In quattro: zia, la signora Franca, Claudio ed io

apollinaire
a day ago

(La lettura dei precedenti racconti non è necessaria, ma consigliata)

Zia Susy era sempre più vogliosa di sesso: mi raccontò che si vedeva abbastanza regolarmente con Luisa (la sarta, vedi racconto: “Zia e la sua amica: una matura lesbica”), mentre era riuscita (dopo che avevamo avuto un incontro a tre, vedi racconto: “La signora Franca e zia”) solo una volta a passare un’oretta con la signora Franca che si era rivelata però più orientata agli uomini, con solo qualche piccola trasgressione con le donne. La signora era comunque sia una esibizionista sia una voyeur: la eccitava moltissimo il pensiero di mostrarsi mentre si masturbava guardando altri fare sesso come aveva parzialmente fatto sia con me da solo, sia con me e zia.

A zia questi discorsi della signora Franca eccitavano moltissimo e le venne un’idea:

- Tu pensi che potremmo invitare a cena la signora Franca e il tuo amico Claudio?

- A cosa stai pensando zia? Una piccola orgia?

  • - Mah… noi cominciamo a creare le condizioni, poi lasciamo che le ose accadano… Certo che a Franca io non dirò certo “ti invito ad un’orgia”…

E così zia organizzò una cenetta “tranquilla” a casa sua con la signora, Claudio e me.

La sera della cena io mi presentai prima per aiutarla a preparare la tavola: zia e Claudio a un lato del tavolo, la signora Franca ed io dall’altro lato. 

Lei era molto sexy: un vestito leggero di cotone, molto fasciante, calze nere ultra velate e tacco a spillo. Una rapida passata sotto la gonna mi permise di vedere che il tutto era completato da reggicalze e mutandine nere di pizzo leggerissimo. Un vero schianto, “Claudio ne sarà contento”, pensai.

Alle 20, puntualissima arrivò la signora e poco dopo anche Claudio. La signora indossava una camicetta bianca di seta che lasciava intravedere un reggiseno bianco, gonna scura al ginocchio e calze color carne.

La cena si svolse tranquillamente anche s eni sembrava di cintare ogni tanto che la mano di zia si sporgesse da sotto il tavolo a toccare la bigama di Claudio che reagiva con un piccolo sobbalzo cercando di mostrarsi indifferente. Anche io mi feci coraggio e - forte delle precedenti esperienze con la signora - allungavo spesso la mano a sfiorale le cosce, sentendo sotto le dita il gancetto del reggicalze. La signora fingeva completa indifferenza anche se ogni tanto mi lanciava occhiate cariche di voglia. “La serata si preannunci di fuoco” pensai, “Vediamo cosa ha in mente zia”.

Dopo cena ci accomodammo tutti sul divano con l’eccezione di zia che si sprofondò nella sua poltrona. Chiacchierammo insieme del più e del meno per qualche minuto e io cominciavo a pensare che la serata sarebbe finita in bianco, quando zia chiese a Claudio:

  • - Ma tu Claudio hai mai visto il panorama che si vede dalla finestra di camera mia?

  • - No, signora, lo vedrei volentieri - rispose prontamente Claudio.

Ecco cosa aveva pensato zia: da camera sua non c’è alcun panorama da vedere e poi è sera… evidentemente vuole lasciare da soli me e la signora.

Anche la signora era perplessa:

  • - Non mi sembra che da quel lato della casa ci sia un particolare panorama…

  • - Beh, signora… lei conosce zia: avrà in mente qualche altro ‘panorama” da mostrare a Claudio - dissi ammiccando.

  • - Ah tu vuoi dire? - mi chiese seducente la signora mentre io le mettevo una mano sotto la gonna risalendo lungo la sua coscia.

  • - Ma ci sono tua zia e il tuo amico di là… - finse una timida protesta.

  • - Vedrà che zia lo intratterrà, signora - continuando ad accarezzarla.

Evidentemente la signora si era eccitata a tavola e non mostrò neppure una leggera resistenza: baciandomi mise la sua mano sul mio pacco che si irrigidì immediatamente, mentre lei apriva le gambe per consentirmi di accarezzarle la figa. Io le slacciai la camicetta e le palpai le tette e, dopo averne tirata fuori una, le succhiai il capezzolo duro. Intanto la signora mi aveva slacciato i calzoni e il mio cazzo si era inalberato prepotente e voglioso.

In quel momento rientrarono in sala zia e Claudio. La signora cercò, senza riuscirci, di coprirsi le tette e tirar giù la gonna.

  • - Non preoccupatevi per noi - ci rassicurò subito zia - Franca, stai tranquilla, noi stiamo qui a guardarvi senza disturbare…

E così dicendo fece sedere Claudio sulla poltrona davanti a noi e gli si sedette sulle ginocchia. Non vedevo benissimo, ma mi sembrava proprio che zia gli stesse smaneggiando l’uccello, mentre certamente lui le mise subito una mano sotto il vestito, tra le cosce.

