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Erotika
La quinta vacca.
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Racconto17 min di lettura

La quinta vacca.

Mi chiamo Anna, è sono la quinta vacca. La storia di questa definizione è entrata nella mia vita che avevo quasi diciotto anni.

pennabianca
1 anno fa · 1.4k letture · 1

 Oggi che ne ho cinquanta due mi rendo conto che ha rappresentato per tanti anni il mio stile di vita sessuale. Anzi, oggi mi dovrei definire la prima vacca, ma a me piace ancora questa definizione. È stato il caso a farmi scoprire una cosa che non sapevo ma che invece ha caratterizzato per tanto tempo le abitudini della mia famiglia. Figlia unica di una coppia che si era trasferita in città io non avevo mai sentito parlare della monta delle vacche. Tutto sarebbe rimasto un segreto se non ci avesse messo lo zampino il destino. Mio padre si chiama Antonio e ha un fratello di nome Enzo, mia madre Carla, e mia zia, la moglie di Enzo si chiama Flavia. Hanno un figlio di nome Luca. Lo zio Enzo ha una grossa tenuta agricola con due poderi al suo interno in tutto circa cento venti ettari di terreni che dalla collina scendono fino al fiume. Mio padre è comproprietario ma avendo fatto studi di ragioneria lavora in banca mentre mia madre è impiegata alle poste. Nonostante questo il legame fra lui e i miei zii è rimasto fortissimo e quando vi è veramente necessità non esitano a sacrificare le ferie per recarsi in campagna a dare una mano. Ho sempre amato molto la campagna e la compagnia di mio cugino un bel ragazzo forte e muscoloso che ha praticato per anni in nuoto nella locale squadra di pallanuoto con eccellenti risultati. Lui essendo più grande è sempre circondato da amici molto belli e anche da troiette che se lo spolpano volentieri. Mi piace la sua compagnia, c’è molta complicità fra noi due. Personalmente non sono una verginella e nemmeno una sprovveduta in fatto di sesso. Lo scorso anno alla gita scolastica, dopo innumerevoli pompini e seghe mi sono fatta sverginare da un ragazzo che mi piaceva molto sia di fica che di culo. Lo abbiamo fatto in camera sua sotto lo sguardo dei due suoi amici che educatamente ci hanno lasciato in pace segandosi in silenzio. Alla fine per ringraziarli della loro complicità gli ho fatto un bel bocchino suscitando la loro ammirazione.

«Accidenti come succhia! Che splendida bocchinara!»

Quella estate tutto era pronto per le vacanze estive. Quindici giorni già tutto organizzato in un bel posto al mare dove averi anche avuto la vicinanza di Pamela una mia carissima amica che già era tutta eccitata al solo pensiero della stupenda scorpacciata di cazzi che ci saremmo fatte. Invece il destino ci ha giocato un brutto scherzo. Hanno investito mio padre sulle strisce pedonali. Una anziana signora cieca come una talpa lo ha centrato in pieno. Fortunatamente se l’è cavata con la frattura del bacino, ma avrebbe potuto morire. Immobilizzato a letto tre giorni prima delle ferie con la prognosi di doverci restare per almeno altri sessanta, mi sembrava ingiusto parlare di ferie. Quando sono venuti gli zii a trovarlo Luca visto il mio sguardo dispiaciuto ha fatto una proposta.

«Zio, lascia venire Anna a passare qualche giorno in campagna da noi. Quando abbiamo un momento libero potremo andare fino al mare per una nuotata.»

Mia madre ha dato uno sguardo un po’ preoccupato alla zia, mentre io ho fatto gli occhi dolci a mio padre che ha acconsentito. Così sono andata a casa loro. Il primo due giorni ho solo aiutato nei vari lavori, poi al terzo Luca mi dice che nel pomeriggio gli piacerebbe andare a fare un bagno al mare che dista soltanto poco meno di una mezzora di strada veloce. Partiamo e ben presto raggiungiamo il mare. Mi porta non nel solito posto dove andiamo sempre, ma dopo un lungo sentiero arriviamo ai piedi di una altissima scogliera dove vi è una piccola spiaggia di sassolini bianchi. Quando arriviamo noi ci sono quattro coppie e due singoli completamente nudi. Guardo Luca che mi sorride.

«Non ti metterà a disagio stare nuda?»

Lo guardo facendo una faccia cattiva, ma dentro di me sono già eccitata. Mi spoglio e poi vedo la sua reazione. Il suo fisico scolpito e la sua bella dotazione di cazzo un po’ barzotto non passa inosservato dalle signore che lo ammirano e sicuramente hanno la voglia di assaggiarlo. Mi sento fiera di lui e mi distendo di lato quasi a coprire la visuale alle zoccole che adesso lo fissano apertamente. Luca ride divertito, ha visto il mio gesto.

