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Maria e la mamma, di Maria
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Racconto11 min di lettura

Maria e la mamma, di Maria

Da @Konetas un racconto rude, immediato ed eccitante. I piaceri proibiti della gente degradata possono segnare la memoria di un ragazzo arrapato.

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2 anni fa · 2.6k letture · 0

Sto tornando a casa da lavoro quando le auto davanti alla mia iniziano a rallentare con le 4 frecce lampeggianti accese. In brevissimo tempo mi trovo fermo sulla statale . Sulla corsia di sinistra si affianca un auto blu. Erano anni che non vedevo quel tipo di automobile. Alla vista della Fiat ulysse blu mi torna alla mente un episodio del passato ormai rimosso.

Alle scuole medie avevo una compagna di classe e l'auto di famiglia era proprio una Fiat Ulysse blu.

Erano i giorni che seguono le vacanze natalizie, la scuola era ripresa per tutti ma non per me. Non volevo ritornare e finsi un malanno di stagione.

Quando feci ritorno a scuola , i compagni mi comunicarono che l'insegnante di storia aveva assegnato un compito da svolgere in coppia, e siccome nel giorno dell'assegnazione delle coppie non ero presente fui accoppiato con l'unica rimasta sola. Nessuno l'aveva scelta.

Maria in classe e a scuola non aveva amici , passava l'intera giornata quasi del tutto in silenzio, sentivamo la sua voce o quando rispondeva alle domande dei professori o quando in quei rari casi con pochi versi e parole monosillabi interagiva con noi.

I compagni di classe non riuscivano a capirla fino in fondo e non riuscivano a capire che tipo di persona fosse e dopo il primo anno ci hanno rinunciato. Questo è il primo anno che faccio con loro ma li conosco praticamente da tre anni, da quando sono entrati alle medie.

Si perché ero un ripetente. Ero più grande di loro di 3 anni. Ero stato bocciato per ben 3 volte. Non che fossi stupito è solo che avevo un comportamento anticonformista e mi trovavo sempre in disaccordo con tutti i professori mettendo in discussione ogni cosa che dicevano.

L'unica con cui mi trovavo bene era la professoressa di lettere. Lei aveva un debole per me , mi trattava bene , mi capiva e cercava sempre in tutti i modi di prendermi le parti. Al mio ultimo anno era diventata la preside della scuola ed ogni occasione era buona per farmi mandare nell'ufficio della preside, dove passavo intere ore in sua compagnia. MA QUESTA È UN'ALTRA STORIA CHE RACCONTERÒ IN FUTURO.

Maria non mi stava né antipatica e ne simpatica, ma non mi era indifferente come al resto della classe. Ogni tanto cercavo di scambiarci 2 parole solo per guardarla da vicino.

Aveva il seno più grosso della scuola. Era in carne ma non grassa , era molto alta per essere una ragazza. Era un po' trasandata aveva sempre i capelli sporchi e i vestiti pieni di toppe puzzava anche un po', aveva sempre un odore forte di sudore acido. Giravano delle voci sul suo conto che i genitori fossero cugini e lo zio l'aveva violentata. Dicevano che era per questi motivi che non parlava, perché era ritardata e abusata. Altre voci volevano che viva dentro una baracca con 10 fratelli e avevano casa piena di animali e che faceva le seghe al suo cane domestico.

Venne il giorno stabilito il quale ci saremmo visti dopo scuola per fare il compito di storia.

Voleva a tutti i costi farlo a casa sua perché doveva badare ai fratelli visto che la madre lavorava.

Maria ed io fuori scuola aspettavamo la madre che ci venisse a prendere, eravamo rimasti solo noi , una volta soli tiró fuori dalla tasca dello zaino un pacchetto di camel light da 10.

Fumi?

Si. Non sapevo fumavi.

Non sai tante cose di me.

Credo non abbiamo mai parlato.

Ti sbagli sei l'unico che mi parla, o meglio sei l'unico a cui rispondo.

Perché rispondi solo a me?

Perché sei diverso dagli altri.

In che senso?