La signora Franca dopo un attimo di esitazione decise che si sarebbe gustata lo spettacolino che ci stavamo tutt’e quattro reciprocamente offrendo: si tolse la camicetta e il reggiseno e le sue morbide tette apparvero in tutta la loro bellezza: le areole grandi e scure, i capezzoli eretti che si solleticò con le dita.

Poi aprì le cosce invitandomi a leccarle la figa. Io prima la accarezzai da sopra le mutandine (un velo inconsistente trasparente), poi gliele sfilai e dopo avergliela ben aperta mi tuffai tra le labbra della sua meravigliosa figa bionda. Prima le stuzzicai leggermente con la lingua il clitoride, appena sfiorato; poi irrigidendo la lingua lo sgrillettai un po’ ed infine lo mordicchiai con le labbra. La signora gradiva il mio trattamento e cominciava ad ansimare per il godimento. Notai però che, a differenza di altre volte, non teneva gli occhi chiusi, ma continuava a guardare con grande attenzione la coppia sulla poltrona: Claudio a aveva messo a nudo le tettone di zia e se ne stava leccando e succhiando una mentre con la mano continuava a farle un ditalino. Zia dal canto suo aveva liberato l’uccello di Claudio e figli stava facendo una sega.

Io decisi che era ora di scopare: la misi a pecorina di traverso sul divano in modo che entrambi potevamo continuare a guardare i due che si masturbavano sulla poltrona.

Le appoggiai la cappella sulla figa e cominciai a strofinarle l’uccello sul grilletto gonfio. Lei resistette solo un minuto:

  • - Ti prego, prendimi! - mi implorò.

  • - Eccolo qui - e la impalai fino ai coglioni con una spinta decisa.

Con le mani sui fianchi, cominciai a stantuffarla per bene. Poi le proposi di cambiare posizione: io mi sedetti sul divano e chiesi a lei di cavalcarmi, ma girata verso di loro, in modo da mostrarsi per bene.

La signora apprezzò molto la mia iniziativa e cominciò una galoppata selvaggia sul mio cazzo. Per non farsi mancare nulla nel frattempo si sgrillettava.

Zia si alzò dalle ginocchia di Claudio che protestò. Ma zia venne vicino anni, si inginocchiò a quattro zampe tra le mie gambe cominciò a leccare un po’ le mie palle e un po’ la figa della signora. Claudio non perse l’occasione: le chiappe di zia erano troppo invitanti e la infilzò a pecorina in una istante, mentre zia non smetteva di leccare me e la signora.

Sbarrammo quasi tutti insieme: prima zia, poi la signora e Claudio io in contemporanea.

Ma né zia, né la signora Franca si potevano accontentare di un solo orgasmo questa sera.

  • - Franca, che ne dici di provare a farli risorgere subito? - propose ammiccando zia.

  • - Tu credi che ce la possano fare? - chiese prendendoci in giro la signora.

  • - Lascia a me mio nipote, tu prova quest’altro giovanotto: non è niente male!

Io restai sul divano e zia cominciò uno dei suoi mitici pompini. Ma ero curioso di vedere anche la signora: ricordavo che anche lei era una eccellente pompinara. E infatti si dedicò con passione e competenza all’uccello di Claudio che prontamente torno duro. Lei se lo limava per bene, cappella, palle, leccate, in bocca… insomma: tutto l’assortimento.

Le due porche si studiavano a vicenda e sembrava volessero mostrare l’una all’altra quanto fossero brave a fare pompini: una gara davvero entusiasmante per me e per Claudio!

Era sempre zia a fare la regista:

  • - Dai, Franca. Io credo che siano tutt’e due pronti: facciamoci scopare!

Claudio ed io eravamo completamente d’accordo: io mi presi zia, la misi a pecorina, imitato da Claudio che fece lo stesso con la signora Franca e cominciammo la seconda scopata, uno di fianco all’altro. Le due maiale ogni tanto si limonavano tra loro, ogni tanto si palpavano le tette reciprocamente, ogni tanto ci accarezzano i coglioni…

Non so quanto durò questa scopata, ma a sufficienza per far venire due volte le due donne, finché Claudio non esplose:

  • - Signora sto sborrando.

  • - In bocca, vienimi in bocca - disse la signora sfilandosi il cazzo e porgendo il viso che fu coperto da una sborrata gigante.

  • - Anche tu, Ninni, sborrami in faccia! - a zia piaceva moltissimo prenderla in faccia o in bocca.

  • - Prendi zia! Prendila tutta!

Al solito, fu zia a chiudere la serata:

  • Mi sembra che la cena sia stata gradita… e non solo!

  • - Susy, devi organizzare presto un’altra cenetta con questi due ragazzi…

  • - Certo, potremmo farne un appuntamento settimanale!

 (Sono molto graditi sia i commenti, sia le critiche. Grazie.)