«Potrei pensare che sei gelosa! Tu invece prova ad aprire le gambe e metti in mostra la tua stupenda fica e vedrai come ti scopano con lo sguardo.»

Osservo un poco la scena, mi alzo e vado a fare un bagno seguita dagli sguardi di tutti i maschi della spiaggia. Modestamente mi reputano una bella femmina. Alta uno e settanta occhi e capelli scuri una bella bocca ampia e labbra carnose da vera bocchinara, una terza abbondante di seno, cosce lunghe e ben tornite, un bel culo a mandolino direi che la mia porca figura la faccio. Quando esco e mi distendo di nuovo apro oscenamente le gambe e metto in mostra la mia fica semi depilata. Subito noto che sia i singoli che gli altri maschi si toccano ripetutamente i loro cazzi già duri. Eccitata mi diverto ad aumentare la mia esibizione fin quando è Luca che senza troppi complimenti mi appoggia il cazzo durissimo da dietro fra le gambe e me lo spinge dentro con un solo affondo facendomi subito gemere di piacere.

«oooooooohhhh…si…..che bello!... Si scopami!»

Si muove con estrema lentezza facendomi assaporare ogni affondo. Godo e vengo mentre noto che anche altre donne sono scopate dai loro compagni e i singoli si sono messi vicino a noi e si segano velocemente. Vedere altri cazzi sborrare per me mi sconvolge e vengo ancora mentre anche lui adesso è al limite.

«eccomi...sto per…sborrare! Si adesso…sborro!»

Lo sento inondarmi la fica con una copiosa sborrata. Restiamo un poco abbracciati, poi ce ne andiamo in acqua per una bella nuotata. Restiamo ancora un poco, in silenzio, senza dire nulla sull’accaduto, poi quando il sole tramonta ce ne andiamo alla ricerca di un ristorante dove ceniamo e lui mi fa qualche domanda. 

«Mi sbaglio o non era la prima volta che ti scopavano davanti ad altre persone?»

Lo guardo e gli sorrido, racconto l’esperienza molto eccitante della mia perdita della verginità e poi è la mia volta di fare domande.

«Dimmi quante zoccolette ti sei portato in questo posto che hai raggiunto molto velocemente, come se sapessi la strada benissimo?»

Sorride e mi risponde che anche se non lo credo, io sono la sola che ha portato qui. In genere ci viene da solo e vi trova sempre qualche troia che se lo scopa davanti al marito. Torniamo che è tardi e ce ne andiamo a dormire. Mi addormento velocemente e quando mi sveglio ho una gran sete. Scendo in cucina e dopo aver bevuto passando avanti alla finestra la mia attenzione è attratta dal passaggio di due persone che entrano nella vecchia stalla. Guardo l’ora e vedo che sono le sei del mattino. I miei zii si alzano presto per la mungitura delle mucche, che poi stanno nella stalla nuova un po’ più distante da casa, ma che ci fa della gente dentro la vecchia stalla dove vi è solo il loro toro da riproduzione? Io stessa ho una certa soggezione quando devo entrare in quella stalla. Roy il loro toro è qualche cosa di spettacolare. Pesa ben oltre i quindici quintali e incute timore anche ai maschi di casa. Ha vinto tantissimi premi come animale da riproduzione anche se io non ho mai visto una monta. Incuriosita vado a vedere. Passo però da dietro dove vi è il fienile. Salgo sopra delle balle di paglia e fieno e raggiungo un punto dove le assi di legno sono allineate e vi è una piccola feritoia che io usavo da ragazzina quando giocavo a nascondino con Luca. Mi avvicino allo spiraglio e quello che vedo mi lascia basita. C’è il maestoso toro ristretto in un recinto con dentro una giovane vacca che ho visto portare la mattina introno oltre allo zio Enzo e la zia Flavia, ci sono anche Luigi con la moglie Teresa, e Piero con sua moglie Maria. Entrambi sono le famiglie che occupano le due case della tenuta e vi lavorano con lo zio. La cosa curiosa è che i maschi sono vestiti e le donne completamente nude. Mi sento subito salire l’eccitazione. Indosso solo le mutandine, una t-shirt e le mie mani scorro verso la mia lumachina che già schiuma. La cosa che mi ha incuriosito particolarmente era che le donne nude aspettavano che accadesse qualche cosa che non capivo fin quando lo zio ha azionato una leva e il toro ha avuto libertà di movimento e si è spostato in avanti salendo delle piccole rampe poste ai lati della vacca e in quel momento ho visto e compreso tutto. Roy si sarebbe accoppiato con la giovane vacca e ho visto il suo sesso lungo e decisamente sottile, ma sempre impressionate considerata la immensa mole della bestia che lo sovrastava. Appena ha avuto inizio la monta subito i maschi hanno fatto una esclamazione.

Prima di andare avanti…

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