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Il problemino: la rivelazione
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Racconto9 min di lettura

Il problemino: la rivelazione

Un uomo stabilisce una relazione con una ragazza. Nel cercare di rivelare il suo "segreto" scopre che anche lei ha diversi scheletri nell'armadio.

Massimo Nilaz
1 anno fa · 682 letture · 1

La prima volta che l’ho fatto con Agnese, ho avuto una paura boia di deluderla. A dirla tutta, era l’ultimo di una lunga serie di timori che si sono accumulati da quando ci siamo conosciuti. L’età, tanto per iniziare: io poco sopra i quaranta, lei una decina di anni di meno. Poi la nostra condizione: Io reduce da un divorzio, lei single dopo essere stata abbandonata dall’amore della sua vita; io alla ricerca di una compagnia senza impegno, lei di una relazione stabile. Eppure, funziona.

Agnese è una ragazza dolce e romantica, dalle forme morbide, una BBW, non eccessivamente “Big”, però molto “beautiful”. Prima di conoscerla, la vedevo spesso al parco col suo cagnolino, mentre io facevo la mia camminata giornaliera, per mettere a posto la coscienza che la mia pancia prominente non è alla mia pigrizia genetica. La nostra conversazione si limitava a un ‘ciao’’ e un sorriso di circostanza. Poi, un paio di mesi fa, mi decisi e mi feci avanti. Entrammo subito in confidenza, e persino quando mi propose di uscire, accettai senza pormi problemi. Cenammo in un locale della mia zona, poi facemmo una lunga passeggiata, parlando delle cose più svariate.

Alla fine di quella serata sentivo il cuore gonfio, Agnese è una bella persona, dentro e fuori, e a quanto pare, dopo quella sera, anche lei pensò la stessa cosa: prima di uscire dall’auto mi diede una carezza e poi mi baciò. Arrivai a casa felice, poi, a una a una, tutte le paure vennero a galla. Dopo quella sera, iniziammo a frequentarci, scoprendo che le mie paure erano anche le sue, e insieme le smontammo, a una a una. Agnese è una donna d’altri tempi, dopo lo scotto della sua storia precedente, decise di andare adagio con me, e io lo accettai, anche se un mese di uscite senza sesso, vanno ben oltre il normale concetto di “andarci piano” almeno per due adulti.

 

Eccoci, quindi, alla sera decisiva, un mesetto fa. Stiamo facendo petting da mezz’ora sul divano di casa mia, quando lei dice, sospirando eccitata: «Sono pronta, facciamolo.»

A quel punto non posso più rimandare, meglio avvertirla, prima che se ne accorga da sola

«Prima, però, ti devo dire una cosa.»

Lei appoggia la mano sui boxer e dice maliziosa: «Sei gay? A me non pare proprio …»

E da una strizzata.

«No … è che non sono molto dotato. Non vorrei deluderti.»

Lei mi squadra.

«Non sei un po' vecchietto per avere ancora l’ansia da prestazione?»

«No, non è quello …»

«Le tue ex erano soddisfatte?»

«Mi pare di sì …»

Vedo il viso cambiare espressione, e mi rendo conto che sto rovinando il momento.

«C’è qualcosa che non va?»

A quel punto desisto: tanto vale andare fino in fondo, e affrontarne le conseguenze.

«No, niente. Ti amo, andiamo in camera da letto.»

Mi abbraccia, poi andiamo in camera e ci spogliamo. Quando sono nudo, lei guarda, poi prende in mano il pene strusciando il prepuzio avanti e indietro.

«E ti preoccupi per questo? Va più che bene, vedrai.»

Poi si mette a quattro zampe sul letto, porgendo il sedere enorme alla mia vista.

«Dai, leccami.»

Una visione che rinvigorisce la mia eccitazione. Le allargo le natiche e immergo il viso sul suo sesso liscio e gonfio.

Il mio amore per lei è dettato anche dal voler dare uno strappo al passato. Le donne che ho avuto prima di Agnese sono tutte minute, l’esatto contrario di lei. Godo, quindi, per l’abbuffata e sento che anche lei è partecipa al banchetto. Poi, però, mi sollevo e struscio la punta sulla vulva bagnata e aperta, e la sproporzione dei due sessi smonta l’erezione. Mi sento come Gulliver, che dopo aver passato una vita come un gigante tra i nani, si ritrova ad essere un nano tra i giganti. Il mio pisello sembra un dito, se confrontato alla vulva di Agnese, e si ritira intimidito in mezzo al cespuglio di pelo, sotto la pancia prominente.

«Va tutto bene?»

«Ehm, mi serve un aiutino.»

Lei sbuffa e si gira, poi lo prende cin le sue mani piccole e lo massaggia. Faccio un sospiro di sollievo, sentendo la virilità che riprende forma. Lei, a questo punto, vuole essere sicura che non ci siano altri intoppi e inizia un pompino sublime. Solo quando sente che l’erezione è robusta, si stende.

«Vieni, facciamolo alla vecchia maniera.»

Scopiamo alla missionaria. Dopo che è venuta, esco e inizio a masturbarmi, giustificandomi

«Sei troppo bagnata, non ti sentivo più.»

Da anni non riesco a venire dentro una donna per quella ragione, e anche perché godo di più masturbandomi mentre lei mi guarda, o mi aiuta. Lei capisce al volo, con una mano strizza le palle. Quando poi capisce che sono quasi in dirittura, inumidisce il dito medio.

«Scommetto che ti piace …»

Annuisco, felice della proattività della mia giovane amante. Subito dopo vengo sulla sua pancia, con il suo medio infilato nel culo.

Da quella sera, lo facciamo sempre così. Alla fine lei mi rassicura dicendo di essere soddisfatta, e io, sentendo il suo orgasmo, mi sono sentito sollevato. Almeno fino a ieri sera!

 

Siamo andati a una festa e lei ha alzato il gomito. Non è una novità, ad Agnese piace divertirsi. Ballare, cantare, stare con gli altri, e anche bere. Quando l’ho accompagnata a casa sua, mi ha chiesto di salire. Appena dentro, si è spogliata, barcollante.

«Facciamolo, dai spogliati.»

L’ho seguita in camera da letto.

«Meglio di no, sei ubriaca.»

«Può darsi, ma ho voglia.»

E si è stesa a letto, iniziando a toccarsi. Io sono rimasto immobile, senza sapere bene cosa fare. Non l’avevo mai vista fare cose del genere, a dire il vero è la prima volta che vedo una donna toccarsi dal vivo, davanti a me.

«Allora?»

Mi guarda e sbuffa, poi tira fuori da un cassetto un dildo anatomico enorme.

«Se non mi vuoi scopare, almeno renditi utile. Succhialo!»

Lo prendo in mano, e appoggio la punta di gomma alle labbra, poi lo inumidisco di saliva. Il sapore forte e pungente della fica di Agnese è mischiato a quello tipico del lattice.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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