Vai al contenuto
Erotika
Giovanna e il carsex doloroso
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva
Racconto17 min di lettura

Giovanna e il carsex doloroso

Negli anni 70 e 80 ci fu una rivoluzione sessuale estrema: per molte donne fu una specie di ubriacatura erotica che porto le signore a desiderare e ottenere tutti i piaceri estremi prima riservati alle puttane.

Giovanna Esse
2 anni fa · 1.1k letture · 2

Nella notte milanese, la Mercedes argentata dai finestrini fumé procedeva come se nulla fosse.

In certi momenti, a qualche pedone sul marciapiede sembrò di sentire alcune urla provenire da quell’ automobile elegante, ma quando si voltavano per accertarsene la vedevano ormai lontana e la curiosità faceva presto a svanire.

Solo ogni tanto, la luce al neon delle insegne illuminava con il suo fascio di luce il parabrezza, filtrando all’interno dell’abitacolo e soltanto in quei momenti capitò che alcuni passanti si accorsero che qualcosa di strano stava succedendo su quella macchina.

Qualcosa di molto, molto eccitante.

Una donna completamente nuda, con il volto sfigurato dal piacere e dalla fatica, stava seduta a cavallo di un uomo cui dava le spalle, e si dimenava come una baccante. I suoi seni abbondanti si muovevano disordinatamente, sobbalzando ad ogni movimento.

Intanto l’autista, come se nulla fosse, continuava a guidare. 

Solo ogni tanto gettava uno sguardo allo specchietto retrovisore. Dietro le spalle sentiva le mani della donna, aggrappata ai due sedili anteriori. 

Le sue orecchie erano piene dei suoi gemiti, delle le sue urla. 

Tutto era iniziato poco prima, ad una stazione di servizio con annessa tavola calda.

La macchina si era fermata di fianco ad una serie di camion e dallo sportello del guidatore era sceso un uomo dall’aspetto elegante, in giacca e cravatta. 

Con passo deciso si era avvicinato alla trattoria e, proprio sulla porta, si era fermato a parlare con un uomo piuttosto robusto, forse un camionista, in quel momento intento a fumarsi una sigaretta.

Nessuno potè udire cosa si stessero dicendo, tuttavia dopo alcuni secondi alcuni avventori del ristorante, attraverso i vetri appannati, videro i due avvicinarsi alla macchina in questione. 

Il camionista, un ragazzone sui trentacinque, si chinò verso il finestrino posteriore. Rimase un’ attimo in quella posizione, a parlare; poi si voltò verso l’uomo in giacca e cravatta e sembrò rivolgergli un cenno di assenso. A quel punto l’autista riprese posto in macchina, mentre il ragazzone salì sul sedile posteriore. 

Sul suo volto campeggiava un sorriso a dir poco sguaiato.

Un ragazzone grande e grosso, proveniente dalla campagna milanese. Di professione autotrasportatore. Quella sera, quando si era fermato a quell’area di sosta, in mente non aveva altro che di farsi una bella cena, bersi un quartino di vino e poi di ripartire con il suo carico, diretto a Firenze.

La proposta di quell’uomo in giacca e cravatta, inizialmente, gli era sembrata uno scherzo.

Lo voleva forse prendere in giro?

Eppure sembrava serio: proprio per questo l’aveva seguito fino alla macchina.

- Guardi dentro. – gli aveva detto l’uomo – Cosa ne dice? -

Seduta sul sedile posteriore, appoggiata contro la portiera del lato opposto, una donna sui quarant’anni, capelli castani, ricoperta da un vestito da sera piuttosto elegante, incrociò lo sguardo con il suo.

Non indossava le mutandine e, a gambe aperte, si stava masturbando pesantemente. Il ragazzo rimase un attimo interdetto. Gli occhi ipnotizzati da quell’immagine sconvolgente ed inaspettata.

Da quelle dita affusolate immerse in quelle carni umide e luccicanti alla luce di un lampione.

- Allora – l’aveva incalzato l’autista – Che vuole fare? -

Non esitò neppure un attimo. Annuì con il capo ed entrò nella vettura, che dopo pochi secondi ripartì nella notte stellata.

Mentre l’autista prendeva la strada verso il centro la donna fece segno al ragazzo di avvicinarsi a lei..

Lo vedeva piuttosto impacciato, a disagio: non si era mai trovato in una situazione del genere!

La donna lo aveva capito immediatamente, ma non era nuova a queste avventure, perciò iniziò a muoversi con studiata abilità.

