Così mi preparai per la sera con la meticolosità che si mette per gli incontri importanti e promettendomi di domandare al mio contatto come mai Rex si trovava in quello stato. Arrivata la sera, dopo aver fatto il biglietto, salì sul treno e questa volta sperando che non ci fossero altri intoppi e”nessun incontro” come l’altra volta, volevo essere pieno di desiderio per la “mia sorpresa”. Il viaggio sembro molto più lungo del primo ma finalmente giunsi a destinazione. Scesi dal treno e mi diressi al parcheggio auto come concordato e vidi l’auto che mi aveva descritto.
Appena mi vide arrivare scese dall’auto e mi venne incontro. Era un uomo più alto di me, più anziano e con un corpo atletico.
“Ciao come è stato il viaggio?” “lungo, come temevo ma soprattutto per l’impazienza di arrivare”. “Bene, sali che andiamo al nido del sesso dove Rex ti sta aspettando”.
Saliti in auto accese e partì. Durante il tragitto, breve per fortuna, volle sentire il mio culo palpandomelo. “Bello sodo, piacerai tanto a Rex. Sai lui è stato addestrato bene e ti farà godere stanne certo”.
Appena arrivati ad una casetta scendemmo e mi condusse dentro. Il luogo era spartano con solo il necessario per quegli incontri. Nella prima stanza c’era una cucina economica in caso si volesse preparare qualcosa da mangiare una stufetta per le giornate fredde d’inverno e un piccolo lavandino, mentre nell’altra stanza c’era un materasso una piccola lavatrice in un angolo e una porta che sicuramente portava al bagno.
“Puoi prepararti qui mentre vado a prendere Rex”. “Prepararmi?” “Si, spogliati o preferisci che sia Rex a toglierli, sai è bravo anche in questo ma non ti conviene, è soggetto a strapparli” e usci. Così mi tolsi gli abiti riponendoli con cura sopra la lavatrice e attesi che arrivasse la mia “sorpresa”. Non dovetti attendere molto.
Claudio, il mio contatto, aveva fatto entrare Rex nella stanza mentre io ero ancora in piedi, nudo. Devo dire che Rex era di una taglia medio grande e mi arrivava appena sopra il ginocchio, pelo corto di un colore bruno nero e con un buon odore. Subito iniziò a girarmi attorno annusando e mi tornò in mente che dovevo fare quella famosa domanda a Claudio. “Perché mi avevi detto che Rex attendeva con trepidazione di incontrarmi?” “Di solito non lo fa con nessuno ma deve avere un sesto senso, non so dirti. So solo che sono giorni che è agitato, proprio come adesso”
Infatti Rex mi stava annusando girando intorno e saltellando eccitato.
“Se ti pieghi un attimo in avanti vedrai che ti mette subito il naso nel culetto” Infatti appena mi piegai in avanti Rex subito punto il suo nasone umido in mezzo alle mie chiappe tanto da farmi uscire un gridolino di piacere. “Dai, piegati ancora un po, è addestrato benissimo”. Acconsentii.
Fu come un onda del mare ti colpisce lasciandoti senza fiato. Rex aveva preso a leccarmi il buchetto in modo stupendo tanto che dovetti appoggiarmi alla lavatrice per non cadere tanto le gambe non mi reggevano più. Così appoggiato alla lavatrice mi ero piegato ancora di più esponendo il mio buchetto alle leccate di Rex che mi stavano mandando in visibilio per l’eccitazione.
Dio se era esperto mi stava facendo tremare dal piacere così mi appoggiai completamente sulla lavatrice e mi ritrovai in paradiso. Non so quanto durò, forse attimi o un’eternità ma godetti in modo come mai prima mi era capitato e senza toccarmi. Dopo essermi ripreso Claudio mi invito a mettermi a pecorina sul materasso perché Rex era talmente agitato che aveva già mezzo cazzo fuori. Mi sollevai e così potei constatare quello che aveva detto Claudio.
Dio se era grosso, rosso ed usciva per metà fuori dalla guaina. Salii sul materasso e Rex capi subito che stava per iniziare il divertimento. Iniziò a saltarmi addosso ma per fortuna aveva dei calzini alle zampe anteriori altrimenti mi avrebbe graffiato. Con le sue spinte e il suo peso finii per ritrovarmi disteso sul materasso.
“Lascialo fare, sa lui come si prepara e si monta una cagna. Tu fai solo in modo di metterti a pecorina e attendi che sia lui a fare tutto” mi informò Claudio, e così feci.
Non appena fui riuscito a mettermi in posizione, impresa visto che Rex non faceva altro che puntare il naso e leccarmi dappertutto, dovetti attendere un millisecondo perché Rex mi venisse dietro e mi saltasse addosso.
