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Dal nudismo all'ano aperto
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Racconto26 min di lettura

Dal nudismo all'ano aperto

Dagli archivi una storia che parte in sordina sui piaceri del naturismo. Un racconto ritmato e perverso di @analcoholic

sesso italiano
1 anno fa · 4k letture · 2

Se alcuni nostri amici avessero scoperto che eravamo soliti frequentare spiagge nudiste durante le nostre vacanze ci avrebbero considerato per lo meno bizzarri se non pervertiti. Invece io non mi sentivo per nulla trasgressivo, anzi, avrei voluto fare molto di più rispetto allo stare semplicemente nudi in mezzo ad altra gente nuda. Ne avevo parlato con Giulia, la mia compagna, e le avevo proposto di osare un po’ di più e fare qualche gioco sessuale con altre persone. Mi sarebbe piaciuto molto vederla insieme ad un altro uomo oppure farlo in tre con la mia partecipazione. Le sue risposte erano sempre state negative ma non perché rifiutasse del tutto l’ipotesi, semplicemente considerava troppo difficile riuscire a creare la situazione giusta per fare cose così intime e delicate. Dunque, nei fatti, eravamo una coppia dalla sessualità ordinaria, nessuna trasgressione particolare, nessun colpo di testa, nessun coinvolgimento di altre persone nella nostra sfera erotica.

L’anno scorso eravamo in vacanza sulla costa toscana, dove ci sono diverse spiagge in cui si pratica abitualmente il nudismo. Era un po’ fuori stagione, non c’era tanta gente, per cui era una situazione ideale per godersi la natura e la nudità.

Ricordo tutto di quel giorno, come potrei dimenticarlo, ed iniziò tutto verso metà mattina. Faceva caldo, il sole picchiava nonostante fossimo già in settembre. Io me ne stavo a mollo in acqua fino alla cintola. Passeggiavo dentro al mare parallelo alla battigia, restando dove c’era quella profondità. Giulia invece era stesa sul telo, non lontano da dove iniziava la vegetazione retrostante alla spiaggia. Stava leggendo a pancia in giù e il suo bel culetto nudo era a disposizione degli sguardi di qualunque passante. Mi piaceva notare che venisse guardata.

Ero lì in acqua che facevo pensieri porcelli, giocando sul fatto che il mio cazzo era combattuto tra il gonfiarsi a causa della mia immaginazione e il rattrappirsi per colpa dell’acqua fredda in cui era immerso. Intanto avevo già notato un uomo che era passato due o tre volte camminando sul bagnasciuga e aveva rivolto sguardi prolungati verso la mia donna. Quando passò di nuovo deviò il suo cammino dalla riva verso la duna sotto la quale era stesa Giulia. Si avvicinò a lei, che subito non ci fece caso. Si sedette poco distante e rimase un po’ lì, guardandosi attorno e molto spesso fissandola. Io rimasi in disparte, lontano, dentro l’acqua.

Dopo qualche minuto l’uomo si alzò e si avvicinò ulteriormente a Giulia. Le andò proprio vicino e si accovacciò piegandosi sulle gambe. Lei si girò interrompendo la lettura. Lui le disse qualcosa lei rispose, apparentemente in modo freddo e scontroso. Lui rimase lì, continuò a parlarle. Io la conoscevo bene e dal suo linguaggio del corpo capivo benissimo le sue reazioni. Inizialmente fu evidente che lei era un po’ seccata da quella intrusione che le aveva interrotto la lettura del libro. Poi, ma mano che rispondeva, un po’ si rilasso. Evidentemente l’intrusione di quello sconosciuto non era così sgradevole come da primo impatto.

Mi accorsi che Giulia ad un certo punto alzò la testa, mi cercò con lo sguardo e mi indicò. L’uomo si girò, si mise una mano sulla fronte per farsi ombra sugli occhi e guardò nella mia direzione. Poi disse qualcosa a lei che sorrise e poi si tirò su sedendosi sul telo con le braccia intorno alle ginocchia. Io feci finta di niente, anzi mi allontanai ancora un po’, girandomi e non guardandoli per qualche istante.

La loro conversazione durò qualche minuto. Lui sembrava un po’ insistente, lei sembrava respingerlo con cortesia. Poi lui desistette, si alzò e la salutò, allontanandosi. Venne nella mia direzione e mi guardò mentre passava. Mia moglie lo seguì con lo sguardo. Poi guardò verso di me per capire cosa stavo facendo. Io feci finta di niente. Lei si rimise a leggere il libro.

“Cosa voleva quel tipo?” le chiesi quando tornai vicino a lei.

“Mah… pensava fossi qui da sola, voleva provarci.”

“Ah, è stato sgradevole?”

“Subito non mi è piaciuto che uno sconosciuto si avvicinasse così, ma poi ho capito che era uno educato e un po’ spiritoso.”

“E cosa ti ha detto?”

“Ma niente… mi ha fatto qualche complimento e mi ha chiesto se ero qui da sola. Io gli ho detto di no e anzi ti ho indicato per dimostrarglielo.”

“E lui?”