Per prima cosa allargò la scollatura del vestito facendo fuoriuscire un seno abbondante e sodo.

- Dimmi un po’… Ti piaccio? - gli chiese, con voce sinuosa. Ed intanto riprese a masturbarsi con la mano destra

Lui si limitò a far segno di si con la testa

- E allora fammi godere, da bravo…

Come nelle gare di atletica è necessario uno sparo per dar inizio alla corsa, in quella situazione bastarono quelle parole per dare l’inizio alle danze.

Il ragazzo si avvicinò a lei. Le sue mani grandi e ruvide si impadronirono prima dei suoi seni, poi scivolarono verso il basso. 

Non con troppo romanticismo. Sicuramente non vi era abituato.

Immediatamente le sue dita grandi e tozze presero il posto di quelle affusolate della donna e senza tanti preamboli scivolarono rapidamente verso l’interno della sua vulva.

Era così bagnata! 

- Si, fammi godere, da bravo…

Avanzò ulteriormente verso di lei. Le si avvicinò al viso; cercò le sue labbra e queste si schiusero.

La sua lingua incontrò quella della donna. Una lingua fradicia di saliva, che cercava di penetrare nella sua bocca e poi scivolava via.

Questo bacio crudo, accompagnato da un ditalino profondo eccitò incredibilmente la donna che, quando non riuscì più a resistere spinse indietro il camionista e si gettò a capofitto sulla cintura dei suoi jeans.

Sotto la patta dei pantaloni poteva sentire un evidente rigonfiamento. In un attimo gli sfilò la cintura e gli sbottonò i pantaloni.

Mutande bianche, pessime. Ma in quel momento non andò troppo per il sottile.

Presa dalla foga e dall’eccitazione ne abbassò l’elastico e immediatamente si ritrovò tra le mani un cazzo di notevoli dimensioni, duro come la pietra.

Il ragazzo era eccitatissimo, lo si vedeva bene. Allungò una mano sulla testa della donna e gliela spinse verso il basso.

Lei non era certo una verginella, capì subito cosa doveva fare.

Schiuse leggermente la labbra e si abbassò su quel tronco di carne, stringendo leggermente gli angoli della bocca, in modo da scoprirgli la cappella e abbassare quella pelle morbida e sottile fino alla base.

Immediatamente un gusto acre, pungente, le riempì le fauci. Quel porco non doveva essere granchè abituato alla pulizia. Soprattutto, quel sapore acidulo sembrava tanto quello dello sperma lasciato seccare… Quel cretino doveva essersi già fatto una sega in quella giornata e non si era ancora lavato!

Ciononostante, la donna capì che certo non poteva bloccarsi in quel momento. La mano del ragazzo, poi, le dettava il ritmo, così iniziò a scivolare su e giù sopra quel palo di carne. Era grosso, la cappella molto larga e curva alla base. Non lo vedeva ma era la sua lingua a dirglielo. Già si immaginava il piacere che avrebbe potuto trarne al momento della penetrazione!

Aiutandosi con la mano iniziò a scappellarglielo lentamente, mentre con la lingua gli sollecitava il tronco in tutta la sua lunghezza, fino alle palle. Gliele succhiò anche, ma lui la riportò sulla cappella tirandola per i capelli. Allora lei ricominciò a prenderlo in bocca, ora con maggior intensità, quasi volesse aspirare fuori la sborra dai coglioni.

In quel momento avrebbe tanto voluto un cambiamento di posizione. Gli sarebbe piaciuto sentirsela leccare per bene, sentirsi penetrare con un numero di dita man mano crescente… sentirsi succhiare i capezzoli.

Ma il ragazzo non era di quell’idea.

- Togliti il vestito, dai! – le ordinò

Fino a quel momento la donna non lo aveva ancora sentito parlare. 

Ubbidì. Si sfilò il vestito dalla testa e rimase completamente nuda. Non indossava né reggiseno ne mutandine.

Anche il ragazzo si sfilò i calzoni, rimanendo in calzini e camicia mezza sbottonata

- Vieni sopra, adesso

Il ragazzo scivolò in centro all’abitacolo e attirò a sé la donna che gli salì a cavalcioni.

- Infilatelo tu

Ora che aveva preso coraggio, quel ragazzone non dava che ordini.

La donna non si compose, né si offese. Allungò la mano da dietro, impugnò quel cazzo fradicio di saliva e se lo spinse nella fessura immersa nella pelliccia scura e riccia

Salva in una lista