Gli altri non vedono quello che vedi tu.

In che senso?

Gli altri mi vedono dall'alto verso il basso , gli faccio schifo. So benissimo cosa si dice su di me.

Ed è vero?

Che i miei genitori sono cugini? No! Hanno solo lo stesso cognome per pura coincidenza.

Che faccio le seghe al cane? Bhe questo è vero ma è successo un paio di volte quando ero più piccola.

E di tuo zio?

Mio zio cosa?

Ti ha violentata?

Non era proprio un vero zio, era un amico di famiglia e non è stato lui a violentarmi, sono stata io a convincerlo a scoparmi....E comunque so bene perché ti avvicini per parlarmi , lo fai solo per guardarmi le tette.

Si vedeva in lontananza la fiat Ulysse blu.

Piena di graffi e ammaccature lungo tutta la carrozzeria. Se fuori faceva schifo, dentro era anche peggio. Appena salivi venivi investito da una puzza tremenda di fumo e di cane bagnato.

A stento trattenni il vomito.

Alla guida c'era la madre di Maria , una giovane donna di 30 anni che ne dimostrava almeno 40.

Rimase incinta di Maria a 16 anni, e nei successivi 14 anni aveva avuto altri 7 figli. In tutto erano 8.

Maria la più grande di 16 il piu piccolo luca ne aveva 3 ed era nuovamente incinta.

Ci sedemmo nei due posti in fondo poi che gli altri sedile erano occupati da 4 dei 7 fratelli.

Abitavano a 15 minuti dalla scuola , furi dalla città, in una casa di campagna.

Durante il tragitto, Maria allungo la mano e mi afferrò il cazzo. Avvicinò la bocca al mio orecchio e lo leccò.

Sapevo lo avevi duro è da quando siamo saliti che mi guardi le tette . Se vuoi ti faccio una sega.

Ma cosa dici? Qui in macchina?

Si adesso.

Ma ci sono i tuoi fratelli e tua madre.

Non ci faranno caso.

Ma sei matta e se ci vedono?

Non succederà, ora rilassati...Sinceramente me lo immaginavo più lungo, ma in compenso è ciotto , hai un bel cazzo... Duro... Molto duro... Penso che mia madre se ne sia accorta...

Solitamente parliamo, ma adesso sta in silenzio e mi lancia delle occhiatacce...

Non ci credo sei venuto. Sei un maiale, ti eccita farti guardare! E bravo!

Arrivammo a casa dove ad aspettarci c'erano i fratellini più piccoli e il secondo genito Ettore che aveva frequentato un anno per poi abbandonare la scuola e lavorare come meccanico nell'officina dello zio. Sembrava natale per quante persone ci fossero. Mi sentivo anche un po' in imbarazzo, e l'aspetto caotico della casa rendeva tutto meno a mio agio.

Salimmo in camera da letto, Maria condivideva la stanza con le sue sorella che per l'occasione ci lasciarono la stanza per noi. La camera era grande e conteva tre letti due singoli e uno a castello. Una vecchia poltrona che adesso era diventata un armadio. Una montagna di panni a terra che a stento si vedeva il pavimento, e un forte odore di sudore e puzza di piedi. Una cosa veramente disgustosa.

Prima di iniziare a studiare Maria mi porta in camera della madre.

La stanza a differenza degli altri ambienti della casa era decisamente più ordina e perfino profumata. Odorava di vaniglia e gelsomino, era inebriante. Un profumo caldo e sensuale.

Entrati nella camera Maria, chiuse la porta e si diresse verso l' armadio in fondo alla stanza.

Lo apri e all'interno c'era un enorme baule. Mi fece vedere cosa ci fosse al suo interno.

Tornati in camera di Maria ci sedemmo alla scrivania con l'intento di iniziare il compito di storia.

Per un po' ci lavorammo, finché non ne ebbi più. Pensavo e ripensavo a quello che era successo in macchina. Alla sega che mi aveva fatto e alla sborrata che avevo dentro le mutande. Per non parlare del contenuto del baule in camera della madre.

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