“Ha fatto il brillante, ha detto che era rischioso lasciarmi qui da sola, che lui non l’avrebbe fatto al posto tuo.”

“E tu come hai ribattuto?”

“Niente, gli ho detto che non eri un tipo geloso.”

“Davvero? Gli hai detto così?”

“Sì, perché? È vero che non sei geloso, lo dici sempre. Dici che ti piace che gli altri mi guardino e che ci provino.”

“Gli hai detto anche questo?”

“Beh, non proprio. Qualcosa del genere.”

“E lui che complimenti ti faceva?”

“Mi diceva che ero molto bella, che avevo un bel corpo.”

“Un bel corpo? Ti ha detto così?”

“Uhm, sì. Me l’ha detto in vari modi.”

“Cioè?”

“Ad esempio mi ha detto che avevo un bel culo.”

“Ah. Uno nudo che si avvicina ad una sconosciuta nuda e le dice che ha un bel culo. Audace come tipo.”

“Sì. Mi è sembrato un po’ un maniaco, però… non so come dire… un maniaco che ci sa fare.”

“Cosa intendi?”

“Che alla fine è stato educato, non sgradevole. Non si è nascosto, era chiaro quale era il suo intento però col massimo rispetto.”

“Ok. Alla fine quindi ti ha fatto piacere ricevere queste sue avances?”

“Non lo so… ma sì, dai. Mi sono sentita desiderata in modo sincero e non è mai spiacevole questo. E tu cosa ne pensi? Ti dispiace questo?”

“No, no. Anzi. Mi eccita un po’ che uno ci abbia provato con te. Che ti pensasse da sola e ti volesse scopare o altro. Guarda.”

Le indicai il mio cazzo che era barzotto ad immaginare tutti i possibili sviluppi di quella situazione.

“Sei il solito porco.” commentò Giulia in tono fintamente scandalizzato.

“Ti dispiace?”

“No, no. Siete tutti dei gran porci.”

“Sei tu che ci fai venire questi pensieri… col tuo culetto in bella vista…”

Arrivò ora di pranzo e per evitare il sole delle ore più calde e per mangiare il cibo che ci eravamo portati dietro ci spostammo tra i cespugli della vegetazione retrostante alla spiaggia, in mezzo alle dune. Trovammo uno spiazzo in cui stendere i teli all’ombra e organizzarci per mangiare. Poco dopo sentimmo qualcuno avvicinarsi. Era quell’uomo di prima. Ci vide e ci salutammo con un cenno. Poi lui si spostò e si andò a sedere poco lontano, sotto un alberello. Era distante ma era comunque in vista.

“Vi do fastidio se mi metto qua?” ci urlò poco dopo.

“No, no, prego.” rispondemmo.

A me non dava fastidio la sua presenza. Chiesi conferma a Giulia che neanche a lei lo desse.

“No, finché se ne sta là non dà fastidio. Certo, spero che non pensi che ci siamo infrattati qua per scopare, mentre siamo qui solo per mangiare.”

“E se scopassimo anche, ti darebbe fastidio che lui ci guardasse?” le chiesi provocatoriamente.

Lei mi guardò con gli occhi storti e mi mandò a quel paese con un gesto.

Mangiammo, bevemmo e ci rilassammo un po’ all’ombra. Il tipo ad un certo punto si era allontanato.

“Ma di aspetto quell’uomo come ti è sembrato?” chiesi a Giulia per tornare su quel discorso che mi intrigava.

“In che senso?”

“Nel senso… di aspetto ti è parso gradevole? Io non l’ho visto bene da vicino.”

“Mah… abbastanza. Non è un brutto uomo. Fisico abbastanza in forma. Molto abbronzato, si vede che fa sempre nudismo. E totalmente depilato.”

“Ah… quindi… cioè voglio dire… lo ha guardato anche fra le gambe.” mi stava eccitando questa situazione.

“E come potevo non guardarlo. Hai visto come si era messo? Era a pochi metri da me, con le gambe piegate e aperte… il suo coso era lì a penzoloni… non potevo non guardarlo.”

“E com’era?”

“Ma dai! Che domande fai?”

“Dai, voglio sentirtelo dire. Mi eccita sapere che la mia donna ha guardato il cazzo di un altro.”

“Sei il solito porco. E invece forse ti ecciterà meno sapere che ce l’aveva bello lungo, con le palle grosse. Era lì che penzolava e oscillava. L’ho capito che lo ha fatto apposta per mostrarmelo bene. Penso sperasse che ne fossi così attratta da farlo funzionare come arma di seduzione. Contento ora?”

“Mmh e invece sentirti dire questo mi eccita ancora di più…”

“Ma come? Voi uomini non siete sempre in competizione? Sei contento che uno che ha provato ad essere il tuo rivale fossi così ben dotato?”

“Sì… guarda…” le indicai il mio cazzo che era diventato completamente duro. Sapere che la mia donna aveva osservato così bene tanto da descriverlo nei dettagli il cazzo di un altro mi eccitava tantissimo. E poi si capiva che, a dispetto di quello che lei aveva cercato di dire, quelle dimensioni l’avevano per lo meno incuriosita, se non attratta.

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