, si è subito alzato in piedi, e mi è venuto incontro.
«Buongiorno Sara, mi fa molto piacere vederti; posso presentarti Luigi, il proprietario dell’azienda dove lavora Augusto?»
L’altro si è alzato in piedi ed è venuto subito verso di me; senza staccarmi un attimo gli occhi di dosso, ha preso la tazzina di caffè che gli offriva Augusto e l’ha offerta a me, in evidente segno di cortesia.
«Il piacere è tutto mio e, non sia mai detto che, in presenza di una signora, io riceva una cosa prima di lei.»
in un attimo, mi sono trovata stretta fra quei tre maschi stupendi, che mi stavano spogliando con gli occhi. Luigi indossava un paio di pantaloni bianchi molto attillati e, subito, il mio sguardo si è posato sul pacco gonfio e ben evidente che lui teneva in bella mostra. Anche Carlo aveva una palese erezione che non nascondeva per niente, mentre io avvertivo, dentro di me, il forte desiderio di giocare con tutti e tre. Dopo aver sorseggiato il caffè, mi sono girata piegandomi a 90°, ed ho poggiato la tazzina sul piccolo carrello da giardino. Quel mio movimento ha reso evidente a tutti che indossavo solo quella maglietta e, giratami di nuovo, ho letto la libidine nei loro volti, mentre i loro cazzi, belli gonfi, premevano contro la stoffa dei pantaloni, quasi a volerla bucare. Augusto mi si è avvicinato e, allungate le mani sull'orlo inferiore della maglietta, me l'ha sfilata sopra la testa, con me che alzavo le braccia per consentire la manovra.