“Allarga un po' le gambe e abbassati appena e appoggia la testa sul materasso, faciliterai la monta e la sua penetrazione” ed ubbidii. Rex da prima dava colpetti un po' qua e un po' la schizzando un liquido pre seminale credo, per preparare la penetrazione e individuare il buchetto.
Claudio in effetti non fece niente, fu Rex che, da esperto e addestrato com’era, trovo la strada dopo soli pochi colpetti. Così iniziò a montarmi facendo entrare ed uscire quel suo cazzo morbido ma duro allo stesso tempo. Poi quando ebbe trovato definitivamente la strada prese a montarmi come un vero animale ed io iniziai a perdere ogni volontà di reagire, volevo solo godermi questo amante canino con tutto me stesso.
Dopo qualche minuto sentii sbattere qualcosa di grosso al mio buchetto e capì che era il nodo che stava ingrossando così con l’ultimo colpo decisivo Rex introdusse tutto il suo cazzo nel mio culo, nodo compreso. In quel momento intervenne anche Claudio e bloccò Rex evitando di farlo uscire, perché potrebbe succedere, anche se Rex era ben addestrato.
“Stai tranquillo lo tengo fermo io, tu pensa a goderti la sua inseminazione”. Sentivo distintamente ogni schizzo, caldo, che mi entrava nell’intestino. Tanti schizzi, frequenti, interminabili, una vera goduria che non avrei mai immaginato. Il mio amante intanto si era appoggiato sulla mia schiena con la lingua che gocciolava così decisi di girare la testa e cercare di arrivare a quella lingua per leccarla. Un altro tremito di piacere quando arrivai a farlo e Rex mi aiuto avvicinandosi ancora al mio volto. Un vero amante. Sentivo il suo respiro affannoso e il suo corpo caldo appoggiato a me con il suo pelo che mi accarezzava la schiena, avrei potuto restare così in eterno.
Ero legato, annodato, attaccato al mio amante Rex. Il tempo che occorre per potersi staccare dipende da cane a cane e in quanto ci mette il nodo a sgonfiarsi. Non occorre che sia sgonfio del tutto ma occorre prudenza. Per il nostro accoppiamento ci volle circa mezz’ora, dopo di che Rex usci con il cazzo ancora gocciolante e inizio a leccarselo per pulirlo. Io restai ancora un po' disteso sul materasso, felice e appagato per questo amplesso meraviglioso. Poi Claudio prese Rex per ricondurlo alla sua cuccia e mi disse voltandosi
“Puoi usare il bagno per lavarti, ci vediamo dopo” ed usci chiudendosi la porta dietro le spalle. Mi alzai a fatica dopo qualche istante ma ancora le ginocchia mi tremavano e andai verso il bagno. Mi misi a sedere sul bidè, accesi l’acqua calda e mentre aspettavo ripercorsi ogni momento di quella scopata. Ancora non potevo crederci di aver vissuto un’esperienza così sconvolgente e appagante come quella. Poi iniziai a lavarmi il buchetto e rimasi sorpreso di come si era dilatato e senti scendere del liquido, sperma di Rex, evidentemente, che non ero riuscito a trattenere dentro di me.
Vi sembrerà strano, folle, ma sapere di avere sperma di Rex dentro di me mi faceva stare bene, mi sentivo…. suo.
Poi mentre mi rialzavo e cercavo i miei indumenti per rivestirmi, tornò Claudio.
“Allora, cosa mi dici, ti è piaciuto? Rex è stato bravo? Si è fatto perdonare?” “Oh, certo che si per tutte e tre le domande. Direi che avevo timore che qualcosa andasse storto ma Rex è stato magnifico e molto, carino e amabile nel suo prendersi cura di me. Un vero amante super”.
“Bene, direi che ne è valsa la pensa. Appena sei pronto ti riaccompagno io a casa, ho da farmi perdonare pure io”. “Ti ringrazio e accetto il passaggio”. Così risalimmo in auto e, mentre io guardavo in direzione della cuccia di Rex chiesi a Claudio “Hai mai pensato di farti pagare per questo? Sai, ho letto che ci sono persone che pagano per incontri così inusuali”. “No, Rex non è in vendita e tanto meno lo sono io, facciamo questo solo per piacere nostro e di chi si gode le attenzioni di Rex”. Mise in moto l’auto e partimmo. Durante il tragitto non scambiammo molte parole, solo quelle riguardanti la serata appena passata. Giunti sotto casa mia Claudio mi chiese “che ne dici di un altro incontro, se ti va”. “Adesso non so, forse, devo solo assorbire questa esperienza e poi ti farò sapere, ma non è detto che sia un no”. Apri la portiera e scesi. “Grazie Claudio e ringrazia Rex da parte mia” e richiusi la portiera lasciandomi alle spalle la mia prima esperienza canina.
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