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Erotika
La moglie giocata
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Racconto15 min di lettura

La moglie giocata

Dal gioco d'azzardo al gioco a tre in questa storia il passo sembra breve, mentre le scopate e le perversioni che nascono da questo incontro sono praticamente infinite.

pennabianca
2 anni fa · 1.3k letture · 0

Mi chiamo Marco, ho ventinove anni e lavoro per una ditta che fornisce energia. Il mio lavoro lo svolgo come addetto alle emergenze. Siamo dodici persone divise in tre squadre composte di quattro persone ciascuna. Abbiamo tre turni di lavoro, uno di mattino, pomeriggio e notte. I miei compagni di lavoro sono Otello, il capo squadra, Giovanni, detto Baffo, e Piero detto Smilzo. Ad accezione di me, sono tutti sposati. Durante le ore di lavoro, capita che non abbiamo emergenze, quindi inganniamo il tempo a giocare a poker. 
Ovvio, nessuno di noi gioca cifre enormi, siamo tutti fumatori, quindi, un semplice pacchetto di Malboro da venti è quanto serve per cambiare le fiches, finite le sigarette hai perso. Io sono l’ultimo acquisto della terza quadra, come ci chiamano a noi. Faccio quasi sempre coppia con il capo, nelle situazioni in cui non è richiesto l’intervento di tutta la squadra. 
Otello è un tipo un po’ schivo, parla poco ed è molto riservato. Ho dovuto impiegare del tempo prima di guadagnarmi la sua fiducia. Baffo, è il più porco di tutti, basta che vede una donna e subito elenca tutte le porcherie che ci farebbe.
 Lo Smilzo invece è un patito del ciclismo, ama correre in bici e non fa che parlare di Tour, Giro, e altre gare sempre di ciclismo. Io invece sono più per la piscina. Amo andarci quando sono libero dal lavoro per mantenermi in forma, e per rimorchiare qualche scopata poi che sono scapolo.
Abito ad un km dal lavoro, e spesso lo percorro a piedi, dal mio appartamento ci metto appena quindici minuti. Ho avuto tre fidanzate, ma tutte erano molto gelose, e mi hanno reso la vita impossibile al punto che le ho mollate e da tre anni vivo solo.
Ho un bell’aspetto, alto uno e ottanta, spalle larghe, occhi chiari e capelli neri ricci che mi rendono appetibile agli sguardi delle altre donne, da qui la gelosia delle mie ex, che s’infuriavano molto quando vedevano una che mi fissava. Ha letto me la cavo bene, mi piace leccare, scopare con calma e se capita non disprezzo una bella inculata, specie se la tipa di turno lo gradisca. Va detto anche che madre natura è stata generosa con me, un bel calibro venti, con un bel diametro che quando lo usi a dovere difficilmente si scorda. 
Col passare degli anni è diventata consuetudine fra le squadre di festeggiare il compleanno insieme. La prima volta è stato a casa dello Smilzo. Sua moglie, una discreta donna, un po’ in carne, ma molto simpatica, ci ha preparato una bella cenetta, poi dopo noi ci siamo messi a giocare a carte come sempre, mentre lei, ci ha salutato ed è andata a dormire, lasciando noi a giocare fino a tardi. La volta successiva siamo andati a casa del Baffo. 
Quella sera ho conosciuto sua moglie. Una donna molto esile, minuta, dal brutto carattere, o noi gli eravamo antipatici o con il marito che si ritrova è sempre incazzata. Appena servito la cena si è dileguata lasciando noi al solito gioco.  Passano due mesi e viene il compleanno di Otello.  Entro a casa sua e mi rendo conto di due cose: ha una bella casa e una splendida moglie. Si chiama Giulia, statura medio alta, bionda occhi chiari, bocca ampia, seno una quarta abbondante, gambe lunghe e un bel culo. 
Ci accoglie cordialmente. Indossa un leggero maglioncino con scollatura davanti che evidenzia il seno, una gonna non troppo corta e scarpe con un tacco medio. Elegante ma senza eccessi, sembra voler restare in secondo piano rispetto a lui, che festeggia i suoi cinquantacinque anni, undici più di lei. La cena è semplice ma buona, lei si rivela simpatica e cordiale. Finito di mangiare dopo aver sistemato tutti insieme ci mettiamo a giocare e lei ci chiede di partecipare. Nessuno obietta nulla, e lui paga la quota di lei che si siede di lato a me, mentre Otello mi sta davanti mentre gli altri sono di lato a lei e lui. 
Dopo le prime mani mi rendo conto che la signora sta giocando in maniera veramente bene. Punta molto quando ha punti bassi e tutti in breve si rendono conto che lei sembra sprovveduta, io non ci casco e resto guardingo. Infatti, a un certo punto le entra un bel punto, e sia il Baffo che lo Smilzo puntano tutto convinti che lei non abbia nulla. Sbagliato in un attimo si ritrovano a zero. Lo Smilzo decide di andarsene, perche l’indomani vuole andare in bici e il Baffo che è venuto con lui lo segue. Restiamo solo noi tre a giocare, e improvvisamente il gioco si fa veramente duro. Per alcune mani ci studiamo. Vinco io, poi lei e anche lui, ma nessuno sembra voler azzardare. Poi lui perde con lei metà del suo capitale. Facciamo altre due mani nelle quali non entrano punti significativi e lui rimedia solo degli spiccioli. 
Improvvisamente la mano che non ti aspetti. All’inizio mi ritrovo con solo tre carte di cuori, un J, Q, K. Cambio due carte come loro e mi ritrovo con un 10 e un Asso di cuori: scala reale a cuori! Apro con una cifra di poco inferiore alle possibilità di lui che mi copre e rilancia puntando tutto, lei accette e rilancia ancora con una cifra che è quanto resta a me. Alla fine se vince lei, avrà eliminato entrambi, se vinco io, restiamo io e lei, e in ogni caso lui è fuori, accetto. Lui ci guarda e dichiara di voler coprire la posta, pur non avendo altre fiches.

“Se perdo, lei ti fa un pompino.” 

 Mi dice con una calma serafica.

Guardo lei che impassibile copre la cifra di lui. Scopriamo le carte, lui un full di K, lei un poker di 9, io la scala reale che batte tutti. Per un lungo istante il silenzio regna sovrano, poi lei scosta la sedia e mi fa girare, s’inginocchia davanti a me.

“I debiti di gioco si pagano al tavolo.”

  Mi dice con tono calmo.

Slaccia i miei pantaloni e li fa scendere fino alle caviglie. Sono frastornato. Guardo lui che dalla sua posizione si gode lo spettacolo. Cerco di capire se è uno scherzo o altro, ma lei mi prende gli slip e li tira fino alle caviglie, mentre il mio cazzo ha realizzato che la sua bocca lo farà godere e in un secondo è quasi al massimo della durezza.

“…WOW… Che bel flauto abbiamo da suonare.”

Mi sorride e avvicina la lingua alla cappella mentre lo tiene con la destra. Sputa sulla punta, gli da un colpo di lingua ed io ho un sussulto di piacere, tendo il mio corpo per un attimo e lei dopo aver guardato lui gira il capo e mi fissa con occhi veramente felici. Sempre fissandomi, inizia a scorrere tutta l’asta in lunghezza sempre leccando e lasciando che scivoli fra le sue labbra. Arriva in fondo, osserva le mie palle che sono abbastanza grandi e un poco distaccate dal corpo.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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